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Sotto il segno di Zeman

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«Non credo il mio gioco sia il migliore. Però è mio, ci ho passato la vita, ho cercato di fare il meglio possibile, ho cercato di migliorare, ho cercato di fare di tutto per poter dare soddisfazioni a chi ci viene a vedere, e anche ai giocatori, che se si accorgono che riescono a migliorarsi sono contenti anche loro»

Cresciuto nel quartiere numero 4 della vecchia Praga.

Parlava poco. Studiava molto. Sperimentava un calcio spinto all’estremo. Un calcio che sul campo diventava incerto e bellissimo. Un maestro silenzioso. Uno di quelli che sulle nuove generazioni di tecnici incise di più. Stupì di più. Insegnò a sognare, a provare l’inaudito. Più un maestro che un tecnico.

Profeta della zona, integralista e solitario.

CLAUSTROFOBIA

Valorizzare i giovani, giocare un calcio divertente e offensivo. Zeman ha inventato movimenti e ripartenze che hanno radunato in assemblea tutti i tecnici avversari per cercare di venirne a capo. Un calcio largo e di spettacolo, veloce e verticale. Di claustrofobico solo la preparazione: tanto (troppo) peso sull’aspetto fisico e metodi duri. Metodi Zeman. Senza mezze misure. Ripetute, gradoni, scatti e sacchi da 20 kg sulle spalle.

Nel gioco di Zeman c’è velocità. Sembra un continuo andare-fermarsi-tornare indietro-ripartire. È un gioco in cui anche la fase difensiva diventa una sorte di attacco, come se chiudersi per proteggersi sia una vergogna e lui non ci sta. Poi però c’è l’attacco, quello vero e proprio e quando le sue squadre partono in avanti è semplicemente uno spettacolo. Perché nessuno sta fermo, perché è un movimento totale e accelerato. Un calcio che ha studiato e poi diffuso ovunque sia andato. Lo ha fatto giocare a Foggia e poi alla Lazio, a Roma e alla Salernitana. Ora è il momento del Pescara, per la seconda volta nella sua lunga carriera da allenatore.

ATTACCO AL POTERE

Ieri si è aperta la terza giornata di serie B. E si è aperta alla grande. Allo stadio Adriatico si è giocato l’anticipo tra Pescara e Frosinone, finito con un incredibile 3-3.

Il Pescara segna tre gol tutti nel primo tempo, grazie alla tripletta di Pettinari, già autore di tre reti nella gara d’esordio contro il Foggia. Poi la rivoluzione, con un Frosinone devastante e sfortunato, fermato per quattro volte da pali e traverse. Gli uomini di Longo portano a casa un pareggio preziosissimo per come si erano messe le cose, ma per gioco e occasioni da gol, forse avrebbe meritato anche qualcosa in più.

L’ennesima riconferma, nel caso in cui ce ne fosse davvero bisogno. Tra Zeman e gli attaccanti c’è un’intesa particolare. Perché la sua cura e la sua mania ossessiva per la fase offensiva è ormai nota a chiunque, ma è sorprendente come poi tutto questo sia visibile anche in campo. Quando il boemo allena un attaccante questo esplode. Stefano Pettinari è infatti partito alla grande in questa stagione con il Pescara. Partite giocate? 3. Gol segnati? 6. Quindi, due triplette, prima contro il Foggia e poi con il Frosinone. Un caso? No. Soprattutto se consideriamo che sotto altre guide, negli ultimi tre anni, di gol ne aveva segnati soltanto sette. 

LA BUONA STELLA

Zeman ha sicuramente chiuso il cerchio, ma Pettinari era già (in parte) esploso. Questa è una sorta di rifioritura. Perché il ragazzo classe ’92, in realtà ha già dimostrato di saperci fare, ad esempio con il Crotone tra il 2011 e il 2014, dove ha segnato complessivamente 15 reti in Serie B. Poi il vuoto, fino ad arrivare ad oggi.

La lista è lunga. La lista di giocatori giovani ma cresciuti forti e con il fiuto per il gol. Tutti sotto una buona stella, anche perché difficilmente Zeman ha sbagliato il giudizio su un giovane. Da Immobile passando per Insigne, Sau e andando più indietro Baiano, Signori e Schillaci. La capacità di trasformare degli attaccanti complessi in veri e propri cannonieri. La capacità di essere prudenti attaccando ancora di più. Perché per Zeman la prudenza è solo contaminazione.

Un calcio di fatica e bellezza.

Pettinari… benvenuto in lista!

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Calciomercato

Zielinski preoccupa il Napoli, futuro in bilico per il polacco

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Napoli

L’edizione odierna de Il Mattino fa preoccupare i tifosi del Napoli. Il contratto di Zielinski scadrà nel 2024 e prossimamente cominceranno le trattative per arrivare al rinnovo. Esiste però un rischio, molto alto, che l’entourage del polacco possa avanzare una richiesta proibitiva.

LA SITUAZIONE

Già quest’estate il centrocampista è stato vicino all’addio, sembrava tutto fatto con il West Ham ma la richiesta di ingaggio è stata ritenuta troppo alta dagli inglesi. Se Zielinski dovesse fare le stesse richieste al Napoli, 5 milioni di euro a stagione, il rischio è che non si possa trovare un’intesa è molto alto.

A quel punto l’ipotesi di un addio in estate prenderebbe piede, in modo da non lasciarlo partire a zero nell’estate successiva. Il Napoli attende di iniziare le trattative, può succedere di tutto.

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Flash News

Allegri e Cherubini volevano lasciare la Juve: il retroscena dopo lo shock del CdA

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Allegri

Continuano ad emergere nuovi dettagli e retroscena dopo lo shock delle dimissioni del CdA della Juventus. L’ultimo in ordine di tempo vede protagonisti Massimiliano Allegri e Federico Cherubini, che secondo la Gazzetta dello Sport volevano rassegnare le dimissioni dopo la fuga dell’ormai ex CdA bianconero.

A quel punto sarebbe intervenuto direttamente John Elkann, che avrebbe ribadito ad entrambi la centralità che avranno anche nel prossimo futuro della Juventus, poiché anche se con protagonisti diversi in dirigenza, il lavoro sul lato sportivo non vedrà cambiamenti o ridimensionamenti.

Dunque si proseguirà con Allegri, che nella serata di ieri sarebbe stato a cena con Andrea Agnelli, il quale avrebbe chiesto all’allenatore toscano di proseguire e di portare a casa un trofeo a fine stagione.

Il prossimo obiettivo della Juve ora è il raduno alla Continassa del 6 dicembre, quando i giocatori che non hanno preso parte al Mondiale in Qatar si ritroveranno per preparare al meglio la ripresa della Serie A.

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Flash News

L’Inter certifica l’aumento dei ricavi e prosegue la ricerca del nuovo main sponsor

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Inter

Il Consiglio di Amministrazione dell’Inter avvenuto ieri certifica l’aumento dei ricavi societari, anche se con un “ma”. Ovvero i mancati introiti di Digitalbits.

Secondo il Corriere dello Sport, l’accordo prevedeva 16 milioni che avrebbero già dovuti essere versati nelle casse nerazzurre come prime due rate di un totale di 24 milioni complessivi per la stagione. Nonstante questi mancati ingressi, il CdA ha registrato un aumento del 31% dei ricavi, che mostrano la bontà del lavoro commerciale svolto dall’Inter. In ogni caso la società ha fatto sapere che si avvarrà di ogni mezzo per tutelare i propri interessi e diritti per far valere gli accordi presi e non rispettati con Digitalbits.

NUOVO SPONSOR

Nel frattempo procede la ricerca di un nuovo main sponsor, che secondo alcune indiscrezioni porterebbero ad HiSense, sponsor anche del Mondiale in Qatar.

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Flash News

Murillo sveglia la Sampdoria: “I tifosi hanno ragione, dobbiamo dare di più”

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Stankovic

Campionato fin qui da dimenticare per la Sampdoria, penutima con soli 6 punti, a 7 punti dallo Spezia che occupa l’ultima casella utile per la permanenza in Serie A. La situazione della squadra di Stankovic è fotografata anche dai numeri, che vedono la differenza reti dei blucerchiati ad un impietoso -21, la peggiore di tutto il campionato.

LA CARICA DI MURILLO:

La ripresa post Mondiale della rincorsa alla salvezza dovrà avere un altro ritmo, e a suonare la carica a tutto l’ambiente della Sampdoria ci pensa Jeison Murillo, in un’intervista al Secolo XIX:

Comincia un nuovo percorso. In campo dovremo trovarci come una famiglia, siamo tutti sulla stessa barca, per cambiare rotta dobbiamo lavorare molto forte. Ognuno sa di doversi guardare allo specchio, di dover lavorare e dare di più di quanto fatto. I tifosi sono arrabbiati e hanno ragione, ci hanno sempre sostenuto e noi siamo finiti sempre più dietro. Ma dobbiamo essere positivi, tornare in campo e lottare per il club. Abbiamo 40 giorni, dobbiamo sfruttare al massimo ogni allenamento“.

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