Non è passato neanche un anno dall’ultima volta che il pubblico calcistico italiano fosse stuzzicato dal nome di Leon Bailey. L’eclettico esterno sinistro del Bayer Leverkusen era entrato nelle mire della Roma sia prima che dopo il caso-Malcom, nel periodo in cui la Roma cercava un esterno di piede mancino da affiancare a Cengiz Ünder per completare la batteria delle ali offensive. Nel frattempo un’intera stagione è trascorsa, e mentre a Roma lo stesso turco ha avuto una stagione piuttosto travagliata, non si può dire che il suo coetaneo jamaicano classe ’97 abbia avuto un anno brillante.

ANNATA TRANSITORIA

A quest’età non è mai facile confermarsi agli stessi livelli a stretto giro di posta. La pressione da sopportare è un fattore sempre sottovalutato dagli esterni, a maggior ragione se si tratta di un ragazzo proveniente da un continente diverso e che prima di arrivare al calcio di alto livello ha passato vicissitudini di vario genere. Il percorso attraversato da Bailey, partito dal Genk ed esploso subito anche in Germania, non è stato troppo dissimile da quello di moltissimi colleghi, soprattutto in un ruolo come quello dell’esterno d’attacco, che spesso è influenzato dalle dinamiche di gioco di una squadra. Infatti, si tratta di quello che probabilmente per un coach è il ruolo più “malleabile”, in quanto può costringere la sua ala, a maggior ragione se molto giovane, ad effettuare un lavoro di copertura supplementare sfiancandosi per la fase offensiva. Allo stesso modo, però, un esterno può essere positivamente influenzato da una squadra specializzata nelle transizioni e nel gioco offensivo in genere, che metta in luce le qualità individuali di questi giocatori.

DUE ANNI IN UNO

Non potrebbe esserci una descrizione più fedele della stagione del ragazzo centroamericano, che ha avuto un’annata completamente a due facce. Fino alla permanenza di Heiko Herrlich, l’esterno mancino è stato utilizzato in diversi ruoli: dall’esterno destro (suo ruolo naturale) all’esterno sinistro, dalla seconda punta fino al trequartista centrale. Bailey, che è un mancino naturale di piede ed al momento possiede grandi qualità principalmente rientrando a piede invertito, è stato soffocato dalla mancanza di spazi vicino alla punta quando utilizzato da spalla al centravanti, e poi disorientato piazzandolo a sinistra, assegnandoli compiti da ala dribblomane e specialista nei cross dal fondo che non gli appartengono. In questo senso, la stagione di Bailey ricorda molto quella di un altro romanista, Justin Kluivert, che ha dovuto spesso adattarsi a giocare a destra senza poter rientrare sul suo piede forte, per poi trovare nuovo vigore nella parte finale di stagione riportato a sinistra.

BOSZBALL HITS HARD

L’avvento di Peter Bosz, tecnico olandese che nel Paese teutonico aveva avuto scarse fortune col Borussia Dortmund, ha ridato nuovo vigore. Il Boszball, analizzato perfettamente in questo thread su Twitter, ha ridato nuovo vigore ad un’intera squadra; coloro che ne hanno beneficiato di più sono stati i tre trequartisti: Brandt, Havertz e Bailey. Ma, al contrario dei primi due che avevano offerto segnali più che discreti, la prima parte di campionato di Bailey era stata davvero negativa: 1 gol e 0 assist fino a dicembre. Bosz è riuscito a inserire il numero 9 in un sistema più consono alle sue caratteristiche, ma alcuni dati di Bailey sono rimasti in down. La Goal Efficiency, ad esempio, è leggermente calata, passando dall’1,12 di 12 mesi fa (9 gol ricavati da 8,01 xG) allo 0,98 di quest’anno (5 gol da 5,09 xG). Discorso a parte meritano le punizioni, che sono diventate una vera e propria pepita dell’arsenale del jamaicano, che ne ha realizzate due da 0,79 xG totali (12 tentativi in tutto), mentre l’anno scorso non era mai riuscito a segnare con 1,15 xG raccolti (10 tentativi). Entrambe sono state premiate dal canale della Bundesliga, che le ha inserite nella Top 10 dei gol su punizione più belli dell’anno.

È andata un po’ peggio con gli assist: solo uno per lui, a fronte di 4,09 xA totali e 2,13 key pass ogni 90 minuti. Anche questi valori sono tuttavia minori rispetto a quelli dell’anno scorso, quando furono 6,39 xA e 2,55 kP p90.

PROSPETTIVE FUTURE

Nonostante tutto, il valore di Bailey ed il suo fascino su diversi team europei non è andato scemando. Il Chelsea è una delle squadre più interessate, in secondo piano c’é anche l’Inter: il Bayer Leverkusen chiede ancora molti soldi per il ragazzo (tra i 50 ed i 60 milioni), che ora è in Nazionale per la Gold Cup, sua prima competizione con i colori dei Reggae Boyz dopo una querelle piuttosto stucchevole. Probabilmente per lui sarebbe l’ideale rimanere un altro anno a Leverkusen, mettendosi in luce nella prossima Champions League, prima di spiccare il volo per il l’èlite calcistica, quella dei grandi club e degli spogliatoi importanti.

 

Fonte immagine in evidenza: profilo Instagram di Leon Baily