“Il trasferimento più oneroso della storia del calcio”  è sempre stata un’arma a doppio taglio, un lato positivo e uno negativo. Paul Pogba, ora, è tornato al centro delle voci di mercato.

Tutti quei soldi spesi significavano il ritornare sui propri passi da parte dello United dopo aver lasciato andar via un talento di casa propria senza motivo valido.

In poco più di tre anni, Pogba si era imposto alla Juventus come pedina inamovibile di Conte ed era maturato tecnicamente e tatticamente. Letteralmente, da zero a cento.

Con il ritorno all’Old Trafford, d’altro canto, si è sempre preteso, giustamente, che Pogba fosse l’ago della bilancia per riportare i fasti dei tempi più belli. Un ragazzo di 23 anni caricato di tutte le responsabilità economiche e tecniche, che ad ogni gara doveva dimostrare di essere il fenomeno del momento.

E così non è stato.

I DUE POGBA

A questo punto, è facile dedurre che per una squadra in ricostruzione avere due figure di personalità completamente opposta ed in continua discussione, crea solo problemi.

Ma proprio questi conflitti interni hanno fatto voltare pagina alla carriera di Pogba e distinto le due facce della medaglia: il Pogba pre-Solskjaer e il Pogba post-Mourinho.

Ci sarebbe anche un terzo Pogba, quello della Nazionale Francese: sempre al top.

Oltre l’imponente contributo tecnico, la sua leadership nello spogliatoio della Nazionale aveva reso la squadra completamente affiatata e consapevole dei propri mezzi, con il discorso nello spogliatoio prima della finale contro la Croazia che rimarrà nella storia.

Qualche tempo fa, l’ex-bianconero era semplicemente visto come un ragazzo dalle grandi prospettive, di grande talento e niente più. Il calcio moderno ci ha insegnato che essere bravi sul campo non basta per trasformarsi in dei campioni vincenti.  Ciò sottolinea la crescita di personalità da parte del francese, che si è reso conto di poter essere il punto di riferimento per i suoi compagni e per il futuro.

L’inizio di questa stagione in Premier League, però, vedeva un altro giocatore opposto a quello decisivo nei Mondiali.

DA SOLSKJAER IN POI

Dall’arrivo del norvegese, il francese è tornato il giocatore che ormai sembrava un lontano ricordo. 

Un paio di assist contro il Cardiff City sono stati seguiti da un paio di gol contro l’Huddersfield nel Boxing Day e poi, in casa contro Bournemouth, Pogba ne ha segnati altri due. Solskjaer gli ha dato quella libertà per giostrare in campo ed esprimere al meglio le sue incredibili leve.

Soprattutto gli ha dato fiducia, l’aspetto più importante per un giocatore ad alti livelli. Lo abbiamo rivisto tornare ad essere quel fantasista incisivo nella fase di impostazione e nel rifinire le conclusioni in porta.

Il grande merito di Solskjaer è stato di essere riuscito a ricompattare uno spogliatoio senza fiducia, quasi ingabbiata dall’alta tensione sempre presente. Paul è stato quello che ne ha risentito maggiormente e a ruota, tutto lo spogliatoio.

Juve

Fonte immagine: profilo ufficiale Instagram @paulpogba.

IL POGBA CHE SARÀ

L’obiettivo principale per Pogba, ora, è continuare a confermarsi come ha sempre fatto e non concedersi, come spesso fa, un semplice periodo di gloria dopo continue incomprensioni. Solskjaer gli ha fatto capire esplicitamente di voler costruire la corazzata del futuro attorno alla sua figura, ma lui sembra aver deciso per un’altra strada.

Si parla tanto di Real Madrid: sarebbe un salto di qualità definitivo per la sua carriera, anche perchè nel nuovo progetto di Zidane, Pogba avrebbe un ruolo fondamentale, centrale.

C’è anche la suggestione Juventus, con quello che sarebbe un magico ritorno alla corte bianconera; numeri e conti alla mano, roba impossibile: l’ingaggio del francese sembra troppo alto anche per la società della famiglia Agnelli.

Immagine dall’account Instagram di Paul Pogba.

Quello che è certo, è che Paul rimane Paul: ha sempre sottolineato come per lui il calcio sia libertà d’espressione e ciò che veramente lo fa stare bene.

Lo stiamo vedendo ora, anche online: è felice e si diverte. Il suo essere sempre con il sorriso in faccia, sia sui social che sul campo, lo ha reso un ragazzo ammirato e preso d’esempio da tanti giovani. Questo stato di tranquillità gli permette di giocare con consapevolezza e abilità.

Parere personale: chi, durante questa sessione di mercato, si aggiudicherà Paul Pogba farà un affare: quando l’ex Juve torna in forma – esattamente come sta facendo ora -, rialzandosi dai periodi bui, difficilmente stecca.

L’età, poi, è quella giusta per maturare definitivamente e per fare quel salto di qualità totale che molti si aspettano da tempo.

Bisogna solo vedere se questo avverrà all’Old Trafford, al Bernabeu o all’Allianz Stadium.

 

(immagine di copertina dal profilo Instagram di Pogba)