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A metà del guado

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A metà del guado

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Con un passato da nuotatore e un presente come assistito di Mino Raiola, del Luca Pellegrini calciatore si è sempre (s)parlato male, non per cattiveria ma per mancanza di conoscenze.

UN “CAPITALE” IN SVILUPPO

Romano, di nascita e di indole. Luca Pellegrini è intrinseco di storia della capitale fin da quando è mamma Monica a farlo venire al mondo, in una giornata di marzo del 1999.

La passione per il calcio, in lui, è prematura. Luca inizia a dare del tu al pallone a 5 anni, ma semplicemente come passatempo, d’altronde è la normalità per un ragazzino. Nelle sue vene, però, non scorre solo sangue, si inizia a intravedere del talento. Chi riesce a scovarlo non è uno qualunque, ma Bruno Conti, storica bandiera della Roma e attuale dirigente del settore giovanile giallorosso.

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Non si nasconde in quegli anni, Pellegrini, che nel passaggio dalla Bettini al Tor Tre Teste mette a segno 30 goal in una forbice di tempo ridotta. Se ne accorge soprattutto il già qui sopracitato dirigente, rimasto colpito da quel bimbo mancino che all’occorrenza faceva anche il trequartista. E Bruno Conti non si tiene il segreto per sé, lo segnala immediatamente alla Roma che riesce a strapparlo all’altra squadra della capitale, la Lazio.

ALL’INDIETRO

Dalla mente – e soprattutto buon occhio – di Bruno Conti, il giovane calciatore passa così nelle mani dei preparatori della Roma. In particolare, viene affidato alle cure di Roberto Muzzi (ex calciatore di Serie A, che in quell’epoca, 2011-2012, si occupava del settore giovanile giallorosso) che, a prima vista, ne intuisce la possibile evoluzione: “Ti prometto che ti renderò il miglior terzino d’Italia. Non più quindi un giocatore di fantasia appartenente agli ultimi 50 metri di campo, ma un difensore capace di evitare, negli avversari, ciò per cui è diventato famoso lui stesso: i goal.

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Tatticamente parlando, Luca Pellegrini potrebbe ricordare Brad Pitt nel film “Il curioso caso di Benjamin Button”, con la stella del cinema nata con l’aspetto di un vecchio e cresciuta gradualmente ringiovanendo. Perché è ciò che sul campo è successo al giovane calciatore

Attualmente nel Cagliari, ma in prestito dalla Roma, per Luca Pellegrini i margini di crescita rimangono enormi. Il suo progresso tecnico, sbocciato nella capitale e in costante fase di germoglio in Sardegna non ammette dubbi: ciò che possiede nei piedi il classe 1999 è merce pregiata, d’altronde è divenuto raro trovare dei terzini all’altezza.

In lui, però, ci sono tante sfumature. È normale quando si cerca di valutare un giovane calciatore non ancora ben definito caratterialmente. Ciò che ha Zaniolo, suo coetaneo ed ex compagno di squadra, cioè la maturità da veterano unita alla sfrontatezza dei suoi 19 anni, manca a Pellegrini. Indiscutibile, il talento. Confutabile, la consapevolezza di sé.

PREDESTINATO? FORSE…

C’è chi crede in Dio, altri nel Karma. Altri ancora nel destino. Qualcuno in tutti e tre. E poi c’è Pellegrini, di fede ignota ma sicuramente con la testa rivolta verso il fato.

La stagione 2018-2019 è quella della premessa nel calcio dei grandi. Collocato in pianta stabile da Di Francesco in prima squadra, Pellegrini, con un maestro nell’arte di terzino come Kolarov davanti in rosa, cerca di rubare dal serbo più segreti possibili. Difficilmente il posto in squadra, perché la differenza tra i due è abissale, e non soltanto sul piano dell’età. Ma Di Francesco crede nel “ragazzino”, tanto che difatti lo fa esordire in Serie A in una serata di fine settembre: Roma-Frosinone 4-0, partita che tra l’altro porta Pellegrini sul tabellino dei marcatori, visto l’assist servito proprio al suo compagno di ruolo Kolarov.

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Il successivo 2 ottobre esordisce nelle coppe europee ed ottiene la sua prima presenza in Champions League, sostituendo Kolarov nell’ultimo quarto d’ora della seconda partita della fase a gironi vinta 5-0 contro il Viktoria Plzeň. A casa Pellegrini l’anno 2018 sarà sottolineato con una matita blu

FUTURO

In primavera giallorossa paragonato per identikit a Darmian – anche se sul campo diametralmente agiscono su fasce opposte -, ciò che manca soprattutto a Pellegrini è l’autocontrollo, una carenza che può esaltarlo nei momenti di battaglia nei match, ma sicuramente porta limiti quando deve autogestire se stesso ed i suoi comportamenti.

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Pellegrini ha sempre scelto la maglia numero 3. “Perché è il numero che mi ha accompagnato in maniera più costante nella mia vita”, ha più volte motivato lui

Crescere a Roma non è per tutti, motivo per cui l’attuale prestito al Cagliari rimarca e certifica l’intento dei dirigenti giallorossi sul futuro del calciatore, fotografando allo stesso tempo anche le attuali caratteristiche tecniche di Pellegrini: se deve farsi le ossa – com’è giusto che sia – meglio farlo dove le ambizioni di classifica permettono a Luca di crescere senza la paura dell’errore.

Ed è per questo che, tirate le somme, Pellegrini per l’opinione pubblica sembra essere passato dall’oggetto della contesa a contendente. Ma tutto ciò che sta succedendo al terzino del Cagliari è la pura prassi, un percorso di crescita attraverso il quale affermarsi. Diamogli tempo. Diamogli fiducia. Lui saprà ricambiare tutto. Magari come ha fatto all’esordio in Serie A, fornendo l’assist a Kolarov…

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Dove vedere Lazio-Milan in tv e streaming

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In foto: Rafael Leao, attaccante del Milan, a duello con Adam Marusic, esterno della Lazio - Serie A, Coppa Italia, Europa League, Champions League.

DOVE VEDERE LAZIO-MILAN IN TV E STREAMING – Nell’attesa di conoscere i risultati degli ultimi due recuperi, per la Serie A si torna in campo già venerdì con una partita molto importante. Allo Stadio Olimpico di Roma infatti, andrà in scena LazioMilan, una delle ultime occasioni per i biancocelesti di rientrare nella corsa alla prossima Champions League. Per il Milan invece bisogna assolutamente tornare a vincere per una tranquillità utile anche in Europa.

COME ARRIVANO LE DUE SQUADRE

Dopo l’importante vittoria sul campo del Torino nel recupero della 21ª giornata, la Lazio è tornata a perdere nella difficile trasferta contro la Fiorentina. Un continuo di alti e bassi per gli uomini di Sarri, autori di una brutta prestazione contro la viola. L’ottavo posto in campionato è un dato ancor più allarmante, con il quarto posto occupato attualmente dal Bologna che dista ben 8 punti. Perdere venerdì, con 11 giornate rimanenti, complicherebbe notevolmente la stagione dei biancocelesti che potrebbero dire quasi addio al treno Champions.

Per il Milan invece, dopo le due brutte sconfitte contro Monza e Rennes, è arrivata la bella prestazione contro l’Atalanta, seppur con un solo punto portato a casa. Vincere contro la Lazio sarebbe una boccata d’ossigeno importante per gli uomini di Pioli, continuando a tenere a debita distanza tutte le inseguitrici che si sono rifatte sotto dopo le ultime uscite.

DOVE VEDERE LAZIO-INTER IN TV E STREAMING

La gara LazioMilan prevista per venerdì 1 Marzo sarà trasmessa in esclusiva su DAZN, dove potrà essere seguita in streaming live e on demand tramite app o sito ufficiale avvalendosi di una Smart Tv, Pc, smartphone, tablet o console.

LE PROBABILI FORMAZIONI

LAZIO (4-3-3): Provedel; Lazzari, Casale, Romagnoli, Marusic; Guendouzi, Cataldi, Luis Alberto; Isaksen, Immobile, Felipe Anderson. All.: Maurizio Sarri.

MILAN (4-2-3-1): Maignan; Calabria, Thiaw, Gabbia, Theo Hernandez; Bennacer, Reijnders; Pulisic, Loftus-Cheek, Leao; Giroud. All.: Stefano Pioli.

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ESCLUSIVA – Ferretti, sindaco Rozzano: “Con l’Inter fermi da ottobre, deadline ad aprile”

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Giovanni Ferretti, sindaco di Rozzano - Inter

San Siro è tornata un’ipotesi concreta per il futuro di Inter e Milan. Dopo alcuni mesi nei quali l’uscita delle due squadre da Milano sembrava ormai destino già scritto, nelle ultime settimane si sono registrati incontri nei quali il sindaco Sala e i suoi funzionari hanno provato a convincere i dirigenti rossoneri e nerazzurri a rimanere nella Scala del Calcio. Alle squadre sono stati presentati progetti di ristrutturazione dello stadio ormai vetusto, anche se né Milan né Inter sembrano convinte della fattibilità della proposta.

Nessuna delle due squadre ha chiuso definitivamente la porta a San Siro, ma se per il Milan si parla insistentemente di San Donato – si è tenuta a fine gennaio una conferenza di presentazione del progetto – per l’Inter al momento tutto tace. I nerazzurri hanno individuato un terreno a Rozzano come ipotetica nuova casa, ma non si registrano novità sostanziali dalla fine del 2023. Per questo abbiamo intervistato il primo cittadino del comune milanese Giovanni Ferretti.

L’INTERVISTA

I più attenti noteranno che non si tratta della prima chiacchierata con il sindaco. Avevamo già intervistato Ferretti a metà ottobre, quando ci aveva detto di aver incontrato Antonello, AD Corporate dell’Inter, ad inizio mese. Siamo partiti da questo punto.

Sappiamo delle novità tra Inter, Milan e il comune di Milano. Lei ha avuto modo di parlare con i dirigenti dell’Inter in questi mesi?

No. Apprendo le novità sul tema stadio dai giornali. L’Inter non ci ha avvisato di nulla, siamo fermi all’incontro di ottobre. La prelazione sul terreno a cui è interessata l’Inter per lo stadio scadrà il 30 aprile e credo che quella data possa essere decisiva. Se non ci saranno novità, vorrà dire che Rozzano sarà abbandonata come idea per costruire lo stadio. Se ci dovesse essere una proroga o, come mi auguro, uno studio di fattibilità, allora vorrà dire che le intenzioni sono serie”.

In questo momento dunque l’ottimismo dei mesi scorsi è svanito?

“Non conosco i dettagli della proposta di Milano. Credo che giocare in uno stadio vuoto non sia l’obiettivo delle due squadre. Non credo sia facile ristrutturare lo stadio per due, se non tre stagioni, e consentire allo stesso momento al pubblico di accedervi. Credo che i lavori potranno garantire una presenza solo parziale di pubblico. A meno di garanzie importanti, credo che questa proposta debba essere riformulata“.

Ha un messaggio da lanciare all’Inter per spingerla ad approdare a Rozzano?

“I pro e i contro sul lasciare Milano devono essere valutati dalle due squadre. In tutta Europa la direzione è quella di avere uno stadio di proprietà, che garantisce indotti e fatturati importanti. Inter e Milan hanno manager capaci che sapranno fare la scelta migliore. Come ho già detto Rozzano non ha mai avuto uno stadio, quindi mal che vada si rimarrà come sempre, anche se io mi auguro che la scelta dell’Inter possa ricadere sulla nostra città“.

Si ringrazia Giovanni Ferretti per la grande disponibilità.

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Sirene tedesche per De Zerbi: è il piano B del Bayern Monaco

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Brighton De Zerbi

Roberto De Zerbi è tra i nomi più caldi in vista del molto probabile valzer di panchine che coinvolgerà le big europee la prossima estate. Il tecnico del Brighton, al momento settimo in Premier League, ha attirato su di sé le attenzioni di Liverpool e Barcellona, che al termine della stagione saluteranno rispettivamente Klopp e Xavi. Oltre ad una possibile permanenza in Premier o un trasferimento in Spagna, per De Zerbi potrebbe farsi strada la possibilità di un’esperienza in Bundesliga.

Come riportato da Sky Deutschland, infatti, il tecnico bresciano è finito nella rosa delle alternative come futuro allenatore del Bayern Monaco per il prossimo anno. Il Bayern infatti ha già annunciato che le strade tra il club e il tecnico Thomas Tuchel si separeranno al termine della stagione. L’obiettivo numero uno dei bavaresi resta Xabi Alonso, che con il suo Bayer Leverkusen sta volando verso la vittoria del campionato tedesco. Il Bayern sta comunque valutando anche dei piani B e C, nel caso in cui dovesse fallire l’assalto al tecnico spagnolo, e nelle analisi è rientrato anche De Zerbi.

Il tecnico 44enne ad oggi ha un contratto fino al 2026 con il Brighton. Gli inglesi non vorrebbero salutare colui che ha portato il club per la prima volta in Europa. Ed è per questo che sono pronti ad offrirgli un rinnovo di contratto. Al momento, però, le possibilità che De Zerbi resti sulla panchina dei Seagulls sembrano essere poche, viste le tante big interessate al suo profilo. Intanto, comunque, De Zerbi resta focalizzato sugli ultimi mesi di questa stagione che potrebbero regalare ancora gioie ai tifosi del Brighton. Il club inglese, infatti, oltre ad essere in lotta in campionato per un posto in Europa, è agli ottavi di Europa League, dove affronterà la Roma.

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Moggi: “Allegri e Pioli criticati senza motivi. Vi dico dove potrebbe allenare Conte”

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Moggi

Luciano Moggi, ex dirigente sportivo di Roma, Lazio, Torino, Napoli e soprattutto Juventus, ha tracciato una panoramica sul campionato di Serie A, attraverso le pagine di Libero. Un commento che spazia dalle milanesi alla squadra bianconera di Torino, passando per il futuro di Antonio Conte, fino al Bologna di Thiago Motta.

INTER – “Quest’anno l’Inter sta emulando lo scorso campionato del Napoli. A differenza degli azzurri, vince giocando di squadra“.

MILAN E JUVE – “Entrambe le rivali dei nerazzurri sono super criticate dai media, in particolare i due allenatori. Quando il Milan non vince il ciclo di Pioli sembra sempre al capolinea. Peggio per Allegri, al quale ogni giorno viene chiesto di andarsene perché la squadra, secondo opinionisti e tifosi, vince giocando male, ma soprattutto perché avrebbe dovuto tenere il passo dell’Inter, non essendo impegnata nelle competizioni europee. Addirittura, circolano nomi di possibili sostituti di Allegri, nonostante sia secondo in classifica”.

ANTONIO CONTE, THIAGO MOTTA E NON SOLO – “Pioli potrebbe convincere i tifosi solo se dovesse vincere il campionato, cosa che ovviamente non può fare, e forse non sarebbe neanche sufficiente. Lodi sperticate invece per Thiago Motta: è uno dei mister più gettonati per un approdo su una big, anche Palladino e Gilardino. Si fanno poi mille congetture su Antonio Conte, che secondo noi potrebbe approdare al Bayern Monaco.

 

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