Juventus e Inter sono due delle tre squadre italiane – la terza è il Milan – più seguite al mondo. Ed è innegabile che la rivalità che intercorre tra le due società vada ben oltre i classici aspetti sportivi. Juventus e Inter incarnano due modi di vedere il calcio diversi, a tratti inconciliabili. Da una parte la costante ricerca della vittoria, dall’altra spesso un’affannosa rincorsa nei confronti di chi vince e l’orgoglio di chi sa di essere unico. A prescindere dal fatto che la rivalità tra bianconeri e nerazzurri sia datata, storica, e che abbia avuto un progressivo aumento di intensità a partire da fine anni ’90 – il “caso Ronaldo-Iuliano” per intenderci -, quello tra Juventus e Inter è un duello che mai come quest’anno, e questa estate in particolare, pare aver raggiunto picchi mai toccati fin ora.

QUANDO TUTTO HA AVUTO INIZIO

Il derby d’Italia, espressione coniata dall’indimenticabile Gianni Brera, ha assunto con il passare dei mesi i connotati di un derby totale. L’origine di questa guerra di nervi tra Juve e Inter va probabilmente ricercata nel clamoroso passaggio dalla Vecchia Signora alla Beneamata di Giuseppe Marotta, l’artefice dei successi della Juventus targata Agnelli e da dicembre nuovo amministratore delegato dell’Inter. Proprio questo “tradimento”, se così vogliamo chiamarlo, ha indispettito non poco tutto l’ambiente bianconero che mai avrebbe potuto immaginare un “voltafaccia” di tali dimensioni.

(Fonte immagine: profilo Instagram Inter )

E nel frattempo, con sempre maggiore carisma e personalità, si affacciava la figura di Fabio Paratici, l’eterno braccio destro di Marotta, con il quale aveva condiviso anche  la grande esperienza sampdoriana. E da questo momento, più che Inter e Juventus, i veri protagonisti di questo scontro a tutto tondo sono diventati  loro: Marotta e Paratici, vecchi amici pervasi dall’unico obiettivo di dimostrare all’altro di essere il migliore. Questa acerrima rivalità ha avuto risvolti clamorosi, a partire dal caso Icardi passando per Romelu Lukaku e Paulo Dybala.

IL CASO ICARDI

Mauro Icardi, 26 anni e con più di cento gol alle spalle con la maglia dell’Inter, è stato il primo vero pomo della discordia all’interno di questa situazione così complessa anche da analizzare. Era febbraio, ci si preparava a festeggiare San Valentino quando l’Inter comunica ufficialmente di aver tolto la fascia di capitano dal braccio di Mauro Icardi. Una scelta clamorosa, sorprendente, che lascia tutti esterrefatti. Ma perché? Fino ad oggi si è sempre pensato che i reali motivi fossero quei problemi di spogliatoio di cui si è parlato molto ma di cui si è saputo pochissimo. In molti, infatti, pensarono ad alcune frasi della moglie e agente Wanda Nara e ad un litigio con i compagni di squadra – gli slavi soprattutto – dopo alcune uscite fuori luogo della modella argentina.

Inter

Mauro Icardi, 219 presenze e 124 reti con la maglia dell’Inter dalla stagione 2013/14. (Fonte immagine: profilo Instagram Icardi)

La verità, però, come rivelato dalla Gazzetta dello Sport, sarebbe un’altra. Ancor prima di febbraio l’ex capitano nerazzurro avrebbe intrattenuto più di qualche conversazione con gli eterni rivali di Torino. Marotta sarebbe venuto a conoscenza di questi messaggi e, in sintonia con il presidente Zhang, avrebbe deciso di mutare completamente strategia nei confronti del nove nerazzurro: niente fascia di capitano, chiuso ogni discorso riguardo un eventuale rinnovo di contratto e un foglio di via consegnato metaforicamente nelle mani del giocatore. Il flirt della Juve avrebbe irritato, per usare un eufemismo, Marotta e tutto l’ambiente in casa Inter, sorpreso dall’atteggiamento di un calciatore che almeno a parole aveva sempre dimostrato grande attaccamento alla maglia. E invece è stata proprio la corte della Juventus ad aver dato inizio a quello che noi abbiamo chiamato “l’eterno duello”.

La risposta, amara e piccata, del direttore Marotta non si è fatta aspettare, anzi. Dopo che l’interesse della Juve nei confronti di Mauro Icardi era ormai uscito e mediaticamente maturato,  l’ex direttore dei bianconeri palesò pubblicamente l’interesse nei confronti di Paulo Dybala. Un controattacco in piena regola, senza peli sulla lingua.

” Noi non abbiamo intenzione di cedere Icardi.  Al di là della decisione che abbiamo preso, siamo convinti che Icardi possa essere importante per la squadra, perché è un giocatore forte e lo dimostrerà anche in futuro. Riguardo a quanto detto da Paratici, lo stesso discorso credo valga per Dybala. Vedremo cosa accadrà con Dybala a giugno.”

Giugno, però, è passato da tempo e alla chiusura del calciomercato manca sempre meno. E sul futuro di Icardi e Dybala aleggiano tante nuvole. Sì, perché entrambi sembrano ormai al passa d’addio. L’interesse per Lukaku della Juve è il segno di quanto la Sarri abbia voglia di avere un centravanti d’area di rigore che possa coesistere con il vero faro del reparto offensivo bianconero, quel Cristiano Ronaldo che pare abbia già dato il proprio benestare all’arrivo di Mauro Icardi.

Dopo quattro stagioni in maglia bianconera Paulo Dybala può dire addio alla Juventus: 182 presenze e 78 reti sotto la Mole.
(Fonte: profilo Instagram Paulo Dybala)

L’affare con il Manchester United per Lukaku è saltato a causa delle richieste eccessive di Paulo Dybala, peraltro poco stuzzicato dal progetto mostratogli dai Red Devils. E dall’altra parte Mauro Icardi sembra avere in testa solo ed esclusivamente la Juventus, l’unica reale alternativa ad una poco plausibile permanenza in nerazzurro. Ecco perché è sempre molto più di una semplice suggestione di mercato l’idea di uno scambio tra Mauro Icardi e Paulo Dybala. Le parti, però, sono evidentemente in lotta totale: Paratici sa che i meneghini dovranno, prima o poi, cedere il bomber argentino a prezzo di saldo e continuano a temporeggiare, in attesa che la situazione – complicatissima – si sblocchi negli ultimi giorni di mercato; Marotta, invece, sa perfettamente che la Juve un tentativo per Icardi lo farà e che al momento è l’unico nome per il quale la Vecchia Signora si svenerebbe; anche perché l’altro grande obiettivo di mercato, Romelu Lukaku, è stato soffiato proprio dai nerazzurri per circa 65 milioni più 10 di bonus. In tutto questo è Dybala a poter rivestire un ruolo da protagonista: l’argentino ha rifiutato il Manchester United, ha tentennato sul Tottenham e aspetta offerte importanti dalle big di Spagna e dal PSG. E l’Inter? Al momento ciò di cui siamo certi è che Marotta e l’Inter tutta abbiano grande interesse ne confronti della Joya, con il quale Conte sarebbe felicissimo di lavorare per costruire un attacco atomico con Lukaku, Lautaro e eventualmente Dzeko. Lo scambio più chiacchierato dell’estate che potrebbe anche sancire la nuova pace tra due vecchi amici.

LO SGARBO DELL’ESTATE: ROMELU LUKAKU

Il capitolo più intrigante e al tempo stesso più feroce di questa saga così avvincente vede come protagonista un omone di 94 chilogrammi per un metro e novanta di altezza, di mestiere fa l’attaccante, e lo fa molto bene, che solo due estati fa venne acquistato dal Manchester United per circa 85 milioni di euro dall’Everton. Il suo nome è Romelu Lukaku, l’uomo che ha accompagnato la maggior parte delle nostre rassegne stampa e che è stato l’oggetto del desiderio delle due squadre di cui stiamo raccontando, Juventus e Inter. Il centravanti belga, terzo giocatore ad aver segnato più reti in Premier League dal 2012 solo dopo Kane e Agüero, è arrivato in Italia la scorsa notte tra il delirio dei tifosi nerazzurri, dopo una telenovela degna della miglior soap opera spagnola. Sul “muflone di Anversa”, come qualcuno lo ha già ribattezzato, l’Inter e il suo allenatore Antonio Conte, ci hanno puntato fin da subito. E altrettanto immediatamente Lukaku aveva dato la propria disponibilità a sposare la causa del Biscione. Ma l’inserimento della Juventus nella trattativa è stato tanto fulmineo quanto esplosivo, perché per qualche ora il centravanti belga è sembrato davvero vicinissimo a vestire la maglia bianconera. Quella che si pensava fosse la più classica delle manovre di disturbo si è poi trasformata in una trattativa lampo che si è spenta tanto velocemente così come era iniziata. Il nodo della operazione era rappresentato da Paulo Dybala, che tra lo stupore generale la Juventus aveva – e lo è tutt’ora – messo sul mercato.

(Fonte: profilo Instagram Federico Pastorello)

La pazienza, i continui contatti con Federico Pastorello, vero deus ex machina del trasferimento, e un’offerta notevolmente irrobustita hanno infine permesso all’Inter di aggiudicarsi il bomber del Manchester United e di far felice Antonio Conte, suo grande estimatore fin di tempi del Chelsea. E la Juventus si è dovuta accontentare del nulla. O meglio, l’obiettivo Lukaku è sfumato ma il nome che da un paio di mesi a questa parte rimane cerchiato in rosso è sempre quello di Mauro Icardi, ormai fuori dal progetto tecnico di Conte, come più volte ribadito dalla società. Il problema rimane però che il proprietario del cartellino di Icardi, otto gol da avversario alla Juventus, è l’Inter che chiede almeno 70 milioni di euro o in alternativa uno scambio con un altro pezzo pregiato di questo pazzo e frenetico mese di agosto di calciomercato, quel Paulo Dybala a cui hanno ambito prima il Manchester United e poi il Tottenham, senza fortuna.

COME ANDRÀ A FINIRE?

Difficile immaginare come si risolverà questa situazione così spinosa. Non è la prima volta che le due big del calcio italiano si sgambettano a vicenda in sede di mercato, ma quella andata in scena nelle ultime settimane è stata una lotta senza quartiere, metaforicamente parlando. Non siamo i primi e non saremo di certo gli ultimi ad affermare che l’Inter, anche dal punto di vista economico, è la società che più è probabile possa avvicinarsi alla strapotenza juventina. Ed è altrettanto normale e comprensibile che dall’altra parte ci sia una proprietà che ha tutto l’interesse di difendere il titolo, anche sul mercato, stringendo alleanze – o presunte tali – e rallentando le operazioni altrui.

Lukaku, da ieri un nuovo giocatore dell’Inter, è la prima grande vittoria di Marotta e la prima non vittoria di Paratici. Perché dopo aver acquistato a parametro zero Rabiot e Ramsey e piazzato il colpo De Ligt, difensore olandese di venti anni prossimo a diventare uno dei centrali più forti del mondo, il mancato arrivo di Lukaku non può essere considerata una sconfitta. Insomma, gli ultimi giorni stanno arrivando e contestualmente conosceremo il futuro e le ambizioni di Inter e Juventus. La madre di tutte le battaglie tra Marotta e Paratici potrebbe avere come protagonisti proprio Icardi e Dybala, la puntata finale di un’estate rovente.