La Fiorentina ha cambiato rotta. L’arrivo di Commisso non ha portato soltanto l’entusiasmo che si era perso negli ultimi tre anni con i Della Valle, ma ha cambiato il modo di agire sul mercato; il ritorno di Daniele Pradè come DS è stato un chiaro segnale: basta scommesse, la Viola deve tornare a puntare su giocatori di caratura nazionale.

FUOCHI D’ARTIFICIO

Tolti i tre colpi lasciati in eredità da Corvino (Zurkowski, Terzic e Rasmussen, che giocano nelle rispettive selezioni U21), Pradè ha chiesto pazienza e tempo, necessari per portare a Firenze giocatori di qualità: Lirola è costato più di 12 milioni di euro, ma ha coperto un buco nel ruolo di terzino destro che durava ormai da anni (Tomovic e Milenkovic adattati, Gaspar e Laurini mai all’altezza), e con lui è arrivato dal Sassuolo Kevin-Prince Boateng. Il ghanese cerca riscatto dopo 6 mesi nell’ombra al Camp Nou, ma il 32enne può dare al giovane gruppo viola una dose di esperienza internazionale che aiuterà a crescere chi vorrà ambire a certi palcoscenici nel prossimo futuro. E non è da dimenticare il fatto che Montella adori i centravanti di manovra, e un Boateng in condizione può essere il giocatore perfetto nello scacchiere tattico dell’aeroplanino. Ultimi ma non per importanza, i due centrocampisti, da una parte Milan Badelj, dall’altra Erick Pulgar. Il croato torna dopo un anno a Roma sponda Lazio, un’annata che lo ha visto quasi sempre alle spalle di Lucas Leiva; adesso Badelj torna a Firenze come figliol prodigo, nella città che lo ha visto brillare sia come calciatore che come uomo, perché sì, le sue geometrie servono come il pane alla Viola, ma era fondamentale anche riportare a casa un leader che conosce perfettamente la piazza e l’ambiente. Chi meglio di Badelj, proprio colui che fece piangere Firenze quando lesse con gli occhi lucidi e la voce rotta quella struggente lettera che dedicò a nome della squadra al suo capitano Davide Astori, il giorno del funerale in Santa Croce. Insieme a lui ci sarà Pulgar, centrocampista arrivato a Bologna come potenziale interessante ma ancora troppo indisciplinato, e diventato nella scorsa stagione il perno della mediana di Mihajlovic; il cileno rappresenta, come Lirola, il target di acquisti che ricerca la Fiorentina: giocatori di qualità, già affermati ma con margini di miglioramento. E preso a soli 10 milioni in un mercato che vede cifre da capogiro, è un colpo di eccellente fattura.

Fonte immagine: profilo Instagram ufficiale del calciatore

L’ESTERNO PER SOGNARE

Il buco principale per la squadra di Montella si trova sull’esterno alto. Per colmare questo vuoto la società di Commisso ha intenzione di piazzare un colpo da novanta, in grado di far sognare i tifosi e recuperare quell’entusiasmo perso nelle ultime stagioni. I nomi caldissimi sono soprattutto due: Ribery e Suso. A seconda del nome che arriverà si deciderà anche la fascia d’azione di Chiesa, adattabile sia a destra che sinistra a seconda delle contingenze.

Per quanto riguarda il francese il nodo ovviamente è l’ingaggio, essendo il calciatore al momento svincolato. Le richieste dell’ex Bayern sono altissime, circa 8 milioni di euro a stagione per due anni. La società viola si potrebbe spingere fino a 5 anni, magari aggiungendo un anno di contratto, anche se un contratto triennale ad un calciatore di 36 anni non sembra una mossa auspicabile. Inutile sottolineare che sul lato tecnico l’acquisto di Ribery sarebbe un colpo impressionante, così come lo sarebbe a livello mediatico. Le perplessità naturalmente sono per la tenuta fisica del giocatore, dettaglio non da poco visto che la Fiorentina non ha grandi alternative se non il solo Sottil in quel ruolo.

L’altro grande nome è quello di Suso. Lo spagnolo convince di più, per diverse ragioni. Innanzitutto è un giocatore all’apice della carriera, che può garantire ancora parecchi anni ad alti livelli. Conosce il campionato e conosce l’allenatore, porterebbe con se certamente meno incognite rispetto al francese. Però la grande difficoltà è la trattativa col Milan. Sul nodo ingaggio l’intesa si potrebbe raggiungere tranquillamente, garantendo al giocatore lo stesso ingaggio percepito coi rossoneri, magari con un anno in più di contratto. Per quanto riguarda il costo del cartellino la questione è complessa. In teoria c’è una clausola di 40 milioni, ma lo stesso Milan accetterebbe un’offerta minore, di circa 30-35 milioni. Sotto quella cifra però sembra difficile che i rossoneri possano andare, anche perché lo spagnolo non è un esubero, ma è un giocatore molto apprezzato dallo stesso Giampaolo. Per portare a Firenze lo spagnolo ci vorrebbe uno sforzo economico non indifferente, ma la viola sta studiando il colpo e la volontà di piazzarlo è molto sentita.

Suso e Ribery sono i nomi caldi, ma ci sono anche alternative, al momento tenute in stand-by. Le alternative qualora non dovesse arrivare uno dei due esterni sopracitati rispondono ai nomi di Keita Baldé e Vincenzo Grifo. L’esterno senegalese è in uscita dalla Fiorentina, ma non convince a pieno per alcuni motivi. Innanzitutto non è un esterno puro e ha dimostrato a più riprese di fare fatica ad agire sulla fascia, per ultima nell’esperienza all’Inter. Keita è piuttosto una seconda punta, ruolo non previsto dalle idee tattiche di Montella al momento. Inoltre la valutazione che ne fa il club monegasca è alta, circa 30 milioni. L’idea Grifo infine sarebbe quella a prezzi più accessibili, ma decisamente meno affascinante. Dieci milioni la valutazione che ne fa l’Hoffenheim, che però al momento non prende in considerazione una sua cessione.

Fonte immagine: profilo Instagram ufficiale del calciatore

NODO TATTICO

Altri due profili che in teoria servirebbero alla Fiorentina sarebbero una mezzala e una prima punta. Ma tutto dipende dal modulo che adotterà Vincenzo Montella. In caso di 4-3-3 manca evidentemente una mezzala, visto che al momento giocherebbe Pulgar adattato in quel ruolo. In caso di 4-2-3-1 mancherebbe una punta, considerando che Boateng verrebbe arretrato sulla trequarti. 

Pensando al 4-3-3 il buco come detto è a centrocampo. Al momento in questo modulo Badelj gioca vertice basso, Benassi e Pulgar fanno le mezzali. È evidente però che il cileno è adattato in quel ruolo, le sue caratteristiche verrebbero snaturate e il suo apporto fortemente limitato. Boateng ormai quel ruolo non lo fa più da anni e gli altri centrocampisti a disposizione di Montella non convincono a pieno. Ad oggi però non ci sono nomi caldi o trattative avviate volte a coprire quel ruolo. Ciò fa pensare dunque ad una virata sul 4-2-3-1, decisamente più attuabile anche con i giocatori a disposizione.

Col 4-2-3-1 Badelj e Pulgar si posizionerebbero davanti alla difesa, mettendo a disposizione un doppio play decisamente importante per il suo gioco improntato sul possesso della sfera. Boateng arretrerebbe sulla trequarti, lasciando libero il ruolo di centravanti, al momento nelle mani del cholito Simeone. Scivolerebbe in panchina Benassi, che sarebbe un ottimo rincalzo sia sulla mediana che in tutti i ruoli sulla trequarti. In questo modo ciò che manca alla Fiorentina sarebbe una prima punta, ma tutto sembra legato al futuro di Giovanni Simeone. Il cholito ha perso ormai parecchio credito e il feeling con Montella non è mai scattato. La Fiorentina avallerebbe con piacere una sua cessione, ma il giocatore non sarà svenduto. Fino a qualche giorno fa era forte il Cagliari sul giocatore, ultimamente si è inserita con forza la Sampdoria. Rimane sullo sfondo l’interesse della Lazio. La valutazione che fa la viola dell’argentino è di circa 10-12 milioni, c’è anche una notevole apertura alla formula del prestito con diritto di riscatto.

In caso di cessione di Simeone due sono i nomi caldi. Il primo è quello di Mario Balotelli, che sembrava destinato a vestire la maglia del Flamengo, ma negli ultimi giorni quella pista pare essersi raffreddata. La presa del club brasiliano comunque resta forte, ma la Fiorentina rimane vigile, come hanno dimostrato anche le parole di Boateng che ha auspicato l’arrivo del centravanti italiano. L’altro nome è quello di Fernando Llorente, svincolato sul Tottenham e nel mirino di praticamente mezza Europa. Lo spagnolo chiede un ingaggio di circa 4 milioni e la concorrenza da battere è decisamente agguerrita. Al momento comunque l’attaccante rimane un’esigenza secondaria, come mostra anche l’interesse esclusivo per giocatori a zero, che permetterebbe alla viola di risparmiare soldi per puntare l’esterno. Sicuramente quest’ultimo tassello verrà riempito solo dopo aver piazzato il grande colpo sulla fascia.

Fonte immagine: profilo Instagram ufficiale del calciatore

I GIOVANI DI FIRENZE 

La rinascita della viola passa anche dai giovani. Non solo dai talenti già presenti da anni in prima squadra ma anche dai prodotti del vivaio, tra chi non ha ancora compiuto il salto dalla primavera e chi, invece, ha già assaggiato realtà come quella della Serie B.

Tra gli elementi che si sono maggiormente messi in mostra in questo pre-campionato estivo c’è sicuramente Luca Ranieri, che abbiamo giù potuto osservare da protagonista al Mondiale Under-20. Il classe ’99 ha giocato la scorsa stagione da titolare al Foggia e, dopo le performance positive con la nazionale di Nicolato, potrebbe rimanere in prima squadra. Montella, vuoi per necessità e vuoi perché crede fermamente nel suo talento, lo ha impiegato dal primo minuto in tutte le amichevoli disputate. Nato come centrale per una difesa 4, è stato impiegato anche da terzino sinistro e, più saltuariamente, da esterno di centrocampo. Un profilo estremamente duttile e che, chissà, potrebbe un giorno ricalcare le orme di un idolo di Firenze come Manuel Pasqual (i paragoni con l’ex capitano viola si sono già sprecati).

Fonte immagine: profilo Instagram ufficiale del calciatore

Altro giocatore pronto per le sue prime occasioni in Serie A è sicuramente Gaetano Castrovilli, anche lui impiegato con regolarità da Montella nel pre-campionato. Elemento estremamente versatile del centrocampo, può giocare sia sulla trequarti che sulle corsie (un buon parallelo potrebbe essere con il primo Florenzi). Classe ’97, ha già vissuto quattro stagioni in Serie B, prima al Bari (con solo 12 presenze all’attivo) e poi alla Cremonese: l’anno scorso la sua esplosione, con 5 gol e 4 assist a referto giocando su entrambe le fasce, da trequartista e mezz’ala. Che sia nella viola o in prestito ad un’altra realtà, vedremo l’eclettico talento pugliese nel massimo campionato italiano.

In attacco, insieme ad un Dusan Vlahovic già in rampa di lancio, sta emergendo sempre di più Riccardo Sottil. Classe ’99, nella prima parte della scorsa stagione è rimasto con la viola. Poi il prestito a Pescara: 12 presenze, 1 gol e 2 assist. Montella gli ha dato spazio nel pre-campionato e lui si è fatto trovare pronto, segnando 2 gol nelle 4 amichevoli disputate. Di natura è un’ala sinistra, ma può essere impiegato indistintamente sulla corsia opposta e anche in una coppia d’attacco. Con il gol, d’altronde, ha familiarità sin da piccolo: dal 2014 ad oggi ha segnato più di 40 gol. Il paragone con Chiesa è immediato, la tentazione di poterli impiegare insieme è forte. Il suo futuro, però, è ancora incerto: il Pescara vorrebbe averlo ancora con sé per la prossima stagione.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram di Kevin Prince Boateng