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10 buoni motivi per cui Rafael Leao è il futuro del calcio europeo

10 buoni motivi per cui Rafael Leao è il futuro del calcio europeo

Se il Milan e Pioli sono in lotta per lo scudetto, oltre che per una rosa ampia, un’organizzazione di primo livello e un gioco a tratti travolgente, devono ringraziare ampiamente il loro numero 17. Rafael Leao, in questo momento, è il giocatore più travolgente del campionato, attraverso cui passano tutte le giocate e le azioni pericolose del club rossonero. Un calciatore imprescindibile, il cui futuro è da top player. Riuscirà a mantenersi su questo livello ed esplodere definitivamente?

1- Statistiche. Il calcio è molto di più, questo è fuori discussione. Tuttavia, spesso, leggere i dati porta a sviscerare la realtà in maniera più lucida e corretta. Cosa dicono i numeri di Rafael Leao? Nel 2019-2020, la prima stagione disputata in rossonero, l’attaccante portoghese colleziona 33 presenze in tutte le competizioni, segnando 6 reti e fornendo 3 assist. Nel 2020-2021 su 40 partite disputate, Leao trova la via della porta 7 volte e distribuisce 6 assist. Quest’anno, dopo 5 mesi di calcio giocato, il talento del Milan ha superato sé stesso. Ha giocato 23 partite, siglato 8 gol e contribuito a far segnare i propri compagni con un passaggio in 5 occasioni. Una crescita esponenziale, sotto gli occhi di tutti.

2- Velocità. Indubbiamente, il reparto migliore della squadra di Pioli, quello che ogni difesa teme e prova a contenere con apprensione, è la fascia sinistra. Il treno formato da Theo Hernandez e Rafael Leao è uno dei tandem più temibili e temuti d’Europa. Insieme, fanno letteralmente paura. La caratteristica che accomuna i due calciatori è la velocità, a tratti supersonica. L’attaccante cresciuto nello Sporting Lisbona riesce a toccare quota 32 km/h in più occasioni, dimostrandosi come uno dei primatisti in questa speciale categoria.

3- Dribbling. Il calcio è bellezza, attrazione, fascino e meraviglia. Aggettivi che convergono verso quella che è l’arte che rende il football magico e della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni: il dribbling. Leao ne è un fantastico interprete, probabilmente il migliore del campionato. In Serie A è il giocatore che ne ha tentati di più, mediamente 5,21 a partita. La sua abilità da equilibrista e prestigiatore palla al piede l’ha sempre messa in mostra, anche nei momenti in cui il buio prevaleva sulla luce. Il primo gol siglato in maglia rossonera, in un Milan-Fiorentina 1-3 di inizio ottobre 2019 sintetizza al meglio quanto scritto nel paragrafo. Ve lo ricordate? Leao prende palla a 25 metri dalla porta, salta tre giocatori nello spazio di una decina di metri e appoggia delicatamente in porta con il mancino. Predestinato.

4- Crescita. Un dato di fatto, lampante. Il Rafael Leao a cui il pubblico è stato abituato nei primi due anni di esperienza italiana, ha sempre dato l’impressione di poter sfondare, dominando, senza avere la voglia e l’atteggiamento per farlo. Le doti non gli sono mai mancate, il talento è sempre stato cristallino, segno di un futuro tutto da scrivere. Eppure, in campo, Leao è apparso spesso svogliato, incerto e quasi disinteressato a quello che gli accadeva intorno. Oggi, dopo due stagioni di cura Pioli, l’attaccante portoghese è un altro giocatore. Determinante, indispensabile, catalizzante. Il Milan non può prescindere dalle sue giocate.

5- Concretezza. Strettamente legata alla crescita è la concretezza. Al numero 17 rossonero è sempre mancata lucidità, freddezza e concentrazione. Più volte, durante le partite giocate, sembrava faticare anche a reggersi in piedi. I dribbling non riuscivano, saltare l’uomo era più complicato, spesso lo si vedeva incespicare su sé stesso, cadendo a terra. Inoltre, davanti alla porta sbagliava la maggior parte delle volte, sprecando occasioni da rete clamorose e, conseguentemente, attirandosi le ire dei tifosi. Ora, la musica è cambiata. Il passato è un ricordo lontano. Partecipa attivamente a quasi tutte le azioni offensive della squadra, segnando e fornendo assist.

6- Leggerezza. Tra le tante critiche negative mosse nei confronti di Rafael Leao, molte sono state scatenate dal suo modo di vivere i 90′. Indubbiamente, vedendone gli atteggiamenti, viene da chiedersi se sia interessato al gioco. Cammina, si trascina, in certi frangenti, si muove sornione. Il suo volto ostenta sicurezza, spavalderia, il suo sorriso beffardo fa innervosire. Tuttavia, se fino all’anno scorso queste caratteristiche erano viste in maniera tutt’altro che positiva, quest’anno hanno assunto ben altri connotati. Leao gioca in maniera spensierata, divertendosi, come se fosse al campetto con gli amici, senza pressione e con tutta la voglia del mondo di far vedere di cosa è capace.

7- 6,79. I secondi che sono stati sufficienti a Rafael per siglare la rete del vantaggio in Sassuolo-Milan 1-2 del 20 dicembre 2020. Subito dopo aver battuto il calcio d’inizio, Calhanoglu serve Leao che controlla e penetra in area, firmando il gol più veloce della storia del campionato italiano. Un record incredibile, ulteriore segno di un futuro luminoso.

8- Progressione palla al piede. Il Milan non vedeva un calciatore in grado di seminare il panico negli avversari con la palla al piede dai tempi di Kakà. Non è un paragone, le caratteristiche non sono le stesse. Tuttavia la capacità di progressione palla al piede del talento portoghese riportano le pagine del calendario indietro di oltre un decennio. Leao, quando parte in campo aperto, è inarrestabile.

9- Spezza le partite. Se c’è un giocatore a cui Pioli e il diavolo non possono rinunciare, quel giocatore è il numero 17. Il suo impatto sul match è troppo evidente per poter essere lasciato fuori. Nelle tre partite che ha saltato per infortunio, i rossoneri hanno faticato oltre ogni aspettativa in fase realizzativa, perdendo con il Napoli in casa e raccogliendo un punto a Udine con una rete di Ibra sopraggiunta nel recupero. Leao spezza le partite, sia che parta da titolare, sia che subentri nella ripresa. La sua energia e la sua tecnica straripante trascinano tutta la squadra. Ogni volta che prende il pallone si ha la netta sensazione che possa costruire qualcosa di meraviglioso.

10- Giocatore unico in Italia. In Italia, la tattica viene prima di tutto. Le squadre della Serie A, probabilmente, sono tra le più organizzate d’Europa. I giocatori come Leao sono una rarità. Nel resto del vecchio continente, invece, i top club pullulano di questo tipo di calciatore, mettendone in campo almeno uno. In Spagna, ad esempio, il Real Madrid sta costruendo un nuovo ciclo affidandosi al talento e all’estro di Vinicius. Il Milan vuole seguire lo stesso percorso con il portoghese, un ragazzo con caratteristiche uniche nel nostro paese.

Fonte immagine in evidenza: Licenze Creative Commons

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