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17 agosto 1994: il primo bagliore di una stella transalpina

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17 agosto 1994: il primo bagliore di una stella transalpina

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Vi abbiamo ricordato qualche ora fa l’esordio shock di Lionel Andrés Messi con la maglia dell’Argentina, ma il 17 agosto non è soltanto ricordato dal popolo argentino a livello calcistico. Se 14 anni fa ad esordire era la Pulga, 25 anni fa in Francia stava sbocciando quel giocatore che nel giro di 4 anni sarebbe diventato il numero 10 della nazionale campione del mondo: Zinédine Zidane.

Dopo la mancata qualificazione al mondiale del ’94 negli Stati Uniti, ed in vista dell’Europeo del ’96, il CT Aimé Jacquet sceglie di convocare tanti giovani per l’amichevole contro la Repubblica Ceca. Non certo l’avversario più duro che si possa incontrare, ma una nazionale in crisi come quella francese sarebbe potuta cadere in qualsiasi trappola. E infatti al 45′ i transalpini sono sotto 0-2.

Entra Zidane, che fa il suo esordio con la nazionale maggiore in un momento molto delicato, ma come più volte è successo nella sua carriera, Zizou non sente minimamente la pressione: segna una doppietta che riequilibra il match, salvando la faccia della sua squadra e attirando su di sé tutte le attenzioni della stampa, togliendole di conseguenza dai propri compagni. Questo fu l’inizio di un grande amore, culminato con la doppia vittoria di Mondiale ed Europeo (1998 e 2000), ma finito in quel maledetto – per i francesi, ovviamente – 9 luglio 2006. La testata a Materazzi ha parzialmente, e anche ingiustamente, cancellato quanto Zizou ha fatto di buono con la sua nazionale, ma chi ha visto brillare quel numero 10 non può focalizzarsi solamente su quel brutto episodio che ha chiuso la sua avventura da calciatore.

Messi ha macchiato il suo esordio, Zidane la sua ultima uscita. Nonostante ciò, entrambi sono stati accomunati per la data d’esordio in nazionale e per le loro rispettive brillanti carriere. 

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram @zidane

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La Roma inserisce Zaniolo nella lista UEFA

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Zaniolo

I tifosi attendevano la comunicazione della lista UEFA per una ragione in particolare: l’eventuale presenza di Nicolò Zaniolo. Poco fa è arrivata l’ufficialità: il centrocampista classe 1999, nonostante le ultime vicende, è stato inserito da Josè Mourinho. 

Zaniolo prende il posto di Camara. Tuttavia, secondo il giornalista Emanuele Zotti di La Gazzetta dello Sport, al momento l’azzurro resta fuori dal progetto tecnico. Dunque, tale decisione sarebbe solamente una formalità,  per rispettare un accordo con la UEFA (settlement agreement). Infatti, tale accordo prevede che la società giallorossa non potrebbe mettere a bilancio i soldi della futura cessione, se il calciatore in questione non risulta inserito nella lista UEFA.

Il calciatore oggi si è presentato a Trigoria per verificare il certificato medico, con prognosi di 30 giorni, inviato pochi giorni fa. Il certificato è risultato idoneo, dunque Zaniolo sarà assente dai campi di gioco nel prossimo periodo.

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Quanto vale il “no” di Audero della Sampdoria al Nottingham Forest: le cifre

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Il Nottingham Forest ha cercato, prima di virare su Keylor Navas, di arrivare ad Emil Audero della Sampdoria. Secondo quanto riportato da SampdoriaNews24, gli inglesi avrebbero fatto un’importante offerta per l’ex portiere della Juventus, che avrebbe però rifiutato la destinazione.

Si sarebbe trattato di un prestito a un milione di euro più nove in caso di riscatto, facilmente raggiungibile poiché legato alla permanenza in Premier League del Nottingham Forest. Ma il portiere della Sampdoria ha declinato l’offerta, rimanendo così in blucerchiato, dove cercherà assieme ai suoi compagni e a Stankovic di rimanere in Serie A.

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Posch: “Vogliamo l’Europa con il Bologna, devo ringraziare Arnautovic e Nagelsmann”

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Posch

Il Bologna di Thiago Motta dopo tante stagioni di alti e bassi sembra aver trovato la propria identità, grazie anche agli acquisti della scorsa estate tra cui Stefan Posch si è rivelato uno degli innesti più preziosi. L’ex Hoffenheim ha raccontato la sua stagione al Corriere dello Sport, spaziando tra vari temi:

L’ARRIVO A BOLOGNA – “In estate si erano create alcune condizioni. Negli ultimi giorni si è presentata l’opportunità del Bologna. Sartori e Di Vaio hanno portato avanti la trattativa. Ho pensato che fosse il momento giusto di venire in Italia, fare un’esperienza in Serie A“.

IL SOGNO EUROPA – “C’è davvero tanta qualità nel Bologna. Se ognuno dentro la squadra gioca al massimo, al top delle sue possibilità, l’anno prossimo possiamo giocare a livello internazionale. Ma penso anche che sia presto per parlarne. Mancano ancora diciassette partite. Ci sono tanti punti in palio. E’ una strada difficile, ma abbiamo le qualità per riuscirci“.

DUE RINGRAZIAMENTI SPECIALI – “Prima di venire qui ho sentito Arnautovic, mi aveva detto: vieni al Bologna, ti troverai bene. L’ho ascoltato. L’allenatore più importante per me? Nagelsmann. Mi ha insegnato tanto. Mi ha voluto in Germania, mi ha fatto giocare in prima squadra. Ho imparato tanto da lui, gli sono riconoscente”.

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Quattro possibili scenari sul futuro di Ivan Juric

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Milan Torino

Il mercato del Torino si è chiuso con diverse operazioni sia in entrata che in uscita. Da segnalare l’acquisto di Ilic, pupillo di Juric, ma anche la partenza di Lukic che lo stesso allenatore non ha gradito. Ed ecco che si aprono gli scenari per il futuro del tecnico granata.

Va sottolineato che, nell’arco di un anno e mezzo i granata sono cresciuti molto, dalla rosa al gioco della squadra. Non a caso, ora il Toro è a un passo dall’obiettivo ancora possibile di una qualificazione ai preliminari di Conference League.

GLI SCENARI

Seppur il tecnico non abbia gradito l’addio di Lukic, Cairo e Vagnati non hanno alcuna intenzione di chiudere a fine stagione col tecnico. Per cui ecco i 4 scenari che si aprono: rinnovo di contratto dopo una stagione top; permanenza forzata fino al 2024; rescissione del contratto da parte del tecnico; addio anticipato a giugno per mano di Cairo. Solo il tempo ed i risultato ci diranno cosa ne sarà del futuro del Torino.

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