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Atalanta – Inter: obbligati a correre

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Adesso è tutto pronto. Lo scontro di questa sera che opporrà l’Atalanta all’Inter sarà probabilmente uno dei passi chiave della stagione in corso.

Un incontro del tutto nerazzurro. Da una parte ci si gioca l’Europa, dall’altra il posto in Champions.

Entrambe con la stessa paura e con la stessa certezza: quella di non poter sbagliare nulla.

ZERO ERRORI

L’Inter che scenderà in campo all’Atleti Azzurri d’Italia si sistemerà con tutta probabilità con un 4-2-3-1. Luciano Spalletti, mister dei nerazzurri, farà affidamento sui soliti quattro in fase arretrata.

I centrali Miranda e Skriniar dovranno coordinare la difesa con l’assistenza delle due fasce, Cancelo e D’Ambrosio.

Ancora niente, quindi, per Dalbert: il terzino ex Monaco rimane ancora una volta fuori.

A questo punto pare chiaro che non avrà altre chance per essere riscattato.

INTER FRA INFORTUNI E SORPRESE

Importante sarà l’apporto sulla mediana del professore, Borja Valero, giocatore chiave per l’Inter di Luciano Spalletti.

Posto di fianco a Gagliardini, l’ex Fiorentina avrà il compito di gestire la manovra offensiva. Finalmente si vede anche Rafinha dal primo minuto, dopo diverse esclusioni.

Sarà proprio in queste ultime gare che il fratello di Thiago Alcantara si giocherà il riscatto: una cifra altissima che dovrà dimostrare di valere.

Interessante il probabile utilizzo di Karamoh sulla fascia: il talentino interista ha sorprendentemente conquistato la fiducia di Luciano Spalletti, solitamente scettico verso l’utilizzo dei giovani.

A completare il comparto offensivo il solito Perisic, obbligato a tornare quello di inizio stagione, insieme a Mauro Icardi.

Su di lui gli occhi di tutta la piazza interista. Adesso è chiamato ad una continuità che, nonostante conferma di avere da diverso tempo, oggi sembra non bastare più.

OBBLIGATI A CORRERE

I padroni di casa, invece, saranno costretti a vincere per colpa della Fiorentina che ha iniziato a correre negli ultimi due mesi.

Gasperini confermerà la solita difesa a tre fatta, questa volta, da Toloi, CaldaraMasiello. Gioca, perciò, il futuro promesso bianconero, con Bastoni che si siederà in panchina.

Sulle fasce confermati Hateboer e Gosens. Tutto passerà dai piedi di De Roon, che da quando è tornato a Bergamo sembra aver ritrovato la costanza che lo contraddistingueva negli anni passati.

A fianco a lui il solito Freuler. Schierato sulla trequarti Bryan Cristante, a supporto delle due punte che per l’occasione saranno il Papu Gomez e Barrow.

Solo panchina, quindi, per l’interessantissimo Cornelius. La dea dovrà fare a meno di giocatori importantissimi quali Petagna, squalificato, e gli infortunati Spinazzola e Ilicic titolarissimi nel modulo del Gasp.

INFERMERIA PIENA

Anche per Luciano Spalletti saranno diversi i giocatori sui quali non potrà puntare.

Primo su tutti Brozovic che nelle ultime gare si è dimostrato pronto come mai aveva fatto prima d’ora in maglia interista.

Un’altra pedina che il tecnico toscano non avrà a disposizione è Vecino, che non sarà disponibile.

Arriverà acciaccato alla sfida dell’Atleti Azzurri d’Italia anche Antonio Candreva, che partirà dalla panchina per via di una caviglia gonfia che nelle ultime settimane ha fatto preoccupare non poco il mister ex Roma.

Al suo posto, come detto sopra, pare quasi scontato l’utilizzo di Karamoh, Ma attenzione ad un possibile inserimento di Eder fra i titolari.

VINCERE

Il condizionale è vincere per gli ospiti: contando il derby di Milano, che comunque sempre di trasferta si parla, questa sarà la terza consecutiva e nelle ultime due i nerazzurri hanno centrato un solo punto.

Vincere a Bergamo sarebbe la svolta stagionale.

Un’Inter che ha vinto solamente due volte negli ultimi 12 anni a Bergamo ma che adesso è costretta a farlo per non perdere un treno Champions che sembra non volersi fermare per aspettare la squadra di Milano.

PUNTO DEBOLE

Il punto debole maggiore dell’Atalanta sarà la fase difensiva, sul quale l’Inter dovrà maggiormente far forza.
La dea, infatti, in questa stagione ha già subito la bellezza di 34 gol.

Ha subito più reti rispetto al Genoa e alla Fiorentina. Ma il dato che fa tremare i tifosi Bergamaschi è quello relativo alle ultime giornate di campionato.

I bergamaschi infatti hanno pareggiato settimana scorsa con la Spal e perso la partita prima con la Sampdoria in casa.

Queste due gare hanno ridimensionato le aspettative dei tifosi di casa. La squadra in questo momento dovrà senza alcun dubbio dare una risposta concreta.

 

Sia da una parte che dall’altra, oggi il margine di errore è ridotto al minimo. Con l’unica vera consapevolezza che il colore nerazzurro renderà questo sabato pomeriggio molto molto divertente.

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Flash News

Verso Turris-Avellino: Rastelli recupera Aya

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Turris Avellino

In casa Avellino, continua la preparazione verso il match contro la Turris in programma domenica alle 17:30. Gli irpini, dopo il pareggio casalingo contro la Juve Stabia, sono obbligati a vincere per sperare ancora nei playoff.

Il tecnico Massimo Rastelli però, dovrà ancora far fronte alla situazione infortunati. Aya ha recuperato definitivamente ed è tornato ad allenarsi in gruppo ma è l’unica nota positiva. Dall’Oglio e Di Gaudio infatti, stanno ancora smaltendo i fastidi lavorando a parte. Così come Ricciardi e Micovschi, che stanno continuando il programma di recupero prima del reintegro.

L’Avellino ha disperato bisogno di trovare punti lontano dal Partenio Lombardi. Il rendimento esterno, sino ad ora, è stato disastroso. Soltanto 4 punti conquistati in 8 uscite, frutto del pareggio contro il Foggia e della vittoria di Francavilla, alla prima in panchina di Rastelli.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram Us Avellino

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ESCLUSIVA – Luca Toselli sulla Juve: “Giusto confermare Allegri”

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Juventus

La Juventus sta attraversando uno dei periodi di maggior difficoltà della sua storia. Risultati che faticano ad arrivare e dimissioni improvvise di tutto il C.D.A., situazioni che non fanno passare nottate tranquille ai tifosi bianconeri. In esclusiva per Numero Diez la voce di Luca Toselli, influencer grande esperto e tifoso della Vecchia Signora seguito da centinaia di migliaia di persone sui propri account social. Di seguito l’intervista.

L’ERA ANDREA AGNELLI

Nove Scudetti, cinque Supercoppe Italiane e cinque Coppe Italia, questi i successi della Juventus nei dodici anni di gestione Andrea Agnelli. Quali parole ti senti di rivolgere nei confronti dell’operato dell’ormai ex presidente?

“Un ringraziamento per gli anni che ci sono stati di vittorie e successi nonostante gli ultimi non siano andati bene. Probabilmente la presidenza di Andrea Agnelli era ormai giunta al termine. Il fatto che si sia arrivati alla divisione per altre cause è un dispiacere ma probabilmente ci stava dopo dodici anni un cambio in cima alla piramide della Juventus”.

LE PREOCCUPAZIONI DEL MOMENTO

Da tifoso che sente la maglia bianconera come una seconda pelle, quali sensazioni stai provando in questo periodo così delicato?

“Confusione e sorpresa. Non mi spaventa il fatto di avere un presidente, bensì la dinamica e le tempistiche nel quale è avvenuto questo cambiamento. Vista dalla nostra prospettiva viviamo questo avvenimento in modo confusionario e, come un qualcosa in continua evoluzione”.

LE POSSIBILI NUOVE FIGURE DIRIGENZIALI

Prima Del Piero poi Trezeguet: due leggende del club che si sono proposte di tornare per aiutare la loro vecchia squadra. Pensi che potrebbero contribuire alla rinascita del club?

“Vedo molto più adatto Del Piero a livello dirigenziale, Trezeguet penso sia maggiormente un uomo da campo. È ovvio che due figure del genere che nel momento più buio della storia bianconera hanno deciso di scendere all’inferno con la Vecchia Signora è un qualcosa che non può fare altro che piacere”.

IL RUOLO DI MASSIMILIANO ALLEGRI

L’unico mai messo in discussione in questi giorni così intensi è stato Massimiliano Allegri. Si è parlato di possibili dimissioni non accettate, condividi la scelta di tenere il tecnico o avresti optato per un altro profilo?

“Riguardo Allegri penso sia un discorso in continua evoluzione. In caso di dimissioni di Agnelli per un nuovo progetto tecnico avrei capito un immediato cambio in panchina ma, in questa situazione di confusione, cambiare anche l’allenatore sarebbe stato un problema per i giocatori. Allegri dovrà tenere il ruolo di collante in questo momento così delicato”.

LA POSSIBILE REAZIONE IN CAMPO DELLA SQUADRA

In conclusione, come credi possa reagire la squadra sul lato sportivo al rientro dalla sosta? Riusciranno i ragazzi a gestire il peso di giocare in queste condizioni?

“Questa è la mia più grande paura. Sicuramente il momento non è felice e, qualcuno, potrebbe avere delle preoccupazioni a livello di campo. Sappiamo tutti benissimo che all’interno del rettangolo verde di gioco la testa conta tanto e, tutta questa situazione extra-campo, potrebbe provocare dei malumori”.

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Calcio Internazionale

Barcellona, interesse per Onana: le ultime

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Onana

Il Barcellona, nonostante i problemi riguardo alla liquidità, agirà sul mercato di gennaio: sono infatti tanti i nomi di Inter e Milan e che piacciono al club blaugrana.

BARCELLONA-MILANO: ASSE CALDO

Al Barcellona piacciono tanti nomi dell’Inter: si comincia da Lautaro e Skriniar concludendo con Brozovic. Ma non si ferma qui, infatti passando all’altra parte di Milano piacciono molto sia Rafael Leao, che Bennacer.

Secondo Tuttosport, però, l’obiettivo principale del Barcellona per gennaio è un portiere che faccia da vice a Ter Stegen: tutti gli indizi portano ad Onana. L’ex Ajax è un obiettivo concreto dei blaugrana, che stanno preparando un piano per sferrare l’attacco finale a gennaio.

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Calcio Internazionale

Tata Martino non è più il CT del Messico: le ultime

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Messico

Nonostante la vittoria del Messico ieri sera, ormai l’esperienza di Gerardo Martino sulla panchina della Nazionale Messicana sta per volgere al termine. Decisiva sembra essere stata infatti la non qualificazione agli ottavi di fiamme dei Mondiali in Qatar.

MESSICO-TATA MARTINO: È FINITA

Lo ha confermato lo stesso Tata Martino ieri sera dopo la partita con l’Arabia Saudita:

Dovrò trovarmi un altro futuro, la mia esperienza sulla panchina del Messico è terminata quando l’arbitro ha fatto il triplice fischio. Il mio contratto con la Nazionale termina qua”.

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