Allerta massima, dentro e fuori dal campo; non potrebbe essere altrimenti in un incontro del genere. Il palcoscenico degli Europei Under 21 regala fin dall’esordio un big match unico ed emozionante. Italia-Spagna, del resto, non è certo una partita come le altre.

Un match spettacolare ad aprire il percorso azzurro in casa, in quel Bel Paese nel quale vogliamo stupire e sognare. Una rimonta romantica, intensa, appassionante nel suo divenire. Una partita che racconta il ventaglio di emozioni che il calcio sa regalare al suo popolo. Specie quando si parla di quello italiano.

Italia-Spagna è un grande classico del calcio europeo a livello di Under 21. Si trovano a confronto infatti le due nazioni con più vittorie in assoluto dell’Europeo di categoria. L’Italia vanta 5 vittorie (1992, 1994, 1996, 2000 e 2004), la Spagna invece insegue a quota 4 (1986, 1998, 2011 e 2013). I precedenti di Italia-Spagna a livello di Under 21 in partite in competizioni importanti sono 10: 4 vittorie italiane, 2 pareggi e 4 vittorie degli iberici. Fonte: profilo instagram @azzurri

Poteva e doveva essere la serata del riscatto azzurro contro i rivali spagnoli, contro i quali non trionfavamo (a livello di Under 21) dal lontano 2006, quando un giovane Giorgio Chiellini guidava la retroguardia azzurra. Una rivalsa figlia della determinazione e della voglia di sorprendere di fronte al palcoscenico del mondo. Così è stato. Gli azzurri di mister Di Biagio riescono così nell’impresa di sconfiggere il pronostico benevolo alle furie rosse. Un 3-1 ai danni della Spagna che rappresenta il prologo perfetto per la storia dell’Italia in questi Europei.

L’ANALISI TATTICA: IL PRIMO TEMPO…

La cornice dello Stadio Renato dall’Ara in Bologna è il teatro d’esordio dei nostri. Oltre 30mila persone accompagnano i sogni e le speranze degli azzurrini, nel segno di un esordio agli Europei delicato e complesso come contro le furie rosse. L’obbiettivo è la testa del gruppo A alla luce della vittoria della Polonia sul Belgio maturata nel pomeriggio.

L’Italia ha a disposizione quella che, a detta di molti, è una delle formazioni Under 21 migliori della sua storia, potendo poi contare sul fattore casa. Il tutto contro un’indiscussa qualità di una Spagna mai sazia di vittorie e trionfi negli ultimi anni, una squadra che ha saputo riservarci un ampio ventaglio di delusioni.

Filosofie a confronto: 4-3-3 contro 4-1-4-1. Le triangolazioni dei centrocampisti azzurri e il continuo movimento di Zaniolo e Chiesa dalle fasce al centro sfidano il fraseggio delle Furie Rosse, che fanno del tocco di prima e della qualità degli interpreti le loro armi più decisive nell’alzare il baricentro in fase offensiva.

L’Italia scende in campo con un 4-3-3 che rappresenta oramai un marchio di fabbrica in casa azzurra. Mister Di Biagio conferma Mancini e Bonifazi come coppia centrale, con Mandragora a muoversi da playmaker fra difesa e centrocampo. Pellegrini e Barella accompagnano col loro movimento un tridente a geometria variabile, con Chiesa, Kean e Zaniolo a inter-scambiarsi le posizioni, in modo da non dare punti di riferimento agli avversari. La Spagna invece controbatte con un 4-1-4-1 pragmatico nelle varie fasi dell’incontro, a diventare un autentico 4-1-3-2 in fase offensiva a premiare il talento del madridista Ceballos. Fabian Ruiz insieme a Soler occupa la corsia di destra, con Borja Mayoral come unico riferimento offensivo.

Nella vetrina di uno stadio sold out lo spettacolo si sposta dal calore sugli spalti alla tensione in campo: la partita ha inizio. L’atteggiamento dell’Italia è chiaro fin dal primo pallone giocato: fare la partita e condurre il gioco forte del fattore casa. I ritmi di gioco sono relativamente alti sul piano del palleggio e dell’intensità agonistica, con le due squadre che si alternano il fraseggio nei primi minuti. Povera, invece, la voce tiri e occasione nelle battute iniziali del match. Soprattutto per i nostri che nei primi 30 minuti non sono riusciti a concludere verso lo specchio della porta.

In occasione del gol della Spagna. Ceballos (evidenziato in rosso) si libera della marcatura di Barella con un movimento rapido ad accentrarsi, per poi concludere con un destro a giro a battere un incolpevole Meret.

Dopo un promettente inizio degli azzurri la Spagna prende le misure e comincia a impostare il proprio gioco fatto di velocità e giocate di prima intenzione. Il tiki-taka made in Spagna lascia il posto a triangolazioni più rapide e a verticalizzazioni improvvise, favorendo il movimento di esterni (a inizio gara soprattutto dalla sinistra con Oyarzabal) e dal centro. Fattori che permettono alle furie rosse di sbloccare dopo nemmeno 10 minuti l’incontro. Al 9′ infatti il Golden Player del 2017 Ceballos conclude dalla distanza con un tiro straordinario e imprendibile. La Spagna è subito in vantaggio.

Il numero 10 delle furie rosse è l’indiscusso protagonista per gli avversari. Nel corso della sua partita ha realizzato positivamente l’84% dei passaggi, vincendo il 66.7% di duelli. Per lui 2 i tentativi di conclusione, uno dentro e uno fuori dall’area, con quest’ultimo andato in rete. Fonte: profilo instagram @real.france

L’Italia subisce il contraccolpo psicologico e fatica a riassettarsi sul piano tattico ed emotivo. Tanto da rischiare il gol del raddoppio: al 13′ l’ennesima azione individuale di Ceballos dalla sinistra fa sfiorare la deviazione in rete di Borja Mayoral da posizione ravvicinata. Soler, poi, al 22′ ci prova anche lui dalla distanza ma senza successo. Il pericolo è scampato ma gli azzurri non riescono a riprendersi. Il nervosismo domina i nostri lasciando libero sfogo alla superiorità spagnola nel fraseggio. 497 sono stati infatti i passaggi degli avversari contro i 369 nostri. Un dominio nella prima mezz’ora figlio della fiducia del risultato e nei propri mezzi.

La prima conclusione dei nostri arriva addirittura al 32′, quando Mandragora (servito dalla sinistra da Chiesa) lascia partire un destro dalla distanza che finisce alto sopra la traversa. Un’occasione mancata che al tempo stesso rappresenta la scintilla emotiva alla ricerca del gol del pareggio. Una rete che non si fa attendere molto.

Il gol del pareggio dell’Italia passa per l’azione individuale di Federico Chiesa (evidenziato in rosso), che in percussione palla al piede si libera in velocità del marcatore e da posizione defilata batte un mal posizionato Sivera, disattento sul proprio palo.

Il gol di Federico Chiesa fa esplodere la gioia del pubblico azzurro. Il suo centro rappresenta la chiave di volta dell’entusiasmo dei nostri, a dimostrazione di come un episodio decisivo possa rivoluzionare in toto il morale dell’incontro. La rete dell’1-1 non solo fa abbassare il baricentro degli spagnoli scossi dal gol subito, ma al tempo stesso conferisce la giusta dose di fiducia in vista del secondo tempo. Il neo di fine primo tempo è l’infortunio alla testa di Zaniolo al 42‘: Orsolini subentra al posto del giallorosso piazzandosi sulla fascia destra.

La partita di Federico Chiesa è all’insegna della grinta agonistica nella sua forma più spettacolare. In 90 minuti ha concluso in 3 occasioni, di cui 2 verso la rete, trovando una preziosissima doppietta. Ha vinto l’80%di contrasti e il 52.4% di duelli, a testimonianza del cuore mostrato. Fonte: profilo instagram @fedexchiesa

La prima frazione si conclude in parità. La Spagna ha imposto ad ampi tratti del match la superiorità nel possesso palla (57% contro il 43% dei nostri) ma l’Italia ha avuto il merito di non scomporsi, trovando a testa bassa un gol preziosissimo nel suo unico tiro in porta in 3 tentativi totali (la Spagna ha concluso 6 volte, 2 verso la porta).

…IL SECONDO TEMPO

In apertura di ripresa il match riprende su ritmi infuocati. Le due reti segnate hanno infatti acceso il morale da ambedue le parti. Alla percussione del solito Chiesa sulla sinistra al 49‘ risponde Soler al 55‘, con un tiro messo in angolo dal tuffo a mezz’aria di Meret. Il nervosismo è direttamente proporzionale al fattore falli e cartellini: 30 sono state le infrazioni (16 per gli azzurri, 14 per le furie rosse) a fronte di 6 cartellini gialli, di cui 4 per i nostri. Al 60‘ il mister sostituisce Kean con l’ingresso in campo di Cutrone come punta centrale. La serata del bianconero è da dimenticare: figlia di pochi palloni ricevuti (ha effettuato appena 17 tocchi di palla), va detto, ma l’attaccante non ha mai concluso verso la porta avversaria, subendo la marcatura stratta di Vallejo e Merè.

L’ingresso di Cutrone e la leadership di Pellegrini sono stati fattori decisivi per chiudere i conti. Il centrocampista della Roma è preciso nel distribuire palloni (83.7% di successo) ed è sua la rete del decisivo 3-1. Il dinamismo di Cutrone ha permesso poi all’attaccante di trovare e servire libero sulla sinistra il movimento di Chiesa. Fonte: profilo instagram @azzurri

Come nel primo tempo, così anche nel secondo il vero problema per la retroguardia azzurra è senza dubbio Ceballos. Il talento del Real Madrid è il perno della manovra avversaria, che parte sempre dalla costruzione da dietro liberandosi della prima pressione, per poi servire il numero 10 e il suo talento. Ma ancora una volta l’Italia riesce a tenere botta, trovando poi la rete del vantaggio. Il dall’Ara esplode così come uno scatenato Di Biagio per la prima volta nel corso del match.

In occasione del gol del 2-1. Barella (evidenziato in giallo) fa partire dalla destra un filtrante alto a premiare il movimento di Cutrone (evidenziato in azzurro). Il numero 9 è bravissimo a liberarsi del pressing in mischia degli avversari, servendo sulla sinistra un libero Chiesa (evidenziato in rosso) libero di concludere a rete.

L’intuizione in corso d’opera di Di Biagio è azzeccata. L’ingresso del rossonero in attacco ha conferito maggiore dinamismo e inter-scambiabilità in avanti rispetto a quanto non si fosse visto prima. Il vantaggio dell’Italia va di pari passo con la reazione degli spagnoli. Il baricentro degli andalusi si alza a schiacciare le linee azzurre, molto strette e disposte in fase di non possesso con un 4-5-1. La forza delle furie rosse nasce dallo sfruttare i propri tecnicismi e gli errori mentali dei nostri, con diverse disattenzioni nel corso della partita.

L’episodio decisivo avviene al minuto 80, quando Soler strattona alle spalle Pellegrini in mezzo all’area di rigore, col VAR che conferma la decisione arbitrale. Lo stesso romanista si incarica della battuta del penalty e non sbaglia.

La trattenuta di Soler su Pellegrini (in alto) e il calcio di rigore del centrocampista della Roma (evidenziato in rosso) che calciando sulla destra batte Simon in movimento sul palo opposto.

I minuti finali sono colorati dal desiderio degli spagnoli di non arrendersi. Una determinazione alla quale si contrappone l’orgoglio azzurro, fatto di voglia di vincere, sorprendere e ribaltare un pronostico avverso. I 5 minuti di recupero sono all’insegna della difesa (l’Italia ha vinto il 63% dei contrasti con 20 respinte difensive) e del contropiede, fino al triplice fischio dell’arbitro. L’Italia trionfa ed esordisce come meglio non avrebbe potuto.

IN CONCLUSIONE

Il primo capitolo di questa storia europea made in Italy comincia nel migliore dei modi. Gli spagnoli erano e rimangono fra i favoriti più prepotenti per la vittoria finale insieme agli azzurri. Il loro gioco fatto di qualità e velocità nella ricerca del gol è stato un ostacolo difficile da sormontare per i nostri. Non a caso quello spagnolo è un movimento vincente e di successo fin dalle sue formazioni più giovani.

Ma questa squadra ha dimostrato nel divenire dell’incontro cuore, grinta e carattere. Una determinazione che ha saputo sconfiggere il fattore emotivo, che aveva schiacciato il baricentro nelle prime fasi dell’incontro per poi crescere di minuto in minuto. Fino al trionfo.

Il trionfo al dall’Ara degli azzurri per 3-1 è figlio di potenzialità e voglia di impressionare il proprio pubblico. Fonte: profilo instagram @azzurri

Dalla prorompente forza di Federico Chiesa alla leadership a centrocampo di Lorenzo Pellegrini, passando per una difesa solida e triangolazioni fra le linee di centrocampo e attacco convincenti. E soprattutto vincenti. Il prossimo passo è la Polonia, ma con questo cuore si può davvero andare lontano.

Fonte immagine di copertina: profilo instagram @ilcorrieredelaporte