Dopo una lunga telenovela di calciomercato l’Inter alla fine ce l’ha fatta. I nerazzurri sono riusciti infatti a vincere lo strenuo braccio di ferro con il Cagliari per aggiudicarsi le prestazioni di Nicolò Barella, col giovane (ex) talento del Casteddu giunto in terra milanese la notte scorsa. Una trattativa figlia della forte volontà di proseguire quel processo di italianizzazione iniziato con Stefano Sensi che va a coinvolgere i protagonisti della Nazionale. Il tutto passando per investimenti importanti nel segno del desiderio di vincere.

Il talento della Nazionale e ormai ex Cagliari approda in nerazzurro con la formula del prestito con obbligo di riscatto fissato a 45 milioni più bonus. Un investimento fra i più importanti nella storia della Beneamata. Fonte: profilo instagram @nicolo_barella

Un acquisto voluto fortemente da Antonio Conte per la sua nuova Inter, destinato a cambiare profondamente l’economia tecnico tattica dei meneghini. L’arrivo del gioiello azzurro porta con sè infatti un vento rivoluzionario nel centrocampo dell’Inter. Dalle novità nelle dinamiche di gioco ai cambi nelle gerarchie del tandem fra titolari e riserve. Senza dimenticare naturalmente il capitolo cessioni, una voce più che mai importante per i nerazzurri in funzione degli acquisti fatti.

SALVARE IL SALVABILE

L’aspetto su cui i nerazzurri stanno lavorando di più in questo calciomercato è senza dubbio la rivoluzione in toto della manovra e della relativa costruzione. Un processo che passa per una rifondazione del cuore del centrocampo. L’arrivo di Stefano Sensi prima e Nicolò Barella ora ne sono una diretta testimonianza. La volontà del tecnico salentino è infatti quella di rifondare il modus operandi della Beneamata in termini di palleggio e di conduzione del pallone, senza dimenticare tuttavia quanto di buono visto nella passata stagione.

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L’arrivo della coppia italiana non sembra infatti intaccare il tassello in mezzo al campo occupato anzitutto da Marcelo Brozovic. Il vice campione del mondo è stata la nota più lieta e positiva lo scorso anno in regia a condurre il gioco dell’Inter: un elemento imprescindibile per leadership risultato la chiave di volta nella caotica confusione in mezzo al campo dello scorso campionato.

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Basti pensare che il croato è primo in Serie A per passaggi tentati (2520), passaggi riusciti (2271), palloni giocati (3107) e chilometri percorsi a partita (12.505) nella stagione appena passata. Un ventaglio di fattori ai quali Antonio Conte non intende rinunciare. Come nel caso di Roberto Gagliardini. Nonostante non sia riuscito a ritagliarsi un ruolo da titolare durante la scorsa stagione, la rinascita dell’Inter passa anche attraverso la sua conferma in nerazzurro.

Per Roberto Gagliardini nella passata stagione sono state 21 le presenze stagionali, 19 in Serie A e 2 in Coppa Italia. Il tutto condito da 5 realizzazioni. Fonte: profilo instagram @robertogaglia

Il tecnico nerazzurro punta forte sul suo talento ancora bisognoso di esplodere davvero e sulla necessità di avere elementi validi sia fra le fila dei titolari che in quella delle riserve. Nell’economia della stagione, l’interscambiabilità degli elementi rappresenta del resto un fattore decisivo nel lungo periodo.

PILLOLE DI NUOVA TATTICA

L’innesto di una rinnovata italianità nella realtà nerazzurra cambia radicalmente lo stile di gioco proposto dall’Inter nelle passate stagioni. Del resto quello di Conte e del suo 3-5-2 è una ventata rivoluzionaria a tutto tondo.

In primis alla voce pragmatismo. Quello dei nuovi interpreti a centrocampo sarà un’agire camaleontico figlio della capacità di adattarsi a più ruoli. Stefano Sensi e Nicolò Barella hanno infatti dimostrato di saper coprire all’occorrenza più posizioni. Il gioiello neroverde, prima di spostarsi davanti alla difesa come playmaker, è stato schierato come mezzala. Con Di Francesco addirittura il centrocampista ha spostato la sua fantasia nelle zone avanzate del campo, dal centro alla trequarti.

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Il cagliaritano in questo discorso non è certo da meno. Rolando Maran nella passata stagione lo ha talvolta schierato dietro le punte come regista avanzato nella manovra offensiva, spostandolo dal suo tipico ruolo di mezzala in mezzo al campo e incursore fra le linee in fase d’attacco. Una posizione che tra l’altro ricopre anche in Nazionale.

In concomitanza col talento in regia di Brozovic Sensi saprà poi dare ulteriori geometrie alla squadra in una posizione più avanzata. Un fattore fondamentale nell’economia tattica nerazzurra, orfana nelle annate passate di valide alternative a centrocampo alla voce idee e fantasia nell’impostazione. Barella, poi, rappresenta in questo discorso il collante perfetto nel terzetto di centrocampo, l’alleato ideale a premiare l’estro calcistico dei registi in mezzo al campo.

Il mix di alternative a disposizione del figlio di Casteddu (dal tiro dalla distanza all’inserimento fra le linee, il tutto subordinato a corsa, dribbling e volontà di proporsi sia in mezzo al campo che nelle zone avanzate) completa un ventaglio di alternative offensive che vanno ad aggiungersi a quelle viste finora.

DOVEROSE CESSIONI

La compravendita rappresenta un elemento chiave nel calcio. Una volta comprati i giocatori che servono, vuoi per un fattore di numero vuoi per una questione economica, vendere diventa un must.

Nella rivoluzione che il tecnico salentino intende e che sta già portando nell’ambiente interista soltanto 4 solo i centrocampisti sicuri della propria permanenza in squadra. Dai neo acquisti Sensi e Barella ai confermati Brozovic e Gagliardini. Gli altri vivono ancora una situazione fra lo stallo e l’incombenza di non far più parte del progetto della Beneamata, con la vicina prospettiva di una cessione per cercare fortuna altrove.

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Alla voce “in bilico” risponde presente anzitutto Matias Vecino. Il centrocampista uruguaiano è stato un punto pressochè fermo nell’Inter di Spalletti ma Antonio Conte non ha ancora sentenziato definitivamente riguardo al suo futuro. Le qualità sono note a tutti e potrebbero essere ancora messe a disposizione della causa nerazzurra. Fuori dal progetto, poi, sono quasi certamente Borja Valero e Joao Mario. Il primo era stato accostato in tempi recenti alla Fiorentina, con la trattativa poi andata a bloccarsi. Per quel che concerne il secondo, invece, le possibilità concesse da Luciano Spalletti di mettersi in mostra e rinascere non sono servite a far cambiare idea alla dirigenza. Il portoghese con ogni probabilità lascerà Milano.

Nella scorsa sessione di mercato Nainggolan è approdato in nerazzurro per una cifra intorno ai 24 milioni di euro più i cartellini di Davide Santon e Nicolò Zaniolo. A distanza di un anno è ai margini del progetto dopo una stagione travagliata. Fonte: profilo instagram @radja_nainggolan_l4

Il discorso più delicato riguarda infine Radja Nainggolan. Il talento belga è passato in neanche un anno da elemento imprescindibile fulcro della campagna acquisti interista a indesiderato. Da Antonio Conte a Beppe Marotta il ninja ha messo d’accordo tutti. Su una sua cessione però. Nonostante sia tornato in gruppo in vista dell’amichevole col Lugano, sembra improbabile un dietrofront nella linea d’azione interista.

(Fonte immagine di copertina: profilo instagram @nicolo_barella)