Dove trovarci
Ainsley Maitland-Niles

Calcio Internazionale

Ainsley Maitland-Niles, un tuttocampista inglese nella Capitale

Ainsley Maitland-Niles, un tuttocampista inglese nella Capitale

Ainsley Maitland-Niles è ufficialmente un nuovo giocatore della Roma. Arriva nella Capitale con tanta voglia di rivalsa. E con l’etichetta del giocatore che potrà cambiare le sorti della squadra di Mourinho. É stato lo stesso Special One a chiedere espressamente l’ingaggio del classe 1997 inglese.

Arriva dall’Arsenal, che detiene ancora la proprietà del suo cartellino, in prestito fino a fine stagione. La cifra pagata dal club romano è di un milione di euro per il prestito secco, senza alcuna opzione prevista per il riscatto. Però, come accade ormai da anni per le operazioni a titolo temporaneo, le trattative potrebbero riaprirsi nella prossima estate. Se i giallorossi dovessero ritenersi soddisfatti della parentesi italiana del britannico, si potrebbe profilare un trasferimento a titolo definitivo.

SCINTILLA CHE NON DIVENNE FIAMMA

La storia di Ainsley Maitland-Niles è quella di una promessa del calcio che non è ancora riuscita ad esplodere. Dopo una carriera passata nelle giovanili dell’Arsenal, Arsène Wenger decide di gettarlo nella mischia ancora giovanissimo.

Il 9 dicembre 2014 Maitland-Niles fa il suo esordio tra i professionisti contro il Galatasaray, diventando il secondo esordiente più giovane della storia dei gunners in una competizione europea, alle spalle di Jack Wilshere. Nel 2017 si laurea campione del mondo under-20 con l’Inghilterra, insieme all’attuale milanista Tomori.

Sembra l’alba di una carriera florida e ricca di risultati, in una società che ha sempre puntato su di lui, accogliendolo sin dall’età di 6 anni.

In realtà, con gli anni la situazione non migliora come ci si aspettava. Il feeling con Unay Emery non decolla. E la successiva relazione con il nuovo tecnico, Mikel Arteta, stenta a decollare. Sotto la guida del tecnico iberico vive la sua stagione migliore in maglia gunners nell’annata 2019/20. Scendendo in campo per un totale di 32 volte, realizzando una rete e mettendo a referto due assist.

Lo scorso gennaio, un carattere particolarmente piccante e la voglia di giocare lo portano lontano dall’Emirates Stadium per la seconda volta.

La prima fu nella stagione 2015/16, con la parentesi all’Ipsiwch Town. Più che una bocciatura, un soggiorno per mettere minuti nelle gambe a soli 19 anni. La scorsa stagione, invece, si trasferisce in prestito al West Bromwich . 15 partite. Al termine del quale, però non arriva la riconferma.

Dopo essere tornato a Londra, la situazione non cambia. In questa stagione scende in campo solo otto volte in campionato.

PANCHINA, CRISI E INCOMPRENSIONE

Questa prima metà di stagione, in Premier League, ha visto sia il calciatore inglese e l’Arsenal venirne fuori in maniera completamente opposta.

I londinesi, dopo un inizio stagione negativo, sono attualmente quarti in classifica. Merito dei tantissimi golden boy estratti dal florido settore giovanile  dei cannonieri, con Smith-Rowe e Saka a fare da uomini-copertina.

Però, di contro, Maitland-Niles, che nelle scorse stagioni ha avuto attaccata dietro la schiena l’etichetta di “golden boypronto al lancio, ha visto molte delle partite dalla panchina, chiuso dal neo-acquisto Takehiro Tomiyasu. Nelle 8 gare di Premier League, in cui il terzino londinese è sceso in campo, si contano poco più di 260 minuti complessivi.

A pesare, probabilmente, anche una storia Instagram abbastanza eloquente, con cui Maitland-Niles ha concluso la scorsa sessione di calciomercato. Una frase su sfondo nero. “Tutto ciò che desidero è andare in una squadra in cui sia apprezzato e dove possa giocare“, con tanto di tag al profilo Instagram dell’Arsenal. Quella squadra, ora, può essere proprio la Roma di José Mourinho.

Nel frattempo, però, Ainsley Maitland-Niles ha dovuto fare i conti con l’iniziale crisi di risultati del suo club. Poi con la sua crisi interiore e con le molte panchine. Infine, con un senso di incomprensione che lo ha portato ad allontanarsi nuovamente da quell’Arsenal, che è stata presenza costante in tutta la sua vita, calcistica e non.

I disagi di un ragazzo di 24 anni diventano anche i disagi di una squadra che non fa più al caso suo. Il percorso in discesa che ha preso la sua carriera non dipende più, soltanto, dal rendimento sul campo.

RELAZIONI FAMILIARI

I problemi di Ainsley Maitland-Niles non sono circoscritti solo al campo di gioco.

La sua storia racconta di un ragazzo che, grazie al calcio, si è salvato da una vita di stenti e delinquenza. Quando sua madre Jule Niles lo dà alla luce, ha solo 17 anni. Ainsley cresce in strada, come molti suoi coetanei, nei sobborghi di Londra, e ha solo suo frattello maggiore Cordi e sua madre Jule come punti di riferimento. A sei anni entra nell’accademy dell’Arsenal, che lo coccola e lo tiene con sè fino all’approdo tra i professionisti.

Eppure, in tutto questo percorso, i problemi non sono certamente mancati.

Nel 2015 il “Mirror” raccontò di un incidente tra sua madre e Dick Law, un funzionario dell’under-21 del club, che ha portato anche all’intervento della polizia. In seguito a questo incidente, sua madre Jule venne bandita dall’accademy prima, e dal centro tecnico di Colney poi.

Nel 2018 ha fatto ancora più rumore l’intervista che sua madre ha rilasciato al “Sun“. Nel quale dichiarava: “Mio figlio gioca nell’Arsenal e potrebbe comprarmi uno o due appartamenti. Invece dormo in un magazzino“. Dichiarazioni rumorose per il calciatore, che rischiavano anche di deconcentrarlo all’alba della sua carriera da calciatore professionista, a soli 21 anni.

La delicata situazione familiare, viene ulteriormente aggravata da episodi di razzismo, nel corso della sua carriera a livello giovanile. E dalla mancanza di una figura paterna.

Ora Maitland-Niles sembra essersi messo alle spalle tutto ciò. E, soprattutto, sembra avere la forza psicologica per non ricadere in quel passato e non abbandonare ciò che ha faticosamente conquistato. La Roma è un’ulteriore banco di prova. Ma, allo stesso tempo, può essere il suo porto sicuro, nel quale chiudere definitivamente una parentesi lunga quasi quanto la sua stessa vita e guardare ad un futuro più radioso.

JOLLY TUTTOCAMPISTA

Ainsley Maitland-Niles nasce come esterno di centrocampo. Le sue qualità maggiori sono, senza alcun dubbio il dribbling e la corsa, che lo rendono un laterale d’attacco molto pericoloso. Nonostante la sua propensione sia indirizzata alla difesa. E’ un giocatore che non si risparmia, quando si tratta di lavorare duro e di dare qualcosa in più. Alle indubitabili qualità tecniche, si somma anche uno spiccato senso del lavoro e una dedizione al miglioramento.

Capace di ricoprire sia il ruolo di terzino, che di laterale in mediana, Maitland-Niles è stato per anni una spina nel fianco per le difese avversarie. Nell’ultimo periodo, la sua abilità nel portare palla e nel trovare il passaggio decisivo ha spinto Arteta ad utilizzarlo anche come centrocampista centrale, davanti alla difesa.

In linea anche con la tendenza di utilizzare le qualità dei terzini dai piedi buoni come registi aggiunti nel centro del campo. Linea di pensiero che sta prendendo sempre più piede, anche in altre big inglesi ed europee.

Alla Roma arriva con la prospettiva di essere il laterale destro che serve a Mourinho per dare freschezza alla squadra, anche a gara in corso. Ma anche per far rifiatare Rick Kasdorp, con la consapevolezza che Maitland-Niles ha qualità e tecnica diversa rispetto all’olandese. E non è da escludere che, con un 4-4-2, i due giocatori non possano giocare insieme.

Sono alte anche le possibilità di vederlo come interno di centrocampo, all’occorrenza, per far rifiatare Cristante o Veretout.

Infine, il grande spirito di sacrificio e la dedizione al lavoro, del classe 1997, lo ha reso anche molto duttile e capace di giocare sulla fascia opposta. Resta una soluzione di emergenza. Ma è comunque una freccia che lo Special One potrebbe dimostrare di apprezzare.

SULLE ORME DEL ROSSONERO

Al suo approdo a Roma, Ainsley Maitland-Niles porta inevitabilmente con sè un bagaglio di delusioni e di opportunità sfuggite. Il centrocampista inglese vuole dimostrare che un’intera vita dedicata al calcio non merita di essere mandata in fumo così facilmente.

Ironia della sorte, la squadra che lo accoglie ha il suo stesso stato d’animo. Sono ancora troppo freschi i ricordi delle notti europee del 2018 per la Roma. Il fatto che, nel giro di qualche stagione, si sia passati da una semifinale di Champions League, a battagliare in Conference League, è una cosa che nella Capitale fanno ancora fatica a digerire. Ancor di più se si pensa che moltissimi dei giocatori di quella Roma, ora sono al top nei rispettivi club europei. Da Salah e Alisson, che hanno trovato fortuna sin da subito, passando per Rüdiger campione d’Europa e Dzeko, attualmente nel club capolista in Serie A.

La speranza dei tifosi, ma soprattutto dei dirigenti giallorossi, è quella che con Maitland-Niles si possa mettere una decisiva pietra per la ricostruzione di una Roma che vuole tornare ai vertici. L’esempio più immediato è quello del suo connazionel Fikayo Tomori, promessa mai esplosa nel Chelsea, che 12 mesi fa è approdato in Serie A al Milan, diventandone un pilastro nella linea di difesa.

La Roma ha già compiuto un’operazione simile in questa estate, acquistando Tammy Abraham dal Chelsea e consegnandogli le chiavi dell’attacco. Con Maitland-Niles si aggiunge una nuova pedina ad una Roma sempre più britannica. Con la prospettiva di premere sui giusti tasti, per valorizzare lo spirito di rivalsa dei wonder kid inglesi. E trovare la sua fortuna.

Immagine in evidenza presa da flickr con diritti Google Creative Commons

Lascia un commento

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Altro in Calcio Internazionale