Connect with us
Lukaku, il gigante piccolo contro le grandi

La nostra prima pagina

Lukaku, il gigante piccolo contro le grandi

Pubblicato

:

Romelu Lukaku, nel suo primo anno a Manchester, sta compiendo – o meglio, sta iniziando a compiere – ciò che la sua trafila nelle giovanili lasciava intendere.

Dominante fisicamente e tecnicamente sin da “ragazzino” (il virgolettato trova ragione nella sua perenne statura mastodontica) nell’Anderlecht, la chiamata nelle grandi arriva presto, forse troppo: 8 presenze senza gol in quel Chelsea clamorosamente Campione d’Europa (2011-12) con conseguente prestito al West Bromwich Albion avevano molto il sapore di una sospensione, se non ancora di bocciatura.

La strada dell’adattamento progressivo si dimostra però la più adatta per il belga classe ’93, che dall’anno successivo comincia a trovare confidenza con il campionato inglese e con le difese che vi si trovano. 17 gol nella stagione ’12-’13, il passaggio all’Everton – primo, vero, nuovo scalino verso l’altro – e tante, tante altre marcature lo consolideranno, nei successivi tre anni, come uno degli attaccanti più prolifici della lega più seguita al mondo e come uno dei calciatori con più mercato nell’intero panorama europeo.

 

Evoluzione del valore di mercato. Fonte: Transfermarkt

Sessantotto reti in 141 presenze con l’Everton dal 2013 all’estate scorsa gli valgono un trasferimento da 84,7 milioni di euro al Manchester United di Mou, rabbioso di riprendersi un equilibrio prestazionale e un blasone internazionale mai più ritrovato dopo l’addio di Sir. Alex (nonostante degli investimenti eufemisticamente “onerosi”).

E’ il secondo treno che passa per il calcio dei grandissimi e Lukaku non ha intenzione di perderlo, esordendo con gol nella prima gara ufficiale dell’anno, finale di Supercoppa Europea contro il Real Madrid.
A pochi giorni dal nuovo anno è tempo dei primissimi bilanci: 15 realizzazioni in 28 presenze con lo United potrebbero far pensare ad una promozione indiscussa, e di fatto è così.
Anche se una piccola riserva rimane a macchiare il curriculum di un attaccante che sta evolvendo verso il prototipo della punta moderna: toppa contro le grandi. Non sempre, ma spesso.

In quelle partite in cui i campioni lasciano il segno più evidente, Lukaku fatica, fatica tantissimo.
Si pensi a un profilo per certi tratti accostabile in casa nostra quale è Icardi (in quanto a ruolo e vena realizzativa): “Maurito” segna in maniera impressionante e contro le grandi segna anche di più. Basti pensare che si è messo in mostra alla Sampdoria segnando doppiette alla Juventus, un vizio che non si è tolto nemmeno come capitano dell’Inter passando per triplette nel derby. Prolifico sempre e decisivo quando conta: questa è la migliore definizione di un numero nove.

Lukaku invece, nei dieci gol messi a segno in Premierquest’anno non annovera vittime tra le prime otto della classe (incluse outsiders come Burnley e Leicester).
Il gol più prestigioso ad oggi è infatti un superfluo 3-0 a tempo quasi scaduto contro l’Everton, ad oggi nona forza della Premier.

E andando a ritroso nei referti del giocatore si può rilevare come questo “difetto” sia presente da quasi tutta la sua esperienza oltremanica.
Non che non abbia mai segnato contro le grandi del calcio inglese, ma con ritmi decisamente inferiori alle sue medie e con una discontinuità rimarcabile. 

Rendimento in gol di Romelu Lukaku contro le sei squadre più blasonate della Premier League.

L’andamento di Lukaku contro le big del calcio inglese analizzato nel lungo periodo risulta a tratti enigmatico.

Parte forte nei suoi primi due anni (veri), colpendo 10 volte i bersagli grossi nelle stagioni a cavallo tra WBA e primo Everton, concedendosi anche triplette allo United (di destro, sinistro e colpo di testa) e due schiaffi andata/ritorno al City nella stagione successiva, 2013/14.

Nelle stagioni seguenti, Lukaku è ufficialmente abituato alla Premier League ma anche la Premier League si abitua a lui: difese e difensori prendono le misure, o quantomeno ci provano.

Magrissimo il bottino tra il 2014 e il 2016: un solo gol in due anni alle sei “classiche inglesi” testimoniano una difficoltà apprezzabile dell’ex numero 10 dell’Everton di incidere nei main event settimanali.

Decisamente in ripresa lo scorso anno, dove trova la via del gol nella metà dei big match di cartello.
Come detto, poi, esordisce quest’anno con i Red Devils segnando al Real Madrid: il tabù è sfatato, anzi no, perché Lukaku ad oggi non ha più segnato contro nessuna delle prime 8 in campionato.

Tra le altre, poi, Romelu non riesce a sbloccarsi contro il Chelsea, proprio la squadra che l’ha lanciato e scaricato in due anni e pochissime occasioni. A onor del vero va ricordato che questo discorso vale per il campionato, in quanto una rivincita contro i blues l’attaccante l’ha ottenuta – e come – in FA Cup, a marzo del 2016 quando gli schiantò con una doppietta di altissima fattura. Una serata da eroe di coppa non cambiano però cinque campionati (sei con questo) in cui Lukaku, alla domenica, contro il Chelsea ha combinato poco.

Così come ha combinato ancora troppo poco (ribadisco e sottolineo, viste le sue medie e il suo valore di mercato) contro squadre come Spurs ed Arsenal, e più in generale in tutte quelle partite dove una sua zampata era ampiamente sperata e aspettata dai sostenitori dell’Everton, prima, e dello United adesso.

Va sempre ricordato che si parla di un ragazzo di 24 anni che, come citato in apertura, aspira a diventare il modello di riferimento dell’attaccante contemporaneo e che sta eliminando passo dopo passo ogni traccia di un suo possibile difetto.
Prossima occasione a disposizione Tottenham – Manchester United, il prossimo 31 gennaio.

Seguono aggiornamenti.

 

Continue Reading
Commenta

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Flash News

Pirlo incensa Calhanoglu e svela un aneddoto: le sue parole

Pubblicato

:

Calhanoglu segna da fuori area

Nelle ultime ore il regista dell’Inter Hakan Calhanoglu ha rilasciato un’intervista in cui ha affrontato vari temi. Il turco, oltre ad essersi definito il miglior regista al mondo, ha rivelato tutta l’ammirazione per Andrea Pirlo, il suo idolo. Calhanoglu è rimasto sorpreso dall’interpretazione del ruolo da parte del campione del mondo e dalla sua tecnica.

Dopo la gara vinta dalla sua Sampdoria contro il Cosenza, l’attuale tecnico dei blucerchiati, interpellato sul tema ai microfoni di Sky, ha voluto raccontare un aneddoto che risale al periodo in cui Calhanoglu giocava nel Milan allenato da Rino Gattuso.

LE PAROLE DI PIRLO A GATTUSO

“Calhanoglu sta facendo bene, avevo detto a Gattuso che lui sarebbe diventato un play e adesso sta dimostrando di essere un giocatore fondamentale per l’Inter. È uno dei migliori centrocampisti in circolazione”.

L’ELOGIO DI CALHANOGLU A PIRLO

Queste invece erano state le parole di elogio del turco nei confronti dell’ex regista di Milan e Juventus.

CALHA ELOGIA PIRLO –Lo conosco bene. Mi piace come sta in campo, la sua serenità. Non sentiva lo stress. Il numero uno. Il mio procuratore mi diceva che mi vedeva come Pirlo, non ci credevo. Dicevo che mi sentivo un numero dieci ma il tempo ha dimostrato che aveva ragione. Pirlo però è Pirlo, ha vinto tanto e non posso essere messo al suo livello“.

Continua a leggere

La nostra prima pagina

Dove vedere Genoa-Udinese in tv e streaming

Pubblicato

:

Dove vedere Genoa-Atalanta

DOVE VEDERE GENOA-UDINESE IN TV E STREAMING – L’anticipo del sabato sera della 26ª giornata di Serie A propone Genoa-Udinese, una gara interessante sotto vari punti di vista. I rossoblù navigano nella zona tranquilla di classifica, ma possono sognare l’aggancio alla lotta per l’Europa. Dall’altra parte l’Udinese va a caccia di punti per tirarsi quanto prima fuori dalla zona calda.

COME ARRIVA IL GENOA

Il Genoa di Alberto Gilardino deve scrollarsi di dosso un periodo senza vittorie. Nelle ultime 3 sfide sono arrivati 2 pareggi ad Empoli e a Napoli e la sconfitta tra le mura amiche contro l’Atalanta. Interessante sarà, dunque, scoprire quale sarà l’approccio dei liguri.

Solito assetto 3-5-2 per Gilardino con Malinovskyi, Badelj e Frendrup sulla linea mediana per innescare i due uomini migliori Gudmundsson e Retegui, senza gol rispettivamente da 5 e da 4 giornate di campionato.

COME ARRIVA L’UDINESE

L’Udinese arriva al Ferraris nella condizione opposta. La cura Cioffi sembra aver fatto effetto e nelle ultime 3 gare i bianconeri hanno raccolto 5 punti, 3 di prestigio a Torino contro la Juventus.

Per proseguire la striscia di imbattibilità Cioffi dovrebbe schierare i suoi a specchio rispetto al Genoa. Non ci sarà Pereyra, che cercherà di smaltire il problema fisico per rientrare nella gara successiva, quella contro la Salernitana. Davanti il tandem composto da Thauvin e Lucca sarà rifornito da Samardzic e appoggiato dagli inserimenti di Lovric.

DOVE VEDERE GENOA-UDINESE IN TV E IN STREAMING

Il calcio d’inizio di Genoa-Udinese è fissato alle 20:45. La sfida sarà visibile sia su DAZN, tramite l’applicazione accessibile da tutti i dispositivi, dalle smart tv a smartphone, tablet e computer, sia su Sky.

Anche per quanto riguarda Sky, c’è la possibilità di guardare la partita lontano da casa grazie all’applicazione SkyGo. L’altra opzione di Sky è rappresentata dal servizio di streaming live e on demand NOW TV.

LE PROBABILI FORMAZIONI DI GENOA-UDINESE

GENOA (3-5-2): Martinez; De Winter, Bani, Vasquez; Sabelli, Messias, Badelj, Frendrup, Martin; Retegui, Gudmundsson. All. Gilardino

UDINESE (3-5-1-1): Okoye; Perez, Giannetti, Kristensen; Ehizibue, Samardzic, Walace, Lovric, Zemura; Thauvin; Lucca. All. Cioffi

Continua a leggere

Flash News

Baroni: “Subito due gol evitabili, sul primo ho dei dubbi”

Pubblicato

:

Marco Baroni, allenatore dell'Hellas Verona - Serie A

Il Verona non è riuscito a domare un Bologna inarrestabile. Cinque vittorie consecutive per i ragazzi di Thiago Motta, che ora vedono l’Europa. La squadra gialloblù dopo due pareggi torna a perdere e già domani rischia di tornare nella zona rossa rappresentata dagli ultimi tre posti. Dopo la gara sono arrivate le dichiarazioni del tecnico scaligero Marco Baroni, soddisfatto dell’intensità, meno della concretezza dei suoi ragazzi.

LE PAROLE DI BARONI

SULLA PARTITA – “Abbiamo incontrato una squadra forte e siamo stati bravi a toglierle il palleggio. Peccato per i 2 gol evitabili. Sul primo secondo me c’è un contatto netto su Montipò. Nel secondo abbiamo commesso un’ingenuità da fallo laterale. Abbiamo sbagliato troppo tecnicamente, le occasioni importanti le abbiamo avute, ma la squadra dal punto di vista caratteriale ha fatto una buona partita. Dovevamo giocare con questa aggressività”.

CONCRETEZZA MANCATA – “Alcune scelte sono state sbagliate. Gli avversari erano in fiducia e non dovevamo fare errori. Dal punto di vista tecnico potevamo fare qualcosa in più”.

COSA C’È DA MIGLIORARE? – “Suslov deve migliorare nelle scelte. A volte un assist è fondamentale per far gol. Se avessimo messo in discussione il risultato avremmo potuto riprenderla. A livello di occasioni la gara è stata equilibrata. Questa partita ci deve rafforzare”.

LA CONDIZIONE DEI NUOVI? – “I giocatori li scopro non solo in allenamemnto, anche Mitroivic ha giocato uno spezzone di gara molto bene. Swiderski era fermo in campionato e deve ritrovare la condizione giocando. Dobbiamo assumerci qualche rischio. La squadra arriva, ha fissato l’obiettivo”.

Continua a leggere

Flash News

Fabbian: “Zirkzee in qualcosa somiglia a Ibra, pensiamo all’Atalanta”

Pubblicato

:

Fabbian

Mattatore di Bologna-Verona, anticipo della 26ª giornata di Serie A, è stato Giovanni Fabbian, autore di un gol e un assist, entrando di fatto in entrambe le reti che hanno consegnato la vittoria alla squadra rossoblù. Il classe 2003, che è ora arrivato a 4 reti al suo primo campionato di Serie A, all’uscita dal campo ha ricevuto anche la meritata standing ovation dal Dall’Ara.

A fine partita ha commentato la partita ai microfoni di DAZN concentrando già l’attenzione sulla sfida di settimana prossima contro l’Atalanta.

LE PAROLE DI FABBIAN

BUON RENDIMENTO IN CASA – “In casa o fuori, l’importante è dare il massimo. Stasera è stata bellissima serata e siamo contenti“.

A FINE PARTITA –Abbiamo festeggiato con i tifosi, che sono sempre tantissimi e splendidi“.

TIFOSI CON LE TORCE –È bellissimo, in panchina l’abbiamo visto subito, ci siamo messi ad applaudire, è stato bello“.

GIOCATE –La veronica l’ho sbagliata, ma ci ho provato. Sto cercando di mettere tutto me stesso“.

CLASSIFICA –La classifica la vediamo quando è finito il campionato, adesso pensiamo subito all’Atalanta“.

ZIRKZEE E IL PARAGONE CON IBRA – “Sicuramente in qualcosa gli assomiglia. Joshua è un grandissimo giocatore, anche oggi l’ha dimostrato“.

TENERE THIAGO MOTTA –Io penso alla squadra e poi vediamo“.

Continua a leggere

I nostri approfondimenti

Giovani per il futuro

Esclusive

Fantacalcio

Serie A

Trending

Scarica L'App

Copyright © 2022 | Testata giornalistica n.63 registrata presso il Tribunale di Milano il 7 Febbraio 2017 | numero-diez.com | Applicazione e testata gestita da Número Diez SRL 12106070969