Connect with us
8 gennaio 1973, inizia l'era degli sponsor nel calcio

Calcio e dintorni

8 gennaio 1973, inizia l’era degli sponsor nel calcio

Pubblicato

:

Parlando nostalgicamente del calcio di una volta, spesso, emerge quanta differenza ci sia oggi rispetto al passato. Il gioco è cambiato tanto a livello tecnico quanto, soprattutto, a livello economico. Lo sport più famoso al mondo è ormai una macchina da soldi incontrollabile e infermabile dove l’emozione e l’arricchimento vanno di pari passo. Il tempo ha insegnato che, come in ogni ambito della vita a farla da padrone, quasi sempre, è il dio denaro.

Nonni, genitori e zii, cresciuti in una società diversa che esprimeva un calcio differente, più vero e meno avido, non perdono l’occasione per dissentire ed esprimere tutta la propria amarezza per la strada che il pallone ha preso. Una soluzione semplicistica per discostarsi e prendere le distanze da un gioco da cui si sentono meno rappresentati in confronto a quello con cui sono cresciuti e diventati adulti. L’inizio di questo processo di colonizzazione monetaria del calcio risale esattamente a 50 anni fa.

IL PALLONE E IL LIQUORE

L’8 gennaio del 1973, infatti, una maglia da calcio faceva spazio al primo sponsor della storia, cambiandone drasticamente il volto. L’Eintracht Braunschweig, squadra allora militante in Bundesliga, trovandosi in gravi difficoltà economiche, cercò la soluzione migliore per risollevarsi. Quale? A 12 chilometri di distanza dalla città della Bassa Sassonia sorgeva la sede centrale di uno dei brand alcolici più famosi del pianeta, Jägermeister. Il presidente del club, Ernst Fricke, e il CEO del liquore, Günter Mast, firmarono un accordo per aiutarsi vicendevolmente, sancendo la nascita della prima sponsorizzazione calcistica. Jägermeister avrebbe visto crescere la propria popolarità, l’Eintracht si sarebbe intascato 100 mila marchi.

All’epoca, però, la DFB, la federazione calcistica tedesca, si oppose fermamente a questa mossa di marketing. Le due parti, non volendo mollare la presa, aggirarono l’ostacolo. Fricke cambiò logo al club e optò per il cervo, simbolo dell’azienda di Mast. Per non incorrere in lunghe e dispendiose questioni legali, la DFB diede il proprio benestare. Dall’8 gennaio 1973 in poi nulla sarebbe stato più come prima. Una nuova pagina del calcio stava per essere scritta. Anzi, un nuovo libro a cui tutti parteciperanno.

Al giorno d’oggi, anche solo immaginare una divisa senza sponsor in bella vista è impossibile. Ai nostri occhi, ormai, appare inconsueto, a tratti bizzarro. L’estetica delle maglie degli idoli di milioni di persone hanno assunto e continuano ad assumere lo status di iconicità anche grazie ai loghi dei brand più influenti del globo. Impossibile scindere le due cose.

L’ASCESA DEGLI SPONSOR

Al di là dell’aspetto visivo, ad ogni modo, nel football contemporaneo, le partnership sono fondamentali per sopravvivere. I grandi marchi, da Fly Emirates a Etihad Airways, forniscono annualmente ingenti somme di denaro che alimentano le casse delle società più importanti d’Europa e non solo. Il Barcellona, da sempre riluttante all’idea di ricevere soldi da sponsorizzazioni, sposando per anni la causa dell’UNICEF, ha dovuto inchinarsi e abbracciare Spotify, ora presente sulle maglie e titolare del nome dello stadio, lo Spotify Camp Nou.

L’invadenza degli sponsor ha assunto le sembianze di una slavina che non sembra volere arrestarsi. Più ricchi sono i club, più cospicui sono i partner. Il Real Madrid riceve dalla Fly Emirates circa 70 milioni di euro che possono crescere fino a 80, così come il PSG dalla Qatar Airways. La Juventus, da Jeep, ne percepisce 45, tanti quanti quelli che il Bayern Monaco incassa dalla T-Mobile, un’accoppiata vincente dal 2002, tanto per citare alcuni esempi.

Il potere dei soldi sta causando un’epidemia di spersonalizzazione sempre più dilagante. Gli stadi, ovvero la casa, la tana, il rifugio delle squadre e dei tifosi, sono stati venduti al miglior offerente. In Italia, Udinese, Juve e Atalanta hanno deciso di cedere i diritti di denominazione rispettivamente a Dacia, Allianz e Gewiss. L’Arsenal gioca all’Emirates Stadium, il Manchester City all’Etihad, il Bayern all’Allianz Arena, il Borussia Dortmund al Signal Iduna Park. Del Barcellona si è già accennato.

Nonostante tutto è evidente che, storicamente, molte divise delle squadre più vincenti e prestigiose degli ultimi trent’anni sono diventate simboliche e hanno raggiunto lo status di oggetto di culto anche grazie ai loghi stampati sul petto. Le collaborazioni tra club di prestigio e brand iconici hanno partorito veri e propri reperti storici.

OGGETTI DI CULTO

In Italia, per rimanere tra le mura nostrane, è inevitabile pensare alla coppia Inter-Pirelli. Un rapporto iniziato nel 1995 e conclusosi nel 2021 dopo aver conquistato tutti i trofei possibili, a livello nazionale e internazionale. Ugualmente memorabili, i sodalizi tra la Fiorentina di Batistuta e Cecchi Gori e la Nintendo, tra 1997 e 1999, e tra la Roma e la Barilla, una partnership durata dal 1982, anno del secondo scudetto, e il 1994. Altrettanto unica, eterna e leggendaria è stata la camiseta con cui Maradona e il Napoli vinsero il Campionato nel 1989 con la compagnia di Mars. Infine, un posto d’onore lo meritano la Sampdoria con la ERG e il Parma sponsorizzato dall’azienda del suo presidente, la Parmalat.

Muovendosi all’estero, da ricordare sono soprattutto le meravigliose coppie formatesi oltremanica. In Inghilterra trovano casa due degli abbinamenti squadra-marchio più longevi di sempre. Il primo, quello tra Manchester United e Sharp, lungo 18 anni, dal 1982 al 2000, con cui i red devils di Sir Alex Ferguson hanno vinto tutto. Il secondo, invece, è quello tra Liverpool e Carlsberg, durato dal 1993 al 2010, la cui unione ha dato vita a momenti epici, come la notte di Istanbul del 25 maggio 2005. Splendida e indimenticabile anche la divisa dei gunners firmata SEGA, con cui l’Arsenal di Henry vinse la Premier League nel 2002. Una menzione speciale la merita il Newcastle United che, nel 1996, anno del ritorno in patria di Alan Shearer, strinse un accordo con la birra locale, la Newcastle Brown Ale.

Volando in Spagna, precisamente a Madrid, la memoria va a uno dei Real più vincenti, quello della sponsorship firmata Teka durante il periodo che intercorse tra il 1993 e il 2001 e che portò al Bernabeu tre Campionati e tre Champions League. In Argentina, invece, la marca di birra Quilmes riuscì nell’impresa delle imprese, avvicinare Boca Juniors e River Plate, accomunandoli sotto lo stesso marchio tra il 1995 e il 2002.

Inevitabile. Il dio denaro, oggi, comanda. Eppure, è anche grazie a lui se il calcio ha regalato al mondo simboli iconici ed eterni.

 

Continue Reading
Commenta

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Calcio e dintorni

LaLiga apre un’indagine per gli insulti razzisti a Vinicius

Pubblicato

:

Vinicius

Un altro brutto episodio di razzismo nel mondo del calcio, questa volta nella Liga, primo campionato spagnolo. Lo sfortunato protagonista è stato ancora una volta Vinicius Jr, esterno brasiliano del Real Madrid.

LIGA, INDAGINE PER GLI INSULTI A VINICIUS

Vinicius Jr, esterno del Real Madrid, è stato nuovamente insultato in occasione della gara tra blancos e Mallorca. Secondo quanto riportato da Alfredo Pedullà, a causa di tutto ciò, la Liga avrebbe aperto un’indagine sugli insulti razzisti che ha ricevuto il fuoriclasse dei blancos. Anche le prove televisive hanno approvato che un tifoso avrebbe chiamato “scimmia” Vinicius. Lo stesso brasiliano è stato anche insultato fuori dallo stadio mentre si era fermato a firmare autografi e scattare selfie con i suoi fan.

Continua a leggere

Calcio e dintorni

La Curva Nord a sostegno degli ultras giallorossi: “Cose che non ci appartengono”

Pubblicato

:

inter

Nella giornata di ieri, degli ultras della Stella Rossa di Belgrado hanno aggredito alcuni tifosi del gruppo ultras della RomaFedayn“. Scontro avvenuto a Piazza Mancini, con i romanisti che sono stati presi all’improvviso in inferiorità numerica, a cui sono stati anche sottratti degli striscioni.

Il motivo dello scontro dovrebbe risalire agli scontri di poco tempo fa tra ultras romanisti e napoletani, con i serbi che hanno stretto una gemellanza da anni con i partenopei. Anche la Curva Nord nerazzurra ha preso posizione sul fatto, schierandosi al fianco del gruppo romanista e condannando l’azione degli ultras serbi.

Questo il comunicato del tifo organizzato interista:

OLTRE LA RIVALITÀ, I FATTI DI ROMA NON APPARTENGONO ALLA NOSTRA MENTALITÀ
Quanto accaduto con l’azione compiuta e rivendicata dal gruppo serbo della Stella Rossa a Roma non può lasciare indifferente il mondo ultras italiano e non lascia sicuramente indifferente la Nord.
Se è vero che non esistono regole scritte nel nostro mondo, a nostro avviso le dinamiche di rivalità devono consumarsi faccia a faccia e non con atti indegni seppure coordinati tra più persone.
Non è stata un’azione certamente da poco quella compiuta ai danni di uno dei più storici gruppi della Sud romanista ma rimane un agguato compiuto da molti a danno di pochi giocando sull’assoluta imprevedibilità di un gesto compiuto in assenza di uno scontro diretto.
Ci sembra doveroso condannare questa deriva dei comportamenti ultras senza senso e che può pericolosamente spostare gli equilibri delle dinamiche legate alle rivalità, in un campo che non ci appartiene con regole prive di valori come Onore e Lealtà.
Ci auguriamo che questo precedente non stimoli emulazioni che, lo ripetiamo, col mondo ultras nel quale siamo cresciuti non ha niente a che fare”.

 

Continua a leggere

Calcio e dintorni

Il Manchester City risponde alle accuse: “Sorpresi dalle presunte violazioni”

Pubblicato

:

Dove vedere Leeds-Manchester City

In mattinata, il campionato inglese è stata scosso dalla notizia di una potenziale infrazione del regolamento da parte del Manchester City.

Citizens sono stati dichiarati colpevoli di aver commesso una serie di violazioni delle regole finanziarie negli ultimi anni ed ora rischiano grosso. Infatti, secondo fonti locali, il City rischierebbe una penalizzazione oppure, nel caso più estremo, l’espulsione dal campionato.

Tuttavia, la risposta del club britannico non si è fatta attendere, qui riportata integralmente: “Il Manchester City FC è sorpreso dalla pubblicazione di queste presunte violazioni delle regole della Premier League, in particolare in considerazione dell’ampio impegno e della grande quantità di materiali dettagliati che è stata fornita all’EPL. Il club attende la revisione della Commissione indipendente, per considerare in maniera imparziale l’intero corpo di evidenze irrifiutabili in favore della sua posizione. Attendiamo ciò per porre fine alla vicenda una volta per tutte“.

 

 

 

 

 

Continua a leggere

Calcio e dintorni

Record di incassi a San Siro per Inter-Milan: il dato

Pubblicato

:

San Siro

Inter-Milan è tra le partite più attese dell’anno del nostro campionato. Per i tifosi, a prescindere dal periodo di forma e dalla situazione di classifica delle due squadre, il derby assume fondamentale importanza.

Il match di stasera a San Siro, a tal proposito ha fatto registrare un dato molto importante. La gara tra le due strisciate, infatti, ha prodotto il secondo incasso più alto di sempre per l’Inter in Serie A dopo Inter-Juventus del 2019. Ad assistere dal vivo alla partita ci sono 75.584 spettatori per un incasso lordo di 5.832.142 euro inclusi i servizi ospitalità.

Continua a leggere

I nostri approfondimenti

Giovani per il futuro

Esclusive

Fantacalcio

Serie A

Trending

Scarica L'App

Copyright © 2022 | Testata giornalistica n.63 registrata presso il Tribunale di Milano il 7 Febbraio 2017 | numero-diez.com | Applicazione e testata gestita da Número Diez SRL 12106070969