Il mestiere dell’allenatore è da sempre un lavoro estremamente complicato e pieno di insidie. A seconda dei risultati ottenuti può passare dall’essere l’idolo della tifoseria all’imputato numero uno dei fallimenti sportivi di una società. Nelle ultime ore diverse panchine sono alquanto chiacchierate in Serie A. Nuovi operati, nuovi progetti, che non sembrano attenersi alle aspettative di inizio stagione.

Genoa e Milan sembrano essere due realtà sintomatiche di tutto ciò. Entrambe le società avevano puntato su profili in grado di saper esprimere un calcio piuttosto intrigante, con un’estetica del gioco raramente riscontrabili in colleghi del medesimo rango. Aurelio Andreazzoli e Marco Giampaolo, due allenatori che nella passata stagione avevano anche dimostrato una continuità di rendimento notevole, a capo per oltre non di top team. Nonostante ciò, qualcosa a Genova e Milano sembra non andare per il verso giusto.

Seguendo dunque il toto allenatori legati a queste due agognate panchine, si può facilmente notare come un profilo sia legato sia all’una che all’altra società: Gennaro Gattuso. L’ex guida del Milan lo scorso anno aveva quasi sfiorato l’approdo in Champions League con la propria squadra. I risultati stanno dalla sua parte, adesso è dunque tempo di assistere al risvolto di questa intricata situazione.

COSA PORTEREBBE GATTUSO A GENOVA

Innegabilmente Gattuso a Genova potrebbe portare una ventata di entusiasmo. Ad oggi la squadra si ritrova al terzultimo posto e nelle ultime giornate non sta realmente trasmettendo ciò che la rosa potenzialmente potrebbe fare. Il duo Preziosi-Perinetti, nel corso del calciomercato estivo, ha svolto un lavoro encomiabile, rinforzando profondamente la squadra. Non casualmente comunque l’inizio di campionato è stato ottimale per il grifone: un pareggio pirotecnico per 3-3 contro la Roma ed una vittoria per 2-1 a favore della Fiorentina. Successivamente, tuttavia, il crollo con le sconfitte contro Atalanta, Cagliari e Lazio ed un misero pareggio contro il Bologna. Risultati che forse non rendono atto al Genoa, autore comunque di buone prestazioni complessive, non però tollerabili da un ambiente che punta ad un buon piazzamento a metà classifica.

Il punto di debolezza della squadra è sicuramente la fase difensiva. La costruzione della difesa a 3 voluta da Andreazzoli non funziona ed i buchi territoriali che concede la squadra sono ingiustificabili. Ad oggi il Genoa è la peggior difesa del campionato, solamente dopo la Sampdoria ed insieme alla Spal.

Fonte: profilo Instagram ufficiale del Genoa

LA SOLUZIONE

Gattuso pone gran parte del suo gioco su una forte solidità difensiva. Le sue squadre quasi mai subiscono una quantità eccessiva di gol, ed anzi il suo Pisa e il suo Milan si distinsero proprio per i pochi gol subiti. Con una rocciosa difesa a 4, il mister riesce ad estrapolare dai propri ragazzi un’attenzione massima, base fondamentale per poi provare a divertirsi in fase offensiva. In attacco, inoltre, il Genoa presenta svariati profili altamente tecnici: Kouamé, Pandev, Saponara e lo stesso Pinamonti. Calciatori che, dentro un sistema ben collaudato, possono da un momento all’altro risolvere il match.

Unica problematicità è forse il modulo cardine di Gennaro Gattuso: il 4-3-3. Il tecnico sviluppa il proprio gioco intorno a ciò, cercando sempre di allargare sulle fasce. Una soluzione che al Milan ha pagato a tratti ma che a Genova risulterebbe difficilmente ripetibile. La rosa è difatti stata costruita intorno ad un attacco a due, per cui dal progetto mancano delle forti ali offensive, punto illustro del gioco di Gattuso. Nonostante ciò, il mister di Corigliano Calabro ha già dimostrato di potersi adattare. Nel Pisa, in Serie C, in una realtà profondamente differente, il mister ha più volte proposto un 4-4-2 oppure un 3-4-2-1, soluzioni che potrebbero essere congeniali per la rosa genoana.

COSA CAMBIEREBBE A MILANO

Per Gattuso l’approdo al Milan rappresenterebbe un lieto ritorno ad una realtà che conosce quasi in maniera viscerale. Ma si è comunque esser certi di una sua possibile accettazione? Appurato il forte legame che l’ex giocatore ha con tutto l’ambiente, lo scorso anno società e tecnico non si sono separati nel miglior modo possibile. Conquistando un 6° posto, con la Champions League mancata a 15 minuti dal fischio finale dell’ultima giornata, il tecnico ha dovuto subirsi critiche deleterie, non rendenti atto del lungo lavoro che il tecnico ha svolto a Milanello. Con una qualità media della rosa essenzialmente bassa, Gattuso ha intuito le poche trame di gioco sulle quali ci si poteva affidare ed è andato a parare in quella direzione.

A fronte di un’armonia di gioco non idilliaca, è sopraggiunta la funzionalità che ha portato la squadra sì a fallire sia in Europa che in Coppa Italia, ma a contendersi seriamente una qualificazione nel massimo torneo europeo. Risulta difficile pensare che un carattere vulcanico come il suo decida di far ritorno in un ambiente dal quale ha ricevuto così tante critiche. A questa squadra, tuttavia, serve prontamente una guida non solo tecnica ma piuttosto emotiva. La rosa non gira, il palleggio è stantio e le poche individualità inserite in formazione non riescono ad esaltarsi. Pian piano si sta sempre più volando verso un territorio pieno di pressapochismo e negatività, difficilmente risollevabile da chiunque.

Gattuso si è quasi sempre contraddistinto per l’assiduo lavoro sulle giovani potenzialità. Calabria, Romagnoli, Donnarumma, Cutrone (a tratti), sono tutti profili che Gattuso ha portato ad un livello tecnico più alto. La rosa del Milan attuale è, per distacco, la più giovane di questa Serie A. Giocatori come Bennacer, Leao e Theo Hernández potrebbero risultare pedine fondamentali sotto l’ala dell’allenatore calabrese.

Fonte: profilo Instagram ufficiale del Milan

PERCHÉ CONTINUARE A DAR FIDUCIA A GIAMPAOLO E ANDREAZZOLI?

Innegabilmente i risultati non stanno dalla loro parte, tuttavia una vena di speranza nella riconferma dei due tecnici si potrebbe ancora avere. Soprattutto per Andreazzoli: analizzando profondamente i match disputati sino ad ora, si può riscontrare come la squadra non abbia totalmente fallito il proprio compito, eccezion fatta per le partite contro Lazio e Cagliari. La formazione ligure ha continuato a proporre un calcio interessante anche se ancora non completamente armonioso. Ad Andreazzoli, come palesato anche la scorsa stagione, bisogna concedere tempo. Anche ad Empoli la sua esperienza nel massimo campionato era iniziata in maniera negativa, con pochi risultati ottenuti e tanti rebus sulla sua metodologia di gioco. La squadra, pur giocando bene, concretizzava poco, esattamente come questo Genoa. Ciò perché, come detto poc’anzi, sono ancora da definire i meccanismi difensivi.

Non bisogna dimenticarsi che ad Andreazzoli, all’Empoli dell’anno passato, è subentrato Iachini. Tuttavia, è stato con il ritorno successivo di Andreazzoli che la formazione aveva cambiato volto, inanellando una serie di risultati altamente positivi che quasi stavano portando ad una permanenza nel massimo campionato nostrano.

Fonte: profilo Instagram ufficiale dell’Empoli

Per Giampaolo la situazione è alquanto differente. Il mister di Bellinzona fatica a far apprendere i propri dettami e la squadra sembra remare contro il proprio allenatore. Troppi gli errori individuali che stanno portando ad una lenta saturazione negativa di tutto l’ambiente. Se cambiasse tuttavia qualcosa all’interno dello spogliatoio, continuare a concedere fiducia potrebbe essere la giusta soluzione. Giampaolo è un reale allenatore “top down“, propositore di un calcio estetico ma funzionale al contempo. A Milano non ritrova forse i giusti elementi per sfruttare a pieno il suo 4-3-1-2. La squadra, come affermato precedentemente, è inoltre qualitativamente non adeguata ad un alto posizionamento in classifica ed estremamente giovane per aspettarsi una continuità di risultati immediata. Come ad ogni tecnico innovativo, bisogna concedere tempo. Tempo, tuttavia, non c’è, i risultati devono arrivare sin dalla prima giornata ed i ritmi sono incredibilmente serrati.

(Fonte immagine copertina: profilo Instagram ufficiale del Milan)