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10 buoni motivi per cui Vlahovic può diventare l'erede di Ibrahimovic

Calcio e dintorni

10 buoni motivi per cui Vlahovic può diventare l’erede di Ibrahimovic

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Juventus

1- Origini in comune. Zlatan Ibrahimovic e Dusan Vlahovic. Leggendo i nomi salta all’occhio una verità inconfutabile. I due fenomeni hanno in comune una chiara origine balcanica che rende ancora più reale e credibile il passaggio di testimone che avverrà nel futuro immediato, benché sia già in corso d’opera. Il campione svedese è nato a Malmo da papà bosniaco e mamma croata, l’attaccante della Fiorentina è di Belgrado. Un legame non casuale con una terra condivisa.

2- Velocità. Ibrahimovic è alto 195 centimetri, Vlahovic 190. Quasi due metri di verticalità che, normalmente, dovrebbero limitare movimenti e corsa. Non è il loro caso. La velocità è un’ulteriore dimostrazione di quanto simili siano i calciatori. Ovviamente, a 40 anni, Ibra non ha più la stessa brillantezza di una volta, quando riusciva a seminare il panico tra gli avversari con i suoi strappi impressionanti, simili a quelli mostrati oggi dal numero 9 viola. Esemplari in questo senso sono due reti segnate a distanza di anni. La prima, in ordine cronologico, è quella che lo svedese realizzò contro la Roma all’Olimpico quando vestiva la maglia della Juventus nel 2005-06, la seconda è quella firmata da Vlahovic nel dicembre 2019 contro l’Inter nei minuti di recupero.

3- Forza fisica. Indubbiamente un altro aspetto che accomuna e avvicina esponenzialmente le due punte è la forza fisica con cui riescono a dominare l’area di rigore e non solo. Il modo con cui riescono a controllare il proprio corpo, sfruttandolo a loro vantaggio e a discapito degli avversari è impressionante. Una caratteristica che consente loro di proteggere il pallone e fare salire la squadra, un’ancora di salvezza a cui aggrapparsi nei momenti di difficoltà, quando la necessità di respirare è più grande di tutto il resto.

4- Tecnica. Difficile trovare a livello europeo e mondiale due punte in grado di abbinare un fisico da pesi massimi a una tecnica sopraffina. Zlatan, anche grazie al suo passato di cintura nera di taekwondo, ha sviluppato la propensione a esibirsi in acrobazie e colpi aerei che senza l’arte marziale coreana non sarebbero stati possibili. Entrambi calciano divinamente, unendo precisione e potenza, in movimento e da calcio piazzato. Dusan, a differenza dello svedese, deve ancora migliorare l’uso del piede debole.

5- Fiuto del gol. Segnano, sempre e comunque, in qualsiasi modo. In area di rigore, da fuori, su punizione, dal dischetto, di piede e di testa. Se un vero attaccante deve vivere per il gol, loro fanno del trovare la via della rete il pane di cui si cibano quotidianamente. I 19 anni di differenza non si sentono a livello numerico. Ibrahimovic, nonostante i 40 anni, continua a segnare a ripetizione, così come il suo collega, capocannoniere del campionato insieme a Immobile.

6- Dominio. Il dominio che contraddistingue Ibrahimovic e Vlahovic non è solo fisico e tecnico, ma anche caratteriale. Il carisma che illumina il loro modo di stare in campo è fonte di energia per compagni e tifosi, una calamita in grado di trascinare tutto e tutti, garantendo una scossa di adrenalina ed energia nei momenti del bisogno. Quando giocano loro, la scena non è di nessun altro, il palcoscenico non può avere altri attori al di là del sipario.

7- Percorsi simili. Tutti e due hanno iniziato la propria carriera professionistica giocando per la squadra della città in cui sono nati e cresciuti. Ibrahimovic ha mosso i primi passi tra le fila del Malmo, arrivandoci all’età di 13 anni e conquistando una promozione in prima divisione svedese in qualità di superstar della squadra. Vlahovic, invece, dopo avere militato nelle giovanili della Stella Rossa, passa agli eterni rivali, il Partizan Belgrado, collezionando diversi record. Nel febbraio 2016 diventa il più giovane debuttante della storia del club, due mesi più tardi il più giovane marcatore e a maggio vince la Coppa di Serbia.

8- Idolo. Vlahovic non ha mai nascosto il suo amore e la sua ammirazione nei confronti del campione svedese, ritenendolo il modello a cui si è sempre ispirato, un idolo di infanzia e non solo. Al termine di Fiorentina-Milan della passata stagione l’attaccante serbo è riuscito a farsi dare la maglia di Ibrahimovic, facendosela autografare, con dedica e foto annessa. Vlahovic ha anche rivelato di essere stato spronato da Ibra a continuare a dare il massimo, segno di stima reciproca e della consapevolezza del milanista di avere trovato un degno erede.

9- Futuro insieme? Il rapporto tra Dusan Vlahovic e la Fiorentina, come noto, è ai minimi storici. Il rifiuto del prolungamento di contratto da parte del numero 9 ha creato un solco tra lui, la società e, ovviamente i tifosi. Tuttavia, grazie alle prestazioni sontuose che stanno illuminando il campionato della viola, la distanza tra le parti sembra essersi ridotta. Dalla guerra si è passati alla tregua, una pace momentanea per il bene comune.

Il futuro, ormai è certo, è lontano da Firenze, resta solo da capire quando. Il club di Commisso è obbligato a venderlo in una delle due prossime sessioni di mercato per non perderlo a parametro zero nell’estate del 2023. Le squadre su di lui sono tante, su tutte la Juventus, benché le sirene estere siano altrettanto forti e insistenti. Ad ogni modo, la volontà del giocatore peserà in modo specifico. Il rinnovo di Ibrahimovic per un’altra stagione sembra imminente e la prospettiva di giocargli accanto non sembra la più remota, raccogliendo in modo diretto il testimone.

10- L’ultimo tassello. Per Ibrahimovic si spendevano paragoni con Van Basten, per Vlahovic lo si fa con l’ex giocatore di Juve e Inter. Alti, grossi, dominanti fisicamente ma meravigliosamente tecnici, abili e prolifici. Oltre al serbo, sono diversi gli attaccanti emersi nelle ultime stagioni a condividere queste caratteristiche. Haller e Haaland su tutti, nella speranza che Lorenzo Lucca possa esplodere e rivelarsi quello che sta promettendo di essere, un fenomeno. Un nuovo tipo di attaccante sta prendendo il sopravvento, pronto a dominare il calcio mondiale. Se Ibra ne è stato il precursore moderno, Vlahovic è tra i presenti e futuri portavoce.

 

Fonte immagine in evidenza: Licenze Creative Commons

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Polemica in casa Napoli per le dichiarazioni di De Laurentiis: il retroscena

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Napoli

Il Napoli, reduce da una vittoria per 2-1 contro la Roma, è primo in classifica di Serie A con 13 punti di vantaggio sul secondo posto. Tutto sembra procedere per il verso giusto, con il sogno scudetto che si avvicina sempre di più. L’ottimismo dell’ambiente partenopeo è evidente e l’entusiasmo dei supporter azzurri è alle stelle.
Ciononostante, è scattata la polemica per una telefonata inscenata tra il presidente Aurelio de Laurentiis e un tifoso azzurro. L’utente ha poi divulgato il contenuto della telefonata sui canali social, nella quale il proprietario della Filmauro ha sferrato “attacchi” verso i napoletani e ha dichiarato l’intenzione di prendere provvedimenti per evitare il trionfo in campionato del suo club.

Non si è fatta attendere la risposta di ADL, arrivata tramite un post sull’account ufficiale di Twitter.

IL CONTENUTO- La telefonata che avete ascoltato tra me e un tifoso, che sta girando sui social e sul web, ovviamente è ricca di ironia e di provocazioni. Ci siamo divertiti un po’, ho detto tutte cose false tranne una: quella sulla Champions, alla quale teniamo molto “.

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Chi è Makadji, il 18enne che ha stregato il Torino

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Morré Timothe Makadji

CHI È MAKADJI, IL 18ENNE CHE HA STREGATO IL TORINO- In un mercato in cui circolano notizie su giocatori come IlicHien e Basic, in casa Torino  si è concluso un acquisto importante per il futuro della retroguardia granata. Si tratta di Morré Timothe Makadji, difensore francese classe 2004 che rafforzerà il settore giovanile dei piemontesi, concorrenti alla vittoria del campionato Primavera 1. Il giocatore ex Venezia rappresenterà fin da subito un tassello importante per la rosa di mister Giuseppe Scurto, per coprire il buco lasciato da N’Guessan, aggregato spesso in prima squadra.

CHI È MAKADJI – CARATTERISTICHE DEL GIOCATORE

Morré Timothe Makadji, nato il 2 marzo 2004, è un difensore centrale, di piede mancino, dotato di buona duttilità, tanto da poter essere impiegato anche come terzino sinistro. Il 18enne francese di origine belga è un profilo imponente dal punto di vista fisico, con i suoi 187 cm per 77 kg che non simboleggiano, però, macchinosità. Infatti il giocatore è caratterizzato da una velocità importante e da una grande aggressività. Il suo punto forte è la mentalità difensiva, applicata alla perfezione in situazioni di uno contro uno  in anticipo sull’attaccante avversario e soprattutto in scivolata. La combinazione tra potenza fisica (65% di duelli vinti per match) e tempismo difensivo.

IL PERCORSO GIOVANILE

Morré Makadji entra molto presto a far parte del settore giovanile dell’US Créteil, club del Championnat National 2 (la quarta serie francese). Nel capoluogo della Valle della Marna resta fino alla stagione 2019/20, quando si trasferisce all’Orléans.
Nella sua prima stagione al servizio dell’under 18, però, succede qualcosa che sembra stroncargli la carriera. Dopo sole tre partite disputate, gli viene diagnosticata la sindrome di Osgood-Schlatter, una malattia che, in fase di crescita, coinvolge lo sviluppo del ginocchio. Ciò lo tiene lontano dal rettangolo di gioco per il resto della stagione. Nell’annata successiva mette a referto 8 presenze da titolare, prima che l’emergenza da COVID-19  rendesse impossibile ogni attività. Nell’estate del 2021 il Venezia lo ingaggia per il settore giovanile. Alla sua prima stagione in Primavera 2 non delude affatto le aspettative e in 23 presenze, mettendo a segno 3 reti (dati Transfermarkt).
Nella prima parte della stagione attualmente in corso, disputa 867′ nel campionato Primavera 2. Poi, nella sessione di mercato di gennaio, arriva l’occasione per compiere uno step successivo.

L’APPRODO AL TORINO 

Il salto di qualità è stato meritato a suon di prestazioni convincenti, che non sono passate inosservate agli occhi degli scout del settore giovanile del Torino. Infatti, solo pochi giorni fa, i granata di Ivan Juric hanno comunicato l’acquisizione a titolo temporaneo delle prestazioni sportive del difensore francese. L’accordo stipulato tra il club granata e il Venezia prevede un prestito con diritto di riscatto, le cui cifre restano ignote. Palla al ragazzo, dunque,  che dovrà dimostrare di essere all’altezza della Serie A per guadagnarsi la fiducia dell’allenatore croato e delle possibilità in prima squadra.

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“Documento viziato da evidente illogicità”: la nota della Juventus

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Juventus

La Juventus attualmente si trova nell’occhio del ciclone a causa dei vari processi per le proprie plusvalenze. Oggi in particolare le Sezioni Unite della Corte Federale d’Appello hanno dato le loro motivazioni sulla loro decisione di penalizzare i bianconeri con ben 15 punti in meno in classifica. Tuttavia la Vecchia Signoria, insieme al suo collegio di legali, ha dichiarato che analizzerà con attenzione queste motivazioni rilasciate nella giornata odierna.

La Juventus inoltre ha pubblicato una nota ufficiale sul proprio sito a riguardo: Juventus Football Club e il suo collegio di legali hanno letto con attenzione e analizzeranno a fondo le motivazioni, pubblicate poco fa, della decisione delle Sezioni Unite della Corte Federale d’Appello. Si tratta di un documento, prevedibile nei contenuti, alla luce della pesante decisione, ma viziato da evidente illogicità, carenze motivazionali e infondatezza in punto di diritto, cui la Società e i singoli si opporranno con ricorso al Collegio di Garanzia presso il CONI nei termini previsti. La fondatezza delle ragioni della Juventus sarà fatta valere con fermezza, pur nel rispetto dovuto alle istituzioni che lo hanno emesso”. Da questo comunicato possiamo notare come il club di Torino affermi che queste motivazioni sono infondate.

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Calcio e dintorni

Nuovi dettagli su inchiesta Juventus: fattura di Akè corretta a penna

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Emergono nuovi dettagli pubblicati dalla Procura sul caso plusavlenze che coinvolge la Juventus. Nella giornata di oggi, infatti, è emersa una nuova prova relativa all’operazione di mercato, effettuata con il Marsiglia nel 2021, per lo scambio tra le due società di due giocatori: Tongya, ceduto in Francia, e Akè, portato a Torino.

La Juventus ha ottenuto una plusvalenza di circa 8 milioni da questa trattativa, ma c’è stato un intoppo. L’OM ha infatti spedito alla dirigenza bianconera una fattura in cui compariva più volte il termine ‘compensazione‘ come causale, cancellato a penna dall’equipe di Agnelli e rispedito al mittente chiedendo di correggere.

Questa azione, secondo la giustizia sportiva, servì ad evitare che l’operazione fosse vista come un semplice scambio (permuta) e non come composta da atti indipendenti, quindi un vero e proprio insabbiamento.

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