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Quello che ancora manca

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Zapata

Duvan Zapata è un giocatore generoso.

Corre e affonda. Semina gli avversari squarciando la difesa in due. Quando arrivò in Friuli, all’Udinese, lo chiamavano il “Panteron” e non serve molto per capire il perché. Nelle prime uscite in bianconero, Zapata colpisce per la prorompenza fisica con cui semina gli avversari tra falcate e contrasti di spalla. Corsa e quantità. Ha addosso la maglia bianconera da poco tempo ma già tutti lo ricordano per quella potente torsione, quel colpo di testa e quel gol salvezza contro la Fiorentina. La sua potenza è straripante e durante il possesso manifesta un’incredibile esplosività. Peccato che troppe volte, accanto a questa, ci sia un’imprecisione snervante quando arriva davanti alla porta. Troppi errori in fase di realizzazione. Serve più cuore e un’attenzione costante.

MATURITÀ

Zapata era l’incarnazione più vera di una dolce sensazione. Quella di un Udinese che aveva guadagnato davvero in una della operazioni di mercato più lunghe e contorte di quell’estate 2015. Un’impressione confermata nel corso dell’avvio di campionato quando l’attaccante colombiano si dimostrato a tutti gli effetti l’arma più efficace delll’attacco dell’Udinese. Si ferma solo perché è costretto, perché deve fare i conti con uno strappo al retto femorale. E così insieme a lui si arresta anche la squadra, che subisce in modo troppo incisivo lo stop di uno dei suoi giocatori migliori.

PARTE 2

È con Gigi Delneri che Zapata riesce a ritrovare se stesso. Segna e crea gioco, riesce a dare meglio di chiunque altro il giusto impulso ad una squadra che non ha ancora capito bene la propria dimensione. Una squadra che deve ritrovare se stessa. Zapata però emerge, è un giocatore maturo. Sa protegge bene la palla e nel frattempo concede alla squadra il tempo per salire. È un lavoratore generoso. Non ha ancora raggiunto la completa maturità ma ci è molto vicino. È un attaccante ancora grezzo ma che sa di aver iniziato un cammino che è quello giusto. E allora la domanda sorge spontanea: cosa serve ora a Zapata per continuare su questa strada?

Per continuare a crescere ora c’è bisogno di una società che punti al massimo su di lui. Una società che lo acquisti a titolo definitivo e che possa vedere in lui un buon punto di partenza per costruire un progetto. Non è più il tempo delle panchine o dei prestiti.

TORINO…

Zapata non lo conosciamo fino in fondo. Quello che abbiamo visto fino ad ora fa pensare che, nella migliore forma fisica e nelle migliori condizioni societarie, abbia ancora molto da dare. E intanto tutti gli indizi portano verso Torino. Vicinissimo, per non dire già fatto. In questi giorni si è parlato e si continua a parlare di un futuro con la maglia del Toro e infatti i contatti con la società azzurra vanno avanti. Nel frattempo il colombiano è in ritiro tra i monti agli ordini di Sarri, consapevole però di non essere al centro di quel progetto. Lui infatti ha già espresso la propria scelta, anzi sembra volere solo il granata per ripartire dopo la bocciatura Napoli. Il Torino vuole puntare su di lui, anche per rafforzare l’attacco in termini numerici.

La società di Urbano Cairo gli ha offerto un quinquennale a 1 milione a stagione e ha presentato agli azzurri un’offerta che persone vicine a Zapata giudicano molto importante, cioè congrua con la valutazione della punta classe 1991: 18 milioni più 2 di bonus. L’attaccante può vedere in questa nuova avventura, il momento adatto in cui tirare fuori quello che ancora manca. Qui potrà giocare come unica punta o insieme a Belotti nel 4-3-1-2.

Ha un grande potenziale inespresso e una volta sbloccato definitivamente potrebbe essere un’arma davvero micidiale. Il rischio ora è di non vederlo al massimo e di rimpiangere un giocatore che è molto di più di quello che abbiamo visto fino ad ora.

Con la speranza, per lui e per tutti, che Torino cancelli ogni rischio.

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Calciomercato

Roma-Shomurodov, Monza e Torino fiutano il colpo!

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Shomurodov

Anche a Mondiale in corso c’è spazio per il calciomercato, e questa volta c’entra la Roma di Mourinho impegnata nella tournèe giapponese.

Secondo quanto riportato da TuttoMercatoWeb, i giallorossi non sono disposti a cedere in prestito l’attaccante Eldor Shomurodov, bensì si potrebbe incanalare una trattativa solo qualora si parlasse di cessione definitiva.

Tuttavia l’ex-Genoa ha catturato l’interesse di Monza Torino che hanno chiesto informazioni sullo stesso calciatore.

Shomurodov è sempre più lontano nelle gerarchie del tecnico portoghese, complici le sole 6 presenze in SerieA con nessuna rete all’attivo, mentre è riuscito a sbloccarsi in Europa League in casa del Ludogorets.

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Flash News

Italia, Mancini. “Il Mondiale senza noi non è lo stesso!”

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Mancini

In questa serata Mondiale c’è anche un pò di Italia, grazie alla presenza di Roberto Mancini agli studi Rai, il quale ha fatto il punto della situazione su ciò che abbiamo visto in questo Qatarr 2022 fino ad ora.

“Finora il bel gioco si è visto, ma è complicato proporlo. Perdere la prima gara rischia di mandarti fuori subito. Per questo non si prendono rischi, c’è più tensione e meno spettacolo.
È un mondiale strano, con le Nazionali che sono arrivate senza preparazione. Questo è uno dei motivi per il quale non c’è molto bel gioco: probabilmente arriverà nel corso del torneo. Con cinque giorni di preparazione si riesce a fare davvero poco. Quanto fa male l’assenza dell’Italia in questo Mondiale? Non abbiamo vinto le due gare che avremmo dovuto vincere. È un grande dispiacere, ma speriamo che sia d’aiuto. Anche perché il Mondiale senza l’Italia non è un Mondiale. Abbiamo fatto bene con la vittoria dell’Europeo dove non eravamo la squadra più forte. Abbiamo il record di gare senza sconfitte. Poi c’è stato l’inghippo con la Svizzera dove meritavamo di vincere. Abbiamo commesso degli errori che ci sono costati troppo cari”

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Flash News

Il giornalista terrorizza la Juventus: “Situazione pericolosa come quella del 2006”

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Juventus

Il terremoto in casa Juventus ha destabilizzato il mondo bianconero. A seguito di un rapidissimo Cda straordinario, tutte le cariche più importanti della dirigenza si sono dimesse dai propri ruoli. La motivazione è ancora sconosciuta ufficialmente, anche se alcune voci ipotizzano dei guai seri a bilancio. In molti, quindi, si stanno chiedendo i reali motivi che si celano dietro la vicenda e diversi tifosi cercano risposte sui social.

“COME NEL 2006”

In questo senso, le risposte provenienti dal web non sono rassicuranti, anzi. Farà scalpore un Tweet del noto giornalista Tancredi Palmieri che preoccupa tutto l’ambiente bianconero. In poche righe, Palmieri terrorizza il tifo Juventino con le seguenti parole.

Secondo il direttore di Sky Italia, la situazione della Juventus potrebbe essere pericolosa come quella del 2006, qualcosa di enorme sta per scoppiare”.

Ricordiamo che nel 2006 la compagine bianconera venne retrocessa in Serie B a seguito dello scandalo Calciopoli.

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Calcio e dintorni

Luis Enrique da Twitch: “Francia e Brasile le favorite, ma non abbiamo paura!”

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Luis Enrique

Ormai le dirette Twitch di Luis Enrique stanno diventando molto celebri, rivoluzionando anche un po’ i metodi della comunicazione tra tifosi e squadre di calcio.

Dopo la bella partita culminata con un pareggio conro la Germania in cerca disperata di punti, l’allenatore della Spagna è tornato a comunicare con i suoi tifosi sulla celebre piattaforma di streaming.

Le favorite per il Mondiale sono ovviamente Francia e Brasile. Hanno vinto le prime due partite ed è così. Però non abbiamo paura di nessuno, abbiamo giocato di recentre contro la Francia e punteremo a batterli. Noi intendiamo fare i punti che servono per passare il girone, intanto”.

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