Nelle tarde ore pomeridiane della giornata di ieri, presso l’Auditorium Banco Bpm di via Massaua a Milano, si è tenuta la presentazione del libro “La Coppa degli Immortali” scritto da Arrigo Sacchi e Luigi Garlando, il primo artefice delle gesta memorabili raccontate, il secondo autore dello scritto presentato in una splendida cornice di pubblico.

IL DIARIO DI BORDO

Il libro, impostato su una sorta di cronologia della genesi della vittoria, racconta di come venne creata la squadra che fece tremare l’Europa nel corso della stagione 1988-89, quando dopo aver superato gli ostacoli posti sul cammino europeo, giunse a Barcellona per vincere la prima delle cinque Coppe dei Campioni dell’era Berlusconi. Proprio l’ormai ex presidente rossonero, insieme a Franco Baresi, capitano del Mian che fu, Adriano Galliani, artefice anch’egli della rinascita rossonera dopo le sabbie mobili di fine anni ottanta, e, ovviamente, Arrigo Sacchi, era presente sul palco per dare voce al racconto riportato sulla carta stampata.

“Mi convise subito, avevo visto il suo Parma ed ero convinto che il pressing sugli avversari dovesse nascere sin dalla prima impostazione. Sulle due punte poi siamo stati subito d’accordo: la squadra doveva essere preparata dal punto di vista emozionale ed intellettuale, era fondamentale instillare in loro la voglia di vincere e di conquistare il campo, vincere convincendo e mostrando grande rispetto.”

Alle parole di Silvio Berlusconi si aggiungono poi quelle del capitano Franco Baresi:

“Quando annunciarono il nuovo allenatore ci arrivò una lettera dove si presentava e assegnava ad ognuno di noi una sorta di scheda da seguire durante le vacanze. Eravamo tutti un po’ curiosi, anche prevenuti, ma ciò che prevalse fu la curiosità riguardo i metodi che non avevamo mai visto. Giorno dopo giorno ci rendevamo conto che stavamo cambiando le cose, non eravamo abituati ad allenarci in quel modo e, sopratutto, quella vittoria nacque nell’estate dell’anno precedente, quando il Mister ci convinse che fosse la squadra ad avere la priorità.”

Una genesi, quella della prima Coppa dei Campioni dell’era Berlusconi – Galliani che porta inevitabilmente alla notte di Barcellona del maggio 1989: dopo aver raccontato della disputa tra presidente ed allenatore per la scelta del terzo straniero (allora esistevano delle limitazioni nel numero di stranieri acquistabili), ricaduta su Frank Rijkaard per la gioia di Sacchi, quel 24 maggio viene ricordato da tutti i presenti con orgoglio ed emozione.

“Fu la notte più bella della mia vita. Dopo la vittoria passammo tutta la nottata insieme e alle prime luci dell’alba vi era ancora qualcuno che piangeva.”

Giunti al termine dell acavalcata che portò il Milan di Sacchi sul tetto d’Europa, la presentazione del libro dal sottotitolo “Milan 1989: la leggenda della squadra più forte di tutti i tempi raccontata da chi la inventò” si conclude con una frase riportata dai taccuini di Arrigo Sacchi che, come sottolineato da Luigi Garlando sul palco, riassume l’essenza del Milan che fu e del Milan che costruì tutti i successi futuri:

“Giocare bene. Se giochiamo meglio vinciamo. E se loro giocano meglio vinceranno.”