Se dovessimo pescare nell’immensa cesta dei talenti futuri del nostro calcio, il primo nome che prenderemmo per magia sarebbe quello di Amad Diallo Traoré. Con tutta probabilità in questo sorteggio il bigliettino sul quale è scritto il suo nome sarebbe accerchiato da un alone di fantasia.

Perché se dovessimo scegliere una parola per descrivere il calciatore classe 2002 in forza all’Atalanta, sarebbe proprio questa.

AMAD DIALLO

Nasce l’11 di luglio in Costa d’Avorio, ma il calcio lo scopre solo in Italia, più precisamente a Bergamo, dove si trasferisce in tenera età. Da misurarsi con i pari età a passare in Primavera il salto è brevissimo. Nell’Under 17 gioca da solo. È un fuori categoria a tutti gli effetti: iscrive il suo nome sul tabellino dei marcatori ogni volta che scende in campo.

 

Mister Brambilla non può far altro che volerlo con sé: sebbene abbia ancora 16 anni il ragazzino sprigiona fantasia da ogni poro.

Nonostante la massiccia concorrenza sulla fascia destra, con Lorenzo Peli e Antònio Pina Gomes, diciottenni e già pronti al grande salto, è l’ivoriano a prendersi gli applausi di tutto lo stadio ogni qualvolta l’Atalanta scenda in campo.

ESPLOSIONE

Nella final-eight del torneo Under 15 per la prima volta si inizia a sentire il suo nome.

È pazzesco: finta, controfinta e manda il giocatore a terra. Come se lo obbligasse a cadere con gli occhi, quasi per magia.

 

È però in finale, contro la Roma, che il ragazzo attira su di sé tutti gli occhi dei presenti: gol-vittoria e prestazione da calciatore maturo.

Ma limitarci a parlare di fantasia nella descrizione di Traoré sarebbe ingiusto e scorretto nei confronti del giocatore.

Lui, un’ala destra capace di adattarsi sia sulla fascia opposta che sulla trequarti, nonostante nasca come mezzala pura – è molto molto altro.

Da una veronica ad un doppio passo, senza tralasciare finte di corpo che mandano regolarmente l’avversario al bar. Dribbla tanto, spesso troppo, ma di errori ne fa pochi.

CARATTERISTICHE

Quando parliamo di un fuori categoria citando le doti del ragazzo lo facciamo perché a vederlo giocare ci si accorge immediatamente di come l’attaccante abbia tutt’altro passo. I ragazzi più grandi faticano a stargli dietro.

Prima ha iniziato a dimostrarlo con i pari età: in undici gare ha messo a segno otto gol e tre assist, tenendo una media in base alla quale sarebbe capace di lasciare il suo marchio ad ogni singola gara disputata.

 

Con i più grandi è già sceso in campo nove volte, ma approfittando di squarci di gare a destra e manca. Alla fine sono solo tre le partite fatte in agglomerata, ma nonostante il poco spazio ha comunque fatto un gol e un assist.

NON PRATICO

In un’altra epoca si sarebbe potuto quasi definire un Diez.

Ha quelle qualità lì, sebbene parta dall’out esterno. Non è un attaccante capace di aspettare davanti alla porta la palla giusta da mettere in rete.

 

Ad onor del vero la praticità è molto poca. Più che pratico è fantasioso. Non lo getti nella mischia per il calcio d’angolo, ma per trovare la superiorità numerica. Per sperare che sia in giornata, che te ne salti un paio e concluda a rete.

IL CORRIDOIO LUMINOSO

Scritto così potrebbe sembrare un titolo di un giallo di vecchia data pronto a disturbare per un paio di notti qualche adolescente già insonne per motivi personali. In verità il corridoio luminoso è quello che rende Traoré diverso da tutti gli altri; ciò che lo rende speciale.

Una qualità che in pochissimi hanno, infatti, e che è riconducibile a lui, è quella di riuscire a vedere quel corridoio. Quando il compagno fa il movimento, chiunque esso sia, cambia il destino della gare, attirando a se dei difensori che stravolgeranno lo scacchiere arretrato per intero.

Nel momento in cui l’attaccante scappa via si crea questo corridoio luminoso dal quale far passare la sfera per indirizzare il compagno in porta. Amad Diallo questo riesce a farlo con una facilità disarmante. Come fosse la cosa più semplice del mondo. Con uno-due tocchi indirizza il compagno in rete.

INTERRUTTORE

Come ogni fantasista che si rispetti, anche Traoré ha nella continuità la sua arma a doppio taglio. È un interruttore vero e proprio. Se è acceso può risolverti qualunque situazione, ma se decide di rimanere spento, allora puoi metterti l’anima in pace.

 

Discontinuo per statistiche e per rendimento, è una prossima scoperta del vivaio nerazzurro che, se dovesse trovare la continuità che cerca, potrebbe diventare davvero fra i più forti del nostro campionato.

Le big sono avvisate.