Nelle ultime stagioni la Serie A ha dato vita a lotte durature e serrate fino alla fine per stabilire quali squadre avrebbero mantenuto la massima divisione italiana e quali, invece, sarebbero state costrette al triste destino della retrocessione. Non di rado, le sfide nelle zone basse della classifica hanno regalato grande spettacolo, capace – almeno parzialmente – di spezzare la monotonia dei “quartieri alti”, dove la Juventus la fa da padrona da ben 8 anni. Basti pensare all’insperata rimonta del Crotone che, due anni fa, riuscì a salvarsi a discapito dell’Empoli di Martusciello. Nella stagione successiva, ai calabresi toccò lo stesso destino, dopo esser stati sconfitti all’ultima giornata dalle altre cinque squadre invischiate nella lotta. Quest’anno è stato di nuovo l’Empoli a doversi arrendere, nonostante a 10′ dal termine dell’ultima gara fosse ancora in corsa per non retrocedere: alla fine la tenacia dell’Inter, che dal canto suo stava lottando per un posto in Champions, ha avuto la meglio, permettendo dunque l’inaspettata salvezza del Genoa.

Il campionato che a breve vedrà la luce, sarà banco di prova per diverse “piccole” che nel corso dell’estate sono riuscite a rinforzare le proprie rose, nella speranza di affrontare il torneo con maggiore serenità e, chissà, un piazzamento in posizioni più “nobili” della leaderboard. Quel che è sicuro è che anche quest’anno ne vedremo delle belle: solo chi avrà la giusta dose di orgoglio, grinta e sudore riuscirà a guadagnare l’agognata salvezza.

PUNTARE IN ALTO: CAGLIARI

A star sempre relegati nelle ultime piazze della griglia prima o poi ci si annoia. Allo stesso modo, dopo aver sudato e sofferto pur di rimanerci, scatta inevitabilmente quel senso di rivalsa che può generare grandi stimoli. Proprio per questo motivo, il Cagliari di Tommaso Giulini ha voglia di puntare in alto e provare a costruire un progetto duraturo che possa aprigli le porte dell’Europa. Per portare a termine l’obiettivo, è necessario investire in un certo modo, e il club sardo – almeno sinora – non ha badato a spese.

Difatti, alla corte dei rossoblù sono arrivati Marko Rog, in prestito con obbligo di riscatto dal Napoli, e soprattutto l’indimenticabile ex Radja Nainggolan, che in seguito alle liti con l’Inter ha deciso di ricominciare dal club che lo ha lanciato nel grande calcio. Nonostante questi due arrivi, il Cagliari non sembra volersi fermare, anzi. Dal Boca Juniors dovrebbe arrivare Nahitan Nández (affare che si aggira attorno ai 25 milioni di euro): l’uruguaiano, insieme agli acquisti sopracitati, andrebbe a formare uno dei centrocampi titolari più completi dell’intero campionato.

(Fonte immagine: profilo Instagram del Cagliari)

Inoltre, dopo aver trattenuto Alessio Cragno e Leonardo Pavoletti, Giulini punta forte anche Grégoire Defrel, il quale dovrebbe completare un reparto offensivo di ottimo livello. Il campionato sarà lungo e non è detto che un buon mercato corrisponda alla salvezza: le preghiere dei tifosi sono rivolte ad un’agiata salvezza e – vietato sognarlo? – un piazzamento in EL.

RIALZARSI: FIORENTINA

La passata stagione ha evidenziato tutti i problemi della gestione Della Valle. I viola – designati all’inizio del campionato come possibile squadra rivelazione – hanno disputato una seconda parte di campionato imbarazzante, andando ad un passo da una clamorosa retrocessione. Alla fine, la salvezza è arrivata nel match con il Genoa (invischiato nella medesima situazione), sancito da una sorta di “patto di non belligeranza” che ha portato ad uno scialbo – seppur comunque rischioso – 0-0.

Quest’anno i toscani sono ripartiti dalla nuova dirigenza di Rocco Commisso. L’italoamericano ha subito stabilito dei paletti importanti, tra cui la permanenza del gioiello Federico Chiesa. Dopo aver perfezionato le uscire di Alban Lafont, Jordan Veretout e Luis Muriel, il d.s. Pradè si è concentrato sul mercato in entrata. Sono arrivati tre calciatori che conoscono bene la Serie A e che potranno fare davvero bene in maglia gigliata: K.P. Boateng, Pol Lirola e Milan Badelj. Molto del successo del nuovo corso passerà dal lavoro del suo allenatore, Vincenzo Montella, che al Franchi ha costruito le sue fortune.

A Firenze sanno bene che per l’Europa bisognerà aspettare ancora. La piazza, in primis, spera in una stagione sicuramente più redditizia e lucente di quella appena trascorsa.

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(Fonte immagine: profilo Instagram della Fiorentina)

PROGETTARE: GENOA

Enrico Preziosi e una gestione come solito discutibile, un binomio a cui si sono tristemente abituati i tifosi del Genoa. L’inizio dello scorso era stato entusiasmante (12 punti in 7 gare), grazie alle reti e alle giocate del duo Piątek-Kouamé. Una squadra quadrata, convincente, ma non abbastanza per il patron rossoblù: dopo una sconfitta contro il Parma, il presidente ha deciso di esonerare a sorpresa il tecnico Davide Ballardini. Da quel momento l’inizio di un vero e proprio tracollo per il Grifone, che è culminato a gennaio con la cessione del bomber polacco al Milan, a causa della quale la squadra ligure si è ritrovata spiazzata e priva di un attaccante così prolifico. La salvezza, poi, si è concretizzata negli ultimi dieci minuti del campionato. Una squadra importante come il Genoa non può permettersi di rischiare così tanto: urge assolutamente un cambio di direzione.

Preziosi, che pare aver recepito il messaggio, sta mettendo in atto un mercato di tutto rispetto. Alla corte di Aurelio Andreazzoli, grandissimo conoscitore del gioco e allenatore capace di imprimere grande qualità alle sue squadre, sono arrivati calciatori di un certo livello: Lasse Schøne, reduce dalla cavalcata in Champions con l’Ajax, Riccardo Saponara e Antonio Barreca, calciatori da rilanciare ma con un bagaglio tecnico importante, Cristián Zapata, che assicurerà grande esperienza e solidità alla difesa, e Andrea Pinamonti, uno dei diamanti più preziosi del calcio italiano.

Questo mix di classe, esperienza, gioventù potrebbe portare il Genoa in quella parte di classifica che spetta ad un club storico come il Grifo.

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(Fonte immagine: profilo Instagram del Genoa)

CONTINUARE: BOLOGNA

La stagione per gli emiliani non poteva iniziare nel peggiore dei modi, con la pessima notizia che ha sconvolto il mondo del calcio italiano: Siniša Mihajlović è stato colpito da una leucemia. Una news che darà nuovi stimoli per far bene alla rosa rossoblù. Il coraggioso tecnico di Vukovar era subentrato a campionato in corso, per risollevare il Bologna dalla palude della zona retrocessione. Il suo lavoro è stato encomiabile: oltre ad ottenere una difficile salvezza, è riuscito a trascinare i suoi sino al decimo posto in classifica.

Com’è giusto che sia, il presidente Joey Saputo ha deciso di affidargli nuovamente la panchina del suo club, con la promessa di migliorare ulteriormente l’organico. Sono arrivate le importanti conferme di Nicola Sansone, Roberto Soriano e Blerim Džemaili, oltre agli investimenti che hanno portato in Emilia due giovani di grande prospettiva come il centrale Mattia Bani e l’esterno d’attacco Andreas Skov Olsen.

In attesa del recupero di Miha, il Bologna ha tutte le carte in regolare per stupire. Di nuovo.

(Fonte immagine: profilo Instagram del Bologna)

RISALIRE: UDINESE

Sono ormai tempi molto remoti quelli in cui l’Udinese di Guidolin  conquistava i playoff di Champions League, grazie a giocatori formidabili come Di Natale, Asamoah e Handanovič. Negli ultimi anni il club di Pozzo è sempre stato relegato ai bassifondi della classifica, senza mai trovare la strada per la risalita. Il talento in rosa c’è: basti pensare a De Paul, Fofana, Lasagna e Musso. Quello che continua a non convincere è il modo in cui viene assortita ogni anno la rosa, un progetto che ha l’obiettivo di integrare giocatori inesperti da valorizzare e rivendere a peso d’oro (un po’ come avviene a Genova).

Inoltre, è fondamentale la mancanza di una guida tecnica duratura: dopo l’addio di Guidolin, i friulani hanno visto alternarsi i vari Stramaccioni, Colantuono, De Canio, Iachini, Delneri, Oddo, Velázquez e Nicola. Nessuno dei sopracitati è riuscito nell’impresa di garantire stabilità a un progetto – almeno negli ultimi anni – quanto meno discutibile. Dopo la salvezza raggiunta nel finale, la società spera di aver trovato in Igor Tudor un allenatore affidabile. Il mercato, nel frattempo, ha regalato il solo arrivo di Ilija Nestorovski, attaccante molto valido che aveva fatto molto bene in Serie A con il Palermo. Ciò non basta, alla Dacia Arena si rischia di vivere un’altra stagione incolore.

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(Fonte immagine: profilo Instagram dell’Udinese)

PROSEGUIRE: SPAL

Discorso diverso invece per quanto riguarda la SPAL. La squadra di Ferrara ha rinnovato il contratto al suo vero e indiscusso top player: Leonardo Semplici, il quale siederà sulla panchina del Mazza per la quinta stagione consecutiva. Quest’anno, però, la missione sarà più difficile del solito, vista la partenza di uno degli uomini chiave degli emiliani, Manuel Lazzari.

Nonostante ciò è stato ripreso Alessandro Murgia dalla Lazio, dopo aver convinto negli ultimi sei mesi con la maglia biancoazzurra in dosso. Inoltre tra i pali sono arrivati i guantoni esperti di Etrit Berisha, che vorrà ripartire dopo un’annata negativa. La mossa in più per gli spallini potrebbe essere quella di trattenere Andrea Petagna, decisivo per la salvezza dello scorso anno con i suoi 16 gol (record personale).

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(Fonte immagine: profilo Instagram di Alessandro Murgia)

MIGLIORARE: PARMA

A Parma ci si aspetta un’altra buona stagione come quella passata. L’intenzione del club è di costruire una rosa lunga, che possa garantire continuità per tutto l’arco del campionato ed evitare, così, un nuovo crollo a gennaio. Per questo motivo il presidente Pietro Pizzarotti ha messo mano al portafoglio, acquistando calciatori di utili alla causa: il terzino Vincent Laurini, l’ex Atalanta Andreas Cornelius, un Yann Karamoh reduce da un’ottima annata al Bordeaux e Roberto Inglese, arrivato – nuovamente – in prestito ma con obbligo di riscatto.

La squadra allenata da Roberto D’Aversa è chiamata a rispondere sul campo, conquistando rapidamente i punti necessari a salvarsi e, chissà, tentare di posizionarsi nell’oasi felice che è la metà classifica. Tutto questo dovrà arrivare – lo spera il pubblico crociato – attraverso una proposta di gioco più divertente e ariosa.

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(Fonte immagine: profilo Instagram del Parma)

SALVARSI: NEOPROMOSSE

Le squadre che ogni anno sono chiamate ad uno sforzo maggiore sono le new entry dalla cadetteria. Adattarsi in breve tempo al nuovo palcoscenico, quello della Serie A, non è cosa da poco, anzi: il più delle volte le neopromosse non riescono nell’impresa di salvarsi.

A Brescia la grande esperienza del presidente Massimo Cellino rassicura tutto l’ambiente. Dopo aver portato subito i lombardi in A, il patron della Leonessa ha trattenuto i giocatori più decisivi: su tutti, il gioiello Sandro Tonali e il bomber Alfredo Donnarumma, capocannoniere dell’ultima Serie B. Al tecnico Eugenio Corini manca ancora qualche elemento, poi la rosa potrà dirsi completa e pronta alla lotta.

Spostandoci in Veneto, la situazione sembra essere ben diversa. L’Hellas è arrivato in A dopo un cammino molto faticoso in Serie B brillantemente superato grazie alla vittoria dei play-off. Gli scaligeri potranno contare su calciatori di grande esperienza: Giampaolo Pazzini, Salvatore Bocchetti, Miguel Veloso. Inoltre, gli arrivi di Darko Lazović e Gennaro Tutino offriranno alla squadra veronese grande qualità individuale, utile per sbrogliare le partite più complicate.

Il quadro delle neopromosse viene chiuso dal Lecce. La squadra di Fabio Liverani lo scorso anno ha sorpreso tutti, conquistando la promozione grazie ad un grande campionato chiuso in seconda posizione. I pugliesi si sono dimostrati un osso duro per tutti e vorranno continuare a far bene anche nella massima serie, centrando l’obiettivo principale: la salvezza. Per il momento sono arrivati due innesti interessanti come Luca Rossettini e Gianluca Lapadula, che garantiranno solidità, esperienza e – in particolare il secondo dei due – tanti gol, o almeno si spera.