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I 5 derby in cui Totti ci ha fatto innamorare del calcio

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22 anni di derby, 41 stracittadine giocate (36 in campionato, 5 in coppa) sempre con la stessa maglia, 11 gol segnati (record per il derby di Roma condiviso con Da Costa), e tante giocate che ci hanno fatto innamorare di questo sport. Domani probabilmente sarà l’ultima sfida contro la Lazio per Francesco Totti; dopo questa partita, il derby di Roma non sarà più lo stesso.

Questo vuole essere un omaggio, un tentativo di ringraziare uno dei più forti calciatori italiani di tutti i tempi. Perché in questi casi la fede calcistica non conta: se ami questo sport, ami Francesco Totti. O forse, è proprio quando ti è capitato per la prima volta di veder giocare Francesco Totti, che hai iniziato ad amare questo sport.

29 NOVEMBRE 1998 – LA RIMONTA

E’ il giorno del primo gol di Totti nel derby; è il giorno della rimonta della Roma nei dieci minuti finali.
La Lazio è in vantaggio per 3-1 con la doppietta di Mancini e il gol di Salas, e si appresta a portare a casa la quinta vittoria consecutiva nel derby. 5 vittorie consecutive? Sì, nella stagione precedente la Lazio ha lasciato solo le briciole alla Roma, vincendo tutti e quattro gli scontri diretti contro i rivali, sia in campionato sia in Coppa. E anche l’epilogo del primo derby della stagione 1998-1999 sembra essere il medesimo.

Quando mancano però 12 minuti alla fine, Totti riceve palla in mezzo all’area e decide di mandare al bar Paolo Negro. Si gira, mette palla in mezzo e Di Francesco conclude a rete dopo il tentativo di Nedved di intercettare la palla. 3-2, ma non è finita qui. Dopo 4 minuti infatti (82’) è ancora il numero dieci a prendersi il palcoscenico, questa volta da protagonista. Delvecchio lo serve al limite dell’area e lui approfitta della posizione errata di Marchegiani: appoggia in rete e fa 3-3. Il primo di undici gol nel derby, il gol che evita la quinta sconfitta consecutiva contro i rivali e che consacra il giovane capitano giallorosso. La rimonta nel finale inizia a farci capire che Francesco Totti non è un giocatore come gli altri, è un giocatore che ti fa innamorare del calcio.
Bruno Pizzul ci racconta questa partita infinita.

11 APRILE 1999 – VI HO PURGATO ANCORA

La Lazio è in corsa per lo scudetto, ma saranno proprio i punti persi con la Roma che faranno arrivare la squadra di Eriksson seconda ad un punto dal Milan. Nel derby di ritorno della stagione 1998-1999, la Roma torna alla vittoria contro la Lazio dopo la rimonta dell’andata e dopo ben 10 partite. L’ultima vittoria dei giallorossi nella stracittadina risaliva addirittura al 27 Novembre 1994: dopo quasi 5 anni, Totti mette il sigillo finale sulla vittoria del sua squadra.

Il gol non è dei più belli segnati dal Capitano, ma è l’espressione di tutto quello che Totti è stato durante la sua carriera. Riceve palla sulla trequarti e non si preoccupa nemmeno di dare attenzione allo stop: quella è una cosa naturale, che viene da sé; si trova in un attimo a sfidare i difensori avversari, dopo aver ricevuto palla da Delvecchio. Poi il passaggio filtrante per Dimitri, uno degli innumerevoli assist forniti agli attaccanti durante la sua carriera. Una di quelle palle solo da spingere in porta. Il compagno di squadra però si ferma, temporeggia, manda nel panico Lombardo e poi viene fermato dall’uscita di Marchegiani. A quel punto arriva Totti, con la potenza che ci ha fatto vedere molte volte nei suoi calci di punizione, con la caparbietà e il senso del gol che ci ha mostrato quando, nel primo anno da centravanti puro, ha vinto la Scarpa d’oro. Tira una volta, vince un rimpallo e insacca in rete per il 3-1. Ecco, in questa azione si vedono molte delle giocate che abbiamo amato di Francesco: la naturalezza nel trattare la palla, il genio nel mandare in porta i compagni, la determinazione nel fare gol.

E poi l’esultanza, con la maglia “vi ho purgato ancora”: qualcuno inizia anche ad innamorarsi del personaggio, qualcuno probabilmente inizia a detestarlo. Ma restiamo sul campo, concentriamoci su quello che Francesco ci ha lasciato in eredità dal punto di vista calcistico, e apprezziamo con il commento di Carlo Zampa il gol del 3-1 che ha purgato la Lazio.

http://https://www.youtube.com/watch?v=BCkLjDROeW0

22 MARZO 2002 – IL CUCCHIAIO

Siamo all’apoteosi del genio, siamo nel momento della carriera in cui Totti si divertiva ad umiliare il portiere avversario con il pallonetto. Anzi con il cucchiaio, gesto tecnico registrato sotto il marchio del capitano della Roma, e diventato la cifra stilistica di un’intera generazione cresciuta con le parole di Francesco ripetute nella testa come un mantra: mo je faccio er cucchiaio.

E il cucchiaio non poteva mancare nemmeno nel derby. E non poteva mancare nel giorno della manita della Roma alla Lazio (1-5 finale): il cucchiaio che arriva come il colpo di grazia dopo un’umiliazione già subita, un gesto tecnico che segna quella partita, ricordata da tutti come il derby in cui Totti ha fatto il cucchiaio. Inutile descrivere l’azione e il gol, che suscita emozioni difficili da descrivere con le parole. Bastano gli applausi di Capello in panchina, gli applausi di un allenatore innamorato del calcio e del suo capitano.

http://https://www.youtube.com/watch?v=gDMzp07CJKw

23 OTTOBRE 2005 – L’ULTIMO GOL DEL PUPONE

Il gol realizzato contro la Lazio nella stagione 2005-2006 è l’ultimo gol in un derby della giovinezza calcistica di Totti. Per vedere un altro gol del capitano in una stracittadina bisognerà attendere la doppietta del 13 Marzo 2011. Quasi sei anni senza segnare nel derby, ma sei anni in cui Totti ha vinto il Mondiale e la Scarpa d’oro dopo aver subito il peggior infortunio della sua carriera. Sei anni in cui il pupone è cresciuto ed ha giurato fedeltà alla propria città. Sei anni in cui il bimbo de oro è diventato un calciatore esperto, oltre che meraviglioso.

Nell’ultimo gol (in un derby) del Totti fantasista si vedono già i segnali di una trasformazione. Un cambiamento che lo porterà ad essere anche un centravanti spietato sotto porta, ma con il talento dei primi dieci anni di carriera rimasto immutato. Il gol è da attaccante vero: Taddei gli serve una palla filtrante (ruolo nuovo), Totti aggancia con uno stop a seguire (come nel 1998), anticipa un tempo di gioco e insacca d’esterno (mix tra fantasista e centravanti).

http://https://www.youtube.com/watch?v=V6kfB1-D_sU

11 GENNAIO 2015 – SEI TU IL PIU’ FORTE DI TUTTI

Il Totti maturo ritrova il gol nel derby e intanto, dopo vent’anni di carriera, si inizia a parlare del suo ritiro. Senza però che Francesco avesse detto una parola. Così, quello che era diventato un calciatore esperto, che aveva cambiato spesso la sua posizione in campo e che aveva giurato fedeltà a Roma, decide a 38 anni di diventare il più forte.

Con la Roma sotto 2-0, nel secondo tempo Totti pareggia da solo il derby. Prima incrocia con il piattone su invito di Strootman, riuscendo di prima a tener basso un pallone che in molti avrebbero calciato in curva. Poi pareggia la partita in acrobazia, allungando la gamba per raggiungere un pallone quasi impossibile da prendere.
L’esultanza con il selfie è ormai storia, è una fotografia alla giornata in cui uno dei calciatori più forti della storia ha dato l’ennesima dimostrazione del suo talento e della sua personalità.

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Calcio e dintorni

Torres, le parole di Greco alla vigilia del match con il Gubbio

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TORRES GUBBIO GRECO

TORRES GUBBIO GRECO – Dopo la vittoria contro la Carrararese, la Torres torna al Vanni Sanna per ritrovare quella vittoria in casa che manca dal 5 novembre, 2-1 contro il Montevarchi. Il tecnico rossoblù Alfonso Greco, alla vigilia della gara, ha chiesto di dare continuità dopo il successo in Toscana.

Queste le dichiarazioni complete, ai microfoni di Centotrentuno:

SUL MATCH DI CARRARA

Avevamo bisogno di una vittoria del genere, ottenuta sapendo soffrire. Abbiamo dimostrato coraggio ma anche cattiveria nel sfruttare le occasioni create. Aspetto che invece non avevamo avuto in altre occasioni recenti. Credo sia stato un bel segnale, dato con lo spirito che serve per questa categoria. Questa è la strada giusta per noi. Ora serve la corretta mentalità per continuare a fare punti pesanti andando a giocare con uno spirito da battaglia contro chiunque. Dobbiamo dare continuità

LA PARTITA CON IL GUBBIO

“Sarà l’ennesima prova complessa e piena di insidie per noi. Loro sono in fiducia e sono una squadra con tante qualità, soprattutto nel reparto avanzato. Arrivano da una serie di vittorie anche contro squadre dirette avversarie per la zona playoff e non vorranno fermarsi a Sassari. Noi però abbiamo preparato la sfida come sempre con la voglia di giocarcela contro qualunque avversario, e vogliamo fare bene davanti al nostro pubblico. Sarà una partita intensa”

SULLA DISPONIBILITÀ DI RUOCCO

No, ancora è troppo presto. Abbiamo deciso di non rischiare. Non lo porterò nemmeno in panchina perché altrimenti potrebbe esserci la tentazione di schierarlo a gara in corso ma sarebbe pericoloso per il suo completo recupero. Il piano è quello di aggregarlo al gruppo a partire dalla prossima settimana per poi convocarlo in vista della trasferta contro la Fermana del 17 dicembre”

SULLA SITUAZIONE DEGLI ALTRI GIOCATORI

Heinz si trascina da tempo dei fastidi muscolari e decideremo solo all’ultimo se aggregarlo almeno in panchina oppure no. Lombardo ancora è indisponibile così come i lungodegenti Sanat e Scotto. Rientra invece dalla squalifica Dametto”

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Flash News

Il Lecce rinnova Gallo, contratto fino al 2026

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Lecce

Antonino Gallo, terzino sinistro del Lecce classe 2000, ha rinnovato con i giallorossi fino al 2026.

Come riporta il tweet della squadra pugliese il giocatore ha prolungato il contratto che sarebbe scaduto a giugno 2024.

Questo il comunicato del club: “L’U.S. Lecce comunica di aver prolungato il rapporto contrattuale, in scadenza il 30 giugno 2024, con l’esterno difensivo Antonino Gallo, fino al 30 giugno 2026 opzione per la stagione sportiva 2026/27“.

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Calcio Internazionale

Francia, Deschamps: “Mbappé è sempre in grado di fare la differenza”

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Francia

Domani sera, alle ore 20, andrà in scena uno dei quarti più affascinanti di questo Mondiale. All’Al Bayt Stadium si affronteranno i vice campioni d’Europa dell’Inghilterra e i campioni del Mondo in carica della Francia. Il tecnico dei galletti, Didier Deschampsha presentato la sfida ai Tre Leoni di Southgate in conferenza stampa: “Più vai avanti, più la qualità migliora. È meraviglioso giocare un quarto di finale al Mondiale. Ma bisogna giocarsela per ottenere la qualificazione. Mbappé? Immagino che l’Inghilterra prenderà accorgimenti, come hanno fatto i nostri precedenti quattro avversari. Kylian ha questa capacità di essere in grado di fare la differenza. Nell’ultimo match, dove non era al massimo della forma rispetto ai primi due, è stato comunque decisivo. Dobbiamo distribuire il pericolo così che il nostro avversario eviti di puntare tutto su Kylian”.

COME ARRIVA LA FRANCIA

I Blues sono arrivati a questo Mondiale da favoriti, un po’ alla pari del Brasile di Neymar. La squadra di Deschamps ha da subito mostrato tutte le sue qualità con un netto 4-1 all’Australia e un 2-1 alla Danimarca. Nel terzo match del girone ampio turnover contro la Tunisia, sconfitta per 1-0, e agli ottavi hanno annichilito la Polonia con un netto 3-1. La stella indiscussa è senza dubbio Mbappéautore di 5 reti fino ad ora. Ma i Galletti hanno tante frecce al proprio arco. Griezmann, impiegato da trequartista, è una trovata geniale. Il giocatore dei Colchoneros è il perfetto collante tra le varie zone di campo. Il 2-0 momentaneo contro la Polonia arriva da un suo rinvio dentro la propria area di rigore stoppato egregiamente da Giroud (3 gol fin qui), pallone che poi giunge a Dembelé che serve Mbappé per il gol. I francesi davanti hanno una potenza di fuoco inaudita che, con l’aggiunta degli inserimenti di Rabiot e l’arrivo da dietro di Theo Hernandez, rendono la vita difficile ad ogni difesa. Dietro ci sono Tchouameni a centrocampo che detta i tempi di gioco e mostra i muscoli agli avversari e una difesa composta dai vari Upamecano, Varane, Konaté, Saliba. L’unico neo, forse, di questa formazione è la mancanza di un terzino destro di spinta, con Koundé che comunque serve a dare equilibrio.

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Calcio Internazionale

Argentina, Valdano presenta la sfida all’Olanda: “Occhio a Van Gaal”

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Van Gaal

Jorge Valdano, campione del Mondo con l’Argentina nel 1986, ha parlato della sfida di stasera tra Argentina Olanda. Il campione Albiceleste è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport ed ha parlato di un’Argentina superiore, ma anche di un’Olanda da non sottovalutare. L’ex attaccante del Real Madrid ha parlato così del match: “Vedo l’Argentina leggermente superiore. Ha un grande vantaggio: perdere la prima partita produce un circolo vizioso che l’Argentina ha pagato contro il Messico, con la squadra molto legata, e un circolo virtuoso che ti obbliga a cambiare: i giocatori hanno superato le difficoltà e oggi si sentono molto più forti. Messi è molto maturo, ha imparato ad assaporare le cose e di solito accade alla fine di una vita, a lui di una carriera. Attenzione all’Olanda di Van Gaal, squadra che non fa catenaccio a differenza di quanto dicono tutti”.

COME CI ARRIVANO LE DUE SQUADRE

Oramai siamo alla fase calda del Mondiale, con le migliori 8 formazioni al mondo pronte a sfidarsi per le semifinali. L’Argentina, fresca vincitrice della Copa Americaha inziato con un tonfo contro l’Arabia Saudita che ha fatto pensare al peggio. Dopodiché sono arrivate prestazioni convincenti contro Messico, un Messi in grande spolvero, Polonia, una bella vittoria di squadra ed infine Australia con un brivido finale. La squadra del CT Scaloni, per modo di giocare, ha fatto un pò di fatica contro tutte squadre chiuse dietro ed oggi potremmo assistere alla prima Argentina di questo Mondiale.

L’Olanda, tranne qualche difficoltà contro l’Ecuador, non ha avuto grossi problemi. Ai gironi abbiamo ammirato un Gakpo in forma smagliante, mentre agli ottavi un super Dumfries, gol e due assist per lui, ha annichilito un ottimo USA. 

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