Domani sera andrà finalmente in scena il match decisivo per l’esito finale della Ligue 1 2020/2021: PSG-Lille. Entrambe a quota 63 punti, i parigini con il miglior attacco, “Les Lilloises” con la miglior difesa. Uno scontro quanto mai cruciale, che all’andata ha visto l’equilibrio prevalere sull’estro.

Forse quello 0-0 maturato a dicembre è stato solo frutto della situazione di classifica, che vedeva i “mastini” primi, proprio davanti ai campioni in carica. Non a caso, la partita dei ragazzi di Galtier fu prettamente attendista, impostata esclusivamente sul mantenimento del pareggio e, di conseguenza, di quel punto di vantaggio sugli inseguitori rossoblù.

 

Recentemente, però, le strade delle due compagini si sono incrociate di nuovo. Stavolta in Coupe de France, e il risultato finale è stato completamente diverso. Con un secco 3-0, Mbappé e compagni si sono assicurati il passaggio ai quarti di finale annientando in scioltezza “Les Dogues”. Stavolta, però, è stata una partita diversa, nella quale il Lille ha avuto per la maggior parte del tempo il pallino del gioco, ma gli attaccanti del PSG hanno dato prova di maggior efficacia.

Sabato alle 17:00 andrà in scena il terzo e ultimo atto. Dopo un pareggio a reti bianche e un sonoro ko, il Lille ha l’occasione per dimostrare di essere in grado di giocarsi il campionato fino alla fine.

Niente è ancora deciso, tutto ancora da decidere.

PARIS IN CERCA DI CONFERME

Les Parisiens” sono reduci da un periodo costellato da luci ed ombre. Da un lato l’arrivo di Mauricio Pochettino ha dato una nuova identità a tutta la squadra: con il suo “classico” 4-2-3-1 ha ampiamente migliorato le abilità offensive, innalzando di conseguenza il livello delle prestazioni. A testimoniarlo, la prova del Camp Nou. Quattro reti segnate al Barça di Koeman, una sola subita (peraltro su calcio di rigore) e la dimostrazione di una fluidità di gioco che fino ad allora faticava a prendere piede.

L’uomo squadra è chiaramente Kylian Mbappé, a quota 30 marcature stagionali in 36 match disputati; a causa della travagliata stagione di Neymar, che lo ha costretto a collezionare solamente 12 presenze nel campionato francese, il classe ’98 è stato a lungo il principale terminale offensivo del PSG, sostenuto soltanto a sprazzi da Icardi e Kean.

Da segnalare, inoltre, che dall’arrivo del tecnico ex Tottenham, il centrocampo rouge-et-bleu ha definitivamente compiuto il salto di qualità. Gueye e Ander Herrera sono definitivamente maturati, mentre Danilo Pereira ha riportato l’equilibrio tattico che mancava da ormai da un paio di anni.

Di contro, però, la situazione fuori dal “Parco dei Principi” non è di certo delle migliori. Le importanti aspettative della pre-season hanno lasciato il posto ai malumori dei tifosi, delusi dalle prime uscite horror dei ragazzi sotto la guida di Tuchel. Di sicuro nessuno di loro si sarebbe aspettato di trovarsi, a questo punto della stagione, a giocarsi il titolo non con una, ma con altre due squadre. Cosa praticamente mai successa nelle ultime tre stagioni.

A peggiorare la situazione poi hanno contribuito, in tempi più recenti, le disavventure familiari occorse ad Angel Di Maria e Marquinhos. Due episodi spiacevoli che di certo non hanno contribuito a rasserenare l’ambiente, già di per sé poco tranquillo.

Questa mancanza di tranquillità ha portato il PSG a collezionare ben 7 sconfitte e 3 pareggi. Un ruolino di marcia al quale i campioni di Francia non sono di certo abituati. Nei parigini spesso sembra mancare il giusto atteggiamento, quella cattiveria agonistica caratteristica delle squadre d’élite europee. Troppe volte nelle gare contro squadre di livello inferiore il vero problema è stato l’approccio mentale, spesso superficiale, per non dire arrogante.

Sicuramente un dettaglio non insignificante, che ancora una volta testimonia come i pronostici possano essere ribaltati.

LILLE IN LINEA VERDE

Perché paragonare questo scontro a quello biblico tra Davide e Golia? Perché ridimensionare a tal punto la realtà Lille? Perché non poterla già considerare un club all’altezza delle posizioni di vertice del campionato francese? Il motivo è molto semplice.

Basti pensare che solamente tre stagioni fa, in questo preciso momento della stagione, la squadra ricopriva la 19a posizione in classifica, a un passo dal baratro della retrocessione. La timida ripresa delle ultime giornate, poi, ha consentito di sventare il pericolo e il 17° posto finale è diventato in tutto e per tutto il punto di partenza di una nuova avventura. Serviva un deciso cambio di rotta, un progetto tecnico nuovo, che potesse far ritornare i “mastini” ai fasti raggiunti sotto la guida di Rudi Garcia.

A distanza di un paio di stagioni, si può dire senza remore che il progetto sia finalmente ripartito, dando piena fiducia a profili promettenti, giovani e ricchi di talento. Ai “vecchi” senatori come Maignan, Xeka e Soumaré sono state infatti affiancate le nuove leve, che hanno portato nuova linfa grazie alla loro freschezza e al loro brio. Jonathan David, Sven Botman e Renato Sanches sono solo gli ultimi arrivati di un gruppo che conta nomi come quelli di Ikoné, Bamba, Yazici e Celik. Giocatori oggi non molto familiari al grande pubblico, ma che probabilmente nei prossimi anni faranno parlare di sé.

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E i risultati ottenuti finora, infatti, ne sono una chiara testimonianza. Il cammino in Europa League si è arrestato solo per mano dell’Ajax di Ten Hag (tra le favorite per la vittoria finale), mentre in Ligue 1Les Dogues” sono stati in grado di accumulare 63 punti in 30 partite, mettendo a segno 50 gol e concedendone solamente 19, che li rendono, come detto, la squadra meno battuta.

Un ruolo decisivo, in questo senso, è svolto in gran parte dal centrocampo, capace di coordinare qualità e quantità, dando copertura alla difesa e allo stesso tempo supportando le punte con assist e inserimenti. A beneficiarne è proprio il reparto offensivo. Burak Yilmaz e Jonathan David, infatti, si sono letteralmente presi sulle spalle il peso dell’attacco, e insieme a Yazici, Bamba ed Ikoné, lo sostengono come Atlante faceva col mondo.

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I veri pilastri, però, sono Josè Fonte e Mike Maignan. Il loro carisma e la loro esperienza sono infatti necessari per Galtier, indispensabili per l’economia dell’intera squadra. In un gruppo dall’età media così bassa (25,3 anni), infatti, non possono mancare elementi come loro, veri e propri punti di riferimento per i più giovani.

Il collettivo costruito e la sua straordinaria crescita stanno consentendo al Lille di concorrere attivamente per la vittoria finale. Mai dire mai.

DAVIDE CONTRO GOLIA

Dunque, PSG-Lille sarà lo scontro che, probabilmente, decreterà il vincitore della Ligue 1 2020/21. Agli occhi di molti potrebbe apparire una partita quasi già segnata, soprattutto visto il divario tecnico tra le due compagini. Pensieri fallaci, per molti altri.

È vero che “Les Parisiens” sono sicuramente i favoriti, aiutati anche dalla situazione di classifica che li vede in vantaggio sui “mastini” grazie alla differenza reti. D’altro canto, sarebbe quasi un’eresia non aspettarsi una partita aperta, incerta fino al triplice fischio dell’arbitro. Non è un caso se il match di andata si è chiuso con il risultato di 0-0, peraltro salvato da un intervento miracoloso di Presnel Kimpembe che, allo scadere dell’incontro, ha fermato da solo quattro avversari lanciati in contropiede verso la propria porta.

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Per entrambe è necessario vincere, perché un altro pareggio non avvantaggerebbe nessuna delle due, e anzi rilancerebbe le speranze delle inseguitrici. A beneficiarne, infatti, potrebbero essere il Lione di Rudi Garcia (impegnato in casa del Lens) e il Monaco guidato da Niko Kovac (che ospiterà allo Stade Louis-II il Metz), rispettivamente distanziate di tre e quattro punti.

Il PSG parte con i favori del pronostico, ma dopo il 3-0 subito recentemente, è ragionevole immaginare una reazione dei ragazzi di Galtier, che, sebbene siano così giovani, hanno tutte le carte in regola per compiere l’impresa che permetterebbe loro di entrare di diritto nella storia del calcio.

 

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