Quella che è appena cominciata si preannuncia un’estate come sempre all’insegna del calcio e dello spettacolo. Il Mondiale Under 20 sta ormai volgendo al termine e tra pochissimi giorni avrà inizio l’attesissimo campionato europeo Under 21 che si giocherà in Italia. Dall’altra parte del mondo la scena è, invece, tutta per la quarantaseiesima edizione della Copa América. Argentina e Brasile partono favorite ma le incognite sono sempre dietro l’angolo. I verdeoro, orfani della stella Neymar, puntano tutto sull’attacco guidato da Roberto Firmino, fresco vincitore della Champions League, e da Gabriel Jesus, chiamato alla consacrazione dopo un’annata alle spalle di Aguero. Se l’Argentina ha riconfermato la vecchia guardia con Messi, Aguero e Di Maria ancora al centro del progetto, occhio a chi, invece, il ricambio generazionale lo sta portando avanti da molto tempo e che si presenta all’alba del torneo tra le papabili candidate alla finale. L’Uruguay, mai come quest’anno, è riuscito a creare un gruppo di talento ed esperienza che potrebbe rivelarsi ben più forte di quello che si pensa. La Copa América è sempre culla ideale per giovani talenti pronti ad affacciarsi ed esplodere nel calcio dei grandi. Ecco, allora, i migliori cinque talenti pronti a prendersi la scena in Brasile.

YEFERSON SOTELDO

La condizione politica in cui versa il Venezuela ci obbliga a guardare con un occhio di riguardo la nazionale vinotinto che,  inserita nel gruppo A della Copa América 2019, si candida ad essere una tra le possibili sorprese di una manifestazioni che non ha da’ mai nulla per scontato. Tra l’esperienza del capitano Tomas Rincòn, lider maximo della nazionale venezuelana, e la fame di gol di Salomon Rondòn e di Josef Martinez è importante non ignorare il talento di uno dei potenziali crack del torneo. Yeferson Soteldo, in realtà, alla Copa América 2019 non doveva neanche parteciparvi. Ma l’infortunio che ha colpito Adalaberto Penaranda ha costretto il profe Dudamel a convocare il giovane classe ’97, alla prima grande esperienza con la Nazionale maggiore. Soteldo è un diez in miniatura, alto neanche un metro e sessanta ma dotato di una tecnica eccezionale. Ha nel dribbling la sua arma migliore e da un paio di stagioni a questa parte sta iniziando a vedere con più facilità la porta.

Fonte: profilo Facebook Federacion Venezolana

A quasi 22 anni (li compirà il 30 giugno) Soteldo è chiamato alla prova del nove. Durante il cammino delle qualificazioni il giocatore del Santos è stato uno degli uomini chiave del Venezuela. Il suo estro era già emerso qualche anno fa, quando al Sub-20 del 2017 aveva portato il suo Venezuela ad estromettere il Brasile dal Mondiale di categoria che si sarebbe giocato l’estate successiva. E proprio in quel Mondiale Soteldo si era presentato al mondo, ergendosi a uno dei migliori talenti in circolazione. Dopo le fruttuose esperienze in Cile, prima con il Huachapito – 18 presenze e 2 gol – e poi con l’Universidad de Chile – 31 presenze e 5 gol – oggi Soteldo è il numero dieci del Santos. Jorge Sampaoli gli ha affidato la maglia più prestigiosa del Peixe e lo ha messo al centro del proprio progetto tecnico. Tutti si aspettano la definitiva esplosione della stellina venezuelana e chissà che questa non avvenga proprio nella kermesse brasiliana.

JHON LUCUMI’

La Colombia sta vivendo un periodo di transizione abbastanza evidente. L’exploit del Mondiale brasiliano del 2014 è lontano e i grandi campioni come Falcao e James Rodríguez stanno vivendo momenti piuttosto difficili. Di contro, però, impossibile rimanere indifferenti dinanzi la inevitabile ascesa di alcuni grandi difensori. Yerri Mina, strapagato la scorsa estate dall’Everton, e Davinson Sanchez, difensore del Tottenham, sono due giovani ormai affermati. Alle loro spalle, nel frattempo, occhio a Jhon Lucumì, uno dei difensori più promettenti dell’intero panorama mondiale. Lucumì è solo un classe ’98, ma a 20 anni ha già vinto il campionato belga con il suo Genk. Ha giocato 17 partite e quando è stato chiamato in causa ha sempre dimostrato tutto il suo grande valore.

Fonte: profilo Facebook KRC Genk

Roccioso, alto e con una buona tecnica di base che ha saputo affinare proprio in Belgio. E’ uno dei talenti promossi a pieni voti dal neo commissario tecnico Queiroz, chiamato a ringiovanire una nazionale che ha come obbiettivo quello di presentarsi ai Mondiali di Qatar 2022 con una squadra forte, di esperienza e pronta a sorprendere tutti. Lucumì è partito titolare nelle ultime amichevoli pre-Copa disputate dai Cafeteros e Queiroz si è detto assolutamente soddisfatto delle prestazioni in campo del difensore colombiano.

” Stiamo parlando di un potenziale campione. Ha vinto il suo campionato. Ha solo 20 anni ma possiede già grande motivazione, sicurezza e gioca con grande qualità. In una competizione lunga come la Copa América avere un difensore forte come lui è importante.”

TAKEFUSA KUBO

Il Giappone  è, insieme al Qatar, una delle due selezioni nazionali invitate dalla CONMEBOL a partecipare alla prossima Copa América. Quella nipponica è una squadra interessante, ambiziosa ma che, soprattutto, può vantare la presenza del giocatore più famoso d’Oriente. Ha solamente 17 anni, 18 quasi da compiere, ma il nome di Takefusa Kubo è un nome del quale un po’ tutti abbiamo sentito parlare. Nel 2011, a soli 10 anni, viene ingaggiato dal Barcellona che lo fa crescere nella sua rinomata cantera. Il problema è che, essendo minorenne, non può e nel 2015 lascia la Masia blaugrana e ritorna in patria. In Catalogna Kubo era sulla bocca di tutti, lo consideravano il nuovo Messi – come tanti altri in realtà – ma sul giapponese la società azulgrana ci puntava per davvero.

Fonte: profilo Facebook Team Japan

Anche perché una volta rientrato in Giappone Kubo ha battuto record su record e oggi, neanche maggiorenne, è la punta di diamante della Nazionale del Sol Levante. Gioca come attaccante ma può fare benissimo anche l’ala d’attacco, dotato di grande velocità e tecnica individuale, Kubo è diventato una vera attrazione in patria. A 15 anni, al suo esordio con il Tokyo FC Under 23,  erano presenti circa 7.000 spettatori e 182 operatori di media, un’attendance impensabile a questi livelli. E’ diventato il giocatore più giovane a segnare un gol in J-League e probabilmente da qui a un paio di anni diventerà anche la stella della giovane nazionale giapponese. Il Tokyo FC, che lo ha ripreso dopo l’esperienza al Barcellona, che sapeva di avere a che fare con un talento cristallino e su di lui si sono mosse tutte le big d’Europa. Il Paris Saint-Germain, in Giappone, si diceva avesse già un accordo con Kubo, che in realtà è rimasto molto legato al mondo spagnolo. Il Barcellona, infatti, ha fatto di tutto per riprenderselo ma alla fine è stato il Real Madrid ad aggiudicarsi il piccolo fenomeno giapponese. Il giovane attaccante è stato ufficializzato proprio oggi e dopo la Copa América si aggregherà al Real Castilla, la squadra giovanile delle merengues. Tutto il mondo lo aspetta, noi non vediamo l’ora.

MARCELO SARACCHI

Gli amanti di calcio sudamericano lo conoscono molto bene. Marcelo Saracchi è senza dubbio uno dei più interessanti giocatori dell’intero movimento calcistico uruguaiano. Saracchi è un terzino sinistro, classe ’98, che nasce a Paysandu e coltiva la passione per il pallone fin da piccolo. A 13 anni lascia casa e si sposta a Montevideo, dove lo aspetta il Danubio. Qui Saracchi cresce, si evolve in un terzino di spinta e velocità e conquista anche la maglia della nazionale. Il salto di qualità lo fa nel gennaio del 2017, quando da capitano trascina l’Uruguay durante il Sudamericano Under 17. Leo Ramos, allora tecnico del Danubio, lo promuove in prima squadra, ma è con un altro allenatore, Jorge Castelli, che Saracchi si impone in patria. Nel 2017 Saracchi vince da protagonista il Sub-20 e su di lui iniziano a mettere gli occhi i grandi club del Sud America. Arrivano i dirigenti del River Plate che lo convincono a sposare un progetto vincente e così sarà: in pochi mesi Saracchi conquista la fiducia di Gallardo e diventa il titolare della fascia sinistra dei Millionarios, con i quali Saracchi vincerà una Coppa Argentina e una Supercoppa Argentina.

In Europa il RB Lipsia si accorge del grande talento dell’uruguaiano e decide di sborsare ben 13 milioni di euro per acquistare il cartellino del laterale del River. Quest’anno ha assaggiato la Bundesliga senza però esprimere tutto il potenziale talento che aveva convinto i tedeschi a prelevarlo dal Sud America. Ha fatto, invece, discretamente in Europa League giocando 10 partite su 10. Giocatore molto duttile, fisicamente non eccezionale – alto solo 1.72 m- ma abile palla al piede e sempre molto preciso nei cross. Ama giocare il pallone e soprattutto è dotato di una sfrontatezza che in Europa lo ha, a volte, limitato parecchio. Nell’uno contro uno ne esce spesso vincitore mentre subisce di più in fase difensiva, fondamentale nel quale dovrà inevitabilmente migliorare. In Uruguay sono convinti di aver trovato la futura freccia della Celeste e la Copa Amèrica è il palcoscenico ideale per poter esprimere al meglio tutto il suo potenziale.

FEDERICO VALVERDE

Chiudiamo questa full-immersion nella Copa América 2019 con il giocatore che, tra quelli sopracitati, è il più vicino ad esplodere. Federico Valverde è un talento innato, un gioiellino che sia Uruguay che Real Madrid hanno imparato ad apprezzare e che sono pronti a lanciare finalmente. Valverde nasce a Montevideo nel 1998. Cresce nel sempre florido vivaio del Penarol, squadra che tifa fin da bambino, e con il quale conquisterà da leader assoluto il campionato 2016. Viene notato dagli osservatori del Real Madrid che offrono 5 milioni, superano la prima offerta dell’Arsenal, e dunque lo portano in Spagna con l’intenzione di farlo crescere nel Real Madrid Castilla.

Fonte: profilo Facebook Selecciòn Uruguay

Dopo aver vestito la maglia del Deportivo, retrocesso lo scorso anno, Valverde è ritornato al Real. Ha collezionato 16 presenze, chiuso da tre mostri sacri del centrocampo blanco. Con Kroos, Modric e Casemiro è stato difficile trovare spazio, eppure Zidane, a caccia di nuove leve per il suo Madrid 2.0, più di qualche volta ha concesso a Valverde la possibilità di giocare da titolare. Fisicamente e tecnicamente ricorda proprio il suo compagno Toni Kroos, leggero ma sempre nel vivo del gioco. La sensazione è che con il futuro possa diventare un centrocampista box-to-box. E’ infatti dotato di un passo lungo e di una ottima progressione. Un ottimo tiro dalla distanza ma ancora poca confidenza con la porta – 2 reti con l’Uruguay e 2 reti con il Penarol-. Oggi sia Zidane che Tabarez lo vedono soprattutto come centrocampista davanti la difesa, sfruttando al meglio la sua grande abilità nel palleggio e nel lancio lungo. Su di lui è piombato il Napoli pronto ad offrire 18 milioni di euro, ma una eventuale buona Copa Amèrica potrebbe far lievitare non di poco il prezzo del suo cartellino. “El pajarito” (l’uccellino) , come lo chiamano in patria, è pronto a spiccare il volo.

 

Fonte immagine di copertina: profilo Facebook Selecciòn Uruguay