Nei pressi della Pinetina sarà sempre più dura nascondere le proprie ambizioni. Non l’ha mai fatto Antonio Conte. Che, però, non si è mai sbilanciato sulla parolina scudetto. Con quindici punti in cinque partite, il primo posto in classifica e con almeno due dimostrazioni di forza importanti, è impossibile non considerare questa squadra una delle favorite per il titolo, se non addirittura la favorita. Questo, tuttavia, sarà più chiaro soltanto in avanti. Intanto la squadra, partita dopo partita, sembra sempre più forte; Lukaku sempre più coinvolto, Godin sempre più leader, Sensi sempre più Sensi. E adesso anche Nicolò Barella si sta ritagliando il suo spazio.

Insieme a Lukaku, è stato uno dei primi nomi fatti da Conte per la sua Inter. Per ovvi motivi, tra l’altro. Alle sue mezzali chiede un lavoro molto dispendioso: sono il motore della squadra, perché devono accompagnare l’azione in fase offensiva e, allo stesso tempo, ripiegare in quella di non possesso. Non è un caso l’exploit di Sensi, non lo sarà quello di Barella. Sarà, sì, perché ancora non è avvenuto, ma pian piano arriverà. Gradualmente. Ed è così che Conte sta lavorando per il suo inserimento in squadra. Siamo passati dai 20′ contro Lecce e Cagliari ai 90′ di InterLazio, la prima partita giocata interamente dal sardo. Nel mezzo, il gol allo Slavia Praga e l’ottima prestazione nel derby di sabato.

Fonte immagine: profilo Twitter dell’Inter

LA CRESCITA DI BARELLA

La rete in Champions League lo ha mentalmente sbloccato, poi la buonissima partita contro il Milan lo ha aiutato ad essere ancor più consapevole della sua forza. Ma lo snodo fondamentale della sua avventura nerazzurra è la sfida di ieri sera a San Siro, cruciale per questioni di classifica (perché l’Inter allunga sul Napoli) e per il suo definitivo innesto. Si è rivisto quello di Cagliari, con la stessa intensità e la stessa concentrazione. Dal punto di vista tattico ha fatto notevoli passi avanti, ma ciò che apprezzerà maggiormente Conte è il numero di palloni recuperati – che è una delle caratteristiche migliori del centrocampista. Poi, c’è la bravura nel saperli giocare sempre con lucidità e buona tecnica. Ieri ha avuto anche la possibilità di andare in rete, ma sotto porta si è fatto ipnotizzare da Strakosha.

Ecco, questo sì che è un aspetto ancora da limare. In due anni in Serie A, Barella ha messo a segno soltanto sette reti: sei al primo anno, soltanto uno nella precedente stagione. Con le sue abilità tecniche, la sua capacità di inserimento, la sua “testardaggine” può fare certamente molto meglio. Un plus che gli consentirebbe di costruirsi l’immagine del giocatore totale, completo. Che finora non ha perché, appunto, gli manca ancora qualcosa. Ma il margine di potenziale è ancora molto ampio e questo Conte lo sa benissimo. E farà di tutto per aiutarlo a crescere e a farlo diventare uno dei migliori nel suo ruolo: nell’Inter sì, ma anche dell’intera Serie A. Non gli manca davvero nulla per arrivarci.

Fonte immagine: profilo Twitter dell’Inter

BARELLA, INTER E CAGLIARI: TUTTI CONTENTI

Lasciare la sua terra non è stato semplice. Ma l’Inter era una tentazione troppo forte: da sempre tifoso nerazzurro, non ha voluto sapere ragioni. Per lui si sono fatte sotto praticamente tutte: dalla Juventus alla Roma, dal Milan al Chelsea addirittura. No, voleva soltanto l’Inter, la nuova Inter di Conte, e alla fine è stato accontentato. Non poteva tirarsi indietro nemmeno il Cagliari perché l’offerta economica era davvero di quelle irrinunciabili per un club così (soldi poi reinvestiti su Nathan Nandez, naturale sostituto di Nicolò, e su Giovanni Simeone). Una spesa di circa 50 milioni, fra parte fissa e quella variabile, per Suning.

L’investimento fatto dalla società ora sta dando i primi frutti, come era ampiamente prevedibile. Perché se Conte insiste tanto per un calciatore significa che è destinato a fare bene. Se Sensi è una sorpresa, Barella un po’ meno. E crescerà ulteriormente, fino a diventare inamovibile. Un’arma in più per Conte e un chiaro segnale alla concorrenza. Vecino è quello che rischia di più il posto, ma il campionato è lungo e gli impegni sono tanti, quindi ci sarà posto per tutti. Intanto, San Siro si gode la crescita di un ragazzo pronto a dare tutto per la maglia che indossa; pronto a diventare il fulcro e la forza propulsiva del gioco. Determinazione, caparbietà e grinta da vendere. Quanto è forte Nicolò Barella.