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Sei all’altezza?

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Napoli, rinnova Juan Jesus

Esattamente, che cosa deve fare questo Milan per essere all’altezza della situazione?

Tenere palla lo stesso numero di minuti e avere lo stesso numero di occasioni? Provare a resistere sul piano del dominio territoriale? Si può davvero giocare alla pari di questo Napoli, limitandone il più possibile il gioco? Questo Milan, può davvero pensare di far saltare alcuni dei meccanismi più efficaci di Maurizio Sarri?

I rossoneri, per uscire il più possibile integri dal San Paolo, dovranno fare la partita perfetta. Sia sul piano fisico e mentale, che su quello tattico e tecnico.

IL NAPOLI È DAVVERO CALATO?

La completezza e le certezze del Napoli potrebbero trasformarsi nel colpo di grazia ad un Milan che, al contrario, si è dimostrato troppe volte confusionario, alla ricerca di una identità e povero di idee.

La squadra di Maurizio Sarri continua a confermarsi un’eccellezza difensiva, ma nonostante questo ha registrato un calo di prestazione (piuttosto netto) dal punto di vista offensivo. Nelle prime sette giornate di campionato, gli azzurri hanno viaggiato ad una media di 2,9 gol segnati a partita, mentre nelle successive cinque hanno registrato una media di 1,2. Numeri che, più di tanto, non preoccupano, ma testimoniano comunque una piccola perdita di efficacia, comprensibile per chi parte a mille. Oltre ai gol segnati, anche il volume di tiri è diminuito e la causa di questo calo è da attribuire esclusivamente ai tiri effettuati all’interno dell’area di rigore, passati da una media a partita di 11,4 a 10 tiri a partita. Un calo registrato in particolare nelle ultime cinque partite. Il calo della produzione offensiva del Napoli ha però anche ragioni di calendario, che non possono assolutamente essere ignorate. In 7 giorni la squadra di Sarri ha affrontato Roma, Manchester City e Inter. Una dietro l’altra. È in questo periodo che infatti si è registrato il calo maggiore. Una discesa in parte spiegabile per il valore degli avversari che aveva davanti, ma anche per le energie complessive che partite del genere portano via.

CHI SEI REALMENTE?

L’inizio di stagione del Milan è stato piuttosto turbolento.

Dopo tre giornate Montella ha abbandonato il 4-3-3, affidandosi così ad un 3-5-2. Poi, nelle ultime quattro giornate ha sperimentato il 3-4-3, con Suso e Calhanoglu ai lati di Kalinic. Nel complesso però, andando oltre ai risultati di breve periodo, dobbiamo concludere che per quanto riguarda l’aspetto difensivo, il Milan ha lavorato bene, concedendo poco. I rossoneri riescono a concedere per poco tempo palla agli avversari (terzo possesso del campionato), impedendo loro di fare gioco nella propria trequarti. Quello che ancora manca è una presa di posizione forte. Da parte di tutti, dai giocatori alla società, passando soprattutto per l’allenatore. Perché adesso Montella deve scegliere, non può più rimandare.

Deve dare un’identità alla sua squadra, a partire dal modulo che vuole adottare. Il 3-4-3 è davvero la strada giusta da intraprendere anche dal punto di vista offensivo? Rispetto alle 7 partite giocate col 3-5-2, il Milan ha segnato di più nelle ultime 4 uscite (1,3 gol di media a partita contro lo 0,6), ma il numero di conclusioni è addirittura sceso dai precedenti 16,6 tiri a partita agli attuali 15,3. Riflessioni e cambiamenti. Al più presto.

Perché per quanto visto fino ad ora, il Milan è una squadra ancora in via di definizione e alla ricerca dell’equilibrio dopo un mercato estivo ricco ma allo stesso tempo rivoluzionario. È una squadra ancora troppo sbilanciata: in fase offensiva è certamente diventata più pericolosa rispetto all’anno scorso, grazie al nuovo schieramento che consente di avere molti giocatori sopra la linea della palla, ma i miglioramenti da dover fare sono enormi. Dall’uscita dalla difesa quando viene pressata, fino all’intera fase di non possesso. I rossoneri sono (ancora) troppo vulnerabili: la mancanza di sincronismo nei movimenti difensivi è davvero preoccupante e Montella dovrà intervenire al più presto se vorrà restare ancora a lungo nei progetti del Milan.

PROPRIO TU…

Dopo il 2-0 in casa contro la Juventus, che già aveva messo in discussione (ancora una volta) la bontà del lavoro di Montella, un’altra sconfitta o comunque una prova non all’altezza aumenterebbe le perplessità. Già alte. Certo il Milan, in un momento così delicato, dovrà fare i conti con l’avversaria più tosta di tutte. Perché per il Napoli, nonostante il calo, continuano a parlare i numeri.

Per il Milan, uscire dal San Paolo senza subire gol, sarebbe una grandissima prova di maturità. Sarà una gara tecnica, tattica e molto fisica. Ma sarà anche mentale, un aspetto che spesso nel calcio viene dimenticato. Il Milan questa sera affronterà la squadra più completa del campionato e da un punto di vista psicologico potrebbe trasformarsi in una totale disfatta oppure in qualcosa di nuovo. Qualcosa di ancora più bello, per ripartire.

Per questo il Milan dovrà fare la partita perfetta, restando se stesso. Nonostante tutto. Restare fedeli al proprio copione ma anche sapersi adattarsi a chi si ha davanti: una squadra estremamente organizzata e capace di mettere in scena il calcio più bello e spettacolare di tutta la seria A.

Affrontare il Napoli al San Paolo, adattarsi ma restare se stessi.

Non sarà facile.

 

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Le parole d’addio di Mertens a Martinez: “Per sempre nel mio cuore”

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Qatar 2022

Dopo l’uscita ai gironi del Mondiale, l’ex attaccante belga del Napoli Dries Mertens ha voluto dedicare un post all’ormai ex Ct Roberto Martinez, che ha detto addio alla nazionale. “Per sempre nel mio cuore. Grazie per i bei momenti”.

Con queste parole il giocatore del Galatasaray ha congedato l’allenatore che ha tenuto le redini del Belgio dal 2016, e che dopo l’ennesimo fallimento con la nazionale belga si ritrova adesso in cerca di una panchina.

 

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Milik: “Come si ferma Mbappé? Con dei motorini!”

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Mbappe

Polonia e Francia si affronteranno per gli ottavi di finale di Qatar 2022. Il pronostico è tutto dalla parte dei campioni del Mondo ma questo Mondiale ha già saputo riservare sorprese e ogni partita si è dimostrata aperta.

POLONIA AGLI OTTAVI: PARLA MILIK

Alla vigilia del match contro i transalpini ha parlato Arkadiusz Milik, attaccante della Polonia e della Juventus, dimostrando gioia e carica per l’imminente faccia a faccia contro una delle favorite per Qatar 2022: “Domani giocheremo una partita fantastica contro i Campioni del Mondo. Questo è un sogno che si avvera per tutti noi. Superare i gironi era il nostro obiettivo, ma vogliamo tutti continuare ad andare avanti. Ci sono cose che vogliamo e dobbiamo migliorare per continuare a giocare in questo torneo. Non sentiamo pressioni, non ce le imponiamo, sappiamo di poter giocare meglio a calcio“.

La Francia è una squadra piena di stelle e nonostante l’assenza del Pallone d’Oro, Karim Benzema, Deschamps può contare su calciatori come Griezmann, Giroud e, soprattutto, Kylian Mbappé. La tecnica e la velocità di Mbappé sono un’arma temibile e Milik ha provato a sdrammatizzare scherzando sulle doti dell’attaccante del PSG: “Come fermarlo? Penso che dovremmo comprare dei motorini ai ragazzi in difesa. Seriamente, è difficile giocare contro uno dei migliori giocatori del mondo, sarà importante giocare di squadra perché nessuno può fermarlo“.

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Stati Uniti da record, sono i più giovani del Mondiale

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Uruguay

Gli Stati Uniti scendono in campo a breve per affrontare l’Olanda negli ottavi di finale di Qatar 2022. La squadra statunitense è quella con l’11 iniziale più giovane di tutta la competizione e oggi segna un nuovo record.

BABY PRODIGIO

Il giovane centrocampista degli Stati Uniti, Yunus Musah, che in Italia piace ad Inter e non solo, sta disputando un ottimo Mondiale fatto di quantità e qualità. Musah, titolare anche nel match valido per gli ottavi di finale contro l’Olanda, con questo gettone fa registrare un nuovo record per la selezione a stelle e strisce. Nella presenza contro l’Olanda, con i suoi 20 anni e 4 giorni, Musah diventa il più giovane calciatore statunitense a partire titolare in un match ad eliminazione diretta del Mondiale, record appartenuto fino ad ora ad una leggenda del calcio negli States: Landon Donovan fermo a 20, 3 mesi e 13 giorni.

 

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Lautaro scivola in panchina, Batistuta: “Non è necessario che giochi con Alvarez”

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Lautaro

Dopo il passo falso iniziale contro l’Arabia Saudita, l’Argentina si è ripresa e ha strappato il pass per gli ottavi di finale da prima nel girone. Tra le delusioni di queste prime tre gare c’è sicuramente Lautaro Martinez. Su di lui ha parlato uno dei più grandi bomber argentini: Gabriel Omar Batistuta.

BATISTUTA È CERTO: “NON È NECESSARIO”

Non sta andando come ci si aspettava il Mondiale di Lautaro Martinez, ancora a secco di gol e scavalcato nelle gerarchie da Julian Alvarez. Il centravanti dell’Inter si è mostrato spesso nervoso e poco coinvolto nel gioco della squadra di Scaloni. Su di lui pesa la prima gara, dove per due volte si è visto annullare il gol per fuorigioco millimetrico. La sconfitta dell’Argentina ha, inoltre, spinto il ct ha varare qualche cambio. Dopo la staffetta nel match contro il Messico, Julian Alvarez si è preso il posto da titolare contro la Polonia e, probabilmente, contro l’Australia. Di Lautaro ha parlato a Tyc Sport l’ex attaccante dell’albiceleste Gabriel Omar Batistuta:
Penso che non ci sia lo spazio per farli giocare insieme e anche che non sia necessario. Non vedo la necessità da parte dell’Argentina di giocare con due numeri 9. Non tutte le squadre hanno giocatori di questa qualità lì davanti e questo mi fa ben sperare per il torneo. Non credo comunque che possano giocare insieme a meno che non sia successo qualcosa di strano e tu debba segnare 3-4 gol tutti insieme“.

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