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C’è chi va, c’è chi resta

C’è chi va, c’è chi resta

C’è chi va e c’è chi resta. Come ogni anno la storia si ripete. Quando finisce un Campionato si apre un nuovo mondo, quello del mercato, tra giocatori e allenatori. C’è chi ha concluso la stagione non nel migliore dei modi e li ci è rimasto. C’è chi invece si è già sistemato, come il Napoli, e chi semplicemente confermerà le sue scelte. Noi di Numero Diez abbiamo provato ad analizzare le panchine della Serie A.

ALLENATORI E PERCENTUALI

Le grandi squadre, tranne il Napoli, hanno confermato tutte le loro scelte. A fine Campionato tra le panchine più incerte c’era quella della Juventus. con la sensazione che fosse arrivato il momento di salutare Massimiliano Allegri e cominciare un nuovo ciclo, soprattutto dopo aver sfumato ancora una volta l’obiettivo della Champions. Oggi la conferma del tecnico toscano sembra ormai certa, anche perchè alcune delle possibili alternative sono già state occupate, come l’Arsenal e il PSG. Una buona percentuale quindi vede la conferma di Allegri ma la certezza non c’è ancora.

 A Roma si va verso la conferma di Eusebio Di Francesco. Dopo una stagione in cui non è stato vinto niente, un terzo posto e una semifinale di Champions possono bastare per continuare insieme. “Credo che non sarà un problema trovare un accordo, ho ancora un anno di contratto ed è l’ultimo dei miei pensieri. Quello che conta sarà fare le scelte giuste per migliorare quanto fatto”. Anche a Milano si attendono le conferme per Gattuso e Spalletti. Gli obiettivi finali di Milan e Inter sono stati raggiunti e entrambi gli allenatori hanno un contratto con le rispettive squadre fino al 2021.

IN BILICO

A metà classifica, squadre come l’Atalanta, la Fiorentina o il Genoa, confermeranno i loro allenatori e le percentuali di permanenza sono quindi alte. Chi invece non ha ancora un futuro certo in panchina sono la Sampdoria e il Sassuolo. Per quanto riguarda Giampaolo, la percentuale si aggira intorno a un 80%, è alta ma comunque non sicura. L’incontro tra la dirigenza blucerchiata e l’allenatore c’è stato e probabilmente si andrà avanti insieme per il terzo campionato consecutivo ma la situazione non è ancora ben chiara e definita. Al Sassuolo la salvezza è stata raggiunta ma potrebbe non bastare a Iachini per essere riconfermato. Continuano così i contatti tra la dirigenza e De Zerbi, liberatosi dal Benevento (dove andrà Bucchi) ma accostato anche al Cagliari.

Tra le situazioni più incerte e le percentuali più basse, c’è proprio il Cagliari, insieme all’Udinese e al Bologna. A Cagliari la storia di Diego Lopez è arrivata alle conclusioni, con l’esonero ufficiale. Dopo un incontro con Nicola, sono ripresi poi i contatti per Juric ma anche quelli con De Zerbi che ha più di una proposta. Anche Maran compare nella lista dei preferiti e nelle ultime ore è risalito di molto nelle preferenze rossoblu. Anche a Udine si va verso l’addio di Tudor e l’arrivo, probabile, di uno tra Cardoso, del Rio Ave, e Abel Ferreira, dello Sporting Braga, con il primo in vantaggio. Infine al Bologna è partito il via alla trattativa con Superpippo, ora impegnato coi playoff alla guida del Venezia ma con una percentuale che cresce giorno dopo giorno.

COSA POSSIAMO ASPETTARCI

Per ora molte conferme e addii prevedibili già a Campionato concluso. L’unica novità eclatante è quella che riguarda il Napoli.

Per certi versi è stato sorprendente ma a quanto pare l’arrivo in panchina di Carlo Ancelotti, era preparato da diversi giorni. A campionato finito, il presidente De Laurentiis era stato chiaro nei confronti di Sarri“Per me la data non c’è più, il tempo è scaduto, perché a un certo punto l’abbiamo affrontato questo problema, in tutti i modi, poi io mi devo prendere la responsabilità: dobbiamo andare avanti”. 

Dopo tre anni intensi Sarri e il Napoli si separano. Per due volte gli azzurri hanno ritoccato il loro record di punti in Serie A, fissato quest’anno a 91 punti e hanno migliorato il record di vittorie e di gol. Non è arrivato però nessun trofeo, alimentando ancora l’eterno dibattito tra il bel gioco e le vittorie. Al Napoli Ancelotti troverà una squadra ben strutturata e ora ogni discorso sull’evoluzione tattica del Napoli è comunque prematuro. È molto probabile però che la squadra verrà rinnovata, perdendo alcuni giocatori chiave come ad esempio Hamsik, che ha dichiarato di voler provare una nuova esperienza, oppure Jorginho, Callejón, Mertens o Koulibaly.

La firma di Ancelotti rappresenta però l’inizio di un nuovo ciclo che potrebbe facilitare l’arrivo a Napoli di giocatori di importanti e le notizie di mercato non mancano, accostando agli azzurri nomi come quello di Vidal e di Benzema. Ora non ci resta che aspettare: Ancelotti ha allenato grandi club con campioni affermati, a Napoli troverà giocatori meno forti individualmente, il cui valore è stato moltiplicato dal sistema costruito da Sarri. Scegliendo il Napoli però Ancelotti si è rimesso in discussione e ha accettato innanzitutto una sfida con sé stesso.

IL MIGLIORE ALLENATORE

Non è ancora certo, ma quasi. Molto presto Simone Inzaghi incontrerà Lotito che chiaramente gli chiederà di restare, e la scelta finale verrà presa anche considerando la nuova rosa. Tra probabili acquisti e cessioni. 

In questo campionato, appena concluso, non è facile eleggere qualcuno a migliore allenatore. Non è facile neanche scegliere i criteri con cui farlo. C’è Massimiliano Allegri, ancora una volta primo in classifica. C’è Eusebio Di Francesco, terzo in campionato e, soprattutto, semifinalista di Champions League con la Roma. E poi c’è Simone Inzaghi. Inzaghi va oltre alle vittorie, alle coppe e ai record. Ha costruito una squadra bella da vedere, con molta più qualità in attacco che in difesa. La Lazio ha avuto infatti il miglior attacco del campionato in termini di gol realizzati, segnandone 89, 3 in più della Juventus. L’attacco dei biancocelesti si è avvalso del capocannoniere del campionato, Ciro Immobile e del miglior uomo assist, Luis Alberto. Uno che ha mandato in rete i suoi compagni per 14 volte.

La capacità di Inzaghi di creare un contesto tattico favorevole ai suoi migliori giocatori sembra la sua migliore qualità, considerando anche la sua giovane età e la sua seconda stagione completa in Serie A. Con una panchina arrivata quasi per caso. Inzaghi sembra abbastanza pragmatico per lavorare a fondo sui limiti emersi dalla propria squadra. Il premio di allenatore dell’anno allora omaggia la sua capacità di mettere il talento al centro di uno dei progetti più belli della serie A.

Con la sensazione che presto verrà trovato l’accordo per proseguire e migliore, ancora. Aspettando un Campionato che sta nascendo, a partire dalle prime conferme e dai primi cambiamenti, soprattutto in panchina.

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