In attesa di tornare a parlare di risultati e di prestazioni, soprattutto dopo la prima giornata di Premier League, un turno che ha già dato molti spunti, quest’oggi voglio raccontarvi tre cose che mi sono piaciute, che mi hanno lasciato dei segni, durante il weekend di calcio in giro per l’Europa. Voglio parlarvi di una squadra che, a mio modo di vedere, promette molto bene; di un ragazzo che mi ha impressionato al suo debutto e di una storia incredibile, realmente incredibile.

IL LIONE

Partiamo dalla squadra: il Lione. Lione che ha aperto la Ligue 1 rifilando tre reti al Monaco, in una partita anche segnata dall’espulsione di Fabregas nel primo tempo. Però l’OL, con il suo progetto, con la sua prestazione, con la sua vittoria, visti anche i continui problemi dell’Olympique Marsiglia, ci sta dicendo di essere il vero anti-Psg, se ce ne può uno nel campionato francese. Un Lione che conferma di fare sempre le cose per bene, perché vende bene sul mercato ma compra ancora meglio. E questo nuovo progetto con il brasiliano Sylvinho alla guida è partito nel migliore dei modi: sia dal punto di vista del risultato sia come questo risultato è stato trovato e cercato. Mi piace il suo tridente, giovane perché composto da Traoré, 24 anni, Depay, 25, e Moussa Dembélé, 23 anni. Tre attaccanti che si completano perfettamente – basti guardare il tabellino di Monaco-Lione – e che hanno potenza, stile, velocità, tecnica, killer instinct: conseguenza sono tre elementi perfetti per fare un ottimo calcio, un calcio produttivo e attrattivo. Anche perché sostenuti da un centrocampo che ha tutte le carte in regola, nonostante la cessione di Ndombélé. È arrivato Thiago Mendes, che è un organizzatore di gioco con saggezza e ispirazione; c’è Aouar, un giovane che a me piace tantissimo, ha tecnica, classe, ha capacità cristalline e può anche adattarsi in diverse zone del campo, uno dei migliori talenti che ci sono in Francia. E poi c’è un mediano di 22 anni come Tousart, che ha anche segnato dimostrando di avere un gran tiro dalla distanza – aveva già fatto un gol simile l’anno scorso in Champions League contro il Barcellona -, un elemento fisico, robusto, muscolare ma anche dall’ottima coordinazione. Il Lione è partito veramente bene: una squadra che mi ha offerto immediatamente sensazione gustose, perché questo è un calcio che mi piace.

NUNO TAVARES

Discorso analogo per un ragazzo che attendevo: un classe 2000, un terzino portoghese mancino che ha fatto il suo debutto nella Super Liga con la maglia del Benfica e ha trovato una prestazione totalmente rivelatoria. Sto parlando di Nuno Tavares, un ragazzo dalla pelle scura e dalle movenze un po’ dinoccolate, sembra uno di quei trapper che ormai conosciamo tutti. Ha questo modo di stare in campo quasi scanzonato ma quello che fa con i piedi è terribilmente detonante. Ha giocato come terzino destro di partenza nel Benfica, anche se è uno che deve un filino plasmarsi dal punto di vista tattico perché lo abbiamo visto più volte sulla linea della punta che non su quella dei difensori. Però il suo debutto in campionato a 19 anni ha visto un gol incredibile per l’1-0, un sinistro arrotato sotto l’incrocio dei pali; un’espulsione provocata; una palla filtrante, quello che io definisco secondary assist (l’assist che porta all’assist) per l’azione del 3-0; un suo assist per il 4-0 con un lob mancino da fermo meraviglioso e un altro assist diretto anche per il 5-0, di destro crossando dalla linea laterale. Debutto clamoroso per questo ragazzo che credo possa avere spazio quest’anno nel Benfica. Abbiamo già parlato dell’incredibile qualità e quantità nella produzione di terzini in questo momento storico del Portogallo. Nuno Tavares è sicuramente un terzino che farà parlare di sé.

BILLY SHARP

Ha fatto tanto parlare di sé e fa ancora parlare di sé Billy Sharp, il vero eroe del sabato di Premier. Un eroe poco convenzionale, ma credetemi, un eroe vero. Parliamo di un ragazzo di Sheffield di 33 anni, uno che attualmente, con 228 gol, è il più prolifico cannoniere del ventunesimo secolo nel calcio professionistico inglese. Billy Sharp che prima di ieri non aveva mai segnato un gol in Premier League. Ne aveva segnati tanti nelle categorie inferiori arrivando a 227 , compresi i 23 del campionato scorso con lo Sheffield United che lui ha sparato in Premier League. Ed era una storia conosciuta, cantata in Inghilterra ma che attendeva il suo culmine. E il suo culmine è arrivato. La sua storia è particolare, perché lui è un local lad di Sheffield, ma ci ha messo tanto a diventare profeta in patria. Anzi, addirittura all’inizio della sua carriera un suo ex-allenatore lo bollò come “un ragazzotto grasso di Sheffield” che non avrebbe mai fatto strada. Non ne capiva molto quel manager e non vi faccio il suo nome giusto per buona creanza. Billy Sharp è passato attraverso diverse squadre, prima di ieri  però in Premier League aveva giocato solo 20 minuti con la maglia del Southampton all’inizio del 2012, prima di tornare a segnare in Championship. Billy Sharp era balzato agli onori della cronaca, anche internazionale, per un episodio commovente. Novembre 2011, lui gioca nel Doncaster. Gli nasce un figlio e purtroppo il piccolo sopravvive solo tre giorni. Lui, distrutto dalla rabbia, dal dolore e da tutti quei sentimenti incontenibili che si possono provare in una situazione del genere, decide di telefonare al suo manager e di scendere in campo contro il Middlesbrough. Va in campo prendendosi l’abbraccio di tutto lo stadio e dopo un quarto d’ora segna un gol pazzesco, una voleée di sinistro a bypassare il portiere avversario. Ricordo come fosse ora quel momento: lui che segna un gol meraviglioso e poi si pianta lì, con le braccia aperte, tirando su la maglia e mostrando una sottomaglia con scritto :”That’s for you son“, questo è per te figlio. Un momento di commozione e comunione totale, regalato dal calcio. Un momento in cui tutti avevamo le lacrime agli occhi, compreso l’arbitro che infatti si è dimenticato di ammonirlo per esultanza non regolamentare. Oggi Billy Sharp è anche un bomber di Premier League, perché è arrivato il suo primo gol sul campo del Bournemouth. Anche in questo caso, è entrato a otto minuti dalla fine con lo Sheffield United sotto 1-0 e con una delle sue tipiche zampate ha fatto l’1-1 al minuto numero ottantotto. Una zampata da “fox in the box”, da volpe dell’area di rigore, il suo soprannome storico. Per cui oggi possiamo dire anche a Billy Sharp benvenuto nel calcio dei grandi. Un calcio dei grandi che, a ben vedere, gli è sempre appartenuto, perché nessuno come lui nel ventunesimo secolo ha segnato nel football professionistico di Sua Maestà.

(Fonte immagine di copertina: profilo Twitter Billy Sharp)