Questa sera andrà in scena il derby di Milano numero 171. Milan e Inter si affronteranno per il primato cittadino e per dare segnali importanti al campionato. I rossoneri cercano continuità dopo le due vittorie, poco convincenti, contro Brescia e Verona. I nerazzurri vogliono mettersi alle spalle la delusione in Champions contro lo Slavia Praga e continuare il loro percorso netto in campionato. Non una partita come le altre e per raccontarcela abbiamo scelto di dar voce a due illustri personaggi delle due sponde di Milano: Carlo Pellegatti e Christian Recalcati.

Stasera il derby. Che partita si aspetta?

CP: Una partita molto equilibrata, che si dovrebbe risolvere sul filo del rasoio. Una partita che, nonostante secondo molti veda l’Inter favorita, potrebbe riservare sorprese.

CR: Mi aspetto una partita migliore delle ultime, almeno sul piano del gioco. Una partita in cui l’Inter entri in campo con la grinta di Conte. Potrei anche accettare un risultato non positivo se vedo una grande prestazione della squadra.

Cosa rende speciale il derby di Milano? Come si vive la rivalità in città?

CP: È un derby molto sentito, ma i tifosi di Milan e Inter sono abituati a queste grandi sfide, soprattutto a grandi sfide al vertice, anche se purtroppo negli ultimi anni non ci sono state. La tensione del derby quindi è figlia soprattutto della posizione in classifica, anche se la rivalità tra le squadre rende sempre il derby una partita speciale.

CR: Il derby è una partita a se, non c’è un favorito. Rispetto agli altri derby, quello di Milano è sempre stato un po’ diverso, forse perché ha sempre riguardato due squadre in lotta per qualcosa. Il clima che si respira è particolare, già dai giorni prima si cerca di capire come possa andare la partita e in ogni bar di Milano si parla solo del derby. L’atmosfera che si vive a Milano per questa partita è qualcosa di eccezionale, soprattutto poi al Meazza che è proprio il tempio di questa gara. Il bello del derby è proprio quest’attesa di 24-48 ore che porta alla gara.

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Il derby che ricorda con più piacere?

CP: L’1-1 in semifinale di Champions League nel 2003.

CR: Il 2-0 in 10 contro 11 per l’espulsione di Snejder dopo l’applauso all’arbitro del 2010. Non solo abbiamo vinto in inferiorità numerica, ma alla fine ci fu anche un rigore di Ronaldinho parato da Júlio César che mi fece impazzire in telecronaca. Quel derby lo ricordo bene perché abbiamo sofferto tantissimo, eppure siamo riusciti a vincere.

Il derby che ricorda con meno piacere?

CP: Un Inter-Milan 5-2 del 28/03/1965.

CR: Ovviamente il 6-0, non c’è da dire nulla davanti a un risultato del genere.

Il suo primo ricordo legato al derby?

CP: Una vittoria del 1960, Milan-Inter 5-3, quando Altafini realizzò quattro gol.

CR: Una vittoria dopo un’eliminazione in Champions contro il Bayern. mi ricordo una splendida discesa di Bergomi sulla destra, il cross al centro e il colpo di testa di Serena per l’1-0 dell’Inter. Era l’anno dello scudetto dei record, dell’Inter di Trapattoni, 1988-1989.

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Un giocatore che toglierebbe alla squadra avversaria?

CP: Handanovic.

CR: Dico Suso, perché può trovare la giocata in ogni momento.

Un giocatore del passato della sua squadra che vedrebbe bene in quella attuale?

CP: Marco Van Basten.

CR: È facile di Ronaldo, anche se a quest’Inter manca lo Snejder della situazione, quello che fa da collante tra centrocampo e attacco. Su tutti però dico Ronaldo.

Il punto di forza della sua squadra rispetto all’altra?

CP: È difficile, dico l’allenatore, mister Giampaolo, diamogli fiducia.

CR: Due cose: la difesa e il mister, tra Giampaolo e Conte al momento non c’è paragone.

Fonte: profilo ufficiale Twitter @Inter

Qual è il modo migliore per approcciarsi al derby?

CP: Affidarsi alla qualità del proprio gioco, senza pensare all’avversario

CR: Entrare in campo senza la paura di perdere, ma cercando di giocare, onorando la maglia e dando il 150%.

Un pronostico se vuole e un giocatore che sarà protagonista?

CP: Il pronostico non lo faccio, mentre come giocatore decisivo dico Piatek.

CR: Col pronostico non voglio sbilanciarmi, dico 1-1. Il protagonista alla fine sarà Handanovic, continuo a non sbilanciarmi.