La Russia e la Serie A. Un binomio molto inusuale. Tra le tante “contaminazioni” estere che rendono più ricco il calcio italiano, sicuramente il paese più vasto del mondo non può dire di aver impattato. Né sulla produzione, né sul valore. La tratta coniugante lo stato est-europeo e lo stivale, da questo punto di vista, consta di 13 obliterazioni. Se il confine tra consacrazione e rilancio è sottilissimo, inesistente è la linea che suddivide i top e i flop: prima della stagione in corso, sono ben 11 le meteore abbattutesi sul nostro torneo. Per la legge dei grandi numeri, però, arriva sempre il caso che spezza il trend; quel caso lo scova l’Atalanta, detentrice del cartellino di Aleksey Miranchuk, il russo che vuole l’Italia.

L’ATALANTA CHIAMA, MIRANCHUK…NON RISPONDE

Un sorridente Miranchuk posa per la prima volta con l'uniforme dell'Atalanta

Fonte foto: profilo Facebook @Atalanta Bergamasca Calcio

Scatta il 4 settembre 2020 l’avventura a Bergamo di Aleksey Miranchuk, il russo che vuole l’Italia. € 14.500.000 il costo dell’operazione. Cifra che lo etichetta come terzo acquisto più remunerativo della storia del club orobico. A colorarlo di nerazzurro è l’amministratore delegato Luca Percassi. Siamo molto fieri di quest’operazione, lo stavamo seguendo da tre stagioni e siamo convinti che riuscirà ad esprimersi alla grande. Le parole di benvenuto, rilasciate a Nobel, noto giornalista russo, fanno trasparire soddisfazione ma anche cautela: la più o meno longeva maturazione dell’affare potrebbe somigliare al processo di crescita del ragazzo. Ecco fatto: il riacutizzarsi di un infortunio al bicipite femorale e il contagio da Covid gli fanno saltare due mesi di rodaggio nel gruppo e di approccio al ritmo partita nostrano. Non che abbia particolari colpe, ma una cartella clinica non è la chiave giusta per familiarizzare con una nuova realtà. Specie se la sua gestione è nelle mani di Gasperini.

IL FUTURO È GARANTITO, IL PRESENTE NO

Malinovsky dispensa saggio di forza fisica e tecnica

Fonte foto: profilo Facebook @Atalanta Bergamasca Calcio

 

Aleksey Miranchuk esulta per il goal del 3-2 contro la Lazio ai quarti di Coppa Italia

Fonte foto: profilo Instsgram @miranchuk

La "Nonna" Ilicic dribbla all'interno Musacchio a San Siro in Milan-Atalanta 0-3: gran giocata offensiva!

Fonte foto: profilo Instagram @ilicic72

Nonostante il talento di Slavjansk-na-Kubani sia un elemento tatticamente duttile, il tecnico di Grugliasco è restio nel ritagliarli un ruolo un po’ più appariscente. In maniera meno politichese rispetto alla società, Gasp predica calma e schiettezza: il suo innesto risponde al perfetto e agognato identikit per sostituire Ilicic in futuro. E il “battesimo” concessogli non sembra poi tanto scostarsi da ciò che dice il campo: fino a ora sono 625 i minuti disputati; 476 in campionato, 128 in Coppa Italia e appena 21 in Champions League. Numeri poveri, se pensiamo che il suo insediamento nella rosa avrebbe dovuto dare un tocco di esperienza ulteriore soprattutto fuori dai confini interni. Dati sorprendenti, quando ci rendiamo conto che Malinovs’kyj gli è davanti nelle gerarchie: Lesha sembra essere la fotocopia della Nonna; entrambi “ricamano” la manovra con una conduzione in corsa della sfera farraginosa, ma efficace per via di giocate dirette o di rifinitura davvero superbe. Lo sloveno fa il “mago” ogni volta che può, l’ex giocatore della Lokomotiv Mosca illude troppo spesso, al punto da essere deleterio: il suo cercare reiteratamente il dribbling anche in zone a rischio e la conseguente perdita di possesso del pallone è un rischio che la Dea non può correre, vista la sua vocazione offensiva.

CARPE DIEM

Miranchuk viene premiato come giocatore del mese di gennaio dai tifosi della Dea

Fonte foto: profilo Facebook @Atalanta Bergamasca Calcio

Il mancino prevalentemente finalizzatore e la forza fisica dell’ucraino dona alla squadra rinnovati equilibri. Una parola ancora sconosciuta per Aleksey. Si racchiude qui la ragione delle reiterate esclusioni del ciscaucasico. Delle 23 presenze complessive, 18 lo vedono subentrare: nella massima divisione italiana “timbra” il cartellino per ben 15 volte, le altre 3, invece, fanno capo alla Coppa dalle grandi orecchie. Sebbene trattasi di spezzoni, riesce a regalare il proprio contributo con due goal all’attivo. All’esordio, tra l’altro: Inter e Midtjylland sono le “vittime” del russo. Che, in tal senso, si ripete anche in Coppa Italia: una competizione che lo vede segnare ben due realizzazioni molto “pesanti”; gli ottavi e i quarti, disputati contro Cagliari e Lazio, mettono in mostra anche la decisività del suo impiego. Il cui impegno convince i tifosi dell’Atalanta che l’inizio incisivo di 2021 gli deve valere l’esclusivo riconoscimento di giocatore del mese di gennaio. Non male. Deve proseguire su questa strada. Perchè lui è Aleksey Miranchuk, il russo che vuole l’Italia.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram @miranchuk