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6 Under-20 per proiettarci nel futuro

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La spasmodica ricerca di un termine di paragone e la mancanza di equilibrio mentale nel giudizio su una squadra o un giocatore sono dei must della comunicazione giornalistica italiana. Quante volte abbiamo assistito a cambiamenti repentini di pensiero causati da un solo gol o da una singola prestazione insufficiente di un calciatore giovane? O più in generale: quante volte durante una stagione la stampa modifica gli obbiettivi stagionali di una squadra in base alle singole prestazioni?

Soffermandoci sui calciatori, l’esempio più attuale è sicuramente quello di Nicolò Zaniolo. Dopo solo 9 presenze – 4 da titolare – con la maglia della Roma, il centrocampista classe ’99 è stato elevato quasi a salvatore del calcio italiano – nel senso più stretto del termine – con il futuro già assicurato.
Senza togliere nulla all’ex primavera dell’Inter, che ha mostrato qualità non comuni per un ragazzo della sua età, la precocità nei giudizi positivi o negativi è sicuramente condizionante per dei ragazzi che si affacciano al calcio professionistico in età adolescenziale.

Oltre a quella che possiamo ormai definire una tendenza giornalistica, le cause di questa anormalità di giudizio sono da legare alla desuetudine del nostro calcio a dar fiducia con costanza ai giovani. A conferma di ciò, oggi – utilizzando come campione i principali campionati europei esclusa l’Italia e le sue competizioni – vi proponiamo una lista di calciatori U20 poco pubblicizzati e conosciuti in Italia, ma già protagonisti nei loro club.

I restanti requisiti per la formazione di questa lista sono:

  • non meno di 30 presenze già collezionate tra competizioni di livello uno/due (Serie A, Serie B), coppe nazionali e coppe internazionali;
  • militanza in una squadra in questa stagione iscritta ad una competizione di livello uno.

N.B. I giocatori presenti nella top 1o del Trofeo Kopa (Pallone D’oro U21) e, come detto, quelli che godono di una certa visibilità non verranno inseriti.

 

DAN-AXEL ZAGADOU (BORUSSIA DORTMUND – 31 PRESENZE)

http://https://youtu.be/Hgnso4RBcRI

Prelevato dal Psg due estati fa, il centrale di origini ivoriane ma naturalizzato francese, forte dei 90 kg x 196 cm ricevuti in dote da Madre Natura, fa della forza fisica pura il suo cavallo di battaglia. Nonostante l’enorme stazza lo limiti dal punto di vista del dinamismo, leve lunghe ed un buona capacità di lettura lo collocano nella top-20 della Bundesliga per passaggi intercettati a partita (2.1). La sua titolarità a soli 19 anni nel verticale Borussia Dortmund di Favre è supportata da ottime capacità con il pallone tra i piedi: 72 passaggi a partita con una precisione vicina all’88%. Difficile, se non impossibile, trovare un difensore centrale così completo alla sua età.

BOUBACAR KAMARA (MARSIGLIA – 31 PRESENZE)

Dopo aver fatto tutta la trafila delle giovanili del Marsiglia, Boubacar Kamara, nel luglio del 2017, entra a pieno regime nella prima squadra dei francesi. Nato e cresciuto come difensore centrale, durante le sue 31 apparizioni con la squadra di Rudi Garcia, il classe ’99 si è adattato anche nel ruolo di mediano e terzino, sia destro che sinistro.

https://gph.is/2AStbgR

Quest’azione, in cui mette in mostra ottime doti tecniche e una buona velocità di punta, dimostra come sarà probabilmente il versante difensivo della fascia sinistra il suo habitat naturale nel corso della carriera.

RYAN SESSEGNON (FULHAM – 98 PRESENZE)

Protagonista, con 16 gol e 8 assist, della cavalcata del Fulham 2017/2018 verso la Premier League, Ryan Sessegnon è uno dei prospetti più interessanti del calcio inglese. Tecnico, abile in conduzione e con buone percentuali di dribbling riusciti, l’esterno classe 2000 nasce terzino ma viene dirottato nel ruolo di ala sinistra dove, in sole 18 partite disputate, mette a segno 10 gol e fornisce 5 assist.

Nonostante un impatto con la massima serie, sia suo che della squadra, non idilliaco, durante l’esordio di Claudio Ranieri sulla panchina del Craven Cottage, l’inglese ha realizzato due assist.

http://https://youtu.be/EyaHTADbdaQ

CARLES ALEÑA (BARCELLONA – 62 PRESENZE)

Di lui ne abbiamo parlato approfonditamente in un pezzo immediatamente successivo al suo primo gol in Liga con la maglia del Barcellona, ma vale la pena spendere altre due parole. Cresciuto nella Cantera dal 2005, Aleña è stato un perno del Barcellona B, con cui è vicino alle 5o presenze, e da qualche anno si allena sporadicamente con la prima squadra.

Per attitudini si inserisce perfettamente nella tradizione dei calciatori tecnici, abili nello stretto e dal baricentro basso tipici del settore giovanile blaugrana. Con la maglia numero 10 sulle spalle in Segunda Division ha incantato più che per le doti in assistenza per la continuità con cui trova la porta (11 gol), sia al termine di un inserimento profondo che con un tiro dalla distanza, suo marchio di fabbrica.

https://gph.is/2AVmhHG

KAI HAVERTZ (BAYER LEVERKUSEN – 85 PRESENZE)

“Germany’s Next Big Thing”. Se vi dovesse venire voglia di scoprire che tipo di giocatore sia Kai Havertz, uno dei tanti video che raccoglie i suoi migliori highlights si intitola così. Il trequartista tedesco ha già collezionato 82 presenze, 15 gol e 21 assist in 2 stagioni e mezzo con la maglia del Bayern Leverkusen, ed è uno dei leader tecnici della giovanissima squadra di Heiko Herrlich.

Tecnicamente ha i tratti distintivi del enganche argentino: tocco raffinato, controllo del pallone magnetico e buone doti in rifinitura. Ciò che di lui stupisce è l’immenso bagaglio tecnico a disposizione e l’influenza sul gioco della sua squadra: a 19 anni appena compiuti partecipa a circa un gol ogni due partite dei tedeschi. Quest’anno, coerentemente con il percorso di crescita a cui è sottoposto, sono in aumento – rispetto alla passata stagione – il numero di passaggi effettuati (da 36 a 43) e il numero di tiri (da 1.5 a 2.4) a partita.

Durante l’ultimo weekend ha fornito l’ennesima dimostrazione di come il suo mancino goda di una sensibilità fuori dal normale:

https://gph.is/2SrKhcA

GEDSON FERNANDES (BENFICA – 72 PRESENZE)

Dopo i 3 gol subiti in 45 minuti all’Allianz Arena, Rui Vitoria, allenatore del Benfica, decide di sostituire un anonimo Pizzi con Gedson Fernandes, prodotto delle giovanili dei portoghesi aggregato in estate alla prima squadra. Il ragazzino ci mette una manciata di secondi a chiudere un triangolo lungo con Jonas e a segnare il suo primo gol in Champions League. La rete sarà inutile ai fini del risultato ma è un campione al quale rifarci con attenzione per comprenderne le potenzialità.

https://youtu.be/PpAWPN00uMA

Nonostante la giovanissima età, il ragazzo pare inattaccabile dal punto di vista mentale. Non ha paura di ricevere il pallone nel traffico, è abile nella protezione del pallone (2,9 falli subiti a partita) e completa quasi due dribbling ogni 90 minuti. Come il suo coetaneo Havertz, forte di una fisicità filiforme, sfrutta al meglio le leve lunghe sia in conduzione che in fase difensiva (2 contrasti e 1 intercetto a partita).

https://gph.is/2QdnRz3

 

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Flash News

Verso Turris-Avellino: Rastelli recupera Aya

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Turris Avellino

In casa Avellino, continua la preparazione verso il match contro la Turris in programma domenica alle 17:30. Gli irpini, dopo il pareggio casalingo contro la Juve Stabia, sono obbligati a vincere per sperare ancora nei playoff.

Il tecnico Massimo Rastelli però, dovrà ancora far fronte alla situazione infortunati. Aya ha recuperato definitivamente ed è tornato ad allenarsi in gruppo ma è l’unica nota positiva. Dall’Oglio e Di Gaudio infatti, stanno ancora smaltendo i fastidi lavorando a parte. Così come Ricciardi e Micovschi, che stanno continuando il programma di recupero prima del reintegro.

L’Avellino ha disperato bisogno di trovare punti lontano dal Partenio Lombardi. Il rendimento esterno, sino ad ora, è stato disastroso. Soltanto 4 punti conquistati in 8 uscite, frutto del pareggio contro il Foggia e della vittoria di Francavilla, alla prima in panchina di Rastelli.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram Us Avellino

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ESCLUSIVA – Luca Toselli sulla Juve: “Giusto confermare Allegri”

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Juventus

La Juventus sta attraversando uno dei periodi di maggior difficoltà della sua storia. Risultati che faticano ad arrivare e dimissioni improvvise di tutto il C.D.A., situazioni che non fanno passare nottate tranquille ai tifosi bianconeri. In esclusiva per Numero Diez la voce di Luca Toselli, influencer grande esperto e tifoso della Vecchia Signora seguito da centinaia di migliaia di persone sui propri account social. Di seguito l’intervista.

L’ERA ANDREA AGNELLI

Nove Scudetti, cinque Supercoppe Italiane e cinque Coppe Italia, questi i successi della Juventus nei dodici anni di gestione Andrea Agnelli. Quali parole ti senti di rivolgere nei confronti dell’operato dell’ormai ex presidente?

“Un ringraziamento per gli anni che ci sono stati di vittorie e successi nonostante gli ultimi non siano andati bene. Probabilmente la presidenza di Andrea Agnelli era ormai giunta al termine. Il fatto che si sia arrivati alla divisione per altre cause è un dispiacere ma probabilmente ci stava dopo dodici anni un cambio in cima alla piramide della Juventus”.

LE PREOCCUPAZIONI DEL MOMENTO

Da tifoso che sente la maglia bianconera come una seconda pelle, quali sensazioni stai provando in questo periodo così delicato?

“Confusione e sorpresa. Non mi spaventa il fatto di avere un presidente, bensì la dinamica e le tempistiche nel quale è avvenuto questo cambiamento. Vista dalla nostra prospettiva viviamo questo avvenimento in modo confusionario e, come un qualcosa in continua evoluzione”.

LE POSSIBILI NUOVE FIGURE DIRIGENZIALI

Prima Del Piero poi Trezeguet: due leggende del club che si sono proposte di tornare per aiutare la loro vecchia squadra. Pensi che potrebbero contribuire alla rinascita del club?

“Vedo molto più adatto Del Piero a livello dirigenziale, Trezeguet penso sia maggiormente un uomo da campo. È ovvio che due figure del genere che nel momento più buio della storia bianconera hanno deciso di scendere all’inferno con la Vecchia Signora è un qualcosa che non può fare altro che piacere”.

IL RUOLO DI MASSIMILIANO ALLEGRI

L’unico mai messo in discussione in questi giorni così intensi è stato Massimiliano Allegri. Si è parlato di possibili dimissioni non accettate, condividi la scelta di tenere il tecnico o avresti optato per un altro profilo?

“Riguardo Allegri penso sia un discorso in continua evoluzione. In caso di dimissioni di Agnelli per un nuovo progetto tecnico avrei capito un immediato cambio in panchina ma, in questa situazione di confusione, cambiare anche l’allenatore sarebbe stato un problema per i giocatori. Allegri dovrà tenere il ruolo di collante in questo momento così delicato”.

LA POSSIBILE REAZIONE IN CAMPO DELLA SQUADRA

In conclusione, come credi possa reagire la squadra sul lato sportivo al rientro dalla sosta? Riusciranno i ragazzi a gestire il peso di giocare in queste condizioni?

“Questa è la mia più grande paura. Sicuramente il momento non è felice e, qualcuno, potrebbe avere delle preoccupazioni a livello di campo. Sappiamo tutti benissimo che all’interno del rettangolo verde di gioco la testa conta tanto e, tutta questa situazione extra-campo, potrebbe provocare dei malumori”.

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Calcio Internazionale

Barcellona, interesse per Onana: le ultime

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Onana

Il Barcellona, nonostante i problemi riguardo alla liquidità, agirà sul mercato di gennaio: sono infatti tanti i nomi di Inter e Milan e che piacciono al club blaugrana.

BARCELLONA-MILANO: ASSE CALDO

Al Barcellona piacciono tanti nomi dell’Inter: si comincia da Lautaro e Skriniar concludendo con Brozovic. Ma non si ferma qui, infatti passando all’altra parte di Milano piacciono molto sia Rafael Leao, che Bennacer.

Secondo Tuttosport, però, l’obiettivo principale del Barcellona per gennaio è un portiere che faccia da vice a Ter Stegen: tutti gli indizi portano ad Onana. L’ex Ajax è un obiettivo concreto dei blaugrana, che stanno preparando un piano per sferrare l’attacco finale a gennaio.

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Calcio Internazionale

Tata Martino non è più il CT del Messico: le ultime

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Messico

Nonostante la vittoria del Messico ieri sera, ormai l’esperienza di Gerardo Martino sulla panchina della Nazionale Messicana sta per volgere al termine. Decisiva sembra essere stata infatti la non qualificazione agli ottavi di fiamme dei Mondiali in Qatar.

MESSICO-TATA MARTINO: È FINITA

Lo ha confermato lo stesso Tata Martino ieri sera dopo la partita con l’Arabia Saudita:

Dovrò trovarmi un altro futuro, la mia esperienza sulla panchina del Messico è terminata quando l’arbitro ha fatto il triplice fischio. Il mio contratto con la Nazionale termina qua”.

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