Nella classe media della nostra Serie A, il Parma di Pizzarotti e Faggiano è stata fino ad ora la squadra più attiva sul mercato, con una serie di acquisti tanto esosi quanto funzionali all’idea di calcio sviluppata già lo scorso anno da D’Aversa. Dopo un girone d’andata passato a ridosso della zona Europa, nella seconda parte di stagione il mister che siede dal 2016 sulla panchina del Parma ha dovuto combattere con continui guai fisici nel reparto offensivo, finendo per riesumare i vari Ceravolo e Siligardi. La mancanza di valide alternative è stata una delle cause che ha portato il Parma ad essere risucchiato nei bassifondi della classifica, rimettendo in discussione una salvezza che a gennaio era da tutti data per conquistata. A soli due mesi dalla fine della passata stagione, con un mercato fino ad ora impeccabile il Parma ha già riparato questa falla nel sistema, rafforzando visibilmente l’organico a disposizione.

RICONFERME E NUOVI INNESTI

Come detto, era il reparto offensivo il problema più grande con il quale il ds Faggiano doveva interfacciarsi. In tal senso, il primo passo è stato porre la parola fine alla telenovela Roberto Inglese. L’estenuate trattativa con il Napoli si è conclusa con la conferma del giocatore tra le mura del Tardini dopo aver trovato un definitivo accordo su formula e cifre dell’operazione: prestito con obbligo di riscatto fissato a 18 milioni più due di bonus. Un affare per entrambe le parti in causa: plusvalenza per i partenopei e definitivo acquisto del trascinatore della passata stagione per i crociati. Oltre ad Inglese il Parma ha fino ad ora riconfermato anche Gervinho, dimostratosi a tratti devastante nello scorso campionato. Sull’ivoriano le sirene di mercato non si sono ancora placate, ma la campagna di rafforzamento messa in atto dalla dirigenza potrebbe stimolare l’ex Roma a restare in Emilia.

Se per Gervinho la situazione pare ancora poco nitida all’orizzonte, le operazioni Karamoh, Kulusevski e Cornelius sono state formalizzate. Di questi tre, almeno sulla carta, sarà Karamoh ad andare a comporre il tridente titolare, dopo aver confermato il suo potenziale in una discreta stagione a Bordeaux. Il classe ‘98 francese è un’ala che ama giocare a sinistra per poter rientrare sul suo piede forte: il destro. Non è particolarmente creativo, ma è abile in conduzione ed ha una forte indole verticale: requisito fondamentale per entrare nelle grazie di D’Aversa. L’anno scorso più volte abbiamo visto il Parma difendere con un blocco basso per poi allungarsi attraverso le conduzione di Gervinho e i lanci lunghi alla ricerca di Inglese. Facile immaginare questa tattica ancora più enfatizzata l’anno prossimo, data la presenza di Karamoh, che è sicuramente più abile su lunghe distanze rispetto a Biabiany. Oltre ad affinare le sue doti in palleggio, l’ala precedentemente di proprietà dell’Inter dovrà trasformarsi in un realizzatore credibile. L’anno scorso è andato a segno tre volte, palesando ancora limiti nella scelta dei movimenti in area di rigore.

Fonte: Profilo Instagram di Yann Karamoh.

Il posto di vice Inglese sarà occupato da Andreas Cornelius, attaccante da danese acquistato in prestito biennale con obbligo di riscatto fissato a 6,5 milioni. Cornelius è un Inglese depotenziato, con picchi simili a quelli dell’attaccante italiano solo nel gioco aereo. Nell’ultima stagione – giocata anche da lui a Bordeaux – il danese ha ingaggiato più di 6 duelli aerei a partita, vincendone 3,7. Numeri che anticipano quella che sarà la sua utilità negli spezzoni di partite che riuscirà a ritagliarsi. Sarà infatti difficile vederlo in campo con continuità, in quanto dopo un’ottima stagione al Copenaghen ha dimostrato sia in Italia sia in Francia di non avere il piglio del bomber ineffabile.

Dall’Atalanta, attraverso la formula del prestito annuale, è arrivato anche Dejan Kulusevski. Il trequartista svedese ma di origine macedone nella passata stagione ha fatto il suo esordio in Serie A, dopo che Gasperini aveva puntato su di lui i riflettori. Essendo un trequartista è difficile immaginare come D’Aversa lo utilizzerà, ma con la primavera bergamasca e nei pochi minuti con la prima squadra ha dimostrato qualità che non possono essere ignorate. Kulusevski ha una struttura particolarmente sviluppata ma che non lo limita nella mobilità e che anzi complica la missione degli avversari di rubargli palla. Più in generale è un talento tecnicamente interessante, con doti in rifinitura sorprendenti ma con una tecnica individuale ancora da sgrezzare. Nella finale del Campionato Primavera contro l’Inter ha dato un saggio delle potenzialità del suo mancino. (Minuto 2:09)

SOSTENIBILITÀ ECONOMICA

Al netto di un mercato in uscita ancora non entrato nel vivo, la dirigenza del Parma ha mostrato coraggio e desiderio di investire sulla squadra. In un mercato sempre teso alla ricerca dell’opportunità vantaggiosa ma magari meno funzionale, Faggiano & Co stanno lavorando per facilitare il compito di D’Aversa. In questa direzione è anche l’acquisto di Hernani, centrocampista ex Atletico Paranaense e Zenit che con Kucka formerà una coppia di mezzeali muscolari e con buone doti balistiche. Con formule intelligenti e sacrifici ben ponderati come nel caso di Inglese, il Parma ha fino ad ora condotto un mercato impeccabile. L’obbiettivo sarà nuovamente quello di salvarsi senza patemi d’animo, e la direzione imboccata appare quella corretta.

Fonte immagine in evidenza: Profilo Instagram Roberto Inglese.