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All’ombra del bomber

Non è facile per una “seconda” punta cercare di farsi notare, e riuscirci poi, all’ombra del grande bomber. Specialmente se quel numero 9 è arrivato in silenzio, per pochi milioni, senza pretese stellari con il compito di assicurare la quota gol semplicemente utile all’obbiettivo stagionale rivelandosi poi una letale macchina da gol.
Se contestualizzato al Genoa e al recente passato, le pretese si abbassano ulteriormente paragonate al grande 9 del top club.
Diventa ancora più difficile farsi notare se quel bomber in 7 partite ufficiali la mette dentro 12 volte; e in un contesto come il Genoa, controfattualmente alle attese, l’effetto di risonanza è amplificato all’ennesima potenza.

Nonostante le premesse decisamente ostili Kouamé sta riuscendo a ritagliarsi un’importante fetta di apprezzamenti ed elogi per quanto fatto vedere in campo, da tifosi, giornalisti e allenatore. All’ombra di Piatek. All’ombra di un uomo da 12 gol in 7 partite.

OLTRE PIATEK

Nel vortice di ammirazione, elogio e prime avance mercatare per la punta polacca c’è un’altra punta rossoblù che sta riuscendo a ritagliarsi il proprio angolino di spazio, silenziosamente, all’ombra dei gol del grande bomber risultando così altrettanto decisivo e aiutando quella grande stella, quella di Piatek, a brillare.

Christian Kouamé non ha effettivamente avuto lo stesso effetto di risonanza e d’impatto sui risultati della squadra che il 9 polacco ha messo in mostra. Il confronto è impietoso se solo basato sui numeri. Non tanto per demeriti e incapacità del ventenne ivoriano, ma quanto per l’eccezionalità e straordinarietà di quello che sta facendo vedere il compagno di reparto. 12 gol a 1. E fin qui la differenza è sostanziale e devastante. Ma i numeri spesso ingannano nel disegnare un calciatore.
Infatti, più di tutti gli altri, il dato da tenere in considerazione e su cui puntare nel giudicare Kouamè al fine della nostra analisi sono gli assist.

Non tantissimi fin qui. Nella stagione in corso sono infatti 3. 2 in campionato e 1 in Coppa Italia. Non esagerato altruismo. Ma analisi migliore rivela per tutti e 3 lo stesso solo, naturalmente Krzysztof Piatek. Già questo umile numero è primo assaggio del contributo tecnico che Kouamè sta dando al Genoa. In più, è anche guardando a ritroso che si trova il reale impatto che l’ivoriano potrebbe avere e già sta facendo assaggiare a Genova. Nell’ultima stagione a Cittadella in 47 presenze 13 sono stati i gol. 13 gli assist. Segnare e far segnare il dictat di Kouamé. Ed è su questo che probabilmente il Genoa creerà la propria fortuna in questa stagione con una delle più giovani coppie d’attacco dell’intera Serie A: classe 1997 l’ivoriao, 1993 Piatek.

Crescere e farsi notare all’ombra del bomber dunque non è e non sarà facile per Christian Kouamé. Il compito potrà essere però molto meno critico di quanto possa sembrare se i gol di quel bomber deriveranno proprio da assist e  movimenti dell’ivoriano.
Quanto appena espresso trova compimento e realizzazione proprio nell’ultima giornata, nella gara tra Genoa e Frosinone. Doppietta di Piatek (strano), doppio assist di Kouamé.
Nel primo gol l’ivoriano è stato bravo nel trovare l’inserimento centrale senza palla, attirando su di sè l’attenzione di Capuano e Salomon su palla lunga di Criscito, vincere il contrasto aereo e recapitare palla sul letale destro del polacco. Un gol in cui Piatek è di fatto riuscito a sfruttarne il movimento, il lavoro sporco per trovarsi apparecchiata la tavola per la rete

“Sacrificio” di Kouamè che sta diventando leitmotiv durante le gare genoane con destinazione ultima nei piedi di Piatek bravo a sfruttare gli spazi lasciati e le occasioni create. Come in occasione del 2-0. Ancora una volta, una palla lunga a cercare le lunghe leve dell’ivoriano, veloce e capace di adoperare il proprio fisico, un punto d’appoggio importantissimo nella manovra del Genoa e nell’occasione abile a sfruttare l’errore di Salomon e offrire poi l’appoggio facile facile a Piatek per il 2-0 a porta praticamente vuota.

Una coppia che sembra già aver trovato complicità e simbiosi di gioco. Uno per l’altro. Ed è dimostrato soprattutto dalla heatmap dei due propio nella gara contro il Frosinone.

Hetamap delle zone calpestate da Kouamè. (Fonte whoscored.com)

Heatmap delle zone calpestate da Piatek. (Fonte whoscored.com)

Le zone coperte durante la gara sono quasi le stesse, sovrapposte, soprattutto in quella più accesa di Kouamé; a sottolineare come i movimenti di uno siano estremamente funzionali per l’altro. Un movimento ad incastro, ad aprire lo spazio per far infilare l’altro nel buco creato. Un gioco di movimenti rodati e precisi.

L’importanza di Kouamé nella manovra offensiva genoana è anche sottolineata poi dai 49 palloni toccati nella gara di domenica. Quasi il doppio dei compagni di reparto Piatek (26) e Pandev (25).

L’ombra di Piatek si fa sempre più grossa e imponente visto lo strapotere realizzativo in queste prime 6 giornate (7 con la gara in Coppa Italia). 12 gol. Media spaventosa.
Certo è che il contributo di Kouamè sta diventato sempre più evidente e il fatto di dover crescere nascosto dal bomber polacco potrebbe non essere così di difficile assimilazione per l’ivoriano che – va detto – col doppio palo di domenica deve anche iniziare a fare i conti da subito con la sfortuna.

Se non saranno gol, il passato più lontano e quello immediatamente recente fanno presagire che per Kouamé saranno tanti assist al servizio di Piatek, per farne diventare sempre più grande l’ombra adattandola a propria zona di comfort.

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