Turchia e Svizzera sono divise da più o meno tremila chilometri. Tremila chilometri di culture, abitudini e usi completamente diversi. I primi con un passato di grandi combattenti, i secondi scrupolosi e sistematici. Gokhan Inler, svizzero di origine turca, incarna meticolosamente le tradizioni di una e dell’altra popolazione. Un vero combattente nei contrasti, dotato di grande personalità e precisione nei passaggi. Le qualità per incidere nel grande calcio c’erano tutte, ma poi, per un motivo o per un altro, sono svanite nel nulla, e insieme a loro la sua carriera. Tanto da domandarsi: che fine ha fatto Gokhan Inler?

LA GENESI DI GOKHAN

La storia di Gokhan ha inizio ad Olten, piccola cittadina del Canton Soletta, nel Nord della Svizzera. Il ragazzo nasce dall’unione di due immigrati turchi, catapultati in terra Svizzera in uno dei tanti flussi migratori che hanno caratterizzato il paese negli anni ottanta. Papà Ahmed in Turchia faceva il bracciante in campagna e nel tempo libero giocava a calcio, anche discretamente bene. Purtroppo per lui, una situazione economica non troppo stabile, lo costrinse a continuare il lavoro in mezzo ai campi prima del trasferimento in Svizzera, chiudendo per sempre dentro ad un cassetto il sogno di diventare calciatore. Seppur i pesantissimi turni da fabbro, Ahmet non fece mai pesare più di tanto la situazione ai suoi due figli. Soprattutto al piccolo Gokhan, che era solito accompagnarlo agli allenamenti, per far si che il desiderio del figlio potesse un giorno realizzarsi.

Alla fine gli sforzi e le preghiere del padre vennero esaudite, e Gokhan appena sedicenne, venne tempestivamente ingaggiato dal Basilea. Per Christian Gross però, l’allora tecnico dei RotBlau, è troppo presto per la prima squadra e scarica dunque il ragazzo, costretto a cercare fortuna altrove. La sua strada lo porta così a giocare all’Aarau, sempre in terra elvetica, e successivamente allo Zurigo, dove in due anni vince per due volte il campionato svizzero, ai danni proprio del Basilea

L’ARRIVO IN ITALIA

Dopo le ottime stagioni allo Zurigo, passa ufficialmente all’Udinese nel Luglio 2007. Nei quattro anni che passerà in Friuli, Gokhan formerà una vera e propria diga davanti alla difesa bianconera, rendendosi impeccabile nell’intercettare gli attacchi avversari e rapido nell’intavolare successivamente la ripartenza. Le prestazioni di Inler, sia con Marino che con Guidolin, sono esemplari: non è un caso che De Laurentis nel mercato di riparazione del 2011, lo volesse portare subito a Napoli. Il destino volle però, che a causa di una differenza tra domanda e offerta, non avvenne la fatidica “stretta di mano” per portare Inler in azzurro. Quattro mesi più tardi, durante il Napoli-Udinese successivo a quella finestra di mercato, Inler con un destro chirurgico dalla distanza firma la rete dell’1-0. Il centrocampista svizzero non fa una piega, resta impassibile, e lentamente torna nella sua metà campo senza esultare. Il gesto non passa assolutamente inosservato, e che difatti “confermò” il suo imminente arrivo a Napoli e che allo stesso tempo infastidì i tifosi friulani, sentitisi traditi dal loro metronomo.

IL TRASFERIMENTO A NAPOLI

Si apre dunque un nuovo capitolo della sua carriera. Il trasferimento nella città campana dovrebbe coincidere con la sua totale esplosione, cosa che purtroppo non accadde. Il centrocampista svizzero viene presentato in pompa magna a bordo di una nave da crociera dallo “scenografico” De Laurentis, che per svelare il nuovo acquisto ai giornalisti, nasconde il volto del centrocampista dietro ad una maschera da leone.

 

Il leone era l’animale che più si avvicinava in quel momento a Gokhan: tanto maestoso quanto predatore. Solo il tempo ci conferirà che il leone visto ad Udine, a Napoli si sarebbe dimostrato spesso ingabbiato e intrappolato dallo schema tattico di Mazzarri, capace di esaltare le doti di alcuni giocatori, ma allo stesso tempo limitare quelle di altri. Quando però a tratti il leone riusciva a svincolarsi dalle gabbie tattiche del suo allenatore, riusciva a tornare decisivo: come quel goal a Londra contro il Chelsea, che fece assaporare per un attimo il passaggio del turno a tutto l’ambiente napoletano, prima di essere recuperati e conseguentemente eliminati dalla squadra Di Matteo che pochi mesi dopo vinse il trofeo.

“Ripenso spesso a Chelsea-Napoli e a quel mio gol a Londra. Il più bello da quando sono a Napoli, forse della mia carriera. E poi al fatto che noi siamo usciti per un nulla, per un episodio, una distrazione e che poi alla fine sia stato proprio il Chelsea a vincere la Champions. E penso davvero che il calcio sia questo”.

Il legame che si instaurò tra lui e i tifosi partenopei, fu un classico tira e molla, fatto di alti e bassi, ma che alla fine non contrastò il forte sentimento che batteva da ambe le parti. A dimostrazione di ciò, il messaggio che scrisse sul suo profilo Instagram, racconta del rapporto con Napoli, anche quando – con rammarico – diede l’addio alla città, aiutato del testo di Pino Daniele, “Napul’è“.

View this post on Instagram

Cara Napoli, ti scrivo… #sscnapoli

A post shared by Gökhan Inler (@gokhaninler) on

LE AVVENTURE IN INGHILTERRA E TURCHIA

Terminata la sua esperienza a Napoli, si trasferisce in Inghilterra, al Leicester. L’anno è il 2015, la stagione è quella della sorprendente vittoria finale delle Foxes in Premier League. Gokhan però, nel periodo inglese, non trovò molto spazio nell’undici di Ranieri, partecipando solamente a 5 incontri nell’arco del campionato. Lo scarso impiego, spinge Inler a cambiare di nuovo aria, tornando nel paese d’origine dei genitori. In Turchia gioca un anno al Besiktas, prima di svincolarsi e di provare un’intrigante avventura all’İstanbul Başakşehir, insieme ad altri ex giocatori di Serie A come Robinho, Elijero Elia e Emre Belözoğlu. Nella squadra della capitale, dove gioca da due stagioni, ha totalizzato appena quarantacinque presenze in due anni, siglando solamente una rete, confermando il suo lento ma continuo declino.

View this post on Instagram

🏆💪🏽 #Amazing 😱

A post shared by Gökhan Inler (@gokhaninler) on

Una carriera iniziata egregiamente in patria e continuata meravigliosamente  ad Udine, poi svanita lentamente nel nulla, a causa della poca continuità e delle aspettative troppo grandi alle quali non è riuscito a tenere testa. C’era una volta Gokhan Inler.

(Fonte immagine di copertina: profilo ufficiale Instagram del giocatore.)