L’Arsenal di Unai Emery quest’anno è arrivato quinto in campionato nonostante una buona stagione disputata. I Gunners si sono dovuti arrendere in finale di Europa League nel derby londinese contro il Chelsea di Maurizio Sarri. Il gioco imposto dal tecnico spagnolo fin da subito è stato assimilato abbastanza bene dai suoi giocatori, ma avrebbe sicuramente necessitato di tutto l’anno per assorbire alla perfezione i movimenti chiesti dall’allenatore. Quest’anno l’Arsenal, dopo l’anno di rodaggio, vorrà sicuramente alzare l’asticella delle proprie prestazioni ed ambizioni, ottenendo una continuità di risultati che possa almeno farli qualificare in Uefa Champions League, obbiettivo sfumato proprio l’anno scorso. Una delle chiavi per raggiungere l’obbiettivo è senza dubbio il calciomercato, infatti nella giornata di ieri è stato ufficializzato l’acquisto con la formula del prestito secco di Dani Ceballos dal Real Madrid. Il centrocampista classe 1996 è pronto a mettere a disposizione di Emery le sue qualità tecnico-tattiche in cambio di un continuità di minutaggio, in modo tale da poter rientrare alla società proprietaria del suo cartellino con maggiore esperienza internazionale e qualche minuto in più sul campo. L’ex Betis Siviglia nei suoi ultimi due anni passati tra le fila delle Merengues non ha mai trovato molto spazio, visto che spesso era chiuso da colleghi decisamente più blasonati come: Luka Modric, Toni Kroos, Isco e Casemiro. La nuova avventura in maglia Gunners potrà sicuramente giovare alla sua carriera, soprattutto per via del legame che lega la camiseta londinese ai calciatori spagnoli, in particolare i centrocampisti.

Fonte immagine: profilo Instagram ufficiale di Dani Ceballos

UN BINOMIO SALDO

Il gioco imposto dall’Arsenal fin dall’approdo di Arsene Wenger sulla panchina dei londinesi non è mai stato né banale, né tantomeno semplice, ricercando molto la bellezza e l’estetismo nei propri calciatori. L’estetismo ricercato da Wenger per il suo gioco prevedeva calciatori chiaramente tecnici e con un’intelligenza calcistica superiore alla media, che potessero guidare l’intero undici nel corso della partita ed orchestrare ogni giocata. Non a caso uno dei perni del tecnico alsaziano fino al suo trasferimento è stato Cesc Fabregas, il metodista spagnolo era il miglior interprete del gioco di Wenger, dettando i tempi a tutta la squadra. Il trasferimento di Fabregas al Barcellona nell’estate del 2011 ha costretto la dirigenza inglese a trovare un sostituto, individuandolo in Mikel Arteta. Gli spagnoli dopo l’addio di Fabregas diventano una costante nel centrocampo dell’undici dell’Emirates Stadium, aggiungendo anche interpreti come Santi Cazorla. Il ritiro nel 2016 di Arteta e la cessione nel 2018 dopo tanti infortuni di Cazorla ha interrotto questo binomio che legava il club nord londinese alla Spagna. Gli unici iberici rimasti sono stati Nacho Monreal ed Hector Bellerin, rispettivamente terzino sinistro e destro. Il nuovo innesto di Dani Ceballos sicuramente gioverà al tecnico e a tutta la squadra, riprendendo così una prerogativa di Arsene Wenger: l’impiego del metodista, il cervello pensante della squadra, deve essere spagnolo.

Fonte immagine: profilo Instagram ufficiale di Santiago Cazorla

GLI SPAGNOLI DI WENGER

Il campionato inglese è uno dei campionati più spettacolari in assoluto in tutto il panorama mondiale. Il calcio d’oltremanica è molto fisico e contraddistinto da molta corsa fin dai suoi inizi, ma nell’ultimo ventennio è mutato, alzando notevolmente il livello tecnico. Certamente ad incrementare la qualità del campionato è stato il calciomercato, che nell’ultimo ventennio è cresciuto a dismisura, con la Premier League che è diventato il campionato più ricco ed allo stesso tempo spendaccione.

Lo stile di gioco di Wenger avrebbe dovuto conciliare la sua idea di calcio con le caratteristiche del campionato, soprattutto perché in continua evoluzione. Quindi chi meglio di un metodista iberico? La Spagna è sempre stata una nazione che ha avuto una filosofia di calcio ben precisa, alla continua ricerca degli spazi ed all’utilizzo sempre di più delle qualità tecniche piuttosto che fisiche. I centrocampisti della Roja passati tra le fila dei Gunners erano calciatori tutt’altro che comuni e che hanno saputo conciliare la loro filosofia calcistica in un calcio abbastanza diverso da quello del loro Paese natale. Fabregas è cresciuto calcisticamente in Spagna, nella Masia Blaugrana, trasferandosi ad appena 16 anni alla corte di Wenger,che lo ha indottrinato e trasformato nel suo centrocampista ideale, tanto da farlo subentrare come titolare dopo la cessione di Patrick Vieira alla Juventus. Il mediano catalano è stato il fulcro degli schemi del tecnico alsaziano, arrivando a paragonare la sua visione di gioco a quella di Michel Platini. Nel corso delle stagioni Fabregas ha migliorato tutte le sue abilità e i suoi punti deboli, diventando un centrocampista box to box di livello internazionale.

Fonte immagine: profilo Instagram ufficiale di Cesc Fabregas

Dopo la cessione sotto l’ombra del Camp Nou, Wenger ha individuato come miglior sostituto del proprio capitano un altro spagnolo, Mikel Arteta. Il mediano arrivava dall’Everton e quindi già pronto ad affrontare un campionato fisico come la Premier League. Proprio come Cesc Fabregas, anche Arteta proveniva dal settore giovanile del Barcellona, una scuola decisamente prestigiosa e ricercata dall’allenatore alsaziano. Il classe 1982 è stato schierato subito davanti alla difesa con le funzioni di regia ed interdizione, impostazione e rottura del gioco, le stesse mansioni ricoperte dal suo predecessore. A differenza dell’ex capitano, Arteta era più regista che incursore e segnava di conseguenza meno gol rispetto al connazionale. Nell’estate 2012 è stato acquistato un altro iberico, Santiago Cazorla che avrebbe contribuito ad aumentare la fantasia e l’imprevedibilità in fase di possesso. Nei primi tre anni Santi è l’uomo in più dei Gunners capace di giocare tra le linee e creare pericoli grazie alle sue verticalizzazioni e ai suoi gol, purtroppo però nel 2015 è entrato in una spirale di infortuni che hanno pregiudicato la carriera, rischiando anche il ritiro prematuro.

I centrocampisti nel reparto dei londinesi erano sempre affiancati da giocatori molto fisici e di “gamba”, che potessero percorrere tanti chilometri e farsi trovare negli spazi giusti, imbeccati chiaramente dal metodista spagnolo di turno. Nell’Arsenal di Unai Emery è mancato molto una figura come quella di un Fabregas o di un Arteta, nonostante Lucas Torreira abbia fatto un campionato strepitoso, i Gunners hanno bisogno di un altro centrocampista con qualità da affiancare al regista uruguagio, l’ingaggio di un calciatore tecnicamente forte e con una straordinaria visione come Dani Ceballos potrebbe essere la chiave giusta per poter fare il salto di qualità che non riesce ormai da diverse stagioni.

(Fonte immagine di copertina: profilo Instagram ufficiale dell’Arsenal)