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I giudizi finali di Numero Diez: Crotone… grazie!

C’è una fotografia che racconta più dei numeri e delle parole la stagione del Crotone. Mancano sette giornate alla fine del campionato e allo Scida si gioca Crotone-Inter. Dalla tribuna Nicola chiede ad uno stadio intero di sostenere la squadra e ai suoi di resistere sul 2-1. Si appoggia alla balaustra, tira su le maniche della camicia, e si sposta il ciuffo di capelli che gli impedisce di vedere i movimenti di Trotta e Falcinelli. “Perseverare è il piacere della sfida” dice dopo la vittoria. Non bisogna arrendersi mai, ma continuare e perseverare nel lavoro. Per raggiungere gli obiettivi bisogna essere umili ed al contempo ambiziosi. Può sembrare contraddittorio, ma sono i lati della stessa medaglia. Darsi una meta e capire che da soli è difficile raggiungerla perché serve il gioco di squadra”.

Nicola è riuscito nell’impresa di restare in corsa fino all’ultima giornata. In questo campionato non l’abbiamo mai visto darsi per vinto, nemmeno quando la rimonta sembrava oggettivamente impossibile.

AMBIZIONI E OBIETTIVI A INIZIO STAGIONE

Quante probabilità ci sono per una squadra che ha funzionato quasi alla perfezione, organizzata sia in attacco che in difesa, di bloccarsi di colpo e sprecare tutto il vantaggio accumulato finora sulle avversarie? È questa la domanda che in molti si sono posti la scorsa stagione, quando il Crotone era ormai ad un passo dalla serie A. Nessuna, è la risposta. Era chiaro che la squadra giocasse per la promozione diretta e mancarla dopo quanto fatto sarebbe stata una grande delusione. Raggiungere il massimo campionato però significava anche capire ancora tante cose. Quanto poteva valere questa squadra, quali sarebbero state le ambizione societarie, il budget a disposizione, come gestire l’ennesima rivoluzione e poi la questione allenatore, con Juric richiesto sul mercato.

Il Crotone però meritava questa occasione. L’ha avuta e la cosa più bella è che non l’ha sprecata.

Certo, se guardiamo solo alle prime giornate non c’era nulla di cui esser soddisfatti. Stava per diventare una delle storie più tristi del nostro campionato, soprattutto se pensiamo che era la storia più eccitante di quello scorso. La squadra in parte si è indebolita (sono mancati i gol di Budimir e Ricci) e soprattutto ha perso Ivan Juric. Sembrava completamente scomparso quel Crotone intenso e dalle raffinate combinazioni. E poi, la classifica era già estremamente definita. Tra squadre che si giocavano la Champions, quelle che lottavano per l’Europa League e un enorme gruppone di chi, dopo poche giornate, non aveva più niente da chiedere.

Escludendo le ultime nove giornate non è stata una grande annata. Ma non provataci neanche ad andare a spiegarlo alla squadra e ai suoi tifosi. Per una storia così bella e per chi ha la forza di credere in un sogno, il tempo sa essere comprensivo e un premio, prima o poi, arriva.

LA REALTÀ DI QUANTO ACCADUTO

A nove giornate della fine si poteva parlare solo di una squadra che in difesa subiva meno di tante altre ma che produceva molto poco (solo Palermo ed Empoli hanno fatto peggio). Dati che parlano soprattutto di un livello tecnico della rosa inadeguato. Il 19 marzo il Crotone viene battuto in casa dalla Fiorentina, la settima sconfitta nelle ultime otto partite. La classifica ora parla davvero chiaro: Crotone diciannovesimo, i punti sono solo 14, l’ultimo posto utile per la salvezza, occupato dall’Empoli, ne dista 8.

Il 2 aprile si gioca a Verona contro il Chievo, e sembra quasi una partita inutile, di quelle che ormai non possono più cambiare le cose. Invece, sul punteggio di 1-1, i calabresi trovano la rete della vittoria all’82’ con Diego Falcinelli, uomo fondamentale nella rincorsa. L’ex Sassuolo è stato anche il miglior marcatore della squadra, con 13 reti segnate, nonché l’unico dei rossoblù in doppia cifra.
Il distacco dall’Empoli, sconfitto all’Olimpico dalla Roma, si è ridotto. Alla 31esima giornata i calabresi affrontano in casa l’Inter di Pioli, sesta in classifica e in lotta per un posto in Europa League. Il Crotone batte i nerazzurri con una delle migliori prestazioni della stagione. Con la lotta salvezza riaperta, la squadra di Nicola pareggia poi in casa del Torino e con la Sampdoria. Nelle successive 5 gare colleziona 3 vittorie e due pareggi. In totale 11 punti.

La vittoria per 3-1 sulla Lazio, all’ultima giornata di campionato, è stato il verdetto finale. Incredibile, emozionante e meritatissima. Il Crotone firma una storica salvezza, completando una rimonta che sembrava impossibile e che invece si è concretizzata negli ultimi 90 minuti di un campionato che da quelle parti nessuno dimenticherà mai. Come Falcinelli, ad esempio. L’attaccante ha scritto una lettera di addio alla squadra e alla città, visto il suo ritorno al Sassuolo. “Porterò per sempre nel cuore questa città, tutte le persone che anche per un solo istante mi hanno regalato qualcosa. Gli anni passeranno, la distanza magari sarà tanta o magari nulla, magari tornerò ancora qui, chissà. Ma voi sarete sempre dentro di me e nel mio cuore: dalla prossima settimana prima di dormire a mia figlia racconterò una bellissima favola, nuova, appena scritta: la favola del Crotone e di Crotone. “

VOTO E GIUDIZIO FINALE

“L’impossibile è diventato possibile e il probabile è diventato certo”. Sono le parole di Nicola in una lettera struggente e piena di amore al figlio Alessandro, morto tre anni fa per un incidente. Anche per questo quella del Crotone non è una semplice storia. È l’ennesima favola che il calcio ci ha raccontato, ricordandoci che non esiste sconfitta per chi lotta e che non è finita finché non è finita.

Grazie!

VOTO: 7

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