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I 26 anni di Zaza: dalla Basilicata alla Spagna inseguendo un pallone

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Oggi Simone Zaza compie 26 anni. Tante sono state le parole spese riguardo le sue scelte di carriera e riguardo il suo talento, ma ancora adesso il dibattito è aperto. Ci sono, infatti, coloro che reputano Zaza un giocatore che ovunque si sia trovato a giocare abbia sempre detto la sua, eccezion fatta per la breve parentesi al West Ham. Altri, invece, che ritengono che il suo più grande errore sia stato quello di lasciare una piazza come quella di Reggio Emilia, sponda Sassuolo. In ogni caso si può dire che Zaza, pur avendo ancora molti anni di carriera davanti, è un giocatore che ha già girato molto, soprattutto dopo avere lasciato la società neroverde, locus amoenus che l’ha visto maturare ogni stagione di più. Cerchiamo, allora, di valutare insieme quali siano state le tappe fondamentali che hanno dato la svolta decisiva alla sua carriera.

GLI ESORDI

Il lucano di Policoro viene notato all’età di 14 anni dall’Atalanta che lo preleva dalla Stella Azzurra di Bernalda, squadra in cui Zaza aveva iniziato a giocare dall’età di sei anni. Inizia a giocare nel settore giovanile degli orobici solo nel 2007, dopo avere fatto esperienza nel Valdera, società pisana gemellata con i nerazzurri. Il 2009, invece, è l’anno più importante per il giovane Simone. L’1 marzo, infatti, esordisce con la prima squadra, nel match Atalanta-Chievo perso 2-0 dai bergamaschi, ma l’emozione per avere raggiunto questo grande traguardo è immensa. La sua avventura, dunque, era partita nel migliore dei modi, ma spesso capita che, arrivati al “calcio che conta” non si riesca a mantenere la categoria conquistata.

Questo è ciò che è successo anche a Zaza che, dopo due anni in cui non è riuscito a trovare spazio, sottoscrive da svincolato un contratto di quattro anni con la Sampdoria che prova a inserirlo nella prima squadra, ma Simone viene impiegato maggiormente con la formazione primavera. I blucerchiati non lo ritengono ancora pronto per il definitivo salto di qualità e lo girano in prestito prima alla Juve Stabia, dove però non riesce a convincere il tecnico di allora delle Vespe, Braglia, e nel mercato di gennaio viene girato al Viareggio, in Lega Pro, dove al termine della seconda parte di stagione colleziona 18 presenze e ben 11 gol.

Nel luglio del 2012 torna a Genova per fine prestito e si trasferisce, sempre a titolo temporaneo, all’Ascoli. Nelle Marche avviene la vera e propria esplosione di Simone Zaza che gli permetterà, con 18 reti in 35 presenze, di essere acquistato nell’estate del 2013 dalla Juventus, per la cifra di 3.5 milioni di euro. La squadra marchigiana è stata una grande palestra per Zaza che, a ventidue anni, sembrava essere riuscito a compiere il tanto agognato salto di qualità.

TRA JUVENTUS E SASSUOLO

I bianconeri lo cedono al Sassuolo in compartecipazione per la cifra di 2.5 milioni di euro. La formazione neroverde si rivela il vero e proprio trampolino di lancio per Simone Zaza. La società di Squinzi crede molto nelle sue capacità a tal punto da risolvere a proprio favore la compartecipazione in essere con la Juventus per 7.5 milioni di euro.

Dal canto suo, però, la società bianconera non è rimasta a guardare e si è tenuta aperta una porta: diritto di riacquisto a 15 milioni entro il 30 giugno 2015 oppure 18 milioni di euro entro il 30 giugno 2016. Le due stagioni di Zaza al Sassuolo, dal 2013 al 2015, anno in cui viene acquistato dalla Juventus, hanno visto la crescita esponenziale di questo giocatore. La consapevolezza nei propri mezzi e la “garra”, unite a un mancino da urlo, sono diventate caratteristiche che hanno reso Zaza unico nel suo genere. Nei due anni di permanenza in Emilia, Zaza ha avuto la fortuna di giocare con un altro giocatore dal piede raffinato e dall’enorme potenziale: Domenico Berardi. I due talenti d’attacco hanno fatto le fortune del Sassuolo e lo stesso club emiliano, bisogna ammetterlo, ha fatto le loro fortune.

Zaza al Sassuolo segna il suo primo gol in serie A contro il Livorno, l’1 settembre 2013. Matura e continua a stupire, arrivando a segnare ben 21 reti in 69 presenze, tra campionato e Coppa Italia. Numeri importanti, che non potevano passare inosservati, né alla Juventus, che nell’estate del 2015 lo acquista a 15 milioni di euro, né nel settembre del 2014 ad Antonio Conte, diventato C.T. della Nazionale proprio in quell’anno, dopo il fallimentare Mondiale in Brasile di Cesare Prandelli. L’esordio in Nazionale arriva col tecnico leccese, che lo schiera in amichevole contro i Paesi Bassi e, poi, nel match valido per le qualificazioni a Euro 2016 contro la Norvegia. A Oslo Zaza segna il suo primo e unico gol con la Nazionale.

La sua presenza in azzurro diventa un appuntamento fisso fino agli Europei in Francia, terminati, però, con il brutto errore dal dischetto nella lotteria dei rigori nei quarti di finale contro la Germania. Sempre nella stessa estate, quella del 2016, Zaza lascia dopo solo un anno la Juventus per andare in prestito al West Ham.

LA BREVE E FALLIMENTARE PARENTESI AL WEST HAM

L’addio di Zaza alla società bianconera sembrava inevitabile al termine di una stagione in cui il lucano classe ’91 non era riuscito a trovare lo spazio desiderato. Zaza, però, ancora oggi continua ad essere ricordato con grande piacere dai tifosi bianconeri. Il suo gol, contro il Napoli, il 13 febbraio 2016 vale la vittoria sui partenopei e il sorpasso in classifica, dopo la brutta partenza della squadra di Allegri all’inizio della stagione.

Il gol, di mancino, di Simone Zaza che ha permesso alla Juventus di imporsi 1-0 sul Napoli, allo Juventus Stadium.

Da quella giornata la Juventus riesce a mantenere la testa della classifica e ottiene il suo quinto scudetto consecutivo. Il gol di Zaza, dunque, continua a essere un ricordo indelebile per i tifosi bianconeri. Dopo aver lasciato un dolce ricordo di sé Simone lascia la Juventus e decide di accettare una sfida interessante, all’estero: a Londra e più nello specifico al West Ham, in prestito con diritto di riscatto fissato a 20 milioni se dovesse totalizzare 14 presenze, più altri 3 milioni di bonus.

Accolto la scorsa estate come un eroe dai tifosi degli Hammers il venticinquenne attaccante italiano non riesce a convincere sul campo e da idolo dei tifosi diventa uno dei principali bersagli delle critiche della stampa e dei sostenitori stessi. A gennaio è già di ritorno a Torino, ma non mancano le offerte di mercato. Viene girato, sempre in prestito, al Valencia e la musica inizia a cambiare.

LA RINASCITA DI SIMONE

In Spagna Simone è come rinato. La sua media gol è tornata su buoni livelli. Arrivato a Valencia nel gennaio scorso ha concluso la stagione con 18 presenze all’attivo e 6 gol siglati, ovvero la media di un gol ogni tre match disputati. Numeri interessanti, che possono fare ben sperare per il futuro di Zaza in terra spagnola. Ebbene sì, il futuro per Simone è proprio al Mestalla.

Con le sue convincenti prestazioni, infatti, il Valencia lo scorso 10 aprile ha riscattato interamente il giocatore dalla Juventus facendogli firmare un contratto fino al 2021. Un matrimonio, dunque, che è destinato a proseguire. I numeri di Zaza non potranno fare altro che crescere. Il girone di ritorno di quest’ultima stagione gli sarà servito per ambientarsi e conoscere maggiormente il calcio spagnolo.

Nel giorno del suo compleanno non ci resta che augurargli il meglio per il prosieguo della sua nuova esperienza al Valencia. Non poteva esserci scelta migliore da parte sua. Ha deciso di sposare il progetto di una squadra che fa della grinta e dell’intensità le sue armi vincenti e non a caso queste sono anche le caratteristiche dello stesso Simone. Non ci poteva essere scelta migliore.

Complimenti Simone e feliz cumpleaños!

Andrea Colella

 

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Inter, Dzeko è sicuro: l’ha detto sul suo futuro!

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DOVE VEDERE INTER-BOLOGNA

In una recente intervista rilasciata ai microfoni di Sky Sport, Edin Dzeko ha parlato di vari temi tra cui la lotta scudetto e il proprio futuro all’Inter. In particolar modo, l’attaccante bosniaco ha evidenziato l’andamento in campionato del Napoli, considerandolo un avversario temibile nella corsa al titolo.

Mentalità

Bisogna dare tutto, conta la squadra. Qualsiasi cosa faccia un giocatore vale sempre meno di una vittoria della squadra. Io do sempre tutto me stesso. Non son un giocatore che sa solo fare gol e che pensa solo al gol, penso al bene della squadra. Sono la persona più contenta quando vinciamo“.

Napoli

Napoli rappresenta tre punti, come ogni partita. Napoli o Empoli non cambia, ma un’eventuale vittoria ci darebbe una grande fiducia. Sono una squadra forte, sinceramente non mi aspettavo andassero così bene vincendo 13 partite su 15. Spero rallentino“.

Futuro

Sto bene all’Inter, penso ad allenarmi. A tutto il resto pensano gli altri. Cosa farò dopo il ritiro? Non mi preoccupa niente, non ci sto pensando e sinceramente non voglio pensarci. Sento ancora di poter dare tanto al calcio“.

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Luis Enrique lascia la nazionale spagnola: il comunicato

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Luis Enrique

Luis Enrique lascia la panchina della nazionale spagnola. È questa la notizia che giunge in mattinata quando, attraverso un comunicato ufficiale, il presidente Luis Rubiales e il direttore sportivo José Francisco Molina hanno rivelato la decisione all’allenatore. Una presa di posizione arrivata dai piani alti, dalla RFEF (Reale Federazione Spagnola di Calcio), ossia l’organismo cui afferisce l’organizzazione, il governo e lo sviluppo del calcio in Spagna, che sarebbe intenzionata a far partire un nuovo progetto per la squadra di calcio spagnola. Un solo obiettivo: proseguire il processo di crescita.

A modo suo, attraverso dirette Twitch, dichiarazioni in cui ha lasciato intendere la volontà di esprimere la sua idea di calcio come gioco spettacolare, l’ex tecnico del Barcellona termina il suo incarico da CT iniziato nel 2018 e culminato con l’eliminazione della Roja ai calci di rigore contro il Marocco.

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Hakimi a sorpresa: “Se potessi, tornerei all’Inter”

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Marocco

Da probabile vittima di un girone di ferro alla clamorosa vittoria negli ottavi di finale contro la Spagna, il Marocco di Achraf Hakimi si sta dimostrando una vera mina vagante del Mondiale. Ed è proprio il calciatore del Paris Saint-Germain uno degli uomini copertina del passaggio del turno, grazie anche al rigore decisivo contro la Roja.

L’esterno marocchino, inoltre, al termine dell’incontro, si è reso protagonista di un filmato postato sui social in cui avrebbe urlato:

Forza Inter per sempre”.

Parole d’amore verso il suo trascorso in nerazzurro e che non sono passate di certo inosservate. Il Corriere dello Sport svela un ulteriore retroscena, secondo cui Hakimi avrebbe confidato ad alcuni suoi ex compagni interisti, tra cui Lautaro Martinez, il suo desiderio di ritornare a Milano:

“Se potessi non avrei alcun dubbio, tornerei all’Inter.

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Calciomercato

Sabiri: “Al Mondiale per fare la storia. Al momento sono della Samp”

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Sabiri

La sorpresa più bella di questo Mondiale è certamente il Marocco, approdato ai quarti di finale dopo aver eliminato la Spagna ai rigori. Il prossimo avversario sarà il Portogallo di Cristiano Ronaldo, ma Sabiri e compagni non hanno paura e continuano a sognare in grande. Intervistato dal Corriere dello Sport, il centrocampista della Sampdoria ha toccato vari temi, tra cui una voce di mercato che lo vedrebbe alla Fiorentina. Ecco alcuni estratti delle parole di Sabiri:

IL MOMENTO DEL MAROCCO – “È un momento storico per l’Africa e per il mondo arabo. Era ora. Siamo contenti. Ci eravamo confrontati prima della partita. Eravamo convinti che la Spagna si potesse eliminare. L’obiettivo era raggiungere i rigori e l’abbiamo
ottenuto“.

UN GRUPPO PARTICOLARE – “È particolare il nostro gruppo, vero. Ma il nostro sangue è quello. Se voi siete italiani, rimanete italiani anche se nascete in Marocco giusto? Non c’entra nulla il posto in cui cresci se i tuoi genitori, le persone che ti danno la vita, ti trasmettono i valori e la cultura della loro terra. È un marchio che ti rimane dentro. Noi per questo siamo qui, per fare la storia del nostro Paese”.

LE PARTITE SALTATE CON LA SAMPDORIA – “Ero infortunato. C’è stato anzi il rischio che non potessi neppure partecipare al Mondiale. Ma ho lavorato duro, con tanta fisioterapia. In Italia tanti pensavano che la lesione fosse finta ma la società conosce la verità. Ho anche inviato foto della risonanza magnetica allo staff medico per dimostrarlo. Anche qui in Qatar non gioco con continuità per questa ragione. Non sto bene. Sento dolore dopo 15-20 minuti, come è successo contro il Canada. Ma resisto”.

IL CT REGRAGUI – “È una persona incredibile ed è il migliore allenatore che io conosca. Dovrei portarvi nello spogliatoio per farvi capire quanto sia importante per noi. Ha sempre un piano preciso per le partite”.

IL MERCATO – “Non so, per ora sono un calciatore della Samp. Non mi hanno detto altro”.

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