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10 buoni motivi per cui Conte vincerà anche con il Tottenham

Calcio e dintorni

10 buoni motivi per cui Conte vincerà anche con il Tottenham

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1- Antonio Conte è sinonimo di vincente. Ovunque sia andato, ha vinto. Se non lo ha fatto, ci è andato molto vicino. A prescindere da tifo, simpatie e antipatie, è innegabile che Antonio Conte sia uno degli allenatori più vincenti e concreti del panorama europeo. L’impatto che ha sulle squadre prese in gestione è magnetico, elettrizzante. Non importa il livello della rosa, degli interpreti e la storia del club, l’allenatore leccese è in grado di trasformarne il volto in maniera radicale e drastica. Nel 2008-09, alla seconda stagione alla guida del Bari, riporta la squadra pugliese in Serie A. Due stagioni dopo, nel 2010-11, compie la medesima impresa con il Siena.

Approdato a Torino, sponda bianconera, resuscita una vecchia signora reduce da anni bui e tempestosi, centrando lo scudetto al primo colpo, battendo la concorrenza del Milan campione in carica, nel 2011-12 e ripetendosi per i successivi due anni. Lo stesso tipo di impresa riesce anche con l’Italia, raccolta tra le macerie successive al fallimento del mondiale del 2014 e portata fino ai quarti di finale di un memorabile europeo nel 2016, con una rosa modesta, sicuramente non paragonabile alle precedenti e a quella attuale. Infine, Chelsea e Inter, con cui vince, ovviamente, Premier League, FA Cup e Scudetto. Vincerà anche a nord di Londra?

2- Effetto stadio. La nuova casa degli Spurs, costata 850 milioni di sterline, è un capolavoro ingegneristico contemporaneo. Indubbiamente, il fascino del vecchio White Hart Lane è ineguagliabile, un lontano ricordo, simbolo di un calcio che non c’è più. Tuttavia, è innegabile che il Tottenham Hotspur Stadium, in grado anche di ospitare alcune partite di NFL, sia uno dei migliori impianti calcistici e non solo a livello mondiale, una cornice elettrizzante e vertiginosa. Un catino bollente, una spinta in più per i ragazzi di Conte.

3- Harry Kane. Sul piede di partenza in estate, scontento e disilluso dalla finale dell’Europeo perso contro l’Italia, l’attaccante inglese sembrava destinato a lasciare il nord di Londra per raggiungere Pep Guardiola a Manchester. Dopo anni trascorsi a trascinare il club di proprietà di John Lewis, senza mai riuscire ad alzare alcun trofeo, Kane era pronto a scrivere un nuovo capitolo della sua carriera. Eppure, contro ogni aspettativa, il capitano è rimasto a bordo della nave. L’esonero di Nuno Espirito Santo e l’approdo di Antonio Conte può rappresentare un nuovo stimolo, il cavillo che potrebbe fare svoltare la sua storia con gli Spurs.

Il progetto sembra destinato a essere a lungo termine, con un unico obiettivo, vincere. L’ultima trionfo del Tottenham risale al 2008, anno in cui riuscì a vincere la Coppa di Lega. Da allora, tanti buoni piazzamenti, un secondo posto, due terzi posti in Premier League e, soprattutto, la Finale di Champions League persa contro il Liverpool nel 2019. Harry Kane, da capitano e sotto la guida di Conte, è finalmente pronto a guidare il club in cui è cresciuto alla vittoria.

4- Disciplina. Considerare Antonio Conte un sergente di ferro non è un’esagerazione. Il rigore e la disciplina, dentro e fuori dal campo, sono due pilastri fondamentali della sua idea di calcio. Nel corso degli anni le sue squadre hanno dimostrato una preparazione fisica e mentale fuori dal comune. L’allenatore italiano compie un lavoro psicologico di primaria importanza, riuscendo nell’impresa di fare rendere al massimo ogni suo calciatore, portandolo a scavalcare e andare oltre i suoi limiti.

Inoltre, per il suo calcio tutto corsa e grinta, è fondamentale essere costantemente in perfetta forma fisica, allenandosi al massimo delle possibilità e mantenendo uno stile di vita sano. Non a caso, Conte ha già vietato cibi pesanti, ketchup e maionese dopo avere notato cenni di sovrappeso in alcuni esponenti della sua nuova squadra.

5- Conte conosce la Premier League. L’ha disputata già due volte, vincendola al primo tentativo nel 2016-17. Sulla panchina del Chelsea ha ammaliato un paese intero, proponendo un modo di giocare concreto, fisico, offensivo e dal ritmo serrato. Conte è perfettamente consapevole degli ingredienti necessari alla vittoria del campionato più logorante e complicato del continente. Tante partite in periodi circoscritti e, spesso, in condizioni complesse, soprattutto a cavallo tra dicembre e gennaio. Gli infortuni che presentano regolarmente il conto, il livello d’élite delle dirette concorrenti, le competizioni trasversali che tolgono energia. L’allenatore nato a Lecce è pronto e non si lascerà sorprendere.

6- Disponibilità economica. Il mondo del calcio, passo dopo passo, sta assumendo le sembianze di un circolo elitario il cui accesso è consentito solo a chi possiede risorse economiche illimitate. Sceicchi, petrolieri, imprenditori. La Premier League, con l’acquisto del Newcastle da parte del gruppo di investimento saudita PIF, è ormai l’oasi naturale del nuovo pallone. Il Tottenham, rientra all’interno di questa cerchia non più ristretta. Il club è in mano a John Lewis, imprenditore inglese titolare dell’ENIC Group e settima persona più ricca d’Inghilterra, con un patrimonio di circa 4,2 miliardi di sterline. Il mercato, di conseguenza, non dovrebbe rappresentare un problema, specialmente con un Conte in più, fattore attrattivo per tanti campioni.

7- L’attacco. Il reparto offensivo del Tottenham, spesso oggetto di sottovalutazione, è uno dei più completi del campionato. Oltre a Kane figurano Lucas Moura, Son, Bergwijn e, all’occorrenza sulla trequarti, Dele Alli, mai esploso completamente. Giocatori passati sotto traccia con qualità e capacità da primi della classe, specialmente l’attaccante sudcoreano. Heung-Min Son, un fenomeno di cui si parla sempre troppo poco, un mix letale di velocità e tecnica, la vera arma in più di Conte, un ragazzo impossibile da non ammirare.

8- Il coronamento del percorso. Il Tottenham, nel 2014, ha iniziato con Pochettino un percorso di crescita costante e continuo. L’allenatore argentino ha dato un’impronta di gioco chiara e precisa, portando gli Spurs a competere ai massimi livelli sia in Inghilterra sia in Europa. Nel 2016 è arrivato secondo solo alle spalle del miracolo Leicester, nel 2019 si è arreso in finale di Champions League contro i reds di Klopp. Belli, ma incompiuti. Una generazione d’oro che non è stata in grado di realizzarsi. Riuscirà a farlo con Conte?

9- Lo stile di gioco. Il calcio dell’allenatore leccese si adatta perfettamente al campionato inglese. Corsa, velocità, garra e ripartenza. Un calcio fisico, combattuto e di sacrificio, in cui la fatica viene sempre ripagata. L’habitat naturale di Conte, insomma, la sua comfort zone.

10- L’inizio di un nuovo ciclo? Negli ultimi anni la Premier è stata dominata alternativamente da Manchester City, Liverpool e Chelsea. Le squadre di Klopp e Guardiola potrebbero essere arrivate al capolinea di un ciclo vincente senza eguali. I blues di Tuchel, dopo la vittoria europea dello scorso maggio, hanno come obiettivo vincere il campionato per chiudere il cerchio. L’immediato futuro potrebbe essere appannaggio di una nobile decaduta, il Manchester United, dell’Arsenal dei tanti giovani e, appunto, del nuovo Tottenham di Conte. Un nuovo capitolo della Premier è pronto per essere letto.

 

Fonte immagine in evidenza: Licenze Creative Commons

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Guai per Dani Alves: il Pumas pretende cinque milioni di danni!

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Dani Alves

Continuano i guai per Dani Alves. Nelle scorse settimane il terzino, attualmente in forza al Pumas, è stato accusato di violenza sessuale. Ciò ha comportato la propria reclusione, lo scorso 20 gennaio, nel penitenziario catalano Brians 2. Tale accaduto ha comportato, inevitabilmente, ripercussioni sull’immagine del calciatore. Ragion per cui, l’ex Barcellona ha visto disdetti vari contratti di sponsorizzazione. Oltre a ciò, stando a quanto riporta il portale brasiliano Uol Esporte, il suo club avrebbe inviato una richiesta d’indennizzo per danni d’immagine.

La richiesta del club

Dal momento dell’arresto, la società messicana ha immediatamente cessato il contratto del brasiliano, richiedendo:

Per inadempienze gravissime, il giocatore è irrimediabilmente obbligato a versare al club il pagamento dell’indennizzo previsto nelle clausole 14 e 15 del contratto. Un ammontare pari a 5 milioni di dollari netti, liberi da imposte. Pumas si riserva il diritto di intraprendere le azioni che riterrà necessarie presso la Fifa e/o qualsiasi altra giurisdizione pertinente e competente per reclamare l’indennizzo“.

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Chelsea senza freni: il clamoroso dato sulle spese dei Blues

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Se in Serie A la sessione invernale di mercato non ha regalato grossi colpi ad effetto, in Premier League il Chelsea ha messo in atto una campagna acquisti faraonica. Il mercato dei Blues è stato infatti senza freni, tanto da arrivare a registrare un clamoroso dato.

Come riportato da Transfermarkt, a gennaio, ad eccezione della Premier League, il Chelsea ha speso di più rispetto a quanto non abbiano fatto gli altri top 4 campionati europei messi insieme. Nello specifico: Ligue 1, Bundesliga, LaLiga e Serie A. Combinate, hanno speso un totale di 256,3 milioni di euro.

Il club londinese invece, con il pagamento in extremis della clausola di Enzo Fernandez, ha speso ben 329,5 milioni di euro. Altro dato non da poco, è la spesa dei top 5 campionati: con l’aggiunta della Premier League, la somma totale diventa 1,09 miliardi. Numeri che testimoniano la grandissima potenza economica di cui dispongono club che militano nel massimo campionato inglese.

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Kjaer suona la carica in vista del derby: le dichiarazioni social

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Kjaer

Aria di derby nell’ambiente milanese, con il confronto tra Inter Milan che andrà in scena domenica sera. In casa Milan la situazione non è delle migliori, considerando sia lo stato di forma pessimo dei rossoneri che le condizioni fisiche di alcuni giocatori. Tra questi figura Fikayo Tomori, la cui assenza sembra sempre più certa. Tuttavia, è pronto a sostituirlo l’esperto centrale danese Simon Kjaer, che con ogni probabilità affiancherà Kalulu al centro della retroguardia dei Diavoli. Il 33enne ci ha tenuto a motivare i suoi da vero leader, pubblicando un messaggio social di grande grinta: “Duro lavoro, concentrazione, preparazione”.

Big match della 21esima giornata di Serie A che si avvicina sempre di più, pronto a regalarci spettacolo e divertimento come in ogni occasione.

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Il DS dell’Empoli: “C’è ancora tanta strada da fare”

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Empoli

Chiarimenti importanti in casa Empoli per spiegare le strategie di mercato attuate durante la finestra invernale appena terminata. A sciogliere ogni riserva ci ha pensato il direttore sportivo Pietro Accardi, il quale ha rilasciato dichiarazioni ufficiali nel corso della conferenza stampa. Non sono mancati riferimenti ai colpi in uscita, come Bajrami, oltre che a quelli in entrata, su tutti il ritorno di Caputo.

SULL’ACQUISTO DI PICCOLI – “C’è molta soddisfazione, era un calciatore che noi avevamo cercato due anni fa e che poi non eravamo riusciti a prendere. La soddisfazione è doppia perché ho visto un ragazzo motivato e contento di venire qui, ha spinto molto per venire all’Empoli”.

SULLE STRATEGIE ATTUATE – “Stiamo ragionando sulla stagione attuale, c’è ancora tanta strada da fare e abbiamo cercato di mettere dentro giocatori funzionali per quello che è il calcio del nostro allenatore. Quindi abbiamo ragionato prettamente su questa stagione”.

SU BAJRAMI – “La sua cessione nasce appunto da un’opportunità delle ultime ore, abbiamo deciso di accontentare il giocatore perché dopo lo scorso campionato sicuramente le sue aspettative erano diverse. Questa estate non c’è stata per lui la possibilità di andare da un’altra parte, abbiamo quindi ritenuto opportuno che questa fosse la giusta chiusura per un ragazzo che ha dato tanto”.

SULL’IMPATTO DI CAPUTO- “Quando abbiamo perso Destro per infortunio, abbiamo ritenuto opportuno inserire un giocatore esperto e abbiamo subito pensato a lui. Quindi sì, mi aspettavo questo impatto. Lammers? Lo reputo un attaccante straordinario, ma non si è integrato con l’ambiente e abbiamo deciso questo scambio dal quale riteniamo di aver tratto vantaggio”.

 

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