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10 buoni motivi per cui la Juventus deve far rinnovare Paulo Dybala

10 buoni motivi per cui la Juventus deve far rinnovare Paulo Dybala

Negli ultimi giorni si fa un gran parlare del futuro di Paulo Dybala. Non può essere altrimenti dopo le parole del ds della Juve Maurizio Arrivabene che gettano ombre sul rinnovo di contratto dell’argentino, che fino a qualche settimana sembrava essere imminente. Ma perchè La Vecchia Signora non può rinunciare al classe ’93 di Laguna Larga?

 1- Capitano del futuro. La Juventus, ormai da un anno, ha intrapreso un cammino di ricostruzione puntando sui giovani e allontanandosi, un passo alla volta, dalla forma vincente assunta nei 9 anni di dominio. Gli ultimi senatori rimasti, Chiellini e Bonucci, hanno raggiunto un’età importante. Buffon è andato via, così come CR7, l’uomo su cui si è puntato tutto per raggiungere il frutto proibito, la Champions League. Paulo Dybala, ormai, è il volto della squadra e, a rigor di logica, la figura che presto si impossesserà della fascia di capitano.

2- Senatore. Ricollegandoci al punto precedente, la Joya è uno dei punti di riferimento dello spogliatoio bianconero. Dopo i due pilastri della difesa, l’attaccante argentino è quello che meglio sa cosa significa indossare la maglia della Vecchia Signora. Giunto alla settima stagione con gli stessi colori cuciti addosso, Dybala si è guadagnato il titolo di senatore. Per i tanti giovani che popolano e popoleranno la rosa in futuro, Paulo è l’esempio da seguire per crescere calcisticamente, umanamente e caratterialmente.

3- Simbolo bianconero. Quasi 8 anni vissuti a Torino, tra alti e bassi, infortuni e soddisfazioni. Paulo Dybala è a tutti gli effetti un simbolo bianconero. La sua permanenza potrebbe trasformarlo in bandiera, il passo successivo. Con 109 reti messe a segno da quando è alla Juventus, l’argentino è momentaneamente undicesimo nella classifica dei bomber all-time del club piemontese. Appena 6 reti più avanti c’è la leggenda Roberto Baggio e superarlo significherebbe entrare in una cerchia di eletti.

 

4- Voglia di riscatto. Nell’estate del 2019 Dybala e la Juve sembravano destinati a dirsi addio. I rapporti erano ai ferri corti e la presenza ingombrante di Ronaldo aveva oscurato il talento cristallino del campione argentino. Dopo l’annata positiva vissuta con Sarri, sono subentrate le difficoltà con Pirlo. Complici gli infortuni e un sistema di gioco che non sposava le sue caratteristiche, Dybala si è smarrito. Il ritorno in panchina di Allegri, indubbiamente l’allenatore più importante della sua carriera, lo ha riportato al centro del villaggio. Il 4-3-3 e il 4-2-3-1, soprattutto, esaltano il suo talento. Giocando tra le linee è libero di esprimere il suo calcio visionario e fantasioso, facendo da raccordo tra centrocampo e attacco. Nonostante qualche piccolo acciacco, l’ex Palermo è il vero valore aggiunto della rosa bianconera. Quando è in campo la musica cambia, sprigionando tutta la bellezza di questo gioco.

5- Maturità. Dybala è del ’93. Facendo due calcoli ci si rende conto che, ormai, è alle soglie del traguardo dei 30 anni. Per un calciatore è l’età della piena maturità, sia a livello tecnico che a livello umano. L’esperienza è tanta, il calcio visto e giocato anche. Dybala, problemi fisici permettendo, sta per entrare nel periodo più florido e ricco della sua carriera, quello che potrebbe portargli le soddisfazioni maggiori.

6- Unico fenomeno della rosa. La figura di CR7, negli ultimi anni, è stata in grado di migliorare il volto della Juventus a livello globale. L’impatto mediatico ed economico del campione portoghese ha portato nuovi mercati a scrutare Torino, innalzando ulteriormente l’immagine di uno dei club più prestigiosi del pianeta. La sua partenza, ovviamente, è stata difficile da digerire. Perdere anche Dybala significherebbe privarsi di gran parte del talento a disposizione e di un altro giocatore di spicco, con il solo Chiesa a incendiare gli animi e i cuori dei tifosi bianconeri. Rinnovare il contratto a Dybala è fondamentale per continuare a crescere.

7- Aspetto economico. Dybala guadagna quasi 7,3 milioni all’anno, issandosi al terzo posto della classifica dei calciatori meglio retribuiti del campionato. La richiesta sua e dell’entourage al suo seguito è di 10 milioni, cifra che la Juve ha proposto di raggiungere attraverso i bonus legati ai risultati di squadra e individuali. Considerando che De Ligt ne percepisce 8 più 4 di bonus e avendo risparmiato sull’ingaggio di CR7, lo sforzo per accontentare Dybala sarebbe minimo.

8- Attacco stellare. Le voci di mercato, ormai da diverso tempo, parlano di un forte interessamento della Juventus nei confronti di Dusan Vlahovic, il nuovo che avanza velocemente. Il suo possibile arrivo significherebbe poter comporre un attacco stellare di livello europeo, con il serbo al centro e Chiesa e il nativo di Laguna Larga a spalleggiarlo. Altre piste portano a Icardi e, chissà, Haaland. Con un attacco del genere è lecito sognare e provare a puntare in alto, ricominciando a vincere.

9- Centro del progetto. La figura di Paulo Dybala deve essere necessariamente quella da cui ricostruire. Il calcio è bellezza e il 10 argentino ne è la prova provata. Inoltre, il suo attaccamento alla maglia è ben noto, avendo più volte rifiutato altre destinazioni pur di rimanere all’ombra della Mole. Amore per i colori e talento sconfinato, gli ingredienti necessari per metterlo al centro del progetto.

10- Il calciatore più forte della Serie A. Una piccola provocazione. Paulo Dybala è il giocatore migliore del campionato. Il suo più grande problema è sempre stata la continuità, unica vera macchia di una carriera in continua ascesa. Gli infortuni ne hanno rallentato lo sviluppo e minato la psiche, facendolo scivolare in periodi difficili. Tuttavia, quando la Joya è in forma, fisicamente e psicologicamente, è l’espressione più pura del gioco del calcio. Libertà, fantasia, immaginazione, bellezza e meraviglia. Si potrebbe continuare a elencare ancora a lungo, ma sarebbe superfluo. Chi ama il calcio non può non ammirare Dybala.

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