Possente, muscoloso, dalle corna ricurve e ben appuntite. Agile nel correre sia su terreni aridi che paludosi, grazie a duri zoccoli che gli permettono di accarezzare la superficie senza mai perdere velocità. Docile in natura, ma pronto a difendersi con ferocia se attaccato. Può incornare, scalciare, caricare. Un mix di mosse che lo rendono all’occorrenza letale. Il bufalo, animale imperioso e per nulla comune. Unico nel suo genere. È per questo che i tifosi dei Glasgow Rangers hanno deciso di associare questo magnifico esemplare ad Alfredo Morelos. El Bufalo, appunto.

“Penso che mi abbiamo soprannominato così anche per come gioco. Per come difendo il pallone, lotto per la squadra. Mi piace. Mi piace lottare per loro, visto la passione che ci dimostrano ogni settimana”.

Arrivato nella gelida Scozia il 19 giugno del 2017 per un milione di sterline, l’attaccante colombiano (il primo nella storia del club scozzese, ndr) anno dopo anno, partita dopo partita, sta scrivendo le pagine più importanti della rinascita dei Gers di Steven Gerrard. Se i Light Blues al momento si trovano appaiati agli eterni rivali del Celtic in cima alla classifica della Scottish Premiership, gran parte del merito va data infatti al figlio di Cereté.

fonte: profilo Twitter ufficiale Rangers FC

37 punti dopo 14 giornate di campionato, uniti a un attuale primo posto nel complicato Gruppo G di Europa League con una sola gara ancora da disputare per strappare un pass per la fase a eliminazione diretta (Porto, Young Boys e Feyenoord le rivali nel girone, ndr). Numeri che nella lingua di Morelos – quella del goal ovviamente – si traducono in 25 reti in 28 gare stagionali così ripartite: 10 in 13 di Premiership, 2 in 2 di League Cup, 5 in 5 di Europa League e che, unite alle messe a segno in altrettante gare di preliminari alla coppa europea, fanno segnare un totale di 13 goal in 13 apparizioni continentali in questa stagione. Solo una in meno del record di segnature in Europa nella stessa stagione per un giocatore militante in un club scozzese: era il 2003 e il protagonista fu Henrik Larsson, allora ai Celtic.

Goal. Goal. E ancora Goal. Questa è – come detto – la lingua parlata da Morelos. Quella che gli ha permesso di destreggiarsi tra Colombia, Finlandia e Scozia nel corso della sua carriera. Che gli ha permesso di farsi capire subito dai suoi nuovi tifosi. Di farsi amare.

COLAZIONE

Nato il 21 giugno 1996 a Cereté, Cordoba, El Bufalo ha sempre sostenuto di aver iniziato la sua carriera da calciatore a cinque anni. Suo padre il primo sostenitore, Los Fumigadores di Cereté il primo club. Qui il maestro Alfonso e il presidente della scuola calcio, Vicente Fernandez, lo hanno istruito e seguito per oltre dieci anni, diventando così due delle persone più importanti della sua vita. Lo dimostra il fatto che ancora oggi, ogni volta che torna in Colombia, Morelos non perde occasione per riunirsi con i suoi due mentori.

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L’Independiente di Medellin invece il suo primo club da professionista. A 18 anni il debutto in prima squadra, il 1° settembre del 2014 nel 3-0 contro il Rionegro Aguilas. Cinque giorni dopo il suo primo goal, contro il Fortaleza. A Medellin ha imparato a vivere lontano dalla famiglia, a credere in se stesso e a non lasciarsi abbattere dalle difficoltà. Lezioni che gli sono tornate utili poi a più riprese nel corso della sua vita, segnata soprattutto dalla tragica scomparsa di una sorella. Una perdita che lo ha portato a credere con ancora maggior forza nel suo sogno di diventare un calciatore, quella che al tempo gli sembrava la strada migliore per potersi permettere di prendersi cura della sua famiglia.

“Promisi a mia madre che mi sarei occupato di tutti loro. Sono orgoglioso di averlo fatto”.

Per questo non ha esitato nemmeno per un secondo quando nel febbraio del 2016 l’HJK di Helsinki gli ha proposto di trasferirsi prima in prestito e poi a titolo definitivo in Finlandia. Una sfida che Morelos ha accolto con umiltà – quella che dice essere la sua migliore caratteristica sia in campo che nella vita – e fame.

“L’esperienza in Finlandia mi ha cresciuto sia fisicamente che mentalmente. Le condizioni erano sempre diverse e dovevi farti trovare pronto”.

Subito in goal al debutto nel derby contro l’HIFK in Coppa di Lega, solo quattro giorni dopo l’aver firmato il contratto. Una rete al 90’ che gli ha permesso di regalare ai tifosi un insperato 3-3, mettendo così la prima tacca su un foglio che presto sarebbe diventato troppo piccolo per ospitare tutte le sue spunte. 30 infatti i goal in 43 gare e il titolo di ‘Miglior attaccante’ del campionato. Goal che si sono tradotti poi anche in una Veikkausliiga e una Finnish Cup (al momento unici due titoli vinti in carriera da Morelos oltre a una Categoria Primera A con il Medellin del 2016, ndr).

fonte: profilo Twitter ufficiale UEFA Europa League

PRANZO

Adrenalinico e passionale in campo, Morelos il suo habitat perfetto lo ha trovato però in Scozia, a Glasgow. Re di Ibrox, idolo delle masse. Qui El Bufalo si sente perfettamente integrato nella mandria. Quella composta dai giocatori dei Rangers, dallo staff tecnico, dai tifosi. Famiglia informe che sin dal suo primo passo sul suolo scozzese lo ha fatto sentire a casa.

“In questa città mi sento bene, i tifosi mi amano e me lo dimostrano ogni volta che esco di casa. Sono sereno, vivo bene e gioco bene”.

18 goal alla sua prima stagione con i Gers (miglior marcatore della squadra), titolo di ‘Capocannoniere della Scottish Premiership’ al suo secondo anno (sempre 18 goal), oltre che ‘Miglior giocatore’ dei Rangers sia per i tifosi che per i colleghi. La stagione 2018/19 di Morelos può infatti essere letta come il vero turning point della sua carriera fino a questo momento. Dimostrato di poter mettere la propria firma in tutte le gare più importanti, il colombiano ha anche imparato sulla propria pelle che all’istintività di Dioniso talvolta è meglio preferire la ragionevolezza di Odisseo. Troppi infatti i cinque cartellini rossi accumulati la scorsa annata, l’ultimo dei quali dopo uno scontro con il capitano dei Celtic, Scott Brown, in un Old Firm. Un atteggiamento che coach Gerrard non era più disposto ad accettare. Per questo ora l’ex Liverpool è entusiasta del fatto che il proprio attaccante non sia mai stato espulso in questa stagione.

“Deve continuare a fare ciò che sta facendo. Ha realizzato, tra la fine della scorsa stagione e l’estate, che l’unica persona che stava penalizzando con il suo atteggiamento in campo era se stesso. Se continua come ora invece può rompere diversi record. Ama questo gioco e non mi sorprenderebbe vederlo stabilmente nella nazionale colombiana e segnare tanti goal anche altrove”.

Parole pronunciate dopo il 2-2 contro il Feyenoord in Europa League. Una gara che ha permesso a Morelos di entrare nella storia dei Rangers. Autore di una doppietta, El Bufalo è infatti diventato il primo giocatore del club ad andare a segno per quattro gare consecutive in Europa. Unico. È così che lo considera infatti il presidente dei Rangers, Dave King, per il quale Morelos a gennaio non verrà venduto nemmeno difronte a un’offerta da 40 milioni di sterline.

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Considerato al momento come uno dei migliori attaccanti sul suolo britannico, il colombiano è infatti entrato nel mirino di diversi club inglesi, e non, per la prossima finestra di mercato. Crystal Palace e Aston Villa lo hanno fatto seguire molto da vicino dai rispettivi osservatori. Il Saint-Etienne pare aver chiesto informazioni. Tutti scenari allontanati però dal direttore sportivo dei Gers, Ross Wilson, il quale è confidente nel fatto di poter trattenere il giocatore a Glasgow almeno fino al termine di questa stagione. Andarsene ora non avrebbe infatti alcun senso, per nessuno.

“Vogliamo che i nostri giocatori migliori restino nel nostro club il più a lungo possibile. Sappiamo che, come accade in ogni club, a un certo punto alcuni giocatori decidono di muoversi verso altre società per svariate ragioni. Ciò però non accadrà a gennaio. La prima squadra ha molti giocatori che interessano a diversi club dal momento che ora siamo in una posizione di gran lunga migliore rispetto a qualche anno fa. La gran parte del merito va data al lavoro di recruiting che hanno fatto Steven Gerrard e il suo staff. Per questo tenere con noi i migliori giocatori il più a lungo possibile è importante per noi”.

Il progetto dei Rangers al momento d’altronde non può fare a meno di Morelos. Soprattutto ora che il giocatore ha raggiunto un nuovo livello di consapevolezza nei propri mezzi. Ha infatti imparato ad analizzare il gioco. Sa quando è il momento di ricorrere alla sua irruenza per spazzare via le difese avversarie a suon di incornate (goal). Sa quando è meglio sfoderare dolcezza e acume colpendo con poche ma precise zoccolate (assist). Dal primo minuto o a gara in corso, il suo contributo è sempre decisivo. Un pregio che ha forse ereditato per osmosi dal compagno di squadra Jermain Defoe, del cui arrivo ai Rangers Morelos ha senza dubbio beneficiato.

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CENA

Individuato in Lionel Messi l’idolo da adorare, nell’attaccante argentino Morelos vede anche un collega al quale provare ad avvicinarsi prima del termine del 2019. In questo anno solare la Pulga è infatti riuscita a collezionare 47 goal, fermandosi al momento al terzo posto di questa speciale classifica (al 1° posto Abderrazak Hamdallah dell’Al-Nasr con 50 goal, al 2° Robert Lewandowski con 49). Qualora dovesse segnare quest’oggi all’Aberdeen, Morelos salirebbe invece al 5° posto della graduatoria. Con 38 goal eguaglierebbe infatti Carlos Vela, preceduto poi da German Cano dell’Independiente Medellin con 43 centri.

fonte: profilo Twitter ufficiale Rangers FC

Questo l’obiettivo che El Bufalo proverà a raggiungere oggi, desideroso poi di scalare nuove posizioni di questa particolare classifica da qui a fine 2019. Lo stesso identico percorso che vuole percorrere in Nazionale. Entrare a far parte in pianta stabile della Colombia è infatti il grande obiettivo per il futuro. Il primo passo lo ha compiuto l’8 settembre 2018 contro il Venezuela in amichevole, gara in cui ha fatto segnare il suo debutto (entrò al 77° e mise a referto il decisivo assist per la vittoria, ndr). Il secondo risale invece al 15 novembre scorso, quando ha realizzato la sua prima rete nell’1-0 contro il Perù. La prima di tante, si è ripromesso Morelos. El Bufalo, d’altronde, ha fame.

(Fonte dichiarazioni Morelos: documentario ‘Soy Alfredo – The Morelos Story’, www.rangers.co.uk)

(Fonte immagine in evidenza: profilo Twitter ufficiale dei Rangers FC)