Dopo il pareggio nel match contro il Novara disputatosi a porte chiuse nel quartier generale di Milanello, il Milan di Marco Giampaolo ha fatto il suo esordio in International Champions Cup contro Bayern Monaco e Benfica. Queste due partite – al netto di una condizione fisica ancora precaria e una rosa incompleta – ci hanno permesso di dare una prima occhiata al lavoro svolto in queste prime settimane di ritiro dall’ex allenatore della Sampdoria.

In entrambe le gare i rossoneri si sono schierati con il 4-3-1-2, marchio di fabbrica del tecnico originario di Bellinzona e sempre ben evidente in campo sia nella fase di possesso che in quella di non possesso.

Rombo in fase di costruzione con Suso vertice alto

Evidente il rombo di centrocampo in fase di non possesso con Maldini jr e Castillejo momentaneamente a ruoli invertiti

Differenze sostanziali ci sono state negli interpreti delle due gare. Contro i bavaresi Giampaolo ha sposato la linea verde, lanciando in difesa il Primavera Matteo Gabbia e alle spalle delle due punte il figlio d’arte Daniel Maldini. Nella partita di domenica 28 luglio, invece, primi cenni del Milan che tra meno di un mese esordirà ad Udine: Musacchio e Romagnoli a comandare la difesa e Suso nello sperimentale ruolo di trequartista. Per il resto in attacco hanno sempre agito Piatek e Castillejo, mentre a centrocampo, complice le assenze dei vari Paquetà, Bennacer, Bonavetura e Kessiè, i prescelti sono stati Biglia, Borini e Calhanoglu.

Per uomini scesi in campo e valore dell’avversario le indicazioni date dai due match sono state per certi diversi differenti. Rifarsi alla partita contro il Bayern per valutare scientemente il lavoro di Giampaolo risulta difficile, ma anche quei 90 minuti hanno offerto temi poi approfonditi nel match contro il Benfica.

1. COSTRUZIONE DAL BASSO

L’intenzione del Milan è quella di costruire l’azione dal basso con un palleggio orizzontale tra i difensori in attesa del movimento giusto di mediano o mezzala per ricevere il pallone. Uno dei diktat che Giampaolo impone ai suoi centrocampisti è quello di offrire movimenti tali da permettere al portatore di palla di avere 2/3 soluzioni di passaggio percorribili. Contro il Bayern l’intenzione era chiara, ma solo in rare occasioni il Milan è riuscito attraverso il palleggio ad impensierire la retroguardia avversaria. Le poche situazioni favorevoli sono giunte principalmente quando il pallone era tra i piedi di Matteo Gabbia: il centrale classe ’99 possiede eccellenti doti palla al piede e attraverso i suoi passaggi in verticali i rossoneri sono riusciti a superare costantemente la prima linea di pressione nemica.

Anche in fase difensiva, seppur con un attacco del Bayern spuntato, Gabbia è apparso pulito e sicuro sia nella copertura della profondità che nel corpo a corpo in area di rigore.

Pochi giorni dopo, nel match contro il Benfica, è stato Romagnoli ad assumersi le medesime responsabilità con risultati più che discreti. C’è da dire che il contesto era ben diverso: la resistenza e il pressing del Bayern in molte occasioni ha costretto i difensori a calciare profondo, mentre contro i portoghesi il Milan non ha avuto difficoltà nel mantenere saldo il pallino del gioco permettendo ai difensori di ragionare con lucidità.

Interessante è l’apporto che hanno dato alla manovra i vari terzini impiegati. Contro il Bayern Calabria, complice la presenza di Coman, è stato meno arrembate, mentre sulla sinistra i 44 minuti giocati da Theo Hernandez sono stati un concentrato di potenti cavalcate e ottime soluzioni tecniche. Il terzino spagnolo si esalta con campo davanti e pallone tra i piedi, mentre le buone doti atletiche e fisiche lo mettono in condizione di poter difendere aggressivo. Difficile immaginare che il Rodriguez più accorto e scolastico visto contro il Benfica possa impedire a Giampaolo di sviluppare il talento di Theo Hernandez.

2. COMBINAZIONI OFFENSIVE

Le indicazioni più confortanti sono però giunte dal centrocampo in su: la presenza di Suso nel ruolo di trequartista era vista da tutti con molta curiosità e possiamo affermare che lo spagnolo non ha deluso. Sopratutto nei primi 45 minuti ha galleggiato efficacemente alle spalle dei due attaccanti, mostrandosi pulito nel primo controllo e rapido di pensiero nell’innescare i due attaccanti. La sua attrazione per la fascia destra ha creato ulteriori scompensi alla difesa portoghese, disorientata dalla mancanza di punti di riferimento e spesso costretta a lasciare Suso in uno contro uno con il terzino di riferimento.

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La posizione decentrata di Suso, abbinata alla qualità nel palleggio dei vari Calhanoglu e Biglia, ha reso fluida ed imprevedibile la manovra rossonera.

Avendo poca presenza sugli esterni, le combinazioni centrali sono il propellente di cui le squadre di Giampaolo si servono per creare gioco. In questo senso non è difficile ipotizzare un’ulteriore crescita con l’inserimento nell’undici titolare di giocatori tecnici e associativi come Bennacer e Paquetà, senza dimenticare giocatori dall’indole più verticale come BonaventuraKrunic. Da sottolineare in positivo la prestazione contro il Benfica di Fabio Borini: l’ormai ex attaccante ha interpretato con pulizia tecnica e buone trame di gioco l’inedito ruolo di mezzala, aggiungendoci un importante dose di vigore in fase di riaggressione.

3. FASE DI PRESSING

Il concetto di riaggressione è molto caro a Marco Giampaolo. Nell’ultima stagione la sua Sampdoria si è posizionata al 4 posto in Italia e nella top-20 in Europa per tackles, intercetti e duelli vinti con il pallone in possesso degli avversari. Per sincronizzare determinati meccanismi di pressione ci vuole tempo (come hanno dimostrato anche le prime partite della Juventus) ma la squadra pare aver imboccato la giusta direzione.

Seppur non in maniera ortodossa, tutti i giocatori sono orientati verso il proprio uomo. L’azione si concluderà con un recupero alto da parte dell’inesauribile Borini

Borini ha ricoperto il ruolo di mezzala d’assalto con ottimi risultati, ma difficilmente avrà spazio in un reparto già di per sè congestionato. Ipotizzare chi sarà la mezzala che orienterà il pressing porta al nome di Franck Kessie, sicuramente più adatto a difendere in avanti che a stazionare davanti all’area di rigore. Di contro l’ivoriano non offre particolari garanzie con il pallone tra i piedi, quindi non ci stupiremmo se il Milan si rigettasse sul mercato alla ricerca di un centrocampista con entrambe le abilità nel curriculum. La muscolarità di Jordan Veretout, in questo senso, avrebbe dato una mano.

4. FASE DIFENSIVA

Come era lecito aspettarsi, la linea difensiva non è ancora registrata sui canali giusti. Giampaolo chiede ai 4 difensori di giocare stretti, al fine di creare densità nelle zone centrali e concedere maggiore libertà sugli esterni. Questa coraggiosa scelta implica però una buona dose di aggressività quando il pallone gravita sulla trequarti, per evitare di permettere al portatore di palla di alzare la testa e ragionare lucidamente. In diverse occasioni sia Musacchio che Romagnoli non sono stati puntuali, concedendo agli avversari facili soluzioni.

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In questa occasione il portatore di palla supera abilmente un Romagnoli poco convinto e sfrutta il temporeggiamento di Musacchio e del resto della retroguardia per crearsi una finestra per tirare. Da notare anche Grimaldo sulla sinistra colpevolmente libero.

Il Milan non è però stato sollecitato su quello che è il grande punto interrogativo relativo alla coppia Musacchio-Romagnoli: la copertura della profondità. La non elevata velocità di punta dei due potrebbe rallentare il processo di interiorizzazione dei movimenti: una questione che ha spinto il Milan ha cercare un difensore sul mercato. La corsa a Demiral – giudicato perfetto per l’idea di Giampaolo – è stata vana, mentre le idee Lovren e Upamecano sono state subito accantonate. La soluzione alternativa è stata Leo Duarte, un giocatore che conosciamo poco ma di cui il nostro Stefano Borghi ha parlato qui.

STEP BY STEP

Sommariamente le indicazioni giunte dai due match del Milan sono positive. La squadra ha dimostrato di essere sulla stessa lunghezza d’onda del mister e questa può essere già considerata una vittoria per un tecnico all’esordio su una panchina importante. 

Come detto, la partita con il Bayern per mille motivi rappresenta un campione poco attendibile al quale rifarci, mentre il match con il Benfica fungerà da base per giudicare i progressi o i regressi che si faranno da oggi al 25 agosto. Il primo appuntamento è fissato per sabato 3 agosto contro il Manchester United: un impegno probante con una squadra dal tasso tecnico importante e con una condizione fisica superiore.

 

(Fonte immagine in evidenza: profilo Instagram Milan)