Un altro 2-2, un’altra rimonta, un altro derby deciso nel recupero. Questa volta, però, a parti invertite. Il primo derby di Milano della storia tutto cinese vede questa volta il Milan riacciuffare l’Inter, con le reti di Romagnoli e Zapata che vanificano quelle di Candreva e Icardi nel primo tempo. Il trionfo, ancora una volta, dell’irrazionale, dell’insperato, del miracoloso, che sopprime dei dettami tattici ben precisi, in particolare quelli nerazzurri. Vediamo tutto nel dettaglio.

IL PRESSING PIOLIANO

Come già visto in altre occasioni, l’Inter ha approcciato alla gara con un pressing alto. Kondogbia e Gagliardini hanno cercato l’immediato recupero palla al limite dell’area di rigore, mentre Miranda e Medel hanno cercato l’anticipo sistematico su Bacca. Una tattica che ha portato, per lunghi tratti, i suoi frutti. Il numero 70 rossonero si è trovato sempre chiuso nella morsa dei due difensori nerazzurri (4 contrasti su Bacca, tutti e 4 riusciti), mentre la diga in mezzo al campo ha limitato notevolmente le opzioni offensive dei rossoneri. Nel finale di gara però, la squadra di Pioli si è vista abbattuta dalla propria stessa strategia. Le batterie si sono progressivamente esaurite e l’Inter si è schiacciata sin troppo, limitandosi a contenere le offensive rossonere. La formazione di Montella ha preso campo, attaccato in massa ed è stata premiata all’ultima azione.

TUTTOCAMPISTA

La grande novità in casa Inter è stata la presenza di Joao Mario sulla trequarti al posto di Banega. Il portoghese ha ripagato con quella che lui stesso ha definito come la sua miglior partita stagionale. A differenza dell’ex Siviglia, a cui è stato spesso rimproverato un incongruo impegno in entrambe le fasi, si è distinto sia nel momento di attaccare che in quello di recuperare palla (75% di contrasti vinti). Le combinazioni nello stretto con Candreva e Perisic sono state, nella prima frazione, l’arma in più della squadra di Pioli. Tanto che il secondo gol nerazzurro è scaturito proprio da una sponda dell’ex Sporting Lisbona per l’esterno croato. Il 6 dell’Inter si è fatto apprezzare anche per la sua capacità di coprire tutto il campo, attaccando da sinistra, per vie centrali e dalla fascia destra. Dalle due fasce, in particolare, sono nati due pericoli nel primo tempo, con il portoghese involatosi sulla corsia andare al cross, non raccolto poi da Icardi.

Heatmap di Joao Mario, che evidenzia la presenza del portoghese in tutte le zone del campo. (Screenshot da Squawka.com)

IERI SUSO, OGGI DEULOFEU

A quanto pare la difesa meneghina non ha un buon feeling con gli attaccanti spagnoli. Se all’andata Suso punì Handanovic ben due volte, oggi è stato Deulofeu, in diverse circostanze, a scardinare la retroguardia nerazzurra. Ogni volta che lo spagnolo ha puntato nell’uno contro uno, ha creato problemi. Come al minuto 15′, quando dopo aver saltato Gagliardini sugli sviluppi di un angolo, il suo cross è andato a infrangersi sul palo. Oppure al 34′, quando dopo aver saltato Medel ha costretto Handanovic a una rischiosa uscita bassa. O ancora al 66′, con il primo tiro in porta, che ha costretto il portiere sloveno ad un grande intervento. I duelli individuali in cui si è visto protagonista sono ben 12, più del doppio del connazionale Suso (5).

PRENDERE IL LARGO

Il Milan ha trovato la chiave del suo gioco nei cambi di lato. Da una parte, una scelta dovuta al grande lavoro in pressing svolto dalla squadra di Pioli per vie centrali. Dall’altra, per innescare le due “luci” della fase offensiva rossonera, ovvero Suso e Deulofeu. Un ottimo lavoro, in questo senso, è stato svolto prima da Sosa e successivamente da Locatelli. In particolar modo, il classe ’98 ha dato nuova verve ai rossoneri nel secondo tempo, quando l’intensità dei nerazzurri è venuta progressivamente a mancare.

I passaggi effettuati da Sosa, Kucka, Mati e Locatelli: come si può notare, quelli rivolti verso le fascia sono quelli andati maggiormente a buon fine. Maggiori difficoltà per vie centrali. (Screenshot da Squawka.com)

Anche l’Inter, dalla sua, ha “preso il largo” molto volentieri. De Sciglio da una parte e Calabria dall’altra si sono fatti infilare continuamente da Candreva e Perisic, e non è un caso che i due gol nerazzurri siano arrivati proprio da due giocate sulle fasce.

La sequenza del gol di Candreva: De Sciglio si focalizza su una palla lanciata da Gagliardini, mentre Candreva si muove alle sue spalle.

De Sciglio lascia rimbalzare il pallone e lo rende disponibile a Candreva.

Candreva anticipa De Sciglio e batte Donnarumma.

Il gol di Icardi: Perisic riceve da Joao Mario e anticipa Calabria servendo l’argentino.

Icardi restituisce con il petto a Perisic, che si allunga il pallone e andrà poi a crossare indisturbato per il 9 nerazzurro.

Anche in fase offensiva i due hanno lasciato decisamente a desiderare, con il classe ’96 che però riesce a tentare qualche sortita nella seconda frazione.

IL CUORE OLTRE L’OSTACOLO

Come cantava Mina, “la palla è rotonda” e tutto può succedere. Può succedere, ad esempio, che il Milan riesca a ribaltare il Derby in meno di un quarto d’ora. Può succedere che ad andare a segno siano i due marcatori più improbabili, Romagnoli e Zapata, entrambi ancora a secco prima di questa partita. La migliore occasione per lasciare il segno per la prima volta in stagione. Ma dove finiscono i meriti dei due centrali rossoneri, iniziano i demeriti della difesa nerazzurra.

Il gol di Romagnoli: Suso sterza sul destro contro Nagatomo e fa partire il cross, D’Ambrosio e Miranda sono al centro dell’area.

Sia Miranda che D’Ambrosio vengono anticipati da Romagnoli, abile poi nell’insaccare.

Il gol di Zapata: Handanovic sbaglia a leggere la traiettoria del pallone ed accenna l’uscita. Zapata agisce alle spalle di Miranda.

Miranda perde Zapata, che mette in rete approfittando di Handanovic, fuori posizione.

Questo derby, come tante altre partite, dimostra che il calcio a volte va oltre la strategia, i moduli, i numeri. Per i rossoneri un rientro a casa col sorriso, per i nerazzurri l’amarezza di aver buttato una grande occasione per uscire dal tunnel.