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Esame, tesi e antitesi

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Allegri

Un esame arriva sempre in momenti particolari.

Sarà che in parte, ovviamente, un esame rende di per sé un momento particolare, lo caratterizza e lo connota in un determinato stato di tensione, di ansia, di aspettative. Ed è così in ambito educativo come accademico, professionale come – e soprattutto – sportivo.
Inteso in questo senso un esame serve quindi, più che altro, a fotografare un determinato momento, a ponderare gli avvenimenti recenti, a colorare di un tono definitivo le infinite sfumature che la quotidianità ci lascia sbiadite.
A vedere e capire che sintesi esce fuori da una data tesi e dalla relativa antitesi che hanno alimentato la dialettica della nostra vita recente, se vogliamo rimanere sul filosofico.

Si prenda la Juventus attuale, per esempio.
Alcuni dicono sia più debole dell’anno scorso, e adesso anche in crisi. Altri credono che sia anche più forte: tempo di registrare la fase difensiva e innescare l’arsenale pirotecnico a disposizione dalla trequarti in su, e saranno dolori per tutti.
Altri ancora, i più cauti – e a mio avviso i più saggi – si limitano a constatare che sia senz’altro ‘cambiata’.

Cambiata nei suoi equilibri tra i reparti, nel suo atteggiamento in campo, nella capacità di concentrazione, nelle dinamiche di gruppo.

Per capire questa Juventus bisogna innanzitutto fare l’enorme sforzo di mettere quantomeno da parte quella dell’anno scorso, la quale godeva di un equilibrio tecnico e tattico tra i propri interpreti che potrebbe non ripetersi per molto tempo. Basti pensare che in campionato è stata prima in classifica 37 giornate su 38: una macchina macina punti.
Delusa da un’annata perfetta tranne che nella partita più importante di tutte, quest’anno la Juventus ha deciso di premere sull’acceleratore offensivo: un atteggiamento decisamente più “europeo”, visto che è l’Europa l’unica terra rimasta da conquistare in questo folle ciclo, che per ora sta rendendo meno sia in campionato (e per “meno” si intende comunque 10 gare vinte su 13) che in Champions, dove il passaggio del girone è abbordabile ma tutt’altro che scontato.

Un girone che si era aperto proprio con i tre schiaffi presi al Camp Nou, primo segnale di allarme quando il cammino in campionato era ancora immacolato, un confronto che aveva messo in luce prima di Lazio, Atalanta e Sampdoria una tenuta di campo non ottimale da parte della squadra di Allegri, oltre a qualche paradosso interno.

Al di là infatti della forza nominale del Barcellona, che non si capisce bene come ha ripreso ad essere l’asfalta-tutti sia in Liga che in Champions e si presenta a Torino forte del primo posto nel girone e in campionato, è palese come questa Juventus viva di alcune contraddizioni endogene che non le permettono di trovare un’identità definitiva in questa annata.
La prima è senza ulteriori giri di parole l’alternanza Lichtsteiner-De Sciglio come terzini a destra, che in Champions – non si sa per quali strani ragionamenti di liste – diventa De Sciglio-Sturaro. No, ma proprio no.
Una squadra che è andata due volte negli ultimi tre anni a un risultato di distanza dal Triplete e decide di diventare ancora più aggressiva non può presentarsi con i suddetti al via per tutto l’anno.

Non a caso, Allegri sta lavorando su Cuadrado e su un suo possibile abbassamento – se Dani Alves è considerato terzino,possiamo esserlo un po’ tutti – così da poter proporre una catena esterna a ‘doppia ala’ che è uno dei sistemi su cui hanno fatto la fortuna molti club europei.

Seconda contraddizione e secondo – più o meno – lo stesso ragionamento, potrebbe diventare meno opportuno il lavoro instancabile e sempre encomiabile di Mandzukic: non il giocatore in sé, utile in ogni situazione e zona di campo il cui atteggiamento è esemplare per tutti, ma il ruolo affidatogli.
Se infatti il pensiero di gioco di questa stagione  è (come sembra essere)  “prendere volentieri gol, pur di farne uno in più”, allora diventa meno utile sacrificare una delle tue pedine in zona offensiva in un lavoro a tutto campo che l’anno scorso serviva a contribuire a tenere la porta inviolata. L’acquisto di Douglas Costa dovrebbe andare proprio verso questa strada, e tenere in campo il miglior attacco possibile potrebbe diventare veramente la miglior difesa.

Questa via di mezzo, invece, tra radicalismo e conservatorismo, tra arroganza e cautela, ha prodotto finora risultati altalenanti, sia come punti ottenuti che come impressioni riscontrate tra sostenitori e avversari. Riprendendo il discorso iniziale ecco allora che la tesi da sostenere è che la Juve sia ancora meglio degli anni passati. L’antitesi, per definizione, sostiene il contrario, e ha già diversi numeri dalla propria parte.
La sintesi si potrà valutare – almeno in parte – a partire da questa sera, con l’esame del Barcellona.

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Flash News

Svolta nell’inchiesta Prisma: trovata la carta Ronaldo

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Portogallo

La famosa carta Carta Ronaldo, emersa dalla intercettazione tra Cherubini e Gabasio parlavano del 23 settembre 2021 sembrerebbe essere uscita allo scoperto.

Gli avvocati dell’inchiesta Prisma (Ciro Santoriello, Mario Bendoni e l’aggiunto Marco Gianoglio) sono sicuri di averla trovata durante la perquisizione del 23 marzo 2022 nello studio dell’avvocato Federico Restano. Questo è quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport.

Il documento avrebbe tre diversi tipi di scrittura. Capire a fondo ciò che è scritto potrebbe ricostruire l’intera manovra stipendi effettuata dalla Juventus, ovvero uno dei metodi, insieme alle plusvalenze fittizie, che avrebbero usato per truccare i bilanci.

IL CONTENUTO

Nello studio sono state sequestrate scritture private di 16 giocatori della Juve, praticamente tutti coinvolti nella seconda manovra stipendi.

Per ogni calciatore ci sono tre lettere: una accompagnatoria, con cui la società trasmetteva al giocatore il documento relativo al premio integrativo e si impegnava a “consegnare entro il 31/07/2021 l’accordo premio integrativo ritrascritto su moduli federali“. La seconda prevedeva premio integrativo, un bonus per il 2021-22 e 2022-23 subordinato alla permanenza alla Juve. Infine, la terza era una scrittura integrativa, con cui la società s’impegnava a versare il bonus anche in caso di addio. (Le mensilità tagliate venivano restituite sotto forma di premi e spalmate sugli anni di contratto).

Tuttavia, a Ronaldo spettano ancora 19,9 milioni di euro, soldi di cui non c’è traccia nella relazione finanziaria al 30 giugno 2021.

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Calciomercato

Rinnovo Bennacer, fissato il primo incontro con Enzo Raiola

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A Casa Milan l’impressione è che i prossimi mesi saranno decisivi per i rinnovi o le eventuali cessioni di giocatori fondamentali. In primis è da risolvere il capitolo Leao, a cui si sta accodando Bennacer, più fattibile in quanto le cifre sono più contenute. L’algerino è fondamentale per Pioli e la società vuole trovare un accordo.

Come riporta Tuttosport questa mattina, il discorso per il rinnovo di Bennacer ha cambiato rotta da quando il centrocampista rossonero aveva cambiato agente. Da Moussa Sissoko a Enzo Raiola, cugino di Mino. Con il vecchio procuratore, il Milan non aveva ancora raggiunto un accordo. Il contratto di Ismael, come quello di Leao, scade nell’estate del 2024 e a oggi ci sono pareri contrastanti. Dall’Algeria si pensa ad un Bennacer ormai prossimo alla Premier, in Francia invece si parla di un accordo tra Milan e Bennacer molto vicino.

L’incontro tra il Milan e i rappresentanti di Bennacer è stato fissato alla prossima settimana. Il Milan aveva proposto di raddoppiare l’attuale ingaggio dell’algerino, ovvero passare da 1,7 milioni a 3.5 più bonus ma sembra che le richieste del giocatore siano leggermente più alte. Bennacer infatti punterebbe a uno stipendio in linea a quello concesso a Theo Hernandez, tra i 4 e 4.5 milioni di euro. L’incontro che dovrebbe avvenire nei prossimi giorni servirà proprio a stabilire quale è la volontà del giocatore e quali sono le sue richieste.

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Flash News

Gasperini chiede ancora un esterno sinistro: 3 nomi osservati

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Bamba

Gian Piero Gasperini aveva chiesto un esterno mancino già a partire da quest’estate, ma gli fu preso solo Soppy. La richiesta, però, è stata ribadita alla dirigenza bergamasca anche in questo periodo. L’allenatore ex Inter, infatti, non vorrebbe più adattare a sinistra giocatori come Zappacosta e Maehle, con quest’ultimo che, così come Hateboer, potrebbe partire in caso di offerta importante.

Secondo La Gazzetta dello Sport, sono 3 i profili osservati. Il primo gioca in Serie A ed è Josh Doig, arrivato al Verona la scorsa estate. Sullo scozzese, però, la concorrenza è tanta, con squadre come Lazio e Napoli che hanno già chiesto informazioni. Segue Zaynutdinov del CSKA Mosca, all’occorrenza anche utile come trequartista. Infine c’è Matheus Reis, titolare dello Sporting Lisbona ma in prestito dal Rio Ave. Il brasiliano, che ha anche una clausa rescissoria da 40 milioni, è al momento la pista più complicata.

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Flash News

L’ex direttore sportivo del Cagliari Capozucca: “Non vedo l’ora di tornare a fare il mio lavoro”

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Fabregas

Il direttore sportivo Stefano Capozucca ha rilasciato importanti dichiarazioni riguardanti il suo passato al Cagliari e il proprio futuro ai microfoni di Tuttomercatoweb. L’ex ds del Cagliari ha toccato il punto legato al rapporto col collega Muzzi: ” È una persona di cui non vorrei parlare. Non siamo mai andati d’accordo fin dal suo arrivo e quindi si, direi che non abbiamo litigato perché non c’è stata occasione”.

Il direttore sportivo ha anche parlato delle sue prossime azioni: “Amo questa professione e non vedo l’ora di tornare a fare il mio lavoro che qualcuno mi proibiva di fare. Qualche idea in giro c’è, mi è anche stato proposto qualcosa, ad esempio lavorare in un gruppo di procuratori. Ho declinato perché voglio continuare a fare il direttore sportivo. La parte che più preferisco è quella del contatto umano, basti pensare che 20 giocatori del Cagliari su 27 mi hanno scritto cose che mi hanno fatto molto piacere; e questo è incancellabile”.

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