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Allegri-Agnelli: in corso il summit decisivo per il futuro della Juventus

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Allegri-Agnelli: in corso il summit decisivo per il futuro della Juventus

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 “Telenovela”: termine nato per descrivere infinite e indecifrabili serie televisive, nel gergo calcistico viene utilizzato per sintetizzare trattative o discussioni contrattuali altrettanto lunghe e incomprensibili. In questo senso l’ultima telenovela che tiene incollati tifosi juventini e non agli smartphone o ai teleschermi, è l’attesissimo incontro tra Agnelli e Allegri per il futuro dell’allenatore juventino. Da un mese a questa parte infatti, più precisamente dalla sconfitta in Champions League con l’Ajax, il rinnovo del tecnico livornese (il contratto scadrà nel 2020) è stato più volte messo in dubbio dai tifosi e dagli addetti ai lavori. E la società? Inizialmente silenziosa al riguardo, l’apparato dirigenziale bianconero ha sempre manifestato a parole la volontà di trattenere l’allenatore toscano ma nei fatti ha atteso, sino a queste ultime ore, per un summit chiarificatore.

Ieri sera, infatti, lontano da telecamere e occhi indiscreti, c’è stato il primo round dell’incontro tra Massimiliano Allegri e Andrea Agnelli. Seduti ad un tavolo di un ristorante di Torino, i due si sono trattenuti per una cena veloce e cordiale che ha fissato i paletti per il secondo tempo di questo tanto atteso vertice. Seconda parte che sarebbe in corso proprio in queste ore alla Continassa: da quanto è trapelato da Sky Sport, al termine dell’allenamento delle 13, Massimiliano Allegri sarebbe rimasto all’interno del centro sportivo bianconero con Chiellini per dirigersi, insieme al suo capitano, nella sede. Ad attendere i due, oltre al presidente Agnelli, ci sarebbero anche Fabio Paratici e Pavel Nedved per giungere definitivamente ad un esito della vicenda.

Tra i tanti step della discussione, sicuramente vi saranno le richieste di mercato e contrattuali chieste da Allegri: l’allenatore livornese, infatti, ha ribadito la volontà di arrivare ad un aumento economico ma sopratutto l’esigenza di rinnovare la squadra con gli innesti di quattro-cinque profili di alto livello e la cessione di qualche giocatore fuori dal progetto tecnico. Rispetto al sereno rinnovo di due anni fa, la situazione attuale è molto più simile a quella precedente all’addio di Conte che aveva spinto per un ricambio dell’organico bianconero. Richieste che avevano portato all’addio e all’arrivo dell’allenatore toscano. Non è escluso quindi che dopo le parole di Nedved che aveva definito la rosa bianconera “difficilmente migliorabile”, un ricambio importante di uomini possa portare alla più semplice via della separazione. Ipotesi su ipotesi che portano alla conclusione che tutto è possibile, basta aspettare: che sia addio o rinnovo, in serata probabilmente si saprà quale sarà il futuro della panchina bianconera.

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Troost-Ekong sul futuro di Osimhen: “So dove giocherà ma non posso svelarlo”

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troost ekong

William Troost-Ekong è un’ex conoscenza del calcio italiano: ha avuto un’esperienza all’Udinese e una alla Salernitana. Ora gioca al Paok Salonicco dopo l’esperienza in Inghilterra con il Watford. Il difensore nigeriano è compagno di squadra dell’attaccante mascherato che ha portato la scorsa stagione il Napoli alla conquista di uno scudetto tanto sentito. Stiamo parlando di Victor Osimhen, 25enne originario di Lagos.

I due hanno disputato assieme la Coppa d’Africa, con il difensore che è stato premiato come miglior giocatore della competizione. Ai microfoni di Sky Sport, oltre ad aver affrontato temi personali, si è lasciato scappare qualche dettaglio interessante inerente al collega.

NAZIONALE NIGERIANA – “Quando giochi per la tua nazionale è bellissimo. Quest’anno per me è stata la Coppa d’Africa più bella, aver segnato in finale da capitano è la cosa migliore della mia carriera e della mia vita“.

SALERNITANA E UDINESE – “Seguo sempre la Serie A, è un campionato bellissimo. Questo weekend con Salernitana-Udinese, sarà particolare per me anche perché è stata pure l’ultima partita giocata da me nel campionato scorso. Sicuramente i punti servirebbero di più alla Salernitana che all’Udinese“.

INIZI DELLA CARRIERA CON KANE AL TOTTENHAM – “Abbiamo iniziato insieme 14 anni fa e dopo l’allenamento rimaneva sempre in campo per provare qualcos’altro: tiri, rigori, lavorava con i portieri. Ha sempre voluto crescere e questa cosa alla fine l’ha portato a raggiungere il top del top. È un esempio della voglia di migliorare e lavorare sempre di più”.

FUTURO DI OSIMHEN – “Veramente non posso dirvi niente, ma lo so!”. Così Troost-Ekong ha chiuso l’intervista, con una risata tipica di chi sa cosa bolle in pentola ma non può ancora rivelare il menù.

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Il Valencia si oppone: niente Netflix per il ritorno di Vinicius dopo l’episodio di razzismo dello scorso anno

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Vinicius Jr. Clásico

Era il 21 maggio 2023 quando Vinicius Jr. è stato vittima di un episodio razzista durante un match di La Liga. La location era il Mestalla di Valencia, in campo los Che, ovvero i padroni di casa, contro il Real Madrid di Carlo Ancelotti. Siamo attorno al 70′ di gioco, quando sull’1-0 per il Valencia, c’è un pallone di troppo in campo. Il raccattapalle ha contribuito al disturbo malizioso dell’azione dei blancos, il difensore Comert lo calcia in direzione del brasiliano, che di lì a poco sarebbe passato da attore del match a vittima di insulti razzisti.

L’EPISODIO DELLA SCORSA STAGIONE

Il numero 7 sente qualcosa che non vorrebbe sentire e indica un responsabile sugli spalti. Si avvicina, quasi faccia a faccia, mentre il suo allenatore e l’arbitro De Burgos Bengoetxea tentano di calmarlo. Il classe 2000 non sembra intenzionato a proseguire il match, nonostante gli avvisi dello speaker dello stadio ai tifosi locali. “Mono” è la parola pronunciata e significa scimmia in lingua spagnola; i tifosi provarono a giustificarsi, affermando di aver detto “tonto” (scemo). Non finisce così. Il finale è bollente, il pubblico viene provocato e scoppia una rissa in campo che vede coinvolto Vinicius, prima ammonito, poi espulso grazie all’ausilio del VAR. Per il giovane talento è una beffa colossale e lascia il campo mostrando il segno due, inteso come Segunda Divisiòn.

COSA C’ENTRA NETFLIX?

A poco meno di un anno dall’episodio, Valencia Real si sfideranno di nuovo al Mestalla, ma i padroni di casa tentano di tutelare la serenità dell’ambiente. In concreto, Netflix sta documentando la stagione del 23enne. Di conseguenza il calciatore è seguito da un’intera troupe, con l’intento di registrare anche il ritorno in quello stadio. Questo non avverrà, manca il sì del Valencia. Anzi, la risposta della squadra di casa è stata chiara. Un no che va a tutela del proprio pubblico che altrimenti “sarebbe stato etichettato come cattivo a prescindere”. Questo viene riportato da Relevo. Netflix avrebbe anche provato anche a intervistare Hugo Duro, giocatore avversario che aveva subito il contatto da rosso per Vinicius Jr. La risposta? Altra negazione.

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Lutto nel mondo del calcio: scomparso a 50 anni La Cagnina

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Cremonese

Il calcio è in lutto per la morte dell’ex calciatore José La Cagnina. Cresciuto nel vivaio dell’Inter, divenne un simbolo della Cremonese a inizio anni 2000 grazie alla doppia promozione dall’allora Serie C2 alla Serie B. Nella notte è scomparso a 50 anni dopo una lunga malattia.

Nel 2014 aveva appeso gli scarpini al chiodo e aveva avviato la sua carriera da allenatore fino a diventare il responsabile del progetto Udinese Academy. Questa notte la sua scomparsa e questo l’ultimo saluto della Cremonese.

IL SALUTO DELLA CREMONESE

IL COMUNICATO – È con profondo dolore che U.S. Cremonese apprende la notizia della scomparsa di Josè La Cagnina. Alla moglie, ai figli e a tutti i famigliari vanno le più sentite condoglianze della proprietà e del club grigiorosso. Josè La Cagnina, cinquant’anni, giocatore tuttofare. Uno dei protagonisti della grande cavalcata della Cremonese di Giorgio Roselli che ha conquistato due promozioni consecutive dalla C2 alla serie B fra il 2003 e il 2005 si è spento oggi, lunedì 26 febbraio. Nato a Como il 20 giugno 1973 e cresciuto nel vivaio dell’Inter, arriva a Cremona nell’estate del 2003 da Pavia dove aveva già ottenuto una promozione dalla D alla C2. Attaccante duttile e generoso, diligente e propositivo, sempre disposto al sacrificio e all’aiuto ai compagni. Con la Cremo, quella che in attacco poteva vantare la coppia formata da Gioacchino Prisciandaro e Ricky Taddei, disputa solo due campionati ma si toglie la soddisfazione di vincerli entrambi. Arrivato come ala sinistra e schierato da mister Roselli in tutti i ruoli possibili, nel 2003/2004 in serie C2 colleziona 34 presenze mettendo a segno due reti. Nel secondo, concluso con il primo posto nel girone A di Serie C1, scende in campo in 25 occasioni andando a segno quattro volte. Nel 2005 torna a Pavia per poi andare al Lecco. Con i lariani in C2 ottiene la quarta promozione della carriera prima di passare al Voghera, ai Crociati Noceto e terminare una carriera agonistica di tutto rispetto in Promozione con il Treviso nel 2013/14 ed intraprendere la strada di allenatore per le squadre giovanili, con un passaggio a Padova e tre stagioni consecutive come responsabile dell’Udinese Accademy. Josè lascia la moglie e due figli. Ti sia lieve la terra, Josè”.

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Bologna-Thiago Motta, prove di rinnovo: le ultime sul futuro del tecnico

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Thiago Motta

È ancora febbraio, è vero, ma già adesso si inizia a parlare del valzer degli allenatori in Serie A: uno dei tecnici più ambiti da tutte le squadre è sicuramente Thiago Motta, attuale allenatore del Bologna. L’ex tecnico dello Spezia ha fatto rinascere il club felsineo portandolo all’attuale quarto posto in classifica, ma il futuro di Thiago Motta potrebbe non dipendere solamente dalla volontà degli emiliani.

DAL POSSIBILE RINNOVO AL POSSIBILE ADDIO: BOLOGNA COSA FAI CON THIAGO MOTTA?

Come ben riportato anche da La Gazzetta dello Sport nell’edizione odierna, il futuro di Thiago Motta attualmente è tutto tranne che ben definito. Bologna lo sta riempiendo d’affetto, dai calciatori ai tifosi in primis, ma sicuramente l’ex tecnico dello Spezia riceverà grandi offerte da “top club” da qua a fine giugno. Thiago Motta per ora rimane concentrato a raggiungere l’obiettivo Europa con il Bologna, ma una volta terminata la stagione sarà il momento di fare le somme e il futuro del tecnico è uno dei punti interrogativi più grandi di questo valzer degli allenatori.

Attualmente Thiago Motta potrebbe lasciare il capoluogo emiliano per approdare in una big: su di lui infatti c’è il forte interesse di Juventus e Milan in Italia, ma anche di PSG in Francia, Barcellona in Spagna e Porto in Portogallo. È anche vero che in caso di raggiungimento di Europa con gli emiliani, l’allenatore potrebbe decidere di rimanere anche per un altro anno. È sicuramente un argomento su cui restare focalizzati da qua a fine giugno, anche perché sarà uno dei punti interrogativi più grandi di questa estate.

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