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Mario Mandzukic: il leader silenzioso dell’armata bianconera

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Domenica sera la Juventus, reduce dalla gioia del passaggio del turno di Champions, è scesa in campo contro il Genoa. Allo Stadium si preannunciava una partita ostica per la compagine bianconera. Dopo la partita dispendiosa dal punto di vista delle energie fisiche e mentali di mercoledì, non ero così scontato dominare in lungo e in largo contro un Genoa che era apparso in ripresa nel match precedente contro la Lazio con il ritorno in panchina di Juric. Non è stato così. In pochi minuti i Bianconeri hanno chiuso una partita che forse non si può considerare mai veramente aperta. Una prestazione quella della squadra di Allegri che evidenzia una volta di più, se mai ce ne fosse bisogno, l’efficacia del modulo varato a seguito della sconfitta rimediata a gennaio al Franchi. Un 4-2-3-1 che ha dato equilibrio tattico e linfa vitale alle fasce, ora vera arma letale della Juventus.

LA SVOLTA

Il tecnico toscano ha esitato a proporre questo modulo, nonostante fosse chiaro che qualcosa non funzionasse perfettamente a inizio stagione, per mancanza di interpreti. In particolare le fasce non sembravano disporre degli interpreti adeguati. Pjaca ha un incredibile potenziale ma Allegri si è riservato la possibilità di lavorare ancora sul calciatore prima di un lancio in pianta stabile tra i titolari. La partita di Firenze ha però mostrato chiaramente la necessità di sperimentare nuove soluzioni per poter veramente competere per tutti gli obiettivi stagionali. Il conte Max ha fatto di necessità virtù, tirando fuori dal cilindro la mossa tattica che ha garantito una decisa svolta alla stagione juventina: Mandzukic a sinistra tra i 3 a supporto di Higuain. Il croato, che poteva lasciare Torino a gennaio poiché chiuso dal centravanti ex Napoli, si è adattato con umiltà al nuovo ruolo, senza fiatare e senza esprimere perplessità, comunque lecite.

SUPER MARIO, UOMO SIMBOLO DELLA JUVENTUS

Mario Mandzukic è un ragazzo di poche parole, dall’espressione dura, schivo davanti alle telecamere e introverso per carattere, ma dal carisma trascinante, è l’uomo squadra di questa Juve che non si lascia andare a fronzoli ma mira sempre al sodo. Non è dotato di una tecnica straordinaria, nonostante a volte si conceda gol dal coefficiente tecnico elevato (vedi il gol messo a segno contro il Genoa), ma sopperisce alle mancanze con una grinta fuori dal comune. Combatte su ogni pallone, non si tira mai indietro davanti a un contrasto ma non pecca di irruenza. Una temperanza di ferro gli permette di ragionare con lucidità in ogni momento della partita. L’intelligenza calcistica è un’altra qualità fondamentale nell’adattamento al nuovo ruolo: rispetta le consegne tattiche e apre le difese avversarie con i suoi movimenti per lasciare spazio all’inventiva di Higuain e Dybala. Ovviamente il nuovo dettame tattico lo penalizza dal punto di vista realizzativo. Il gol è il pane dell’attaccante e uno abituato come lo è lui a segnare lo sa bene. Nonostante ciò, Super Mario ha rinunciato al suo gioco, da vero ariete di area di rigore, per la squadra. Ora cerca gloria sul campo macinando la fascia sinistra. Nonostante i soli 6 centri messi a referto in campionato, è un vero idolo del tifo bianconero che riconosce l’importanza del lavoro e del sacrificio del croato. Emoziona il pubblico non più gonfiando a raffica la rete ma tornando fino in difesa a contrastare gli attaccanti avversari per poi far ripartire la squadra in contropiede. Sempre senza sosta per 90 minuti. Allegri lo considera giustamente un calciatore insostituibile, di vitale importanza per i meccanismi della squadra. Vedere un ragazzone di 190 cm per 85 kg che, pur di valore internazionale, è pronto a ripiegare in difesa ad aiutare per poi scattare in attacco ed aprire varchi per i compagni, è un bello spot per il calcio. Passione e sacrificio, oltre a volontà di mettere in disparte i propri interessi per il bene comune del collettivo, sono necessari in ogni gruppo vincente. E Mandzukic, leader silenzioso, è emblema di questa Juventus guerriera che fa del supporto tra compagni il suo più grande valore aggiunto. Non è di certo un caso che sia uscita vincitrice dal doppio scontro con il Barcellona, non subendo gol da uno dei tridenti più prolifici della storia del calcio.

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Flash News

Verso Turris-Avellino: Rastelli recupera Aya

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Turris Avellino

In casa Avellino, continua la preparazione verso il match contro la Turris in programma domenica alle 17:30. Gli irpini, dopo il pareggio casalingo contro la Juve Stabia, sono obbligati a vincere per sperare ancora nei playoff.

Il tecnico Massimo Rastelli però, dovrà ancora far fronte alla situazione infortunati. Aya ha recuperato definitivamente ed è tornato ad allenarsi in gruppo ma è l’unica nota positiva. Dall’Oglio e Di Gaudio infatti, stanno ancora smaltendo i fastidi lavorando a parte. Così come Ricciardi e Micovschi, che stanno continuando il programma di recupero prima del reintegro.

L’Avellino ha disperato bisogno di trovare punti lontano dal Partenio Lombardi. Il rendimento esterno, sino ad ora, è stato disastroso. Soltanto 4 punti conquistati in 8 uscite, frutto del pareggio contro il Foggia e della vittoria di Francavilla, alla prima in panchina di Rastelli.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram Us Avellino

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ESCLUSIVA – Luca Toselli sulla Juve: “Giusto confermare Allegri”

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Juventus

La Juventus sta attraversando uno dei periodi di maggior difficoltà della sua storia. Risultati che faticano ad arrivare e dimissioni improvvise di tutto il C.D.A., situazioni che non fanno passare nottate tranquille ai tifosi bianconeri. In esclusiva per Numero Diez la voce di Luca Toselli, influencer grande esperto e tifoso della Vecchia Signora seguito da centinaia di migliaia di persone sui propri account social. Di seguito l’intervista.

L’ERA ANDREA AGNELLI

Nove Scudetti, cinque Supercoppe Italiane e cinque Coppe Italia, questi i successi della Juventus nei dodici anni di gestione Andrea Agnelli. Quali parole ti senti di rivolgere nei confronti dell’operato dell’ormai ex presidente?

“Un ringraziamento per gli anni che ci sono stati di vittorie e successi nonostante gli ultimi non siano andati bene. Probabilmente la presidenza di Andrea Agnelli era ormai giunta al termine. Il fatto che si sia arrivati alla divisione per altre cause è un dispiacere ma probabilmente ci stava dopo dodici anni un cambio in cima alla piramide della Juventus”.

LE PREOCCUPAZIONI DEL MOMENTO

Da tifoso che sente la maglia bianconera come una seconda pelle, quali sensazioni stai provando in questo periodo così delicato?

“Confusione e sorpresa. Non mi spaventa il fatto di avere un presidente, bensì la dinamica e le tempistiche nel quale è avvenuto questo cambiamento. Vista dalla nostra prospettiva viviamo questo avvenimento in modo confusionario e, come un qualcosa in continua evoluzione”.

LE POSSIBILI NUOVE FIGURE DIRIGENZIALI

Prima Del Piero poi Trezeguet: due leggende del club che si sono proposte di tornare per aiutare la loro vecchia squadra. Pensi che potrebbero contribuire alla rinascita del club?

“Vedo molto più adatto Del Piero a livello dirigenziale, Trezeguet penso sia maggiormente un uomo da campo. È ovvio che due figure del genere che nel momento più buio della storia bianconera hanno deciso di scendere all’inferno con la Vecchia Signora è un qualcosa che non può fare altro che piacere”.

IL RUOLO DI MASSIMILIANO ALLEGRI

L’unico mai messo in discussione in questi giorni così intensi è stato Massimiliano Allegri. Si è parlato di possibili dimissioni non accettate, condividi la scelta di tenere il tecnico o avresti optato per un altro profilo?

“Riguardo Allegri penso sia un discorso in continua evoluzione. In caso di dimissioni di Agnelli per un nuovo progetto tecnico avrei capito un immediato cambio in panchina ma, in questa situazione di confusione, cambiare anche l’allenatore sarebbe stato un problema per i giocatori. Allegri dovrà tenere il ruolo di collante in questo momento così delicato”.

LA POSSIBILE REAZIONE IN CAMPO DELLA SQUADRA

In conclusione, come credi possa reagire la squadra sul lato sportivo al rientro dalla sosta? Riusciranno i ragazzi a gestire il peso di giocare in queste condizioni?

“Questa è la mia più grande paura. Sicuramente il momento non è felice e, qualcuno, potrebbe avere delle preoccupazioni a livello di campo. Sappiamo tutti benissimo che all’interno del rettangolo verde di gioco la testa conta tanto e, tutta questa situazione extra-campo, potrebbe provocare dei malumori”.

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Calcio Internazionale

Barcellona, interesse per Onana: le ultime

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Onana

Il Barcellona, nonostante i problemi riguardo alla liquidità, agirà sul mercato di gennaio: sono infatti tanti i nomi di Inter e Milan e che piacciono al club blaugrana.

BARCELLONA-MILANO: ASSE CALDO

Al Barcellona piacciono tanti nomi dell’Inter: si comincia da Lautaro e Skriniar concludendo con Brozovic. Ma non si ferma qui, infatti passando all’altra parte di Milano piacciono molto sia Rafael Leao, che Bennacer.

Secondo Tuttosport, però, l’obiettivo principale del Barcellona per gennaio è un portiere che faccia da vice a Ter Stegen: tutti gli indizi portano ad Onana. L’ex Ajax è un obiettivo concreto dei blaugrana, che stanno preparando un piano per sferrare l’attacco finale a gennaio.

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Calcio Internazionale

Tata Martino non è più il CT del Messico: le ultime

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Messico

Nonostante la vittoria del Messico ieri sera, ormai l’esperienza di Gerardo Martino sulla panchina della Nazionale Messicana sta per volgere al termine. Decisiva sembra essere stata infatti la non qualificazione agli ottavi di fiamme dei Mondiali in Qatar.

MESSICO-TATA MARTINO: È FINITA

Lo ha confermato lo stesso Tata Martino ieri sera dopo la partita con l’Arabia Saudita:

Dovrò trovarmi un altro futuro, la mia esperienza sulla panchina del Messico è terminata quando l’arbitro ha fatto il triplice fischio. Il mio contratto con la Nazionale termina qua”.

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