Massimo Giletti, noto giornalista ed opinionista, ci ha dedicato un po’ del suo tempo per discutere su tutti i temi di attualità in casa Juventus, a partire dall’arrivo del nuovo allenatore Maurizio Sarri.

Buongiorno Massimo. Come vede l’arrivo di Sarri sulla panchina bianconera?

“La Juve ha bisogno di rivoluzioni, lo shock dell’eliminazione con l’Ajax è stato veramente troppo forte. Loro avevano un modo di giocare completamente diverso, intendono il calcio in un altro modo. Ne è scaturita un’idea di rivoluzione, bisognava invertire la storica rotta bianconera (con allenatori pragmatici, per i quali contava solo vincere). Oggi si è dovuti passare dal sacrificio di un uomo che ha dato tutto alla Juventus, come Massimiliano Allegri, perchè probabilmente qualcosa è cambiato. Si è sacrificata la praticità per la bellezza. Ora sarà la storia a dirci se la bellezza porta alle vittorie, ma certamente c’era il bisogno di rivoluzionare, e quale miglior scelta se non Sarri. Ovunque è andato ha fatto successo, non vedo perchè non debba fare la stessa cosa qui a Torino.”

In quel di Napoli c’è stato un po’ di shock. Cosa ne pensa?

“Si, ho visto, ma lo shock c’è stato anche tra i tifosi bianconeri. È stata una scelta inaspettata, perchè molto lontana dai tipici canoni bianconeri. La Juve nel suo passato ha avuto Trapattoni, Capello, Allegri…sono allenatori con un modo di essere completamente diverso da quello di Maurizio Sarri. Capisco la stranezza iniziale, poi però si passerà alle cose pratiche: questa Juve ha bisogno di lavorare su schemi, mangiare calcio tutti i giorni, c’era la necessità di tornare a respirare il calcio vero. Credo che sia veramente complicato, per un allenatore, gestire una squadra per tanti anni di seguito, soprattutto in Italia. È stata una scelta difficile, vedremo cosa accadrà.”

Sarri è una persona intelligentissima, sicuramente saprà adattarsi al Mondo Juve, anche perchè non penso che l’abbigliamento sia un problema. Sarà più interessante, secondo me, il rapporto con Cristiano Ronaldo: è uno splendido solista, ha fatto bene con allenatori-gestori (come Zidane e Ancelotti) e ha sempre faticato con chi cercava di dare una sua impronta di gioco (come Benitez).

“Sono d’accordo con te. La qualità di una persona esula da una giacca o una cravatta, la qualità la vedi sul campo. Da un allenatore voglio un’impronta di gioco; se ha la giacca, se ha la tuta, a me non interessa: voglio vedere un gioco vincente. Poi è chiaro che Ronaldo sia come Higuain, un grande giocatore che tende ad egocentrizzare tutto: però è anche vero che il portoghese ora ha un’età diversa rispetto a quando aveva Benitez, ora è più maturo. La forza di Sarri sarà quella di convincere i propri giocatori con gli schemi, anche se quando hai a che fare con delle stelle è sempre più complicato.”

Ronaldo festeggia con la sua famiglia la vittoria del campionato. Fonte Immagine: profilo Twitter di Cristiano Ronaldo

 

 

Sarà un passaggio graduale?

“Più o meno. Sicuramente non sarà tutto immediato, ma bisogna ascoltare ciò che dice l’allenatore: è lui che decide come si gioca. Serve una società molto rigida, molto dura, perchè altrimenti ognuno fa quello che vuole e alla Juve questo non può accadere.”

Passiamo al mercato. In questo momento cosa serve di più alla Juve?

“Io penso che il punto più delicato della Juve sia la difesa: serve un grandissimo centrale. Poi a centrocampo puoi investire su giovani di prospettiva come Zaniolo, perchè vedendo l’ingaggio di Pogba reputo il suo ritorno complicatissimo; quello che conta, inoltre, è portare a casa Chiesa. È il miglior giocatore italiano e sarebbe perfetto per il gioco di Sarri. La campagna acquisti ovviamente dovrà passare attraverso la vendita di qualche giocatore, è inevitabile.”

Parliamo, per chiudere, della mini rivolta-social dei tifosi bianconeri nei confronti di Sarri. Come farà il tecnico toscano a conquistare il cuore dei suoi nuovi tifosi?

“Esattamente come ha fatto Allegri: quando si vince c’è poco da fare, si conquista chiunque. Contano i risultati: io mi ricordo che Alegri il primo giorno venne preso a ortaggi. Spero che questa volta la gente usi un po’ più di intelligenza, accettando l’arrivo di Sarri. Se non lo capiscono, saranno problemi loro. Con la non-intelligenza umana ho poco da spartire.”

Ringraziamo Massimo Giletti per la disponibilità.

Fonte immagine in evidenza: produzione Numero-Diez