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A chi va il Derby di Milano del Festival di Sanremo 2022?

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Derby di Milano

Se si pensa alla musica, l’ultimo dei collegamenti che può venire in mente è quello con il calcio. A chi verrebbe in mente? Da una parte un’arte con alle spalle quasi millenni e millenni di storia, espressione del sentire umano più profondo e irrazionale; dall’altra uno sport, senza dubbio importante sotto molti punti di vista (anzi, “il più importante delle cose meno importanti“), ma pur sempre qualcosa di ben lontano dalla sfera musicale. Forse.

Eppure pensandoci bene non sono mica così distanti. In fondo Don Andres Iniesta nel pieno della sua forma non poteva essere il Mozart dei giorni nostri? Uno esprimeva il genio artistico nella partitura, uno nelle tele tese tra i fili d’erba di un campo da calcio. L’idea di arte però è la stessa.

ESPRESSIONE ARTISTICA DI UN “SENTIRE” POPOLARE

Al di là del parallelismo con Mozart, che può sembrare tanto provocatorio quanto azzardato, il calcio in genere rappresenta l’espressione del sentire popolare (i più bravi coglieranno il gioco di parole). I tifosi, almeno quelli d’un tempo, ragionano d’impulso, mossi come da un focolare interno e viscerale. Tralasciando tutti mondi che circolano attorno al pallone, effettivamente il futbol è ciò che più si avvicina alla dimensione della gente comune. Se vi capitasse di entrare in un bar di qualsiasi parte d’Italia in questi giorni, sentireste sicuramente parlare di Vlahovic e dell’Inter e del Milan e di Amadeus e di Blanco. Già perché c’è una settimana (una sola) in cui in Italia il calcio passa quasi in secondo piano: è la settimana del Festival di Sanremo.

Kermesse musicale senza tempo, Sanremo accompagna il febbraio degli italiani da 72 anni a questa parte. La penisola per cinque giorni risuona di tutte le varie melodie cantante sul palco dell’Ariston. Eppure il calcio, forse un po’ geloso dell’attenzione sottrattagli, riesce ad intrufolarsi anche nell’ambiente del festival. Infatti proprio nel giorno della finalissima va in scena a San Siro il derby della Madonnina tra Inter e Milan. A questo punto, in particolare dopo la dichiarazione da cuore giallorosso di Blanco, la domanda sorge spontanea: chi si aggiudica il derby della fede calcistica dei cantanti in gioco?

INTER O MILAN?

Inter o Milan? Se si ponesse questa domanda dalle parti dell’Ariston, non ci sarebbero dubbi riguardo un personaggio in particolare: Amadeus. Pezzo da novanta dell’organico Rai e direttore artistico del Festival, il conduttore è un fan interista come pochi altri. Giusto per fare un esempio, suo figlio si chiama José (e non c’è bisogno di spiegare il perché). Amadeus però non è il solo ad avere il cuore nerazzurro: con lui si contano anche Tananai ed Elisa.

PRIMI IN CLASSIFICA (UN PO’ OVUNQUE)

Il primo è uno degli emergenti della competizione, approdato alle serate “dei grandi” dopo essersi piazzato secondo a Sanremo Giovani 2021. Con il suo pezzo “Sesso occasionale” al momento si classifica ultimo, ma in fondo anche “Vita spericolata” di un certo Vasco Rossi si posizionò penultima a suo tempo. Intendiamoci, non si sta paragonando il Blasco al pur lodevole Tananai, ma la sensazione è che nonostante la classifica la sua canzone sarà comunque una hit. Elisa invece non ha bisogno di presentazioni. A vent’anni dalla sua prima vittoria al Festival di Sanremo, l’ormai 44enne torna sul palco dell’Ariston e domina la classifica. Primo posto in solitaria, un po’ come la sua Inter.

UN MILAN MOLTO POP

Il derby dei cantanti però se lo aggiudica il Milan, con ben quattro artisti, di cui un complesso musicale. I rossoneri suonano un po’ di rock, perché si sono guadagnati la simpatia de “Le Vibrazioni”. In attività dal 1999 (con una pausa iniziata nel 2012 e terminata cinque anni dopo), il gruppo si è presentato all’Ariston con il brano “Tantissimo”. Dai più nostalgici è stato particolarmente apprezzato per la carica emotiva del flusso di parole, mentre non si può dire lo stesso della critica, che li ha posizionati 22esimi.

Dalla parte del Diavolo si schierano anche tre “teste di serie” (traslando un termine calcistico) del festival: Rkomi, Sangiovanni e Irama. Nel panorama musicale italiano si piazzano sicuramente tra i migliori, perciò non hanno bisogno di troppe presentazioni. Quando si parla di hit, sicuramente almeno uno dei tre ne è protagonista. La loro è una musica carica di energia, giovane ed entusiasmante (particolarmente apprezzata dalle nuove generazioni).

Sangio in particolare, come si usa chiamarlo quasi amichevolmente, è stato il tormentone della scorsa estate con la sua “Malibu” e si candida anche per la prossima stagione di mare. Chissà che non sia di buon auspicio per il suo Milan.

Insomma, per farla breve, il Festival di Sanremo si tinge di rossonero. Sia per quantità che per popolarità il Milan si aggiudica questo speciale derby contro i cugini nerazzurri. Il team musicale del Diavolo è energico, scoppiettante e canta il pop. Del resto non dista troppo da quello vero del Milan: i ragazzi di Pioli, che affronteranno l’Inter alle 18 di sabato, sono una compagine altrettanto dinamica e inebriante.

Certo, con il dinamismo non si vincono le partite, ma quantomeno si ha la certezza di assistere ad una gara piacevole. E così sarà Inter-Milan: divertente, passionale, forse anche un po’ magica (perché il derby è sempre il derby). Dunque, citando una canzone che ha fatto storia, che si accendano le Luci a San Siro.

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ESCLUSIVA – Luca Toselli sulla Juve: “Giusto confermare Allegri”

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Juventus

La Juventus sta attraversando uno dei periodi di maggior difficoltà della sua storia. Risultati che faticano ad arrivare e dimissioni improvvise di tutto il C.D.A., situazioni che non fanno passare nottate tranquille ai tifosi bianconeri. In esclusiva per Numero Diez la voce di Luca Toselli, influencer grande esperto e tifoso della Vecchia Signora seguito da centinaia di migliaia di persone sui propri account social. Di seguito l’intervista.

L’ERA ANDREA AGNELLI

Nove Scudetti, cinque Supercoppe Italiane e cinque Coppe Italia, questi i successi della Juventus nei dodici anni di gestione Andrea Agnelli. Quali parole ti senti di rivolgere nei confronti dell’operato dell’ormai ex presidente?

“Un ringraziamento per gli anni che ci sono stati di vittorie e successi nonostante gli ultimi non siano andati bene. Probabilmente la presidenza di Andrea Agnelli era ormai giunta al termine. Il fatto che si sia arrivati alla divisione per altre cause è un dispiacere ma probabilmente ci stava dopo dodici anni un cambio in cima alla piramide della Juventus”.

LE PREOCCUPAZIONI DEL MOMENTO

Da tifoso che sente la maglia bianconera come una seconda pelle, quali sensazioni stai provando in questo periodo così delicato?

“Confusione e sorpresa. Non mi spaventa il fatto di avere un presidente, bensì la dinamica e le tempistiche nel quale è avvenuto questo cambiamento. Vista dalla nostra prospettiva viviamo questo avvenimento in modo confusionario e, come un qualcosa in continua evoluzione”.

LE POSSIBILI NUOVE FIGURE DIRIGENZIALI

Prima Del Piero poi Trezeguet: due leggende del club che si sono proposte di tornare per aiutare la loro vecchia squadra. Pensi che potrebbero contribuire alla rinascita del club?

“Vedo molto più adatto Del Piero a livello dirigenziale, Trezeguet penso sia maggiormente un uomo da campo. È ovvio che due figure del genere che nel momento più buio della storia bianconera hanno deciso di scendere all’inferno con la Vecchia Signora è un qualcosa che non può fare altro che piacere”.

IL RUOLO DI MASSIMILIANO ALLEGRI

L’unico mai messo in discussione in questi giorni così intensi è stato Massimiliano Allegri. Si è parlato di possibili dimissioni non accettate, condividi la scelta di tenere il tecnico o avresti optato per un altro profilo?

“Riguardo Allegri penso sia un discorso in continua evoluzione. In caso di dimissioni di Agnelli per un nuovo progetto tecnico avrei capito un immediato cambio in panchina ma, in questa situazione di confusione, cambiare anche l’allenatore sarebbe stato un problema per i giocatori. Allegri dovrà tenere il ruolo di collante in questo momento così delicato”.

LA POSSIBILE REAZIONE IN CAMPO DELLA SQUADRA

In conclusione, come credi possa reagire la squadra sul lato sportivo al rientro dalla sosta? Riusciranno i ragazzi a gestire il peso di giocare in queste condizioni?

“Questa è la mia più grande paura. Sicuramente il momento non è felice e, qualcuno, potrebbe avere delle preoccupazioni a livello di campo. Sappiamo tutti benissimo che all’interno del rettangolo verde di gioco la testa conta tanto e, tutta questa situazione extra-campo, potrebbe provocare dei malumori”.

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Calcio Internazionale

Barcellona, interesse per Onana: le ultime

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Onana

Il Barcellona, nonostante i problemi riguardo alla liquidità, agirà sul mercato di gennaio: sono infatti tanti i nomi di Inter e Milan e che piacciono al club blaugrana.

BARCELLONA-MILANO: ASSE CALDO

Al Barcellona piacciono tanti nomi dell’Inter: si comincia da Lautaro e Skriniar concludendo con Brozovic. Ma non si ferma qui, infatti passando all’altra parte di Milano piacciono molto sia Rafael Leao, che Bennacer.

Secondo Tuttosport, però, l’obiettivo principale del Barcellona per gennaio è un portiere che faccia da vice a Ter Stegen: tutti gli indizi portano ad Onana. L’ex Ajax è un obiettivo concreto dei blaugrana, che stanno preparando un piano per sferrare l’attacco finale a gennaio.

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Calcio Internazionale

Tata Martino non è più il CT del Messico: le ultime

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Messico

Nonostante la vittoria del Messico ieri sera, ormai l’esperienza di Gerardo Martino sulla panchina della Nazionale Messicana sta per volgere al termine. Decisiva sembra essere stata infatti la non qualificazione agli ottavi di fiamme dei Mondiali in Qatar.

MESSICO-TATA MARTINO: È FINITA

Lo ha confermato lo stesso Tata Martino ieri sera dopo la partita con l’Arabia Saudita:

Dovrò trovarmi un altro futuro, la mia esperienza sulla panchina del Messico è terminata quando l’arbitro ha fatto il triplice fischio. Il mio contratto con la Nazionale termina qua”.

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Calcio Internazionale

La Francia non ci sta: reclamo alla FIFA dopo la rete annullata a Griezmann

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Francia

Nonostante la Francia fosse già passata, non sono mancate le polemiche ieri pomeriggio al termine del match tra francesi e Tunisia valida per l’ultima partita ai gironi di Qatar 2022. Ha aperto la gara Khazri a cui aveva risposto Griezmann al 98’, ma già al termine della gara l’arbitro ha preso la decisione di annullare la rete  francese. 

POLEMICHE FRANCESI

Secondo quanto riportato dal quotidiano inglese The Mirror, la Federazione Francese è pronta a fare ricorso alla FIFA in segno di protesta per l’annullamento alla rete di Griezmann.

Infatti, al direttore di gara di ieri era stato detto di annullare la rete dell’attaccante dell’Atletico Madrid causa fuorigioco. Ma le regole stabiliscono che un gol non si può annullare a partita già terminata.

Se il gioco è stato interrotto e ripreso, l’arbitro può solo intraprendere una “revisione” e prendere la sanzione disciplinare appropriata, per identità errata o per un potenziale reato di espulsione relativo a condotta violenta, sputi, morsi o estremamente offensivo, offensivo e/o azioni abusive”, si legge nelle regole del gioco dell’IFAB.

In ogni caso la partita di ieri è stata vinta dalla Tunisia, che causa vittoria dell’Australia sulla Danimarca, non è comunque riuscita a passare i gironi della Coppa del Mondo.

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