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Sergio Aguero, il bomber Diez da Buenos Aires

Alla Ricerca del Diez

Sergio Aguero, il bomber Diez da Buenos Aires

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El Kun“. Il soprannome più unico e probabilmente iconico del calcio dei nostri giorni. Impossibile non conoscerlo e ancor di più non chiamarlo così, dimenticando spesso e volentieri il suo vero nome. Sergio.

In Argentina, del resto, il nome d’arte è un canonico battesimo che segna la vita dei calciatori. Ogni attimo è decisivo e vissuto all’insegna di esso, imprescindibile nell’identikit dei futuri campioni sudamericani. Il cartone giapponese “Kum Kum il cavernicolo” di cui andava matto in quei soleggiati pomeriggi in quel di Buenos Aires segna il suo destino, la sua favola. Come la facilità con cui vive e regala le emozioni più pure e cristalline che il calcio può creare nel cuore della gente.

Il figlio di Eucalyptus che ha coronato il sogno di un’intera generazione. Il successore predestinato da Diego Armando Maradona, suo parente di sangue e speranze calcistiche. La storia di un infinito campione che non smette mai di sognare, il racconto di Sergio “El Kun” Agüero, il Diez di oggi.

I PRIMI PASSI VERSO IL SOGNO

Il prologo di questa storia conduce in quel di Buenos Aires, la città più calda del pianeta quando si vive esclusivamente di calcio come lui. La generazione di cui il piccolo Sergio fa parte fin dall’inizio è quella dei giovani sognatori in cerca solo di un pallone da mettere in rete, spesso caduti in un destino crudele e avverso. 5 fratelli, 2 cugini e una famiglia travagliata insieme a lui, nel tipico casolare argentino dei sobborghi della “Parigi del Sud America“.

La baraccopoli di Eucalyptus, meglio nota come la “capitale della coca“, lo vede muovere i primi passi. “Entriamo e usciamo alla svelta, altrimenti saranno davvero guai“. Queste le parole di Mencho Balbuena, uno dei primi allenatori del Kun, ad alcuni giornalisti del “Sun” in occasione di un’intervista. Il lato oscuro di una città pulsante che a molti non lascia scampo. All’inizio i suoi genitori lo facevano addirittura giocare per squadre che garantivano il pagamento in contanti ad ogni partita, per far quadrare meglio i conti.

Ma dall’oscurità si può risorgere, con la luce del talento e della determinazione. La società del pueblo, l’Independiente, non impiega troppo tempo ad accorgersi del ragazzo e delle sue doti da predestinato. Dirà di lui Eduardo Gonzales, suo primo allenatore:

“Quando aveva 8 anni andai a vederlo giocare. Rimasi davvero impressionato. Era un bambino speciale, danzava con la palla al piede e dribblava con facilità anche i ragazzi più grandi di lui. Il padre Leonel era circondato da spacciatori. E’ stata davvero dura per il Kun.

I genitori degli altri ragazzi si infuriavano perchè lui si allenava solo una volta a settimana, ma io sapevo che lui stava giocando nella baraccopoli per guadagnare qualche soldo per la sua famiglia”.

Il percorso nelle giovanili dei “Los Diablos Rojos” dura 6 lunghi anni. La selvaggia gavetta di un club come l’Independiente non lascia compromessi: o ne esci da campione o accetti il fallimento che ne segue. Ed esordire in prima squadra a 15 anni e 35 giorni contro il San Lorenzo può voler dire una cosa sola. Sergio Agüero è un predestinato anarchico che non ha paura di osare. Osare a toccare l’intoccabile, come il record di più giovane calciatore ad esordire nella Primera Divisiòn argentina, soffiandolo a un certo Diego Armando Maradona.

I 23 gol in 54 presenze segnando l’inizio di una storia straordinaria.

L’ATLETICO E IL CITY: STORIE D’AMORE PURO

Quando il destino chiama, Agüero risponde. E quando il Club Atletico de Madrid investe 25 milioni pur di averlo, qualcosa vorrà pur significare. Il Kun approda nel 2006 nel calcio che conta, salutando “l’Estadio Libertadores de América“, il teatro dei sogni a tinte biancorosse, con un arrivederci, ci rivedremo un giorno.

La prima stagione spagnola non è particolarmente esaltante. 7 gol in 42 presenze, ci si chiede se si stia davvero parlando di Sergio Agüero. Il cosiddetto anno dell’ambientamento, insomma. Il numero che porta sulle spalle è quello dei Diez da immortalare nei cuori e nella leggenda dei Colchoneros. Seconda punta al servizio del Ninho Torres prima, bomber al fianco di Diego Forlan poi. I due furono mentori imprescindibili nella disciplina dell’attaccante di razza che stagione dopo stagione è diventato. Una crescita infinita la sua a suon di magie al “Vicente Calderon” che lo ha visto diventare grande.

La fantasia subordinata al talento e a una grinta infinita gli ha permesso di segnare 101 gol in 234 presenze. Chapeau.

Ma i numeri non bastano a spiegare appieno le emozioni nel calcio. La finale di Europa League del 2009 contro il Fulham è un esempio all’altezza. Oltre 20mila Colchoneros impazziti al “Volksparkstadion” in quel di Amburgo per la vittoria europea. Forlan fu l’eroe della serata, ma Agüero dimostrò in quell’incontro che era destinato a un palcoscenico più importante di quanto l’Atletico potesse offrirgli in quell’era calcistica. Il club madridista, infatti, concluse quella stagione al nono posto.

Nel 2011 Sergio compie il definitivo salto di qualità. Il vice-capitano dei biancorossi passa per 45 milioni al Manchester City.

Quella Premier League che pone al centro del gioco forza fisica e tenacia storce il naso a una prima punta come lui (172 centimetri è una statura relativamente bassa rispetto alla norma delle prime punte inglesi). Ma queste sono solo chiacchiere da bar di chi ama speculare su ciò che non conosce. Coi Citizens vince tutto quello che l’Oltremanica può offrire: 3 Premier League (di cui la prima vinta all’anno dell’esordio in maglia azzurra), 2 Community Shield e 4 Coppe di Lega inglesi. La volontà dei piani alti in quel di Manchester di portare a casa trofei si sposa perfettamente col destino del Kun, all’insegna del gol.

161 gol in 232 partite di campionato inglese fin qui, 224 reti in 327 apparizioni in totale con gli inglesi. Che altro aggiungere? La via che conduce al cuore dei tifosi passa per un solo cammino: quello del gol, che Agüero non ha mai fatto mancare. Ma alla base dei trofei e dei numeri c’è molto di più di un “semplice” bomber.

UN NOVE CHE INDOSSA LA DIEZ

La “banalità” del gol. Un concetto astratto e impensabile per gli amanti del fondamentale di questo gioco. Segnare è l’anima e lo scopo di questo sport, e alcuni campioni vivono nella sua ossessione e ricerca al punto da abituare i tifosi alla realizzazione. “Semplice” come archiviare una pratica, insomma.

Agüero, del resto, ha impiegato solamente 7 stagioni per diventare il miglior marcatore di sempre della storia del City. A premiarlo per il record c’era la nipote di Eric Brooks, il recordman precedente. Quell’Eric Brooks che nel 1939 segnò il suo 177esimo gol in 13 stagioni. Solo la Seconda Guerra Mondiale bloccò la sua marcia alla rete.

Un camaleontico Diez. Una definizione azzeccata per le sue doti. In questi 9 anni in Inghilterra il Kun ha davvero segnato in tutti i modi e in tutte le salse. Il connubio perfetto di più posizioni in campo, la sintesi azzeccata di più fasi e stili di gioco subordinate alla ricerca del gol. Farsi trovare in area di rigore, smarcarsi fra le linee, prendere palla dalla trequarti cimentandosi nel dribbling… qualunque sia la situazione da affrontare il suo approccio non cambia. Una prima punta “tradizionale” con lo sguardo verso il futuro del ruolo, con una freddezza e una qualità che gli permettono di scegliere sempre la soluzione più intuitiva, quella più immediata.

Il talento subordinato a un’apparente semplicità. Sergio, infatti, fa davvero sembrare tutto semplice, quando in realtà lo studio, la concentrazione e la pragmaticità di fronte alle varie situazioni sono la base che va a braccetto con un talento più che naturale.

Che sia un tiro a giro…

…una percussione palla al piede a entrare in area…

…o una magia ad arrivare davanti al portiere e batterlo con freddezza il risultato non cambia. Sergio Agüero vive per il gol. Straordinario, ma non sorprendente, dal momento che tutti i suoi gol sono costruiti nella “logica” del talento e della fantasia calcistica.

Agüero è tutta azione“. Un’espressione che sintetizza il suo stile di gioco: mai fine a se stesso, mai condito con una giocata spettacolare a sottolineare ulteriormente il suo talento, mai soggetto all’eleganza per divertire e basta. Per quello è sufficiente la sua corsa e il suo piede, verso la rete avversaria. Il suo scopo, del resto, è uno solo: segnare, il resto non conta.

IL FUTURO DEL KUN

Il ragazzo nato e cresciuto in quel di Buenos Aires ce l’ha fatta. Ha coronato il sogno di una generazione di giovani che aspirano a rincorrere il pallone nel segno della gioia e del riscatto nella vita.

Ma ai sogni non si può mai rinunciare. Essi sono una realtà sempre più in divenire, che si costruisce giorno dopo giorno, e devono subordinarsi alla volontà degli individui. Quella del Kun, senza dubbio, è non smettere di vincere, di segnare, di dare un calcio al pallone e a una vita che gli si prospettava avversa, ma che a furia di talento e determinazione ha saputo sconfiggere, verso l’Olimpo del pallone che non smette tutt’oggi di rincorrere.

La prospettiva del presente è continuare a vestire la maglia dei Citizens. Quella del futuro solo lui può saperla. Coronare il sogno di ritornare nell’Independiente che lo rese uomo, rivestire la maglia di quei Colchoneros che lo riabbraccerebbero col più puro e sincero dei calori. Agüero, dopotutto, si è fatto amare e apprezzare ovunque abbia giocato e incantato.

È la pasta di questi giocatori che li rende unici, amati, dei veri Diez in tutto e per tutto.

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I 5 migliori marcatori U21 della Serie A nel 2023

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zirkzee

I 5 MIGLIORI MARCATORI U21 DELLA SERIE A NEL 2023 – Il 2023 è stato un altro anno in cui la Serie A ha scoperto nuovi talenti, che si sono messi in mostra nel nostro campionato. I nomi sono tanti: dall’MVP Khvicha Kvaratskhelia, passando per tutta la leggiadria mostrata da Joshua Zirkzee, senza dimenticare Rasmus Højlund, ora al Manchester United. Se dovessimo tirare le somme dell’anno 2023 in Italia, chi sarebbero i migliori marcatori under 21 della Serie A nell’anno solare?

I 5 MIGLIORI MARCATORI U21 DELLA SERIE A NEL 2023 – KHVICHA KVARATSKHELIA

L’MVP dell’ultima Serie A ha avuto un impatto straripante sul nostro campionato, contribuendo attivamente alla stagione strepitosa del Napoli di Spalletti. Bisogna considerare che nella seconda parte della scorsa annata ha fatto fatica, e i numeri sono calati notevolmente, ma nonostante questo il georgiano è l’U21 (nato a febbraio 2001) che ha segnato di più nel 2023 in Serie A. Sono ben 11 le reti messe a segno da gennaio fino a questo momento, cinque solo nella stagione attuale. Kvaratskhelia è stato un colpo di mercato incredibile da parte del Napoli, che in estate ha deciso di tenerlo per provare il back-to-back, traguardo che al momento appare abbastanza lontano.

I 5 MIGLIORI MARCATORI U21 DELLA SERIE A NEL 2023 – RASMUS HØJLUND

Parliamo adesso di chi ha lasciato la Serie A, ovvero Rasmus Højlund. Il centravanti danese si è trasferito a Manchester, sponda United, per una cifra che supera i 70 milioni di euro. I Red Devils hanno deciso di puntare su di lui dopo una seconda parte di stagione stellare con la maglia dell’Atalanta. Nel 2023 con la Dea, Højlund ha segnato 8 reti in A, un ottimo dato se si considera i sei mesi giocati in maglia nerazzurra. In questa stagione ha segnato appena una rete in Premier League, nel Boxing Day, ma è attualmente il capocannoniere della Champions League, nonostante lo United sia già fuori dalla competizione. L’Atalanta è comunque riuscita a sostituirlo con diversi acquisti, ma il giocatore ammirato nella prima parte di 2023 è senza dubbio un calciatore già di livello mondiale, ma con ampi margini di miglioramento.

I 5 MIGLIORI MARCATORI U21 DELLA SERIE A NEL 2023 – JOSHUA ZIRKZEE

Zirkzee è un giocatore che ha sorpreso un po’ tutti. Nella passata stagione aveva mostrato diversi lampi del suo talento, ma il dato sui gol messi a segno nel 2023 mostrava una sola rete. Nella seconda parte del 2023, ovvero nella stagione attuale, sono già 7 i gol del gigante olandese. Nell’anno solare sono dunque 8 in tutto, ma per capire l’impatto di Zirkzee è necessario andare anche oltre i gol. Parliamo di un centravanti di oltre 1,90 m, che gioca il pallone come un trequartista e che delizia il Dall’Ara con giocate fuori dal comune per un calciatore di questa stazza. I gol messi a referto in questo anno solare sono senza dubbio destinati ad aumentare già in vista della fine di questo campionato, che vede il Bologna nei primi quattro posti della classifica.

I 5 MIGLIORI MARCATORI U21 DELLA SERIE A NEL 2023 – MATIAS SOULÉ

Classe 2003, argentino, mancino, non ha ormai più bisogno di presentazioni. Dopo aver trovato la sua prima rete in Serie A il 12 marzo contro la Sampdoria, Matias Soulé è stato mandato in prestito dalla Juventus al Frosinone. L’esplosione del ragazzo di Mar del Plata è sotto gli occhi di tutti, dato che in questa stagione sono già 7 le reti messe a segno. Un talento cristallino che con tutta probabilità la Juventus riporterà a casa già nella prossima stagione, sperando magari che possa continuare a offrire prestazioni di questo livello anche all’inizio del 2024.

I 5 MIGLIORI MARCATORI U21 DELLA SERIE A NEL 2023 – LORENZO COLOMBO

Meno considerato magari rispetto agli altri citati in questa lista, Lorenzo Colombo si è ritagliato uno spazio importante in questa classifica. L’attaccante di proprietà del Milan ha giocato con due squadre diverse (Lecce e Monza), ma con entrambe è riuscito a incidere. Sono 5 i gol di Colombo nell’anno solare 2023 (3 con il Lecce e 2 con i brianzoli), ma i tifosi salentini se ne ricorderanno bene uno in particolare. Il 28 maggio Colombo ha segnato il gol decisivo per la salvezza del Lecce, proprio sul campo del Monza, trasformando un rigore al 101′. Una rete che è rimasta ancora oggi nel cuore dei tifosi giallorossi, che ha permesso all’attaccante classe 2002 di scrivere una piccola pagina di storia del club.

 

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10 giovani da tenere d’occhio in Bundesliga nel 2024

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Chi è Bynoe-Gittens

10 GIOVANI DA TENERE D’OCCHIO IN BUNDESLIGA NEL 2024 – La Bundesliga è da sempre un campionato che sforna talenti cristallini per il calcio europeo e anche in questa stagione sono diversi i calciatori che si sono messi in mostra. Oggi andremo a vedere quali sono i 10 giovani principali su cui porre la propria attenzione in vista del 2024, con alcune sorprese.

10 GIOVANI DA TENERE D’OCCHIO IN BUNDESLIGA – JAMIE BYNOE-GITTENS

L’esterno inglese del Borussia Dortmund è probabilmente tra i talenti più puri del calcio tedesco e sta progressivamente trovando continuità con la maglia giallonera. Bynoe-Gittens è il sostituto naturale di Sancho, ora in enorme difficoltà al Manchester United, e sta provando a seguire le sue orme in Germania. Esterno d’attacco classe 2004 dotato di ottimo dribbling e grande velocità. Un gol e un assist in questo inizio di Bundesliga, ma anche una rete, la prima della sua carriera, in Champions League.

10 GIOVANI DA TENERE D’OCCHIO IN BUNDESLIGA – FARÈS CHAÏBI

Parliamo di un trequartista classe 2002 nato in Francia ma di nazionalità algerina, cresciuto nel settore giovanile del Tolosa. Ora Chaïbi gioca all’Eintracht Francoforte ed è diventato un punto fermo della squadra. Un gol in campionato, contro il Borussia Dortmund, e uno anche in Conference League, decisivo contro l’HJK Helsinki. Quello che stupisce però è la capacità di servire i compagni: parliamo di un giocatore che ha già raggiunto quota 8 assist tra Bundesliga e Conference League, un dato che dimostra tutto il suo potenziale.

10 GIOVANI DA TENERE D’OCCHIO IN BUNDESLIGA – GRANT-LEON RANOS

Il Borussia Mönchengladbach l’ha prelevato dalle giovanili del Bayern Monaco in estate e Ranos sta piano piano guadagnando minuti in Bundesliga. Punta centrale di 1,80 m dall’ottimo potenziale, destinato ad una seconda parte di stagione importante. Il 2003 armeno ha segnato due reti con la seconda squadra del Borussia Mönchengladbach e con la prima squadra ha trovato il suo primo gol in DFB Pokal contro il TuS Bersenbrück.

10 GIOVANI DA TENERE D’OCCHIO IN BUNDESLIGA – FABIO CHIARODIA

Un altro giocatore del Borussia Mönchengladbach, ma questa volta parliamo di un difensore centrale italiano. Chiarodia è ancora giovanissimo (2005) ma sta macinando minuti con la maglia della prima squadra e il 2024 potrebbe veramente essere il suo anno. Centrale di 1,86 m che può giocare anche da terzino o da mediano, che è diventato già un punto fermo della Nazionale Under 19. Chiarodia va tenuto d’occhio, e potrebbe diventare titolare anche nel Borussia Mönchengladbach entro la fine della stagione.

10 GIOVANI DA TENERE D’OCCHIO IN BUNDESLIGA – TOM BISCHOF

Tom Bischof è un trequartista tedesco del 2005 che si sta mettendo in mostra con la maglia dell’Hoffenheim. 8 presenze in Bundesliga da inizio stagione e un assist messo a referto. Per dimostrare la sua leadership, Bischof è già il capitano della Germania Under 19, con la quale ha segnato 5 gol in 7 presenze. Un potenziale altissimo per il centrocampista offensivo tedesco, che si prepara a prendere in mano l’Hoffenheim e provare a portarlo in Europa, dato che si trova al settimo posto in classifica in questo momento.

10 GIOVANI DA TENERE D’OCCHIO IN BUNDESLIGA – NOAH MBAMBA

In questo caso parliamo di una scommessa, perché Noah Mbamba gioca nella squadra che sta sorprendendo un po’ tutti. Il Bayer Leverkusen è probabilmente una delle squadre che gioca meglio in Europa e per questo motivo farà fatica a trovare minutaggio nella seconda parte di stagione, quando si entrerà nel vivo. Mbamba ha giocato appena due spezzoni in Bundesliga, ma ha segnato anche la sua prima rete con la prima squadra in Europa League, contro il Molde. Il mediano classe 2005 proverà a convincere Xabi Alonso in allenamento, e magari mettendosi in mostra nelle giovanili, dato che ha tutte le carte in regola per giocare nel Leverkusen.

10 GIOVANI DA TENERE D’OCCHIO IN BUNDESLIGA – CASTELLO LUKEBA

Castello Lukeba è già una certezza di una delle squadre più forti di Germania, il Lipsia. Il club Red Bull l’ha acquistato dal Lione in estate e da quel momento è sempre stato titolare. Un gol contro il Bayern Monaco e prestazioni di livello altissimo per il roccioso centrale francese. Il 2024 dovrà essere l’anno della conferma, e poi magari potrebbe arrivare l’occasione in un club ancora più grande. Il percorso potrebbe ricordare quello di un altro grande difensore francese come Upamecano e magari se le sue prestazioni dovessero mantenersi su questo livello, una big europea potrebbe bussare alla porta del Lipsia.

10 GIOVANI DA TENERE D’OCCHIO IN BUNDESLIGA – UMUT TOHUMCU

Il secondo centrocampista dell’Hoffenheim in questo approfondimento, ma questa volta parliamo di un 2004 di origini turche. Tohumcu ha saltato la preparazione estiva a causa di un problema alla caviglia, ma sta tornando in condizione e nelle ultime settimane sta ritrovando la continuità che sperava. Nell’anno nuovo ci si aspetta che diventi un punto fermo del centrocampo dell’Hoffenheim, che in questa stagione ha anche ambizioni europee.

10 GIOVANI DA TENERE D’OCCHIO IN BUNDESLIGA – EREN DINKÇI

Una delle sorprese di questa prima parte di stagione è senza dubbio Eren Dinkçi, ala offensiva dell’Heidenheim. Un impatto sorprendente sul campionato tedesco, con 6 gol in 15 presenze con la maglia rossoblù. Parliamo di un 2001, arrivato in prestito dal Werder Brema, che sta dimostrando tutto il suo talento in un club che ha senza dubbio meno pressioni. Il prossimo anno tornerà alla base e bisognerà capire se resterà o se una squadra più importante farà un tentativo. Intanto però l’Heidenheim se lo gode, come dimostra la posizione di classifica (nono posto).

10 GIOVANI DA TENERE D’OCCHIO IN BUNDESLIGA – MENZIONE D’ONORE – XAVI SIMONS

Per chiudere, una certezza, ma che ne ha dovuta fare di strada per arrivare fino a qui. Xavi Simons è sotto i riflettori di tutto il mondo fin da quando è bambino, e dopo l’arrivo al PSG il suo nome sembrava destinato a scomparire progressivamente dal mondo del calcio. L’anno in prestito al PSV ha però cambiato le carte in tavola: una stagione straripante, in cui è esploso definitivamente. In estate era tornato a Parigi, ma il desiderio di giocare l’ha portato in Germania, al Lipsia. C’erano molti dubbi sul suo rendimento in un campionato molto più complesso, ma il fantasista olandese ha risposto ancora una volta presente. 4 gol e 7 assist in Bundesliga, con anche due reti in Champions League. Questo è il bottino di Xavi Simons dopo la prima parte di stagione, e nella seconda parte è lecito aspettarsi un ulteriore miglioramento, perché stiamo parlando di un giocatore di appena 20 anni.

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Chi è Lewis Miley, il 2006 che ha segnato con il Newcastle

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CHI È LEWIS MILEY, IL 2006 CHE HA SEGNATO CON IL NEWCASTLE – La settimana scorsa, Jack Hinshelwood è diventato il marcatore più giovane nella stagione attuale di Premier League. Dopo appena dieci giorni, il record è stato battuto: ci ha pensato Lewis Miley del Newcastle. Il centrocampista classe 2006 ha trovato la sua prima rete in carriera in Premier League nella partita contro il Fulham, diventando il più giovane marcatore nella storia del campionato inglese da Federico Macheda.

CHI È LEWIS MILEY – LE CARATTERISTICHE TECNICHE E LA CARRIERA

Lewis Miley è un centrocampista classe 2006, alto 1,88, che si prepara a diventare un pilastro del Newcastle già in questa stagione. Miley ha esordito in Premier League nell’ultima giornata dello scorso campionato contro il Chelsea, e da quel momento è entrato nel giro della prima squadra. Quella contro il Fulham è stata la prima rete in Premier League e sicuramente non sarà l’ultima. La squalifica di Tonali ha permesso a Howe di promuoverlo sempre di più in prima squadra, e non la lascerà più. Cinque partite da titolare nelle ultime sei di Premier League, con un gol e un assist a referto per lui dovrebbero farci capire tutte le sue potenzialità. Al Newcastle da quando ha appena sette anni, Miley ha anche già esordito in Champions League nella sfida del 7 novembre contro il Borussia Dortmund.

CHI È LEWIS MILEY – LA PARTITA CONTRO IL MILAN

Lewis Miley è stato tra i protagonisti della partita contro il Milan. Il giovane centrocampista ha infatti messo a referto un assist, per la rete di Joelinton. Con il passaggio vincente, Miley è diventato il più giovane assistman inglese nella storia della Champions League. Una vera e propria rivelazione quella del 2006, di cui sentiremo sicuramente parlare in futuro ma anche nel presente.

 

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Chi è Jusef Erabi, l’attaccante classe 2003 seguito dal Genoa

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Chi è Jusef Erabi

CHI È JUSEF ERABI, IL RAGAZZO SEGUITO DAL GENOA – Il Genoa è pronta a continuare sulla via della linea verde. Proprio in quest’ottica va visto l’interessamento del Grifone per Jusef Erabi, giovane attaccante classe 2003.

CHI È JUSEF ERABI: CARRIERA

Nato a Stoccolma l’8 giugno 2003, Jusuf Erabi è un attaccante svedese classe 2003. Attualmente milita in Allsvenskan con la maglia dell’Hammarby. Questa è stata anche la squadra in cui è cresciuto sin dalle giovanili. Prima di arrivare in prima squadra infatti ha fatto tutta la trafila delle giovanili riuscendo a mostrare a tutti il suo talento.

L’esordio nella massima serie del calcio svedese è arrivato nel 2021, all’età di 18 anni, nel match contro l’Elfsborg. L’exploit, invece, c’è stato nella scorsa stagione, quando ha realizzato 11 reti e un assist tra campionato e coppa in 29 presenze. Al momento, invece, il campionato svedese ancora non è iniziato ma in questa stagione Erabi ha già segnato una rete nel secondo turno dei preliminari di Conference League contro il Twente.

CHI È JUSEF ERABI: NAZIONALE

In nazionale, invece, ha militato fino all’Under 21. L’esordio in questa categoria è arrivato lo scorso 19 giugno contro Gibilterra, match in cui ha realizzato anche la sua prima e unica rete finora. Ultimamente non è stato convocato dalla Svezia a causa di un infortunio al piede che lo terrà fuori fino a fine anno.

CHI È JUSEF ERABI: CARATTERISTICHE TECNICHE

Alto 183 cm, Erabi gode di buone doti tecniche, caratteristica essenziale per una prima punta come lui, che grazie a quanto fatto finora ha attirato su di sé i riflettori di vari club.

CHI È JUSEF ERABI: L’INTERESSAMENTO DEL GENOA

Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano, il Genoa ha aperto i colloqui con l’Hammarby per Jusef Erabi. Al momento la sua valutazione si aggira intorno ai due milioni di euro e ciò lo rende un profilo molto appetibile. Infatti, è seguito anche da altri club come Reims, Nantes e Slavia Praga.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram Jusef Erabi

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