A Maia, un distretto portuale della città di Porto, al centro della piazza Doctor José Vieira de Carvalho vi è la statua dedicata a Gonçalo Mendes da Maia. Il “Lidador“, così soprannominato per le sue innumerevoli imprese militari al fianco del primo re del Portogallo Alfonso I, combatté per l’indipendenza del Portogallo fino ai novant’anni di età a metà del dodicesimo secolo. Novecento anni dopo, sempre da Maia, un altro “Lidador” sta imperversando per i campi d’Europa frantumando record con la maglia dello Sporting: è il giorno di Bruno Fernandes, che oggi di anni ne compie venticinque, trequartista che con la maglia dello Sporting Lisbona ha trovato, finalmente, il suo posto nel mondo del calcio.

UN’ESTATE CALIENTE

Se “l’antenato” di Bruno combatté per la libertà del Portogallo dai mori, il trequartista ha imparato a combattere per la propria indipendenza sin dalle giovanili del Boavista. Arrivato nel 2004 nella squadra di O’Porto, Bruno ha compiuto tutta la trafila delle giovanili fino a farsi notare dal Novara, che nel 2012 ne acquista il cartellino. Ma prima di parlare delle avventure italiane del Lidador di Maia, partiamo dall’estate appena conclusa e del mercato, rovente, che si è sviluppato intorno a lui.

Fonte immagine: profilo IG @Trasfermarkt

Prima il Real Madrid, poi il Manchester United, a seguire le due squadre di Milano e di nuovo il Real Madrid: Bruno nella stagione appena terminata ha incantato tutti distruggendo ogni tipo di record appartenuto ai centrocampisti del passato: con 32 goal e 18 assist (dati Trasfermarkt) la stagione del portoghese ha risvegliato le attenzioni di tutti i grandi club europei e il suo ruolo, appena dietro le punte ma molto vicino alla porta, ha stuzzicato le fantasie di tutti quegli allenatori alla ricerca di un numero dieci di personalità e qualità attorno al quale costruire la propria squadra. Lo Sporting, squadra che lo acquistò nel 2017 per soli 9,86 milioni di euro, chiedeva circa 70 milioni per lasciarlo andare dopo due stagioni da 48 goal e 38 assist totali in poco più di 100 presenze ma, sebbene gli interessamenti fossero reali e concreti, gli incastri del mercato non hanno permesso al portoghese di accasarsi in un top club al termine della sessione di mercato. Lo United non ha ceduto Pogba, e per questo ha dovuto rinunciare a lui, il Real Madrid pare averlo bloccato per la prossima stagione, mentre Milan e Inter hanno rinunciato appena dopo che il prezzo fosse fissato.

QUESTIONE DI QUALITÀ

Ma prima ancora dei numeri e delle cifre di mercato importanti sono le qualità tecniche di un calciatore esploso definitivamente in patria e generante un nuovo tipo di trequartista, vicino a quanto visto fare da James Rodriguez al Mondiale in Sud Africa ma con potenza forse maggiore. L’impatto di Bruno Fernandes sul campionato portoghese è stato a dir poco esplosivo: miglior giocatore del 2018 sia per la Liga Nos che per lo Sporting, vincitore di tre coppe nazionali dal suo arrivo nella penisola iberica e un ruolo disegnato su misura per lui da un tecnico che ha compreso appieno quali siano le potenzialità del ragazzo. Esplosività, concretezza e maturità, queste le caratteristiche di un trequartista cresciuto sotto il profilo della consapevolezza di sé e delle propria forza da quando veste la maglia dello Sporting Lisbona.

“Sono nello Sporting e finché non riuscirò a conquistare tutto ciò che devo ancora conquistare per me e per la squadra, questo è il mio posto.”

Fonte immagine: profilo IG @BrunoFernandes10

GLI ANNI ITALIANI

“Ho scelto qualche foto, le più belle e significative, per salutare chi in questa stagione mi ha fatto sentire a casa. Ho trascorso un solo anno alla Sampdoria ma ho ben presto capito l’importanza di cosa significhi vestire questa maglia. Non dimentircherò mai la città di Genova né i tifosi blucerchiati.” 

Questo, in sintesi, il messaggio di commiato che il Lidador ha lasciato alla Sampdoria e ai suoi anni italiani il giorno prima di firmare per lo Sporting. Un amore, quello per Genova, ricambiato dai tifosi che lo hanno visto mettere a referto 5 goal e 3 assist nei 35 incontri giocati nella stagione vissuta a Marassi: numeri non conformi alle medie tenute da quando veste la maglia dello Sporting si dirà, ed è proprio da qui che bisogna partire per capire cosa sia successo al Diez di Maia.

Fonte immagine: profilo IG @BrunoFernandes10

Tredici goal e tredici assist nelle tre stagioni con la maglia dell’Udinese sono state la partenza per arrivare a raggiungere quella consapevolezza che oggi fa di Bruno il calciatore che è riuscito a diventare: sin dalla prima stagione italiana il trequartista ha giocato una media di 33,75 partite a stagione in Italia, un numero di match talmente elevato da permettergli di conoscere appieno le proprie potenzialità e di misurarsi con un campionato tattico e complesso come quello italiano. Dopo il passaggio allo Sporting, che lo vide mettere a segno 16 goal e 20 assist nella prima stagione, la media delle gare giocate è salita a 54,5, aumentandone sia la forza nel portare il suo calcio ad un livello superiore, sia la confiança in quello che sarebbe stato il suo futuro.

Fonte immagine: profilo IG @BrunoFernandes10

AL FIANCO DI CR7

Lo Sporting ha aperto le porte della nazionale portoghese al ragazzo venuto da Maia permettendogli di vincere la Nations League al fianco di Cristiano Ronaldo e Bernardo Silva. La nazionale, con la quale ha messo a segno un solo goal nelle 12 presenze messe a referto fino a questo momento, costituisce la nuova frontiera nella quale imporsi come decisivo e fondamentale dopo averlo fatto in Portogallo e in Europa. A venticinque anni appena compiuti, la crescita di un trequartista moderno e di tali qualità non solo non è ancora finita, ma potenzialmente è appena iniziata. Tutto sarà legato alle scelte che farà e alla fiducia, incondizionata, che avrà nei propri mezzi tecnici e caratteriali. La strada è tracciata, e da Maia potrà condurre nelle grandi capitali del calcio europeo.

Fonte immagine di copertina: profilo IG @BrunoFernandes10