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10 buoni motivi per cui Aguero è già una leggenda

Calcio e dintorni

10 buoni motivi per cui Aguero è già una leggenda

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Aguero

1- Il debutto. Amare il pallone, in Argentina, spesso significa avere una possibilità di sfuggire a un destino di miseria. La pelota de cuero può rappresentare un’ancora a cui aggrapparsi per avere la possibilità di una vita migliore. Agüero, la afferra, salendo sul treno che passa una volta sola. A scoprire per primi il suo talento, sono gli osservatori dell’Independiente, il club che divide in due insieme al Racing il quartiere dell’Avellaneda, a Buenos Aires. Impossibile non rimanere accecati dalla classe che sprigiona, soprattutto per Oscar Ruggeri, allenatore che nel 2003 lo fa debuttare in prima squadra a soli 15 anni, un mese e tre giorni, stabilendo il record di precocità del calcio argentino, appartenuto a Diego Armando Maradona.

2- Soprannome. Sergio Leonel Agüero Del Castillo. Un nome importante, lungo, del quale è difficile non rimanere incuriositi, chiedendosi derivazione e origine. Eppure, il campione argentino è sempre stato e sempre sarà conosciuto con il soprannome di “El Kun”. Un mantra, quasi una parola magica, un marchio di fabbrica destinato a seguirlo lungo tutta la carriera e, probabilmente, la vita. Un significato profondo, non affibiatogli da un compagno di squadra, ma dal nonno, in tenera età, a causa della somiglianza del nipote con il personaggio di un cartone animato che Sergio amava guardare, Kum Kum il cavernicolo.

3- Atlético Madrid. I colchoneros lo strappano all’Independiente nel maggio del 2006, quando ancora deve compiere 18 anni. Portarlo in Spagna costa la bellezza di 25 milioni di euro, una cifra mostruosa per un ragazzino minorenne. L’investimento, tuttavia, è ampiamente ripagato. A suon di reti e prestazioni fenomenali conquista il cuore dei tifosi biancorossi e degli appassionati di calcio. Segna 101 volte in 231 partite, contribuendo a riportare al successo nel 2010, con la conquista dell’Europa League nella finale contro il Fulham e della Supercoppa Europea, un club che non assaporava il gusto della vittoria dal 1996.

4- Classe. Definire Agüero calcisticamente parlando è un’opera complessa, non per mancanza di aggettivi, ma perché richiederebbe ore per descriverne ogni dettaglio. El Kun è stato un calciatore meraviglioso. Se parliamo di classe, l’ex attaccante di City e Atlético non è mai stato secondo a nessuno. Completo, dotato di potenza fisica, velocità, accelerazione e tecnica sopraffina. Agüero è sempre stato fenomenale con entrambi i piedi, in grado di calciare perfettamente da ogni posizione. Un corpo brevilineo, con un baricentro basso, che lo ha reso un vero e proprio incubo per le difese avversarie, forte nell’inserimento e mostruosamente bravo nel dribbling. Un talento puro sottratto al fùtbol troppo presto.

5- Record. Agüero  è stato l’uomo dei record. Come già detto, di precocità, con l’incredibile debutto da poco più che bambino, ad appena 15 anni. In Inghilterra, però, ha ottenuto lo status di leggenda, trasformandosi nel migliore marcatore straniero della storia della Premier League con 184 reti, superando Henry a quota 175 e piazzandosi al quinto posto come massimo goleador di sempre del campionato.

6- Argentina. Se sei argentino e con il pallone ci sai fare, con molte probabilità un club europeo ti porterà nel vecchio continente per vincere tutto, o quasi. Se sei argentino e ti allontani dalla terra natale, è quasi fisiologico volere a tutti i costi trionfare in patria con la maglia della nazionale, quasi un bisogno viscerale, per restituire ciò che ti è stato dato. El Kun, dopo l’oro di Pechino 2008 e i due mondiale under-20, ha avuto diverse occasioni per alzare un trofeo di primaria importanza con l’albiceleste. Ha perso due finali di Copa America, nel 2015 e nel 2016, entrambe contro il Cile, e la finale del Mondiale nel 2014, contro la Germania. Finalmente, la scorsa estate, insieme al suo amico fraterno Messi, è riuscito a conquistare la Copa America, battendo i padroni di casa del Brasile.

7- Manchester City. Nell’estate 2011 si trasferisce in Inghilterra per 45 milioni di euro. Il City non ha una grande tradizione vincente, ma ha iniziato un processo di rinascita, volto a dominare in Europa, grazie soprattutto ai fondi dello sceicco Mansur. Agüero diventerà una bandiera azzurra, forse il calciatore più importante della storia del club. Vince 5 campionati, 2 Coppe di Lega e 6 FA Cup. Segna 260 reti, diventando il più grande goleador di sempre del City, uno più bello dell’altro, facendo innamorare grandi e piccini. La sua storia d’amore con l’Inghilterra e Manchester termina nell’estate del 2021, quando si trasferisce a Barcellona a titolo gratuito.

8- La forza. Smettere a 33 anni, senza possibilità di scegliere, senza avere l’opportunità di dire basta secondo la propria volontà, è, sportivamente parlando, un dramma a cui è difficile sottrarsi. Un’aritmia cardiaca ha strappato Agüero dai campi di calcio di tutto il mondo e dagli occhi strabuzzanti dei tanti tifosi che lo hanno visto giocare, adorandolo. Prendere consapevolezza di una situazione delicata, in cui la vita è a rischio, rimanendo lucidi  prendendo la decisione più dura e giusta al contempo, è sinonimo di grande forza interiore e resilienza.

9- Esempio. Mai una parola fuori posto, mai un atteggiamento violento o fuori dalle righe. El Kun è stato un campione anche come uomo, dentro e fuori dal campo, dimostrandosi un esempio da seguire, per dedizione, impegno e fair play. Anche quando le gerarchie sono cambiate e gli infortuni hanno iniziato a bussare alla sua porta, l’ex attaccante argentino non si è mai arreso, facendosi trovare pronto quando occorreva.

10- “Agüerooooooooooooo….”. L’emozione, nel calcio, è una delle componenti principali che rendono il gioco in questione il più bello del mondo. Piangere, urlare, saltare, abbracciarsi, disperarsi e gioire. Stati d’animo che, il 13 maggio 2012, si sono fusi, concentrandosi nell’arco di 5′, quelli di recupero assegnati dal direttore di gara. Il Manchester City ha la possibilità di vincere il campionato dopo 44 anni. È l’ultima giornata di una Premier League combattuta fino alla fine. Il City ha bisogno dei 3 punti ottenere la matematica certezza del trionfo. A Sunderland, nel frattempo, il Manchester United deve vincere e sperare che i cugini non facciano altrettanto. Gli uomini di Ferguson svolgono il proprio dovere, mentre i ragazzi di Mancini sono sotto 1-2 contro il QPR. Uno scudetto che sembrava già conquistato sta improvvisamente svanendo nel nulla.

I 5′ minuti di recupero saranno l’apoteosi del calcio, i più emozionanti e folli degli ultimi 20 anni, tuttavia i tifosi del City non ne sono consapevoli. Si disperano, piangono, si mettono le mani nei capelli, increduli di come un giorno di festa si sia trasformato in un incubo. Poi, al 92′, Dzeko pareggia di testa sugli sviluppi di calcio d’angolo. Nel nord dell’Inghilterra la partita finisce e, momentaneamente, lo United è campione. Infine, al minuto 93:20, si compie il miracolo. Agüero porta palla verso l’area di rigore avversaria, la scarica a Balotelli che, dopo averla difesa la passa al Kun scivolando a terra. Il tempo si ferma, Agüero si trova a tu per tu con il portiere e senza guardare scarica un destro rabbioso che gonfia la rete, scatenando il pandemonio azzurro. Lo stadio implode, il Manchester City è campione d’Inghilterra. 

 

Fonte immagine in evidenza: Licenze Google Creative Commons

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Guai per Dani Alves: il Pumas pretende cinque milioni di danni!

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Dani Alves

Continuano i guai per Dani Alves. Nelle scorse settimane il terzino, attualmente in forza al Pumas, è stato accusato di violenza sessuale. Ciò ha comportato la propria reclusione, lo scorso 20 gennaio, nel penitenziario catalano Brians 2. Tale accaduto ha comportato, inevitabilmente, ripercussioni sull’immagine del calciatore. Ragion per cui, l’ex Barcellona ha visto disdetti vari contratti di sponsorizzazione. Oltre a ciò, stando a quanto riporta il portale brasiliano Uol Esporte, il suo club avrebbe inviato una richiesta d’indennizzo per danni d’immagine.

La richiesta del club

Dal momento dell’arresto, la società messicana ha immediatamente cessato il contratto del brasiliano, richiedendo:

Per inadempienze gravissime, il giocatore è irrimediabilmente obbligato a versare al club il pagamento dell’indennizzo previsto nelle clausole 14 e 15 del contratto. Un ammontare pari a 5 milioni di dollari netti, liberi da imposte. Pumas si riserva il diritto di intraprendere le azioni che riterrà necessarie presso la Fifa e/o qualsiasi altra giurisdizione pertinente e competente per reclamare l’indennizzo“.

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Chelsea senza freni: il clamoroso dato sulle spese dei Blues

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Se in Serie A la sessione invernale di mercato non ha regalato grossi colpi ad effetto, in Premier League il Chelsea ha messo in atto una campagna acquisti faraonica. Il mercato dei Blues è stato infatti senza freni, tanto da arrivare a registrare un clamoroso dato.

Come riportato da Transfermarkt, a gennaio, ad eccezione della Premier League, il Chelsea ha speso di più rispetto a quanto non abbiano fatto gli altri top 4 campionati europei messi insieme. Nello specifico: Ligue 1, Bundesliga, LaLiga e Serie A. Combinate, hanno speso un totale di 256,3 milioni di euro.

Il club londinese invece, con il pagamento in extremis della clausola di Enzo Fernandez, ha speso ben 329,5 milioni di euro. Altro dato non da poco, è la spesa dei top 5 campionati: con l’aggiunta della Premier League, la somma totale diventa 1,09 miliardi. Numeri che testimoniano la grandissima potenza economica di cui dispongono club che militano nel massimo campionato inglese.

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Kjaer suona la carica in vista del derby: le dichiarazioni social

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Kjaer

Aria di derby nell’ambiente milanese, con il confronto tra Inter Milan che andrà in scena domenica sera. In casa Milan la situazione non è delle migliori, considerando sia lo stato di forma pessimo dei rossoneri che le condizioni fisiche di alcuni giocatori. Tra questi figura Fikayo Tomori, la cui assenza sembra sempre più certa. Tuttavia, è pronto a sostituirlo l’esperto centrale danese Simon Kjaer, che con ogni probabilità affiancherà Kalulu al centro della retroguardia dei Diavoli. Il 33enne ci ha tenuto a motivare i suoi da vero leader, pubblicando un messaggio social di grande grinta: “Duro lavoro, concentrazione, preparazione”.

Big match della 21esima giornata di Serie A che si avvicina sempre di più, pronto a regalarci spettacolo e divertimento come in ogni occasione.

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Il DS dell’Empoli: “C’è ancora tanta strada da fare”

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Empoli

Chiarimenti importanti in casa Empoli per spiegare le strategie di mercato attuate durante la finestra invernale appena terminata. A sciogliere ogni riserva ci ha pensato il direttore sportivo Pietro Accardi, il quale ha rilasciato dichiarazioni ufficiali nel corso della conferenza stampa. Non sono mancati riferimenti ai colpi in uscita, come Bajrami, oltre che a quelli in entrata, su tutti il ritorno di Caputo.

SULL’ACQUISTO DI PICCOLI – “C’è molta soddisfazione, era un calciatore che noi avevamo cercato due anni fa e che poi non eravamo riusciti a prendere. La soddisfazione è doppia perché ho visto un ragazzo motivato e contento di venire qui, ha spinto molto per venire all’Empoli”.

SULLE STRATEGIE ATTUATE – “Stiamo ragionando sulla stagione attuale, c’è ancora tanta strada da fare e abbiamo cercato di mettere dentro giocatori funzionali per quello che è il calcio del nostro allenatore. Quindi abbiamo ragionato prettamente su questa stagione”.

SU BAJRAMI – “La sua cessione nasce appunto da un’opportunità delle ultime ore, abbiamo deciso di accontentare il giocatore perché dopo lo scorso campionato sicuramente le sue aspettative erano diverse. Questa estate non c’è stata per lui la possibilità di andare da un’altra parte, abbiamo quindi ritenuto opportuno che questa fosse la giusta chiusura per un ragazzo che ha dato tanto”.

SULL’IMPATTO DI CAPUTO- “Quando abbiamo perso Destro per infortunio, abbiamo ritenuto opportuno inserire un giocatore esperto e abbiamo subito pensato a lui. Quindi sì, mi aspettavo questo impatto. Lammers? Lo reputo un attaccante straordinario, ma non si è integrato con l’ambiente e abbiamo deciso questo scambio dal quale riteniamo di aver tratto vantaggio”.

 

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