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Petagna: l’ex “vice-Balotelli” che ora medita vendetta

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Questa sera alle 20:45 si gioca Atalanta-Milan, una sfida che ha assunto una valenza particolare in questa stagione. Vincenzo Montella ha definito la partita contro la Dea una vera e propria finale, fondamentale per l’accesso ai preliminari di Europa League. E anche i bergamaschi tengono particolarmente a questo match: una vittoria sancirebbe lo storico quinto posto e farebbe strappare alla truppa di Gasperini il pass europeo. Sono anche tanti gli ex che vivono in modo particolare questa sfida contro il proprio passato.

Una menzione speciale merita però un calciatore che milita attualmente tra le fila atalantine. E’ Andrea Petagna, bomber classe 1995, che tanto bene sta facendo in questa stagione ma che non può dimenticare gli anni trascorsi in rossonero. L’attaccante triestino ha infatti giocato nelle giovanili rossonere dove si è fatto notare da molti addetti ai lavori. Una fisicità impressionante e una buonissima tecnica hanno fatto di lui uno dei giovani più promettenti del vivaio milanista degli ultimi anni. Queste sue qualità sono subito apparse evidenti anche al tecnico di allora Massimiliano Allegri, che lo ha fatto debuttare a soli 17 anni in prima squadra. Il futuro sembrava sorridere al binomio PetagnaMilan a quei tempi, ma qualcosa è andato storto.

Andrea Petagna ai tempi del Milan

IL PERCORSO IN SALITA

E’ stato lo stesso ragazzo qualche mese fa a rivelare i motivi della rottura e a raccontare il difficile periodo vissuto negli ultimi mesi della sua permanenza a Milano. Quando è stato aggregato con i “grandi” nell’estate del 2013 gli è stato promesso un ruolo importante da vice Balotelli, in grado di garantirgli uno spazio di un certo valore. La promessa non è stata mantenuta. Nonostante i colpi importanti fatti intravedere da Petagna nelle uscite estive, la dirigenza ha preferito puntare su un attaccante di esperienza e ha così acquistato dalla Juventus Matri. In questo modo si è visto costretto a fare le valigie, provando a trovare fortuna altrove.

Da lì quindi una serie interminabile di prestiti e relative delusioni. L’eccessiva pressione ha minato il suo rendimento prima alla Sampdoria, poi al Latina e infine al Vicenza. Acclamato al suo arrivo e messo subito in disparte al primo errore. Una situazione che ha pesato ampiamente sul morale del ragazzo che ha ammesso di aver preso in seria considerazione la possibilità di lasciare il calcio.

UNA NUOVA CONSAPEVOLEZZA

Nel momento peggiore della sua pur breve carriera è giunto improvviso il barlume di luce da cui è ripartito. Nell’estate 2015 si fa vivo l’Ascoli che è deciso a puntare seriamente sull’attaccante. Il club è però in attesa del ripescaggio in Serie B e il Milan non è disposto a concedere il prestito in una lega inferiore. Dopo una lunga attesa, la società marchigiana viene confermata nella serie cadetta e la trattativa va finalmente in porto. La fiducia concessa dà nuova linfa a Petagna che ripaga subito con buonissime prestazioni.

Il rendimento del ragazzo non sfugge all’occhio attento degli osservatori dell’Atalanta, che nel mercato invernale acquista il cartellino dal Milan. Conclude la stagione in Serie B con un bottino di 7 reti in 32 partite. I dirigenti neroblù vogliono valutarlo attentamente prima di prendere decisioni sul suo futuro. Nell’ultima estate viene così aggregato alla squadra per svolgere la preparazione.

SOTTO L’ALA DEL GASP

Gasperini ci mette pochissimo a intravedere il potenziale del calciatore, un attaccante predisposto al gioco di squadra, e subito lo conferma in rosa. Nelle gerarchie di inizio stagione parte però dietro a Pinilla e Paloschi, centravanti più esperti. Nelle prime uscite stagionali la squadra non gira e i risultati scadenti incominciano a far scricchiolare la panchina del Gasp. In un momento difficile il tecnico decide di affidarsi al giovane Petagna che, ora forte delle sue precedenti esperienze, risponde nel miglior modo possibile alla pressione, ossia trascinando l’attacco orobico. Diventa titolare e forma con il Papu Gomez un reparto davvero devastante che sta facendo le fortune dei bergamaschi.

Il suo lavoro per i compagni è fondamentale: protegge la palla come pochi sono in grado di fare, portando via avversari a Gomez e ai centrocampisti che riescono così a trovare gli spazi necessari per gli inserimenti. Queste caratteristiche gli hanno permesso di attirare l’interesse del ct della nazionale, Ventura, che ha voluto visionarlo di persona convocandolo per gli stage.

L’unica pecca in questa stagione è stata la scarsa propensione realizzativa. Il grande lavoro sporco che compie per la squadra viene risentito per quanto riguarda la lucidità sottoporta. Solo 5 gol realizzati in campionato ma ben 9 gli assist, indicativi della sua predisposizione nel mettersi a disposizione dei compagni. Sotto l’ala protettiva del Gasp, il ragazzo può migliorare anche sotto questo aspetto, divenendo più letale davanti al portiere. Questa sera l’ex “vice-Balotelli” vuole però già risultare decisivo con un gol, regalando all’Atalanta l’Europa e a se stesso una bella rivincita su chi non ha mai del tutto creduto in lui.

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Ora scricchiola la panchina di Flick: Tuchel il primo nome

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Germania

Il futuro dell’attuale tecnico della Germania, Hans-Dieter Flick, dopo la clamorosa eliminazione ai gironi di Qatar 2022 potrebbe essere all’epilogo.

L’ex allenatore del Bayer Monaco non ha nessuna intenzione di lasciare il posto di commissario tecnico della Nazionale tedesca, ma secondo Nicolò Schira la Federcalcio della Germania sta valutando di cambiare la guida tecnica e tra i canditati per la panchina c’è  Thomas Tuchel, che al momento si trova senza una panchina dopo essere stato esonerato dal Chelsea.

Vedremo se queste indiscrezioni daranno il via a una vera e propria trattativa per l’arrivo di Tuchel sulla panchina della Nazionale, anche perché il nome dell’ex tecnico dei Blues è quello che raccoglie più consensi in casa federale.

 

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Flash News

Dumfries: “Depay anima della Nazionale, vogliamo vendicarci con l’Argentina”

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Dumfries

Dopo l’ottima prestazione contro gli Stati Uniti, condita da due assist e un gol, Denzel Dumfries ha parlato aVoetbalZone del Mondiale in Qatar. L’esterno dell’Inter ha detto la sua tutto il gruppo Oranje: “Questo è un gruppo unico. In ogni caso, perché giochiamo tutti in altri club e ci vediamo solo qui in Nazionale. Quando vedi come interagiamo gli uni con gli altri e come il gruppo interagisce tra loro, è speciale.

L’ala olandese si è concentrata a parlare anche dell’uomo simbolo di questa Nazionale, Memphis Depay: “Ha un ruolo importante in questo processo: parla con tutti e ci mancherebbe molto se non fosse qui con noi“.

Secondo Dumfries, l’attaccante del Barcellona ha un ruolo chiave anche per la religione: “E anche qui, il primo che ha davvero dato inizio è stato Memphis. Qualche anno fa ha chiamato insieme alcuni ragazzi che volevano pregare. Chiunque volesse partecipare era libero di aderire e quel gruppo continuava ad allargarsi. Cody Gakpo, per esempio, è molto coinvolto nella sua fede e cerca di includermi in essa, condividere certe esperienze o stimolarmi. Spesso mi unisco a lui per iniziare conversazioni e per discutere sulla fede. Preghiamo in gruppo prima della partita. La fede può dare molta forza e ci permette di rafforzarci a vicenda. In questo modo ottieni un legame più stretto”.

Dumfries ha poi fatto il punto della situazione sull’Argentina, avversario nei quarti di finale di questo Mondiale: “È un bellissimo match, ovviamente, vogliamo vendicarci per la partita del 2014. Dobbiamo prepararci in modo ottimale questa settimana per battere l’Argentina. È una buona squadra con molte qualità individuali, ma penso che abbiamo anche una squadra davvero fantastica e ho molta fiducia in essa. Questa settimana analizzeremo a fondo come possiamo giocare in questi spazi”.

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Calciomercato

Il Monza pensa a Lucca per gennaio: le ultime

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Monza

Il Monza di Galliani e Berlusconi ha messo gli occhi su Lorenzo Lucca. L’ex calciatore del Pisa, che in estate è passato all’Ajax, fu preso in prestito con diritto riscatto. I lancieri su Lucca hanno dunque la precedenza sull’acquisto a titolo definitivo, ma nel caso in cui gli olandesi decidessero non esercitare questa opzione ecco che potrebbero entrare in gioco i brianzoli.

Già a gennaio, secondo TUTTOmercatoWEB, potrebbe esserci un tentativo per portare alla corte di Mister Palladino la punta italiana, anche se in quel caso ci sarebbe da trovare un accordo anche con la società di Amsterdam.

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Calcio Internazionale

Il Portogallo passeggia sulla Svizzera: il tabellone definitivo dei quarti di finale!

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Pronostico Portogallo-Svizzera

Il Portogallo avvisa le concorrenti di essere un’autentica macchina da guerra, demolendo una Svizzera mai in partita, ma comunque non l’ultima Nazionale nel ranking FIFA. Vittoria più che convincente per 6-1, con la tripletta del 2001 Goncalo Ramos, schierato titolare al posto di Cristiano Ronaldo. A segno anche Leao nel finale,

Nel pomeriggio il Marocco ha scritto la storia del calcio nazionale e africano, battendo la Spagna ai rigori e raggiungendo i quarti di finale del Mondiale. E’ la quarta squadra africana della storia del torneo ad entrare nelle migliori otto.

Ecco l’elenco completo dei quarti di finale, alla luce delle partite odierne:

Quarto di finale 1 – Argentina-Olanda (venerdì 9/12 ore 20)

Quarto di finale 2 – Croazia-Brasile (venerdì 9/12 ore 16)

Quarto di finale 3 – Inghilterra-Francia (sabato 10/12 ore 20)

Quarto di finale 4 – Marocco-Portogallo (sabato 10/12 ore 16)

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